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L'ARCHIVIO
DETTAGLI DEL DOCUMENTO - SEGNATURA: C-4738

Titolo:
Cosimo Baroncelli a Giovanni de' Medici: «Sabato sera fecero questi commedianti... »

Abstract:
Cosimo Baroncelli riferisce a Giovanni de' Medici che sabato sera i commedianti fecero la loro ultima commedia e la Signora Lavinia, nel licenziarsi dal popolo, lo intenerì a tal punto con le sue movenze che tutti reputarono tale compagnia come la migliore degli ultimi tempi. Il Signor [Iacopo] Cicognini stampò in lode della Signora una canzone che fece lanciare in gran quantità da alcuni ragazzi che si trovavano in alto negli ultimi stanzini. Riporta inoltre la notizia di una strana vicenda riguardante il Principe Don Lorenzo [de' Medici] e un anellino. I Comici partirono da Firenze la domenica mattina a buon ora e Baroncelli esprime il proprio rammarico per non averli visti alla partenza e per non aver sentito la commedia, ritenendo che la rappresentazione di sabato non fosse l'ultima. Il Duca di Mantova infatti ha affrettato il loro viaggio e ha pagato loro le cavalcature e tutte le comodità che hanno desiderato. Il Signor Flavio è rimasto a Firenze e partirà domani mattina con la Signora Celia che voleva trascorrere lì la Pasqua. Soggiunge che quest'ultima si duole degli onori ricevuti dalla Signora Lavinia e «vorrebbe uscire di compagnia con buona grazia di Vostra Eminenza Illustrissima alla fine di carnovale, per vivere nondimeno sotto la protezzione dell'Eccellenza vostra in qualsiasi compagnia che vada». Baroncelli lo informa che una sera la Signora Celia fu fischiata dal popolo a tal punto che pareva non si potesse più recitare; alla fine della commedia il Signor Flavio si rivolse al pubblico scusandosi a nome della Compagnia e concluse che «si porta rispetto al cane per amor del padrone». La sera successiva la rappresentazione si svolse senza interruzione. A chiusura della lettera, Baroncelli riferisce che il Cardinale tenne tutto l'anno scorso la chiave dello stanzino di Giovanni de' Medici e di esso si servì anche monsignor Corsini, Tommaso Medici e il Signor Nerli con sua moglie e molte donne sono transitate attraverso di esso. Esprime la sua preoccupazione per quest'uso incontrollato dello stanzino e consiglia di non lasciare più lungamente la chiave in mano ad altri, tuttavia attende suoi ordini a proposito.
Provenienza:
Firenze, Archivio di Stato - Mediceo del Principato
Segnatura Originaria:
f. 5147, cc. 252-254
Note:

Parole chiave:
carnevale, pasqua, stanzino
Comici:
Marina Dorotea Antonazzoni (Lavinia), Maria Maloni/Malloni (Celia), Flaminio Scala (Flavio), Comici [Confidenti]
Persone notevoli:
Cosimo Baroncelli, Giovanni de' Medici, [Iacopo] Cicognini, Cardinale [de' Medici], Principe Don Lorenzo [de' Medici], Duca di Mantova, Monsignor Corsini, Tommaso Medici
Luoghi citati:
Firenze, Mantova
Opere e soggetti letterari:
canzone di [Iacopo] Cicognini
Definizione: Lettera
Luogo: Firenze
Data inizio: 25/12/1618
Data fine: N/D
Lingua: Italiano
Categorie:
1.1 Comici
10.2 Scrittori
2.1 Città
2.2 Mezzi, modalità e vie di percorso
2.3 Spese
3.1.3 Rapporti tra attori e rivalità
3.1.4 Avvento dell'attrice
3.2.2 Protezione e richiesta di favori
4.2.1 Stanze
4.3.2 Intermediari
6.2 Commedia
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