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Attori italiani e francesi sul palcoscenico del Théâtre Royal, fine del secolo XVII
 IN EVIDENZA
 14.09.2016 - ARCIPELAGO OCNO - PROGRAMMA DI SETTEMBRE
PRENOTAZIONI E INFO. n. 0376 288208 Casa del Rigoletto

Le viste arcipelago sono programmate nelle seguenti date e orari:
 
16 settembre dalle 10.00 alle 12.00
17 settembre dalle 10.00 alle 12.00
18 settembre dalle 10.00 alle 12.00 – con accompagnamento operatore Amici di Palazzo Te
23 settembre dalle 10.00 alle 12.00
24 settembre dalle 10.00 alle 12.00
25 settembre dalle 10.00 alle 12.00 – con accompagnamento operatore Amici di Palazzo Te
30 settembre dalle 10.00 alle 12.00
1 ottobre dalle 10.00 alle 12.00
2 ottobre dalle 10.00 alle 12.00 – con accompagnamento operatore Amici di Palazzo Te
 
La domenica mattina i gruppi saranno accompagnati da un operatore di Amici di Palazzo Te che racconterà leggenda Ocno e darà informazioni sulla città
 
Gruppi di massimo 24 persone per volta con durata della vista di 15 minuti sull’arcipelago + trasporti
 
Le partenze (6 in tutto) sono scaglionate secondo le seguenti fasce orarie, prego infopoint di specificarlo in sede di prenotazione. Gli orari sono tassativi e non recuperabili
 
  1. P.10.00
  2. P.10.20
  3. P.10.40
  4. P.11.00
  5. P.11.20
  6. P.11.40
 20.07.2016 - APERTURA VENDITA BIGLIETTI MANTOVATEATRO 2016/2017
LA BIGLIETTERIA DEL TEATRO SOCIALE APRIRà IL 20 SETTEMBRE MA E'  POSSIBILE ACQUISTARE I BIGLITTI ONLINE SUL SITO:  teatrosocialemantova.it
 05.07.2016 - MANTOVATEATRO2016/2017
 MANTOVA TEATRO
 STAGIONE 2016-17
  1. 7 Novembre 2016
            Teatro Vascello
            “LE BACCANTI, Dionysus il dio nato due volte
            da  Euripide
            con Daniele Salvo e Manuela Kustermann
            Regia di Daniele Salvo
 
  1. 29 Novembre 2016
            Ginevra Media Production S.R.L
            “DIECI PICCOLI INDIANI… e poi non ne rimase nessuno”
            dal romanzo “Dieci piccoli indiani” di Agatha Cristhie
            con Carlo Simoni, Mattia Sbragia, Ivana Monti, Luciano  Virgilio
            Regia di Ricard Reguard
 
  1. 7 Dicembre 2016
            Teatro Dell’elfo
            “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE” di William Shakespeare
            Regia di Elio De Capitani
          
  1. 16 Gennaio 2017
Teatro Stabile Dell’umbria
“L’ORA DI RICEVIMENTO” di Stefano Massini
con Fabrizio Bentivoglio
Regia di Michele Placido  
 
  1. 15 Febbraio 2017
La Pirandelliana S.R.L
“UN’ORA DI TRANQUILLITA’” di Florian Zeller
con Massimo Ghini, Galatea Ranzi
Regia di Massimo Ghini  
 
  1. 28 Febbraio 2017
            Goldenart Production
            “I DUELLANTI” di Joseph Conrad
             con Alessio Boni, Marcello Prayer
             Regia Alessio Boni, Roberto Aldorisi

 
  1. 8 Marzo 2017
Nuovo Teatro    
“GIOCANDO CON ORLANDO” liberamente tratto da Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
            con Stefano Accorsi, Marco Baliani
            Regia di Marco Baliani
 21.06.2016 - ARLECCHINO D'ORO 2016
 Il 25 giugno Palazzo Te ospita 77 Million Paintings for Palazzo Te di Brian Eno, l'inedito progetto di visual art ideato dal celebre artista inglese appositamente per Centro Palazzo Te che resterà allestito sino al 2 luglio.
In questa occasione l’artista sarà insignito del premio dell’Arlecchino d’Oro 2016.
Dal 1999 il premio Arlecchino d’Oro viene attribuito dalla Fondazione Mantova capitale Europea dello Spettacolo ad una personalità del teatro, della musica, della danza e delle arti performative che rappresenti una eccellenza per capacità inventiva, per eclettismo, per innovazione e forza interpretativa.
Brian Eno, multiforme esploratore del mondo contemporaneo, ha progressivamente e fortemente mutato la realtà musicale internazionale.
La consegna dell’Arlecchino assume maggior rilievo in quanto viene assegnato ad un personaggio che oggi vive una speciale interazione con Mantova, nell’anno della Capitale Italiana della Cultura, poiché il progetto inedito è creato espressamente per la città.
L’Arlecchino d’oro 2016 è opera dello scultore mantovano Andrea Iori.
Per maggiori informazioni potete consultare il sito internet: www.centropalazzote.it
I biglietti sono disponibili in prevendita a questo link.
 
 19.02.2016 - MODIGLIANI


 

 


Lunedi 15 FEBBRAIO 2016 ore 21

Teatro Sociale di Mantova

Alessandro Longobardi per Oti e Mario Minopoli per Prgma  in collaborazione con Istituto Amedeo Modigliani

presentano

Modigliani

Uno spettacolo scritto e diretto da

Angelo Longoni

con


                                                  Marco Bocci

 

Romina Mondello, Claudia Potenza, Giulia Carpaneto, Vera Dragone

musiche Ryuichi Sakamoto

scene Gianluca Amodio

costumi Lia Morandini

video Angelo Longoni e Gianluca Amodio

in collaborazione con Istituto Amedeo Modigliani

 

personaggi e interpreti:

Amedeo Modigliani Marco Bocci

Kiki de Montparnasse Giulia Carpaneto

Jeanne Hébuterne Claudia Potenza

Anna Achmatova Vera Dragone Beatrice Hastings Romina Mondello

 

musiche Ryuichi Sakamoto

scene Gianluca Amodio

costumi Lia Morandini

video Angelo Longoni e Gianluca Amodio

in collaborazione con Istituto Amedeo Modigliani
 

 

Raccontare la vita e l’opera di Amedeo Modigliani oggi, non significa solo rendere omaggio a uno dei pittori più famosi e amati al mondo ma anche rendere omaggio a un periodo storico.

Dietro all’autore delle donne dal collo lungo c’è una vita vissuta in uno dei momenti più dinamici, movimentati, e stimolanti della storia del ‘900 europeo.

Libertà - Bellezza - Verità – Amore: queste sono le parole chiave del movimento d’artisti provenienti da tutto il mondo e residenti nei quartieri parigini di Montmartre e Montparnasse

Raccontare Modigliani significa rappresentare anche una delle storie d’amore più famose e commuoventi che abbiano mai riguardato un artista.

Come in Romeo e Giulietta, l’amore tra Amedeo e la sua Jeanne Hebuterne non può sopravvivere agli amanti. Grande finale tragico e romantico di un amore totalizzante, come, del resto, era totalizzante la vita di Parigi in quel magico inizio di secolo.

 

Non si può raccontare Modigliani senza descrivere le donne che lui ha amato e dipinto, con la loro dolcezza, la loro impenetrabilità e sensualità.

Ed è proprio il mondo femminile che è al centro di questo film che racconta la vita parigina del pittore attraverso quattro donne significative della sua vita. Quattro personaggi reali ma anche simbolici che scandiscono i diversi periodi della sua arte e della sua vita affettiva.

 

L’amore e l’arte sono gli argomenti principali della narrazione, sempre collegati fra loro attraverso un continuo dialogo intrecciato che costituisce l’essenza del carattere e della psicologia di Amedeo.

 

I quattro personaggi femminili attraverso i quali si percorrerà la vita parigina di Amedeo sono:

 

KIKI DI MONTPARNASSE, prostituta e modella famosissima nell’ambiente artistico parigino. Quando la conosce Amedeo è appena arrivato nella capitale francese..

La figura di Kiki è importante nella vita di Modì perché segna l’incontro con un mondo nuovo e sconosciuto per il giovane livornese. Attraverso Kiki viene in contatto con gli atteggiamenti liberi e disinibiti dell’ambiente artistico e, nella sua testa, l’idea borghese dell’arte viene soppiantata da quella boehmienne. Grazie a  Kiki conosce tutti gli artisti dell’epoca: Utrillo, Picasso, Soutine, Brancusi, Rivera. Ed è Kiki però che gli fa amare tutto ciò che lo porterà alla distruzione: hashish, oppio e assenzio: “la fata verde”.

 

 

 

 

 

ANNA ACHMATOVA, poetessa russa, magra, alta, bel viso, capelli neri, occhi da cerbiatta, sposata col poeta Nikolaj Gumilev. L’intesa tra lei e Amedeo è altissima soprattutto dal punto di vista intellettuale. Anna lo calma, lo aiuta a contenere il consumo di alcol e droga.

Tra di loro nasce un amore spirituale e carnale, profondo e pieno di rispetto reciproco. La Achmatova sarebbe potuta diventare il vero grande amore della vita di Amedeo, la donna perfetta per lui, ma era troppo legata alla sua terra di origine ed era sposata.

Anna estrae il meglio da Amedeo, lo fa parlare e riflettere, sa anche contraddirlo, i loro discorsi sull’arte mettono in luce le sue convinzioni.

Quando Anna se ne va da Parigi, Amedeo crolla però nella disperazione e nei suoi vizi. Quando non è sostenuta dall’amore, la sua psiche non regge e lo spirito della sua arte si affievolisce.

 

BEATRICE HASTINGS, ricca bella, colta, 5 anni più grande di lui. Divorziata da un pugile. Femminista, progressista. Una giornalista che scriveva da Parigi e inviava le “Impressions of Paris” al quotidiano britannico The New Age. Figura di primo piano nei circoli bohèmien della capitale francese. Con Amedeo Beatrice ha una controversa relazione da conviventi. Lei posa per numerosi suoi dipinti e disegni. Il loro è un grande amore, ma è anche caratterizzato da scenate furibonde. Beatrice ha un forte influsso su Modì ma, insieme, i due fanno scintille, entrambi sono passionali, litigiosi e rancorosi.

Beatrice crede nel talento di Amedeo, lo spinge a fare solo il pittore e a lasciar perdere la scultura per la quale Amedeo ha un’autentica passione. Il marmo è pesante ed è difficile da spostare e da scolpire, la polvere che produce fa malissimo ai polmoni e gli causa tosse e crisi respiratorie. Beatrice lo aiuta in tutti modi, gli paga tele e pennelli, lo fa mangiare ma è anche troppo dominante e impositiva e non concepisce che l’arte non abbia uno sbocco commerciale immediato. I due, dopo una tormentata relazione, si scoprono incompatibili.

 

Finalmente nella vita di Amedeo entra la giovanissima JEANNE HEBUTERNE.

Gli amici di Amedeo vedono un cambiamento in lui e dicono: “Quest’amore lo salverà”.

I genitori di Jeanne però disapprovano l’amore della figlia per un ebreo, straniero, malato e povero in canna. In breve però la ragazza di fronte all’ennesimo aut aut della famiglia lascia per sempre la casa paterna. Grazie a lei Amedeo migliora in tutto, sia come artista, che come uomo.

Amedeo, vicino a Jeanne, sembra un altro, ma la su salute è minata dalla tubercolosi. Quando Jeanne rimane incinta del secondo figlio, Amedeo

muore all'Hospital de la Charitè. E’ il 24 gennaio 1920.

Jeanne, straziata si butta dalla finestra del quinto piano all'indomani della morte di Amedeo, uccidendo con sé anche la creatura che portava in grembo.

 

 

Biglietteria Teatro Sociale di Mantova

Vendita online: http://www.teatrosocialemantova.it/

p.zza Cavallotti, 14/A

46100 Mantova

tel. +39 0376 197 4836

Orari di apertura

Martedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:30, mercoledì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00.

La biglietteria aprirà un'ora prima dell'inizio dello spettacolo e sarà possibile acquistare i biglietti

esclusivamente per la serata stessa.

Prezzi:

BIGLIETTI

€ 25 platea

€22 palchi

€15 studenti/over 65

€15 loggia e loggione

Pacchetti

€60 per 4 spettacoli

€40 per 4 spettacoli (riservato studenti)

Info:

Fondazione “Umberto Artioli”

Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

www.capitalespettacolo.it

fondazione@capitalespettacolo.it

tel. 0376 221259

 

 

 03.02.2016 - IL RITORNO DI CASANOVA

Mantova Teatro 2016

 

Lunedi 15 FEBBRAIO 2016 ore 21

Teatro Sociale di Mantova

IL RITORNO DI CASANOVA

di Arthur Schnitzler

traduzione, adattamento e regia di Federico Tiezzi

 

con:

Giacomo Casanova Sandro Lombardi, Sottotenente Lorenzi Alessandro Marini

 

drammaturgia Sandro Lombardi e Fabrizio Sinisi

costumi Giovanna Buzzi

disegno luci Gianni Pollini

 

L’avventuriero veneziano, ormai giunto a 53 anni, stanco di avventure erotiche e nauseato dal suo passato di diplomatico da strapazzo, ha un solo desiderio: tornare nell’amata Venezia ma, proprio quando sembra che il suo sogno stia per realizzarsi, un vecchio amico lo trascina in una sua casa di campagna nei pressi di Mantova, dove Casanova incontra la giovane Marcolina, che riaccende il suo desiderio.

Lo sguardo che la donna gli rivolge, freddo e indifferente, lo getta però nella disperazione: si sente vecchio e ormai incapace di esercitare fascino. L’amaro sapore della sconfitta lo spinge a un estremo quanto folle tentativo: sospettando che la giovane sia in realtà l’amante di un bellimbusto, un certo sottotenente Lorenzi, fa di tutto per scoprire la verità e, avuta conferma ai suoi sospetti, una notte si sostituisce con l’inganno a Lorenzi. Avrà così l’amore desiderato della bella Marcolina attraverso l’inganno ma, dopo un sogno misterioso, al risveglio, la situazione precipita.

Il Ritorno di Casanova, è uno dei capolavori narrativi di Arthur Schnitzler, grande cantore della Vienna spumeggiante e feroce  nel declinante Impero asburgico. In questo meraviglioso racconto del 1918 – ridotto  ad opera teatrale attraverso l’artificio di far parlare Casanova in prima persona - si rivela la tragicommedia della coscienza moderna, sganciata dai valori della tradizione, attenta ai propri istinti e ai propri falsi valori, nel tentativo di sfuggire alla vecchiaia e alla morte. Il cuore del testo è quindi un freudiano scontro fra Amore e Morte, segnato dall’angoscia della fine di un’epoca “felice”.

Torna dunque da un’angolazione ancora diversa, l’indagine sul mistero dell’amore, al quale Tiezzi e Lombardi hanno già dedicato Un amore di Swann di Marcel Proust, rappresentato con successo nel 2012 e nel 2013, e Non si sa come di Luigi Pirandello, spettacolo molto apprezzato da pubblico e critica nel corso dell’ultima stagione.

 

Biglietteria Teatro Sociale di Mantova

Vendita online: http://www.teatrosocialemantova.it/

p.zza Cavallotti, 14/A

46100 Mantova

tel. +39 0376 197 4836

Orari di apertura

Martedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:30, mercoledì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00.

La biglietteria aprirà un'ora prima dell'inizio dello spettacolo e sarà possibile acquistare i biglietti

esclusivamente per la serata stessa.

Prezzi:

BIGLIETTI

€ 25 platea

€22 palchi

€15 studenti/over 65

€15 loggia e loggione

Pacchetti

€60 per 4 spettacoli

€40 per 4 spettacoli (riservato studenti)

Info:

Fondazione “Umberto Artioli”

Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

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 19.01.2016 - NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI

Mantova Teatro 2016

 

Venerdì 22 GENNAIO  2016 ore 21

Teatro Sociale di Mantova

Teatro e Società

NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI

di Annibale Ruccello

con Giuliana De Sio

regia di Enrico Maria Lamanna


Il testo propone, ancora una volta, il viaggio che Ruccello aveva intrapreso nel quotidiano attraversato e contaminato dal thriller, nonché il viaggio nel panorama desolato della periferia urbana, dei ghetti degradati, tra le tv locali e le radio libere. Un percorso apparentemente triste, che però viene ravvivato ora da una miscellanea di sentimenti, ora da involontaria comicità.

Una serie di colpi di scena con un occhio al cinema "thrilling"; ma mentre "Le cinque rose" ha come riferimento il cinema di Hitchcock, di Argento, di Polanski, nel "Notturno" domina quello anni '70, per intendersi di Scorsese e di Kubrik. I canoni sono sempre gli stessi: il luogo isolato, il protagonista barricato all'interno, la minaccia esterna che semina orrore e sgomento fino ad un catartico finale.

L'azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all'alba. Una sera accade che strani individui, temuti e desiderati da troppo tempo, si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva. Un progetto in definitiva che segna l'ideale ricostruzione del discorso su Ruccello, sulla violenza e modernità delle metropoli.

La mano del regista ha saputo cogliere gli aspetti più significativi di un testo percorso, come è nello stile dell’autore, da un coacervo di sentimenti contrastanti. Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Giuseppina De Nonno-Ruccello, madre dell'autore, ancora oggi rigorosamente vicina alla "vicenda drammaturgica" dell'indimenticabile Annibale.

 

Biglietteria Teatro Sociale di Mantova

Vendita online: http://www.teatrosocialemantova.it/

p.zza Cavallotti, 14/A

46100 Mantova

tel. +39 0376 197 4836

Orari di apertura

Martedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:30, mercoledì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00.

La biglietteria aprirà un'ora prima dell'inizio dello spettacolo e sarà possibile acquistare i biglietti

esclusivamente per la serata stessa.

Prezzi:

BIGLIETTI

€ 25 platea

€22 palchi

€15 studenti/over 65

€15 loggia e loggione

Pacchetti

€60 per 4 spettacoli

€40 per 4 spettacoli (riservato studenti)

Info:

Fondazione “Umberto Artioli”

Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

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 08.01.2016 - TRADIMENTI_MANTOVA TEATRO 2016
Lunedì 18 GENNAIO 2016 ore 21
Teatro Sociale di Mantova
Goldenart Production
TRADIMENTI
 
di Harnold Pinter
regia di Michele Placido
 
Ambra Angiolini e Francesco Scianna
e con Francesco Biscione
 
 
 
La storia si dipana a ritroso, dal 1977 al 1968.
Emma, manager in una galleria d’arte, e Jerry, scrittore e agente letterario, si rivedono due anni dopo la fine della loro relazione. Sono stati amanti per cinque anni, distraendosi dai rispettivi matrimoni in un appartamento preso in affitto, finchè Robert, marito di Emma e testimone di nozze di Jerry,costringe la moglie ad ammettere il tradimento, dopo aver sospettato a lungo sulla relazione tra i due. L’apparente banalità del ménage tra marito, moglie e amante si dissolve nel protrarsi della narrazione all’indietro. Mentre lo spettatore scopre nuovi dettagli, si delinea il carattere quasi esistenziale della condizione di tradito e traditore. L’inganno che copre la stanchezza di questi matrimoni, divenuti asfittici, diventa il passepartout per un’apparente libertà che, tuttavia, non va al di là della distrazione pura e semplice: i rapporti falliti restano, assieme ad una profonda stanchezza e all’impossibilità di fidarsi di chi si ha vicino. Il testo 'Tradimenti' nasceda uno spunto autobiografico: Pinter, sposato con l’attrice Vivien Marchant, visse una relazione lunga sette anni con la presentatricetelevisiva Joan Bakewell. Scritta nel 1978 e ambientata tra Londra e Venezia, questa è una delle commedie più famose dello scrittore premio Nobel 2005 per la letteratura, portata sul grande schermo nel 1983,diretta da David Hugh Jones con Jeremy Irons, Ben Kingsley e Patricia Hodge.
 
 
 
Biglietteria Teatro Sociale di Mantova
p.zza Cavallotti, 14/A 46100 Mantova tel. 0376 197 4836
Orari di apertura
Martedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:30, mercoledì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00.
La biglietteria aprirà un'ora prima dell'inizio dello spettacolo e sarà possibile acquistare i biglietti esclusivamente per la serata stessa.
 
 
 
 30.12.2015 - MANTOVA TEATRO 2016

Biglietteria Teatro Sociale di Mantova

p.zza Cavallotti, 14/A
46100 Mantova
tel. +39 0376 197 4836

Vendita online: http://www.teatrosocialemantova.it/

 
Orari di apertura
Martedì e giovedì dalle 10:30 alle 12:30, mercoledì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00.
La biglietteria aprirà un'ora prima dell'inizio dello spettacolo e sarà possibile acquistare i biglietti esclusivamente per la serata stessa.
 
Prezzi:
 
BIGLIETTI
 
€ 25 platea
€22 palchi
€15 studenti/over 65
€15 palchettisti
€15 loggia e loggione
 
Pacchetti
 
€60 per 4 spettacoli
€40 per 4 spettacoli (riservato studenti)
 

 

 

 29.12.2015 - MANTOVA TEATRO 2016

La Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo ha accettato con il consueto entusiasmo di organizzarela Stagione Teatrale in collaborazione con il Comune di Mantova. Si tratta di una breve stagione costituita da quattro appuntamenti che saranno un’importante anteprima di quello che offrirà, da Marzo, il palinsesto degli appuntamenti culturali e quindi, anche teatrali, di Mantova Capitale Italiana della Cultura. Il Teatro Sociale ospiterà i quattro spettacoli di prosa, in un rinnovato spirito di collaborazione tra istituzioni mantovane che questa amministrazione intende valorizzare e promuovere. La prosa ritrova così la cornice più congeniale dopo anni di attesa. Dunque, a partire dal 18 gennaio, saranno a Mantova quattro esempi del migliore teatro contemporaneo che hanno visto il loro debutto sulle scene nazionali nel corso della stagione 2015-2016. Alcuni tra i più noti registi e attori contemporanei metteranno in scena importanti testi del ‘900 che avranno come filo conduttore l’amore e i sentimenti in tutte loro declinazioni, spesso sganciati dai valori della tradizione per essere più vicini ed attuali al vissuto personale di ciascuno di noi.

 10.03.2015 - BARBARESCHI ARLECCHINO D'ORO 2015 AL TEATRO ARISTON

TEATRO ARISTON
GIOVEDì 19 MARZO ORE 21.00

CERCANDO SEGNALI D'AMORE NELL'UNIVERSO
di e con LUCA BARBARESCHI

regia di CHIARA NORCESE
CON MARCO ZURZOLO 5TET
Uno spettacolo ricco di grandi emozioni che arrivano al cuore dello spettatore

Nel corso della serata verrà consegnato il premio ARLECCHINO D'ORO 2015 a Luca Barbareschi

Per festeggiare i primi quarant’anni di carriera, Luca Barbareschi torna in teatro con un one man show ironico, divertente, pieno di energia e di musica dal vivo che affascinerà e incanterà il pubblico. Con un racconto letterario che ripercorre la carriera e racconta il percorso artistico e umano che ha contraddistinto la sua vita professionale. Lo fa con le parole dei più grandi autori con i quali ha avuto la fortuna ed il piacere di confrontarsi. Con la saggezza di Shakespeare o con l’ironia pungente di Mamet, accompagna lo spettatore in un viaggio emotivo sospeso nella magia del gioco teatrale. Con il “pretesto” della sua biografia ripercorre le tappe fondamentali della sua vita, prendendo a prestito le parole di autori famosi da Shakespeare, Mamet, Tomasi di Lampedusa, Eschilo e l’accompagnamento di grandissimi autori musicali (Mozart, James Taylor, Chico Buarque) da vita ad uno spettacolo emozionante, commovente, coinvolgente e al contempo divertente.

Questo spettacolo è dedicato a quanti non hanno smesso di cercare nei loro sogni, nei cieli notturni, nelle storie antiche, nelle lunghe attese, nella voglia di fare festa perché la vita è questo strano gioco nel quale tutti ci troviamo a recitare. Lo show è arricchito dalla band musicale di Marco Zurzolo, musicista e amico con cui Luca Barbareschi ha condiviso tante avventure artistiche.
 20.02.2015 - "MAESTRANZE, ARTISTI E APPARATORI PER LA SCENA DEI GONZAGA (1480-1630) Convegno Internazioanle di studi
Convegno organizzato da Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

in collaborazione con Università degli Studi di Verona – Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica

a cura di Simona Brunetti

con il contributo di:
Comune di Mantova,
Fondazione Banca Popolare Agricola di Poggio Rusco,
Università degli Studi di Verona

con il patrocinio di:
Regione Lombardia,
Provincia di Mantova,
Centro Studi Leon Battista Alberti,
Centro d'arte e di cultura internazionale di Palazzo Te,
Archivio Storico di Mantova,
Archivio Storico Diocesano di Mantova,
Parco del Mincio - Mantova
 30.01.2015 - MANTOVA TEATRO 2014-2015 VI ASPETTA CON ONIRIA

VENERDÍ 13 FEBBRAIO 2015

TEATRO BIBIENA – ORE 21.00


ONIRIA


di e con Antonella Costa

Antonella Costa racconta così la “sua” Oniria.
Una figlia sogna il padre. Pochi istanti dilatati nei quali si condensa un'impossibile, infranta storia d'amore. Durante il sogno la figlia si mostra convinta di star modellando la figura del padre secondo il proprio intendimento: ma in realtà perde ogni controllo su di lui e su se stessa, mentre cerca in tutti i modi di ricostruire, incollando un suono a un'identità, a un'anima, a un viso, un padre che le sfugge. Dopo aver rievocato avvenimenti fondamentali della propria vita e aver illustrato la propria acquisizione di una tecnica perfetta per lasciarsi cadere, di fronte a un fatto inatteso, atroce, la figlia resta disarmata, inconscia di sé, e non riesce più ad esprimersi se non in forma poetica, in cui i simboli si accumulano fino a un punto estremo, prima che il sogno venga distrutto dal risveglio. La figlia non è una bambina. Però non si sente neppure del tutto donna; parla con sicurezza assoluta di tutto ciò che ignora, ma delle cose più concrete dubita. Si esprime in un modo tutto suo, in un linguaggio a volte scolastico, un po' antiquato, innecessariamente adorno, cui si mescolano termini estremamente colloquiali e grossolani. Il padre non è interpretato da un attore, ma prende corpo in uno strumento, una fisarmonica, a sua volta agìta da un musicista. La presenza di questo strumento in particolare ha origine da un insieme di qualità che vengono attribuite a questo padre, al suono che rappresenterebbe il suo particolare modo di esistere. Un suono universale, complesso, antico, androgino, ciclotimico, appassionato, discreto, stridente, eclettico, allegro, melanconico, rabbioso: un suono che respira, un suono vivo. Un suono che non è il semplice veicolo di una partitura, ma di ogni nota eseguita offre una nuova interpretazione, una versione unica ed esclusiva. Se bisogna riassumere il padre in un suono, questo deve riunire in sé tutte quelle caratteristiche. Se questo suono raggiunge la figlia, deve inquietarla, sedurla, ispirarla, sconcertarla, divertirla e aggredirla, tutto in egual misura. Attraverso la sua interpretazione, il testo mira a un senso musicale. Il padre e la figlia non parlano tra loro: tuttavia dialogano, discutono, nel solo modo in cui sanno e possono farlo, per mezzo della musica.
 19.01.2015 - SERATA DI GALA "I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE - IV EDIZIONE"

SERATA DI GALA CON I FINALISTI DELLA IV EDIZIONE DEL CONCORSO

“ I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE”

TEATRO BIBIENA

SABATO 28 FEBBRAIO 2015 – ORE 21


INGRESSO LIBERO

La Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo con il contributo del Comune di Mantova, organizza la quarta edizione del concorso “I giovani e la commedia dell’arte”, all’interno della stagione “Mantova Teatro 2014/2015”.


Il progetto nasce dall’esigenza della Fondazione di intraprendere un percorso di riscoperta e promozione presso il grande pubblico della spettacolarità del teatro rinascimentale e in particolar modo della Commedia dell’Arte,
nell’ottica di ottemperare alle linee culturali e programmatiche per cui la Fondazione stessa è nata e per cui
continua a svolgere una continua attività di ricerca e catalogazione di materiale storico inerente il teatro patrocinato dai Gonzaga nel periodo 1480-1630.



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 05.12.2014 - SONGS FOR CHRISTMAS
GIOVEDì 11 DICEMBRE 2014

TEATRO BIBIENA ORE 21.00

Associazione Culturale Consonanze

SONG FOR CHRISTMAS

SHERRITA DURAN IN CONCERT


Ingresso libero su prenotazione al 329/6421504


Una voce calda come la sua California, un timbro morbido e vellutato, del
tutto particolare, un’estensione senza confini e un’ottima tecnica che le
permette grande versatilità in ogni stile musicale; una fortissima passione
fin da piccola per la lirica e i musical; un innato talento compositivo: Sherrita
Duran è davvero un’artista a tutto tondo.
Sostenuta da questa versatilità vocale che le permette di spaziare in diversi
generi musicali, Sherrita esprime il suo canto interiore con passione e originalità,
accompagnata per l’occasione da Franco Martinelli (contrabbasso),
Paolo Turina (chitarra), Samuele Benatti (tastiera), Enrico Truzzi (batteria) e
dal Consonanze Vocal Ensamble diretto da Michel van Goethem.
 18.11.2014 - NERONE, DUEMILA ANNI DI CALUNNIE
SABATO 29 NOVEMBRE ORE 21- TEATRO ARISTON

RG Produzioni
Nerone - duemila anni di calunnie

uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini

Chi era davvero Nerone? Era davvero quel pazzo megalomane precursore antesignano della moderna politica spettacolo? Da dove gli veniva quel malore esistenziale che lo spingeva a primeggiare su tutti, e a chi voleva piacere per primo quando cantava o recitava i versi in greco? Cosa c'era dietro al consiglio del suo precettore Seneca, o dell’ossessiva presenza della madre Agrippina?
Sullo sfondo di una Roma bruciata da un incendio di cui Nerone verrà accusato ingiustamente di essere il mandante, l’incubo dell’Imperatore la notte prima della sua morte. La possibilità di fuggire dalla congiura dei suoi senatori, o la scelta di uccidersi per mano propria.
Le passioni, gli intrighi, l'avvincente amore per Poppea. E poi il segreto, l'allucinazione del matricidio, i dissapori di una classe patrizia e politica, dapprima adorante e compiacente, poi golpista e sanguinaria.
Tra i marmi della Domus Aurea del suo palazzo imperiale, Nerone, tormentato dal fantasma della madre, rivive le presenze più importanti della sua vita. Una tempesta di sentimenti, paure, pentimenti, orgogli e riflessioni tragiche.
Nerone, duemila anni dopo, pazzo o profeta?

Lo spettacolo sarà introdotto da una conferenza del prof.MASSIMO FINI
presso la Sala degli Stemmi del Comune di Mantova, ore 18, ingresso libero
 18.11.2014 - MANTOVA TEATRO 2014/2015 - CONFERENZE
Tutte le conferenze che precedono gli spettacoli della stagione Mantova Teatro 2014/2015
si tengono presso la Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi (Via Frattini 60),
e sono ad ingresso libero
 29.10.2014 - MANTOVA TEATRO VI ASPETTA AL TEATRO BIBIENA CON GABRIELE LAVIA
MARTEDI' 25 NOVEMBRE 2014

TEATRO BIBIENA - ORE 21.00
Teatro della Pergola - Fondazione

LAVIA DICE LEOPARDI

di e con GABRIELE LAVIA

CONSEGNA DEL PREMIO ARLECCHINO D'ORO 2014


Lavia «dice Leopardi»: dice, perché non legge né interpreta, ma riversa sul
pubblico, in un modo assolutamente personale nella forma e nella sostanza,
le più intense liriche leopardiane, da A Silvia a Passero solitario, dal Canto
notturno di un pastore errante dell’Asia a La sera del dì di festa. Leopardi
soggiornò a Pisa nove mesi fra il 1827 e il 1828, dove sembrò rinascere, e
ritrovare un equilibrio che lo portò a stemperare di nuovo nella dolcezza
dell’intuizione poetica il disincanto e l’amarezza delle Operette morali. L’attore
e regista milanese vuole rendere omaggio al poeta, al suo soggiorno pisano,
a quella sua nuova voglia di sondare la parola e il suono in un momento della
sua esistenza che si tramutò in esaltante creatività artistica. “Le poesie di
Leopardi sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono,
non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre
con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi
a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza.
Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile,
ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona
restando fermo sul posto”.

Lo spettacolo sarà preceduto da una conferenza a cura del Prof. Rodolfo Signorini
"14 giugno 1837-l'ultima sera di Giacomo Leopardi" presso la
Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi (via Frattini 60) - ingresso libero.
 13.10.2014 - INIZA LA STAGIONE MANTOVA TEATRO 2014 2015
DOMENICA 19 OTTOBRE 2014

TEATRO SOCIALE ORE 21.00

Teatro de gli Incamminati - Centro Teatrale Bresciano

ENRICO IV
di L. Pirandello

di e con Franco Branciaroli


scene e costumi di Margherita Palli - luci di Gigi Saccomandi
con Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti
Valentina Violo, Tommaso Cardarelli, Daniele Griggio
e con (in o.a.) Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Pier Paolo D'Alessandro, Mattia Sartoni

Franco Branciaroli, dopo i recenti successi ottenuti con Servo di scena, Il Teatrante e Don Chisciotte, continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro portando sulla scena Enrico IV. Questo capolavoro pirandelliano parla di un uomo del nostro tempo il quale, a seguito di una tragica caduta da cavallo durante una festa in maschera, impazzisce identificandosi con il personaggio di cui portava il costume e la maschera – Enrico IV, appunto.
Passati gli anni, attorniato dalla servitù di casa che egli stesso obbliga a travestirsi per simulare la vita del XII secolo,
d’improvviso rinsavisce; scopre che la donna che ha sempre amato, Matilde, ha sposato il suo rivale in amore, Belcredi, e decide di sprofondare per sempre nella pazzia, unica possibilità rimastagli per poter vivere. Enrico IV, del quale magistralmente non ci viene mai svelato il vero nome, quasi a fissarlo nella sua identità fittizia, è vittima non solo della follia,
ma dell’impossibilità di adeguarsi ad una realtà che non gli si confà più. Stritolato nel modo di intendere la vita di chi gli sta intorno, sceglie quindi di ‘interpretare’ il ruolo fisso del pazzo.
La scelta del più grande personaggio di tutto il teatro pirandelliano, ha la sua origine nel lavoro che Franco Branciaroli sta svolgendo da diversi anni sulla natura del Personaggio Teatrale. Adesso è la volta di un uomo impossibilitato a vivere la vita presente, che si rifugia nel Teatro trovando in esso – e non nella vita – il proprio volto definitivo. È questa l’ultima grande figura scelta da Branciaroli per la sua indagine sul rapporto – che è il fondamento del Teatro stesso – tra attore e personaggio.
Con EnricoIV questo percorso si chiude con l’interrogativo finale, che ne riassume perfettamente il senso: può l’arte sostituirsi alla vita? La risposta di Pirandello è la cifra di tutta la sua opera: sì, pur essendo l’opposto della vita l’arte si può sostituire ad essa poiché senza l’artificio (la maschera) la vita stessa non potrebbe essere vissuta.
 10.10.2014 - MANTOVA TEATRO 2014-2015
 02.04.2014 - ORSINI CON PIRANDELLO AL TEATRO ARISTON
Martedì 15 aprile 2014

TEATRO ARISTON

UMBERTO ORSINI
IL GIUOCO DELLE PARTI



da Luigi Pirandello
adattamento Valerio, Orsini, Balò
con Alvia Reale, Michele Di Mauro
Flavio Bonacci, Carlo de Ruggieri, Woody Neri
scene Maurizio Balò
costumi Gianluca Sbicca
regia Roberto Valerio

produzione Compagnia Orsini
in collaborazione con
Fondazione Teatro della Pergola


La vicenda di Leone Gala (Umberto Orsini), di Silia (Alvia Reale) e di Guido Venanzi (Michele Di Mauro), rispettivamente marito, moglie e amante che un intrigo di passioni, ricatti, offese vere o presunte porta alla necessaria e cruenta eliminazione di uno dei tre, è notissima.
Nel riproporre questo testo (già interpretato da Orsini quindici anni fa al Teatro Eliseo e poi in tournée per più di 200 repliche) il giovane regista Roberto Valerio ha immaginato un Leone Gala che, sopravvissuto ai fatti narrati dalla commedia, cerchi di ripercorrerli con la testimonianza del ricordo. Ce ne offrirà inevitabilmente una visione parziale e soggettiva ampliando in tale modo i piani del racconto e facendolo piombare in un clima che mescola reale ed irreale, presente e passato, razionalità e follia.
Per ricordare una famosa e storica edizione della commedia che fu data all’Eliseo dalla Compagnia dei Giovani della quale anche lui fece parte per anni, Umberto Orsini porterà in giro questo spettacolo dedicandolo alla sua grande amica Rossella Falk, consapevole che l’intelligenza teatrale di Rossella non sarebbe indietreggiata di fronte ai piccoli tradimenti che questa versione propone.
 31.03.2014 - PROGETTO SHAKESPEARE
Prosegue il  ProgettoShakespeare  inserito nella stagione Mantova Teatro 2013/2014,

con le proiezioni presso il  CINEMA DEL CARBONE :

Giovedì 27 marzo 2014, ore 21.15: AMLETO di e con Laurence Olivier

Giovedì 3 aprile 2014, ore 17.30: OTELLO di e con Orson Welles

Giovedì 10 aprile 2014, ore 21.15: RICCARDO III  di e con al Pacino

Giovedì 17 aprile 2014, ore 21.15: MACBETH di Roman Polanski  con Jon Finch

Giovedì 24 aprile 2014, ore 21.15: FALSTAFF di e con Orson Welles

Le proiezioni sono organizzate dalla Fondazione in collaborazione
con Mantova Film Commission e Circolo del cinema.

Introduzioni a cura di Alberto Cattini.

Ingresso euro 5 (gratuito per gli abbonati di Mantova Teatro 2013/2014 e soci del Circolo del Cinema).

 26.03.2014 - I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE - I VINCITORI DELLA SERATA DI GALA
I VINCITORI DELLA TERZA EDIZIONE DEL CONCORSO
I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE

1° - Michele Pagliaroni con "Sproloqui del Dottori Graziano"
2° - Luisa Supino con "Puarina, puarina, puarina la Colombina"
3° - Mattia Giordano "So' spiriti"


L'edizione 2014 del concorso, inserita nella stagione MANTOVA TEATRO 2013/2014, è stata realizzata con il contributo del Comune di Mantova e la collaborazione del Distretto Culturale LE REGGE DEI GONZAGA Fondazione Cariplo



 21.03.2014 - I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE - SERATA DI GALA
 14.02.2014 - CONTINUA IL PROGETTO SHAKESPEARE
VENERDì 28 FEBBRAIO ore 18.00

CONFERENZA AD INGRESSO LIBERO


Sala degli Stemmi - Palazzo Soardi
Via Frattini 60 - Mantova

"AMLETO O L'ANGOSCIA DELL'ESISTERE"
a cura del Prof. Ennio Mortara






VENERDì 28 FEBBRAIO ore 21.00      TEATRO BIBIENA

SHAKESPEARIANA    di e con Giorgio Albertazzi

Da William Shakespeare e Duke Ellington





Il progetto è quello di un viaggio nello Shakespeare che ho frequentato e più amato, una specie
di antologia fra i personaggi shakespeariani che hanno dato scansione, ritmo e senso alla mia vita
Comincerei con un personaggio che è uno fra i pochissimi che non ho portato in scena nella sua
completezza, cioè Otello, il Moro di Venezia, ingenuo e grandioso, un vecchio-bambino: non mi ha
mai pienamente convinto. Questo volta vorrei provare ad assaggiarlo: nero, sì, ma bianco dentro.
Partiamo da Otello, poi Cesare (una “Suite”) e Marcantonio, poi Riccardo III e infine l’idea teatrale
più sconvolgente, Amleto, che mi porto addosso da sempre, con il quale non ho mai chiuso i conti,
nemmeno quando nel 1964 (l’anno shakespeariano) trionfò con la regia di Zeffirelli a Londra, al
National Theater diretto da Lawrence Olivier.

Si chiude con Amleto. Cos’altro ancora? Il racconto del "mio Shakespeare" da "Troilo e Cressida"
con Visconti al "Romeo e Giulietta" con Anna Proclemer, che alla fine non si fece.
Forse un sonetto, un sonetto d’amore. E cos’altro è la vita se non amore trovato e perduto?
 29.01.2014 - CONCORSO "I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE" III Edizione

BANDO DI CONCORSO

“I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE”              

III EDIZIONE

La Fondazione “U. Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo con il contributo del Comune di Mantova, organizza la terza edizione del concorso “I giovani e la commedia dell’arte”, all’interno della stagione “Mantova Teatro 2013/2014”.

Il progetto nasce dall’esigenza della Fondazione di intraprendere un percorso di riscoperta e promozione presso il grande pubblico della spettacolarità del teatro rinascimentale e in particolar modo della Commedia dell’Arte, nell’ottica di ottemperare alle linee culturali e programmatiche per cui la Fondazione stessa è nata e per cui continua a svolgere una continua attività di ricerca e catalogazione di materiale storico inerente il teatro patrocinato dai Gonzaga nel periodo 1480‐1630.

Scarica il regolamento e la scheda di iscrizione
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 24.01.2014 - HAMLET di Nicholas Hynter con Rory Kinnear

Si chiude MARTEDI’ 28 GENNAIO  il ciclo di collegamenti satellitari col National Theatre di Londra che hanno portato a Mantova il meglio del teatro del West End londinese.

Martedì 28 alle ore 20:00 sarà in scena HAMLET di William Shakespeare, spettacolo proposto in collaborazione con il Cinema Teatro Ariston di Mantova nell’ambito della rassegna dedicata a Shakespeare.

Spettacolo interamente in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

 20.12.2013 - EXAMLETO di W.Shakespeare con Roberto Herlitzka

Uno spettacolo maturo, consapevole e ironico che vede Herlitzka unico protagonista di un monologo fedele al testo shakespeariano nelle parole, ma non nella struttura. L’attore-Amleto smonta infatti le battute della tragedia per mischiarle e ricomporle, riproponendo al pubblico solo le frasi del principe danese ed escludendo quelle degli altri protagonisti dell’opera.

 

Regista e attore della messinscena, Roberto Herlitzka fu invitato a inaugurare il ciclo “Incontri con Amleto” al Teatro della Villa di Walter Pagliaro. Egli stesso ammette d’essersi presentato “per poter dire d'aver detto in scena almeno una volta le battute di Amleto. Mi sono illuso che esse bastassero ad evocare tutti i personaggi, l'intera vicenda e forse qualcos'altro ancora. E che quel qualcos'altro fosse il tempo, che, non essendo morto giovane neppure da Amleto in scena, ho avuto più di lui per ripensare il suo destino, e il mio; di ricordarli, soffrirli, meditarli, riderne, di recitarli insomma; come un attore che ha passato il tempo di dover fingere d'essere Amleto”.

 

Ruggero Cappuccio, che dal 2001 ha deciso di inserire ExAmleto tra le produzioni di Teatro Segreto, definisce il lavoro di riscrittura scenica di Herlitzka come “un’esplorazione del più grande sentimento teatrale che le scene mondiali conoscano: la solitudine. Herlitzka-Amleto è solo davanti a se stesso come attore, mentre nello specchio rappresentativo in cui si riflette la morte e il teatro adescano la disperazione di dire, dire ancora prima che tutto il resto sia silenzio. Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka. Le anime di Amleto sono infinite, almeno quante sono le anime del capolavoro di Shakespeare”.

 24.11.2013 - MUSICI ALLA CORTE DEI GONZAGA
La serata, allestita in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Mantova, si svolgerà nella straordinaria cornice della Sala dei Fiumi, adiacente allo spettacolare Giardino Pensile del Duca Guglielmo, che fu lui stesso un elegante compositore. In effetti la casata dei Gonzaga era conosciuta in tutto il mondo per la raffinata competenza in campo musicale e nel corso della sua storia secolare si avvalse della collaborazione di grandissimi maestri, quali Claudio Monteverdi e Pierluigi da Palestrina.
Il 24 novembre dunque si cercherà di far rivivere questa squisita e incomparabile temperie, proponendo un appassionante gala di musica barocca, i cui interpreti, giovani cantanti di talento selezionati da un’apposita commissione, presenteranno arie dei più rinomati autori di questa floridissima stagione della musica europea.


Saverio Martinelli – clavicembalo
Marco Zante – violoncello

Avellino Gian Marco (tenore)

Angelo Goffredi (tenore)
Carlo Andrea Masciadri (Basso)

Beatrice Palumbo (soprano)
Kachi Sanae (soprano)
Alessandra Caruccio (mezzosoprano)
Francesca Biliotti (mezzosoprano)
 


 19.11.2013 - MACBETH
In collaborazione con MULTISALA ARISTON -Via Principe Amedeo 20

Stagione satellitare in diretta dal NATIONAL THEATRE di Londra, spettacolo in lingua originale con sottotitoli in italiano.

La tragedia shakespeariana del Macbeth è stata rappresentata in innumerevoli riadattamenti nel corso dei secoli. Il dramma si snoda su un tema sempre attuale: la brama di potere e le sue insidie. La trama è nota e mostra l'avverarsi delle predizioni fatte a Macbeth (generale dell'esercito scozzese) e al suo compagno Banquo da parte di tre streghe riguardo l'ascesa al trono di Macbeth e una discendenza reale per Banquo. La profezia scatena in Macbeth un'insaziabile fame di potere e lo incatena ad una logica perversa. Nominato dal re di Scozia signore di Cawdor, il protagonista -con la complicità della spregiudicata Lady Macbeth- mette in atto un cinico piano omicida. Banquo viene ucciso dai sicari di Macbeth e.....
 22.10.2013 - INIZIA LA STAGIONE MANTOVA TEATRO
DOMENICA 27 OTTOBRE 2013
TEATRO ARISTON ORE 21.00

SILVIO ORLANDO & Popular Shakespeare Kompany

IL MERCANTE DI VENEZIA


di William Shakespeare
regia VALERIO BINASCO

con (in o.a.) Andrea Di Casa, Fabrizio Contri, Milvia Marigliano,
Simone Luglio, Elena Gigliotti, Nicola Pannelli, Fulvio Pepe,
Sergio Romano, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati


Musiche originali Arturo Annecchino
Scene Carlo de Marino
Luci Pasquale Mari
Costumi Sandra Cardini
Regista assistente Nicoletta Robello

Produzione Veronica Mona con Oblomov Films
in coproduzione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino
e in collaborazione con Estate Teatrale Veronese


“L’essenziale, riguardo a Shylock, non è che un eretico o un ebreo, ma che è un outsider.
La terribile, umiliante, meschina sconfitta di Shylock mi mette a disagio.
Annuncio fin d’ora che starò dalla sua parte”
dalle note di regia di Valerio Binasco




In seguito al successo di Romeo e Giulietta (produzione Teatro Eliseo 2011, con Riccardo Scamarcio e Deniz Ozdogan), è nata una nuova compagnia, la Popular Shakespeare Kompany, che ha avuto il suo battesimo ufficiale con lo spettacolo la Tempesta all’interno del Festival Shakespeariano di Verona nel 2012. La compagnia si impegna ogni anno a mettere in scena un classico, con l’intento di continuare ad offrire al pubblico grandi testi, con modalità produttive nuove, che trasformino la crisi in occasione di rinnovamento e creatività.
Quest’anno, insieme a Silvio Orlando, la compagnia affronterà il Mercante di Venezia, una delle opere più note di Shakespeare. La storia è conosciuta: siamo a Venezia, è il XVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiarla degnamente, chiede al suo carissimo amico Antonio, il mercante di Venezia,tremila ducati in prestito. Antonio non può prestargli il denaro poiché ha investito in traffici marittimi. Garantirà per lui presso Shylock, usuraio ebreo, che non sopporta lo stesso Antonio, poiché presta denaro gratuitamente, facendo abbassare il tasso d'interesse nella città. Nonostante ciò, Shylock accorda il prestito a Bassanio. L'ebreo però, in caso di mancato pagamento, vuole una libbra della carne di Antonio… richiesta che alla fine gli si rivolgerà contro.
Nella messa in scena di Valerio Binasco, però, si indaga profondamente nelle categorie di ‘bene’ e di ‘male’ fino a rimescolarle: fondamentale diventa allora lo scontro tra una moltitudine di uguali - i cristiani di Antonio -, e il singolo diverso - l’ebreo Shylock. Il male c’è, ma è il denaro in sé. “Nel Mercante, tutto gira intorno a un gruppo di amici”, spiega nelle note di regia Binasco: “Gli eroi di questa storia non sono degli eroi. Stanno in seconda e terza fila nella vita. Ma a hanno delle inquietudini. Una spinta che li porta al gesto rischioso. Tuttavia, il fatto che siano sempre avventure condivise con gli amici fa di loro degli eroi un po’ paesani, creatori di aneddoti più che di leggende. Il testo appare dunque come “una cupa contro-favola”, una storia che sembra una favola, ma che fa sorridere solo gli adulti, perché han perso ogni speranza. “Noi non dobbiamo cedere a questa tentazione.”, continua il regista: “Anzi: noi dobbiamo fare del mercante una grande favola, e una festa del teatro. Cioè della speranza.”. E queste sono le intenzioni.
Quanto alla questione dell’antisemitismo, classica accusa che vien mossa all’opera, con
Auden, Binasco ribadisce: “Nel mercante di Venezia le differenze religiose sono tratteggiate in modo fatuo: non è un problema di fede, ma di conformismo. L’essenziale, riguardo a Shylock, non è che è un eretico o un ebreo, ma che è un outsider”.
Il Mercante alla fine è una commedia. Tuttavia a leggerlo si prova anche un certo cupo disagio: “La terribile, umiliante, meschina sconfitta di Shylock”, ritorniamo a Binasco: “giusta o non giusta che sia, mi mette a disagio. Annuncio fin d’ora che starò dalla sua parte. Del resto, il bene e il male si spostano di continuo nel corso della pièce. Dipende dalle circostanze. Questa è una verità moderna e inattaccabile. La verità di una favola che rivela che non c’è nessuna verità. Eppure la vita può essere lo stesso una festa. Anche se il giorno stenta ad apparire. E non è notte né giorno. È l’ora stramba del teatro, quando sorge una luna di carta, e il vento accarezza le foglie senza fare alcun rumore. Niente ci ferisce. Nemmeno la vita. Non c’è nulla di più lieve, al mondo, del nostro essere qui. Insieme. Uguali”.

Con Silvio Orlando ritroviamo in scena attori che hanno partecipato alle regie shakespeariane di Binasco, come Andrea Di Casa, Fabrizio Contri, Milvia Marigliano, Nicola Pannelli. E poi: Fulvio Simone Luglio, Pepe, Barbara Ronchi, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati. Elena Gigliotti sarà nel ruolo di Porzia, Sergio Romano in quello di Lancillotto, Andrea di Casa di Bassanio, mentre Nerissa è interpretata da Milvia Marigliano, Antonio da Nicola Pannelli.
 16.10.2013 - CICLO DI CONFERENZE GRATUITE
 14.10.2013 - MANTOVA TEATRO 2012 2013




MANTOVA TEATRO 2013 – 2014

ABBONAMENTI E PREVENDITA da Martedì 15 ottobre

Teatro Bibiena Via Accademia 47- Mantova

Orari: Martedì, Mercoledì, Giovedì ore 10-13 Venerdì ore 10-13 e 15-18

Tel. 329 6421504 biglietteriafondazioneartioli@gmail.com


BIGLIETTI

Intero platea numerata: € 22,00
Palco (Teatro Bibiena): €18,00
Ridotto Abbonati Teatrinsieme: €16,00
Biglietto studenti (solo in prevendita): € 8,00
Biglietto “Calabrone Critico”: € 5,00 (in collaborazione con "Segni d'infanzia")

Vendita online www.liveticket.it

Per una classe di almeno 8 studenti, biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore;
ingresso gratuito per disabile e accompagnatore

ABBONAMENTI

Intero 90,00 euro
Studenti 30,00 euro

Programma

Domenica 27 ottobre 2013
Teatro Ariston - ore 21.00
Silvio Orlando & Popular Shakespeare Kompany
IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
regia VALERIO BINASCO
con SILVIO ORLANDO

Domenica 24 novembre 2013
Palazzo Ducale - Sala dei Fiumi - ore 21.00
MUSICI ALLA CORTE DEI GONZAGA
in collaborazione con Distretto culturale Le Regge dei Gonzaga e
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Mantova

Venerdì 20 dicembre 2013
Teatro Bibiena - ore 21.00
Teatro Segreto Srl
EXAMLETO
di William Shakespeare
da ROBERTO HERLITZKA

Giovedì 6 febbraio 2014
Teatro Ariston - ore 21.00
Centro Teatrale Umbro
L'ARCHIVIO DELLE ANIME - AMLETO
di Naira Gonzalez e Massimiliano Donato
con MASSIMILANO DONATO

Venerdì 28 febbraio 2014
Teatro Bibiena - ore 21.00
Teatro Ghione
SHAKERSPEARIANA
di e con GIORGIO ALBERTAZZI

Domenica 23 marzo 2014
Teatro Bibiena - ore 21.00
Serata di Gala con i finalisti della III edizione del concorso
I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE

Martedì 15 aprile 2014
Teatro Ariston - ore 21,00
Compagnia Umberto Orsini srl
IL GIUOCO DELLE PARTI
di Luigi Pirandello
regia Roberto Valerio
con UMBERTO ORSINI
“PREMIO ARLECCHINO D’ORO”


PROGETTO SHAKESPEARE

Ciclo di conferenze ad ingresso gratuito
Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi, Via Frattini 60- ore 18,00


Sabato 26 ottobre 2013
IL TEATRO GLOBALE DI SHAKESPEARE: DA MANTOVA A VERONA DA VENEZIA AL MONDO
a cura di KEIR DOUGLAS ELAM Università di Bologna

Giovedì 19 dicembre 2013
“AMLETO”
a cura di MARIANGELA TEMPERA Università di Ferrara

Giovedì 6 febbraio 2014
“SHAKESPEARE”
a cura di ENNIO MORTARA

Inoltre un quarto appuntamento di approfondimento dell’opera di L. Pirandello in cartellone:

Martedì 15 aprile 2014
“IL FASCINO PERVERSO DE “IL GIUOCO DELLE PARTI”
a cura di ROBERTO ALONGE Università di Torino


In collaborazione con Multisala Ariston:

in diretta satellitare dal National Theatre di Londra
(spettacoli in lingua originale con sottotitoli in italiano)
Promozione per gli abbonati di Mantova Teatro 2013/14 : ingresso euro 8.:


Martedì 19 novembre 2013 - ore 20.00
MACBETH (W. Shakespeare) di Kenneth Branagh con Kenneth Branagh


Martedì 28 gennaio 2014 - ore 20.00
HAMLET (W. Shakespeare) di Nicholas Hynter con Rory Kinnear


Proiezioni cinematografiche

In collaborazione con Mantova Film Commission e Circolo del Cinema e
con l’introduzione alle proiezioni a cura del Prof Alberto Cattini:

SALA NORLENGHI, Corso Vittorio Emanuele II ,13 - ore 18.00 e ore 21.00

Ingresso: € 5,00 .Gratuito per abbonati Mantova Teatro e soci Circolo del Cinema.


Giovedì 27 marzo 2014
Amleto di e con Laurence Olivier 1948


Giovedì 3 aprile 2014
Otello di e con Orson Welles 1952


Giovedì 10 aprile 2014
Riccardo III di e con Al Pacino, 1996


Giovedì 17 aprile 2014
Macbeth di Roman Polanski con Jon Finch1972


Giovedì 24 aprile 2014
Falstaff di e con Orson Welles 1966


Concorso scrittura critica II EDIZIONE
 16.05.2013 - PREMIAZIONE CONCORSO SCRITTURA CRITICA TEATRALE
La Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo con il sostegno del Comune,
della Provincia di Mantova,e della Fondazione Comunità Mantovana Onlus
presenta la prima edizione del concorso A scuola di Scrittura Critica Teatrale
con riferimento agli spettacoli della stagione Mantova Teatro 2012-2013.

Il progetto nasce dal desiderio di far comprendere con maggior chiarezza le metodologie e
i codici sottesi all’elaborazione di uno spettacolo teatrale. Nell’ottica di ottemperare alle linee
culturali e programmatiche per cui è nata e consapevole che un percorso di educazione dello
spettatore sia alla base di ogni futura programmazione culturale in campo teatrale,
 la Fondazione “Umberto Artioli” ha sentito l’esigenza di avvicinare i giovan
i delle scuole secondarie superiori chiedendo loro di mettersi in gioco
come “critici teatrali” delle rappresentazioni della stagione in corso.

PREMIAZIONE

La premiazione si terrà presso la Sala degli Stemmi del Comune di Mantova
il giorno venerdì 24 maggio alle ore 18.00 e sarà introdotta da una lezione di critica teatrale
in cui verranno presentati gli elaborati ammessi alla selezione finale.
 Il vincitore verrà premiato direttamente dalla commissione formata dal prof. Luigi Allegri, dal prof. Alberto
Cattini, e dalla dott.ssa Simona Brunetti.
Al vincitore sarà assegnato un premio di euro 200.
L'istituto scolastico di riferimento dell’allievo vincitore riceverà un premio pari a euro 300.

E’ la novità della attività in programma per il 2012-2013.
Si tratta di un concorso che impegna gli studenti ad esercitare il senso critico
e le modalità specifiche di scrittura teatrale,
con tema uno degli spettacoli della stagione a scelta degli studenti.

L'iniziativa servirà da un lato ad affinare la capacità di scrittura dei ragazzi,
ad allenare il loro giudizio critico e soprattutto a far comprendere su quali basi
si può fondare la critica di uno spettacolo, oltre che sull'analisi del testo.
 02.05.2013 - PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIORDANO BRUNO GUERRI
La FONDAZIONE MANTOVA CAPITALE EUROPEA DELLO SPETTACOLO

in occasione del 150° anniversario della nascita di Gabriele D'Annunzio

è lieta di invitarvi alla presentazione del libro

" LA MIA VITA CARNALE" - AMORI E PASSIONI DI GABRIELE D'ANNUNZIO di GIORDANO BRUNO GUERRI

che si Terrà presso la Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi - via Frattini 60 - Mantova

giovedì 9 maggio p.v. alle ore 18.00

Dialoga con l'autore Il Dott. Riccardo Braglia

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.



"La mia vita carnale restituisce ai lettori, al di là dell’immagine di un eroe ormai imprigionato nella propria senilità, quella di un uomo che ha percepito come il valore più alto e l’obiettivo più nobile dell’esistenza siano la bellezza del mondo, il dinamismo del pensiero, l’unicità del vivere."


 10.04.2013 - PROSSIMI APPUNTAMENTI
giovedì 11 aprile

Proiezione al Teatro Bibiena ore 21.00

RASKOLNIKOV (1923) di Robert Wiene

con musiche dal vivo eseguite dal Maestro Riccardo Moretti

INGRESSO:8,00 EURO INTERO 5,00 EURO ABBONATI MANTOVA TEATRO E SOCI DEL CIRCOLO DEL CINEMA

BIGLIETTERIA: i biglietti saranno in vendita presso il Teatro Bibiena dalle ore 20.00



lunedì 15 aprile

Teatro Bibiena ore 18.00

IL GRANDE INQUISITORE

Lectio Magistralis di Massimo Cacciari

A seguire lettura del testo a cura di Federica Restani

ingresso libero

 10.04.2013 - "LA NEVE FRADICIA" AL TEATRO BIBIENA
MARTEDì 23 APRILE

TEATRO BIBIENA ORE 21.00

Le belle bandiere presenta

LA NEVE FRADICIA

Lettura-Concerto da “Memorie del sottosuolo” di Fëdor Dovstoevskij

Interpretazione ed elaborazione drammaturgica di Marco Sgrosso

Spettacolo con accompagnamento pianistico


Sgrosso mette in scena il ritratto di un uomo sofferente, meschino,arreso all’assenza di speranza e alla celebrazione dellapropria disistima al punto da risultare grottesco e pietoso più che repellente. La neve fradicia è una lettura-concerto costellata di interrogativi volutamente lasciati aperti allo spettatore: il racconto di una crisi interiore che sfocia in una tenerezza ruvida e spinosa, e che apre uno spiraglio - strettissimo ma immenso - alla compassione, alla comprensione e alla solidarietà, di cui anche il nostro tempo sembra aver tanto bisogno...

Sgrosso ha voluto assecondare la musicalità interiore e il moto perpetuo dell’inesorabile flusso di parole di questa confessione, lavorando a braccio libero con un pianista sensibile come Andrea Agostini, pronto a cogliere le sfumature dei sentimenti e capace di fare del suo strumento non un accompagnamento di sottofondo, ma piuttosto un compagno con cui dialogare e improvvisare sulla linea di un sentire comune e di un comune divenire.
 25.03.2013 - PROGETTO DOSTOEVSKIJ
  PROGETTO DOSTOEVSKIJ


La Fondazione intende presentare ogni stagione un progetto speciale, come proposta organica
da affiancare alla consueta programmazione di spettacoli. Il primo, in questa stagione,
è il Progetto Dostoevskij, organizzato in collaborazione col Dipartimento di Lettere, Arti, Storia
e Società dell’Università di Parma.


Il centro della proposta è costituito da due spettacoli, Karamazov, allestito da César Brie
con un gruppo di giovani interpreti, e La neve fradicia, un monologo con accompagnamento
musicale che Marco Sgrosso ha tratto da Memorie dal sottosuolo. A corredo di questi spettacoli
ci sono poi un ciclo commentato di film tratti dalle opere dostoevskiane, uno straordinario evento
cinematografico-musicale, con la proiezione del fondamentale film muto Raskolnikov di Robert
Wiene (tratto da Delitto e castigo) accompagnato dalle musiche dal vivo appositamente composte
ed eseguite da Riccardo Moretti e una serie di prestigiose conferenze: il grande slavista Fausto
Malcovati inquadrerà l’intera produzione dostoevskiana e il filosofo Massimo Cacciari terrà una
lectio magistralis sul pezzo del Grande Inquisitore, inserito nei Fratelli Karamazov,
cui seguirà la lettura del testo a cura di Federica Restani.
Un progetto di approfondimento culturale multi-disciplinare, dunque, dedicato a uno scrittore
complesso e affascinante, un classico che riesce a parlare da vicino anche all’intelletto e al
cuore dell’umanità di oggi.



CICLO DI PROIEZIONI originali

in collaborazione con Mantova Film Commission e Circolo del Cinema
introduzione alla seconda proiezione a cura del prof. ALBERTO CATTINI


Sala Norlenghi, corso Vittorio Emanuele II, 13
Ingresso: 5,00 € (gratuito abbonati MantovaTeatro e soci Circolo del Cinema)


Lunedì 25 Marzo 2013
ore 18 e ore 20.30
Le notti bianche [1957]
di Luchino Visconti


Martedì 26 Marzo 2013
ore 18 e ore 20.30
Delitto e castigo [1983]
di Aki Kaurismäki


Giovedì 4 Aprile 2013
ore 16.30 e ore 20.00
L’idiota [1963]
di Akira Kurosawa


Venerdì 5 Aprile 2013
ore 18 e ore 20.30
I demoni di San Pietroburgo [2007]
di Giuliano Montaldo



Teatro Bibiena
, via Accademia, 47
Ingresso: 8,00 € (5,00 € abbonati MantovaTeatro e soci Circolo del Cinema)


Giovedì 11 Aprile 2013
ore 21.00
Raskolnikov [1923]
di Robert Wiene
al pianoforte: M° Riccardo Moretti










 13.03.2013 - BANDO DI CONCORSO 2013 "I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL'ARTE"
 BANDO DI CONCORSO 2013 “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE” PER ACCADEMIE TEATRALI NAZIONALI

II EDIZIONE



La Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, con il sostegno del Comune di Mantova e di Sabbioneta e il contributo del Distretto Culturale Le Regge dei Gonzaga, organizza la seconda edizione del concorso I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE, all’interno della stagione teatrale 2012-2013.


Il progetto nasce dall’esigenza della Fondazione di intraprendere un percorso di riscoperta e promozione presso il grande pubblico della spettacolarità del teatro rinascimentale e in particolar modo della Commedia dell’Arte nell’ottica di ottemperare alle linee culturali e programmatiche per cui la Fondazione stessa è nata e per cui continua a svolgere una continua attività di ricerca e catalogazione di materiale storico inerente il teatro
patrocinato dai Gonzaga.


1) Condizioni di partecipazione al concorso

Al concorso I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE possono partecipare allievi o ex allievi di accademie nazionali italiane di teatro. Non sono imposti limiti di età.

Ogni artista deve preparare una performance della durata massima di 15 (quindici) minuti tratta dalla bibliografia proposta all'interno del presente bando.

I candidati ammessi alla selezione finale saranno scelti a insindacabile giudizio della commissione scientifica e artistica, nominata dalla Fondazione, che presiederà il concorso.


2) Modalità della domanda di ammissione al concorso

- Le domande di ammissione al concorso (tramite il modulo allegato al bando) devono pervenire entro e non oltre le ore 12,00 di sabato 13 aprile 2013 (farà fede il timbro postale) a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, presso la sede della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo – Largo XXIV Maggio 13 – 46100 Mantova.

- Le domande di ammissione devono contenere il curriculum vitae in carta libera del candidato datato e firmato, il titolo dell’estratto teatrale scelto per il provino e una dichiarazione di incondizionata accettazione di quanto contemplato nel presente regolamento.


3) Riferimenti bibliografici per la preparazione della performance


Di seguto sono indicati i testi da cui si può attingere per reperire il materiale per l'elaborazione dei provini:

- FERDINANDO TAVIANI, La commedia dell’arte e la società barocca: la fascinazione del teatro, Roma, Bulzoni, 1970;

- FERRUCCIO MAROTTI, GIOVANNA ROMEI, La commedia dell’arte e la società barocca: la professione del teatro, Roma, Bulzoni, 1991;

- FERDINANDO TAVIANI, MIRELLA SCHINO, Il segreto della Commedia dell’Arte, Firenze, La casa Uscher, 1986;

- MARIA DEL VALLE OJEDO CALVO, Stefanelo Botarga e Zan Ganassa. Scenari e zibaldoni di comici italiani nella Spagna de Cinquecento, Roma, Bulzoni, 2007;

- VITO PANDOLFI (a cura di), La commedia dell'arte. Storia e testo, Firenze, Le Lettere 1988 (1955, 1° edizione), vol. VI;

- GIOVAN BATTISTA ANDREINI, Amor nello specchio, Roma, Bulzoni 1997;

- LUCIANO MARITI, Commedia ridicolosa, comici di professione, dilettanti, editoria teatrale del Seicento, Roma, Bulzoni, 1978;

- FLAMINIO SCALA, Il teatro delle favole rappresentative, a cura di Ferruccio Marotti, Milano, Il Polifilo, 1974;

- GIOVAN BATTISTA ANDREINI, NICOLÒ BARBIERI [et al.], Comici dell’arte. Corrispondenze, edizione diretta da Siro Ferrone, Firenze, a cura di Claudia Burattelli, Domenica Landolfi, anna Zinanni, Firenze, Le Lettere, 1993.


4) Modalità di selezione

I candidati

Tutte le candidature che saranno pervenute per posta raccomandata verranno valutate e accettate,
previa verifica dei requisiti minimi richiesti nel presente bando.

Se il numero dei candidati è superiore alla dozzina verrà fatta una prima selezione in base alla valutazione del solo curriculum.

I candidati prescelti verrano contattati telefonicamente per i dettagli del programma del weekend di concorso.


5) Programma del concorso

- sabato 27 aprile 2013 Teatro all'Antica di Sabbioneta

pomeriggio ore 15,00:
Laboratorio con l'attore Fabio Mangolini (www.fabiomangolini.com)
(argomento: la tecnica della commedia dell'arte)

sera ore 21,00:
Serata di gala con spettacolo (le performances di tutti i candidati) aperto a un pubblico non pagante che potrà presenziare all'evento fino a esaurimento dei posti disponibili.


- domenica 28 aprile 2013 Teatro Bibiena di Mantova

pomeriggio ore 15,00:
Laboratorio con l'attore Enrico Bonavera (www.enricobonavera.com)
(argomento: la drammaturgia nella commedia dell'arte)

sera ore 21,00:
Serata di gala. Tutti i candidati reciteranno di fronte alla commissione e a un pubblico non pagante che potrà presenziare all'evento fino ad esaurimento dei posti disponibili.

La giuria decreterà la vittoria di tre finalisti, con relativa e immediata premiazione.


6) I vincitori


I vincitori verranno premiati direttamente dalla giuria alla fine della serata di gala.

Primo premio: euro 1000 (mille).

Secondo premio: euro 300 (trecento).

Terzo premio: euro 200 (duecento).

Il premio verranno liquidati entro 30 (trenta) giorni dalla data della premiazione del concorso.


7) Recapiti e informazioni


Per qualsiasi informazione siamo a Vostra disposizione
Telefono: 0376-221259
Mail: concorsifondazioneartioli@gmail.com
Referente: Alessandra Demonte
Responsabile di progetto
Cellulare: 3297833864
Mail: alessandrademonte@alice.it

Tutti i candidati verranno supportati dall'organizzazione in merito all'ospitalità: per pernottamenti e pasti sono previste vantaggiose convenzioni e/o eventuali gratuità, in via di definizione.


MODULO DI ISCRIZIONE

CONCORSO 2013 “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE” PER ACCADEMIE TEATRALI NAZIONALI


MODULO D'ISCRIZIONE - 2° edizione del concorso “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE”

1) Nome dell’artista partecipante:

Data di nascita:___________________________________________________________________________

Luogo di nascita: _________________________________________________________________________

Codice fiscale: ___________________________________________________________________________

Indirizzo di residenza:______________________________________________________________________

Città: ___________________________________________________________________________________

Tel.:_________________________________________Cell.:_______________________________________

E-mail: _________________________________________________________________________________

Web: ___________________________________________________________________________________

2) Accademia di riferimento:_______________________________________________________________

3) Titolo del canovaccio scelto:_____________________________________________________________

4) Durata della performance: _______________________________________________________________

5) Eventuali note aggiuntive: _______________________________________________________________


6) Il presente modulo deve essere compilato in tutte le sue parti, firmato dall'artista partecipante e corredato da un curriculum vitae breve ma esaustivo con fotografia.

7) Il presente modulo d'iscrizione deve pervenire entro e non oltre le ore 12,00 di sabato 13 aprile 2013 (farà fede il timbro postale) a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, presso la sede della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo – Largo XXIV Maggio 13 – 46100 Mantova.

8) Con il presente modulo si dichiara di avere preso visione del bando della 2° edizione del concorso “I giovani e la Commedia dell'Arte” e di accettare le condizioni in esso contenute.


Luogo e data:____________________________________________________________________________


L'artista partecipante: _____________________________________________________________________





 06.03.2013 - KARAMAZOV AL TEATRO ARISTON CON CESAR BRIE

GIOVEDì 7 MARZO 2013 ORE 21.00

TEATRO ARISTON

ERT EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE- TEATRO STABILE PUBBLICO REGIONALE

presenta

KARAMAZOV

adattamento e regia di César Brie

con César Brie, Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Manuela De Meo, Giacomo Ferraù, Vincenzo Occhionero, Pierto Traldi, Adalgisa Vavassori

liberamente tratto da "I fratelli Karamazov " di F. Dostoevskij

Karamazov è uno spettacolo di assoluta godibilità che mette in scena un Dostoevskij contemporaneo e intenso. Nei personaggi del romanzo César Brie rintraccia tutti gli aspetti dell’animo umano – la passione e l’istinto (Dmitrij), la ragione e il dubbio (Ivan), la bontà e la purezza (Aleksej), il risentimento e la vendetta (Smerdjakov), la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fëdor il padre), la santità (lo Starets) – e tematiche profonde come la delusione verso il mondo cattolico, i dogmi sulle idee del divino, la giustizia sociale e il fallimento dei miti della salvezza dell’uomo, tutti affrontati con estremo umorismo e delicatezza.

A due anni dal debutto César Brie torna con questo spettacolo al quale ha lavorato con un gruppo di giovani e bravi attori. Karamazov, liberamente tratto da I fratelli Karamazov di Dostoevskij, è un allestimento semplice, fatto di pochi elementi scenici ma dalla forte cifra suggestiva ed evocativa. La scena infatti è spoglia, pochi gli oggetti che la abitano: corde che delimitano gli spazi, vestiti appesi sulla scena, pupazzi di bambini e panche ai lati dietro cui sparire ed emergere.
Nei personaggi dell’ultimo romanzo di Dostoevskij, completato qualche mese prima di morire, César Brie rintraccia tutti gli aspetti dell’animo umano – la passione e l’istinto (Dmitrij), la ragione e il dubbio (Ivan), la bontà e la purezza (Aleksej), il risentimento e la vendetta (Smerdjakov), la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fëdor il padre), la santità (lo Starets) – e tematiche profonde come la delusione verso il mondo cattolico, i dogmi sulle idee del divino, la giustizia sociale e il fallimento dei miti della salvezza dell’uomo, tutti affrontati con estremo umorismo e delicatezza.
Karamazov evidenzia l’aspetto più corale e polifonico del romanzo originale, riflettendo la tendenza di Dostoevskij di ambientare i momenti decisivi delle sue storie in luoghi pubblici, esposti sempre (come fanno gli attori in questo allestimento) alla derisione e al rifiuto.
Uno spettacolo di assoluta godibilità che mette in scena un Dostoevskij contemporaneo, e che affronta i grandi temi dell’autore con una profonda intensità interpretativa.

 28.02.2013 - GABRIELE D'ANNUNZIO, TRA AMORI E BATTAGLIE- martedì 5 marzo 2013 ore 21 - TEATRO BIBIENA
Ispirato alla straordinaria biografia dell’eroe di Fiume, lo spettacolo “Gabriele d’Annunzio, tra amori e battaglie”, scritto da Edoardo Sylos Labini e Francesco Sala, con la consulenza di Giordano Bruno Guerri, il più autorevole biografo del Vate nonché Presidente del Vittoriale degli Italiani, traccia la vita dell’artista scandita dal succedersi di amori, passioni, infedeltà, avventure politiche e mondane, autentiche provocazioni poetiche vissute sempre con vittorioso clamore.
D’Annunzio, amante instancabile, dalla sua stanza del Vittoriale rende omaggio alle sue donne: da Eleonora Duse, alla moglie Maria Hardouin d’Altemps, all’artista Luisa Baccara, passando per la governante Amélie Mazoyer attraverso i versi de “Il Piacere”, de “Il Fuoco” e rivivendo un’insolita versione elettronica de “La pioggia nel pineto” mixata con le grandi arie di Wagner e Debussy.
 20.02.2013 - COME TU MI VUOI AL TEATRO ARISTON CON LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE

MARTEDì 26 FEBBRAIO

TEATRO ARISTON ORE 21.00

Pietro Mezzasoma presenta

COME TU MI VUOI

di Luigi Pirandello

libero adattamento di Masolino D'Amico

con Lucrezia Lante della Rovere

regia di Francesco Zecca

Pirandello scrisse il dramma Come tu mi vuoi alla fine degli anni ’20 dedicandolo all’attrice Marta Abba, sua musa, che gli ispirò il personaggio dell’Ignota, al centro di una vicenda ispirata a un celebre fatto di cronaca degli anni ’20, il ribaltamento al femminile del caso Canella-Bruneri. Incentrata sulla ricerca spasmodica dell’identità, tema caro allo scrittore, Come tu mi vuoi è una delle più riuscite opere di Pirandello, la sola opera teatrale di Pirandello ambientata, almeno parzialmente, fuori d’Italia: il primo atto si svolge nella Berlino dei cabaret tra le due guerre, il secondo atto nella provincia italiana colpita dalla guerra.

Lucrezia Lante della Rovere è l’Ignota, femme fatale per necessità, figura emblematica dello scambio di identità. L’Ignota in un locale equivoco tedesco balla e intrattiene i clienti, ma in realtà è mantenuta da un ricco e vizioso scrittore che la soffoca con le sue ossessioni. L’occasione per sfuggire a lui e alle ambigue profferte della giovane figlia di costui, anch’essa innamorata di lei, si presenta quando uno sconosciuto italiano crede di riconoscere nell’Ignota la moglie di un suo amico, Lucia detta Cia, scomparsa dieci anni prima durante la Grande Guerra, quando le truppe austro-germaniche invasero il paesino friulano dove la coppia abitava. E’ così che l’Ignota nel suo tentativo di essere “come tu mi vuoi” prova a definire la propria identità mediante una sorta di processo familiare con grandi emozioni, non privo di colpi di scena, tra certezze e incertezze, tra volontà e opposizione. Scambio di identità, scambio di verità, scambio tra piani di lettura Come tu mi vuoi è uno spettacolo in continua evoluzione che sconvolge gli schemi dimostrando che anche di fronte a prove oggettive ognuno crede quello che desidera credere.

La regia di Francesco Zecca si fonda sulla “ricerca delirante dell’autenticità” nascosta nella “memoria del sentire e non quella dei fatti” con una proposta scenografica di grande pregio e una scelta interpretativa vincente per ognuno dei personaggi: un vero e proprio omaggio a Pirandello.

 05.02.2013 - IL DISCORSO DEL RE AL TEATRO ARISTON PER MANTOVA TEATRO
 

 

Giovedì 14 Febbraio 2013

Teatro Ariston, ore 21

Casanova Multimedia presenta

IL DISCORSO DEL RE

di David Seidler

con Luca Barbareschi e Filippo Dini

regia di Luca Barbareschi

 

La commedia è ambientata in una Londra surreale, a cavallo tra gli anni 20 e 30, ed è centrata sulle vicende di Albert, secondogenito balbuziente del re Giorgio V. Si parte dai fatti storici per addentrarsi in un dramma personale, senza abbandonare mai la Storia, che non è statico sottofondo ma presenza imprescindibile di ogni istante della commedia al fianco dei protagonisti. Dal testo teatrale - una magnifica sceneggiatura di David Seidler che nella vita ha sofferto di balbuzie - è stato tratto un film di grande successo. Una commedia umana, sempre in perfetto equilibrio tra toni drammatici e leggerezze, ricca di ironia ma soffusa di malinconia, a tratti molto commovente ma capace anche di far ridere: non di risate grasse o prevedibili, ma risate che nascono dal cervello e si trasmettono al cuore. Così come le lacrime non nascono da un intento ricattatorio ma dall’empatia, da una condivisione sentimentale di difficoltà umane.

 

 

 

 20.12.2012 - MANTOVA TEATRO AL TEATRO ARISTON CON LEO GULLOTTA
 

Giovedì 31 Gennaio 2013    

Teatro Ariston, ore 21

Teatro Stabile di Catania

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare

con Leo Gullotta

regia di Fabio Grossi

traduzione e adattamento Fabio Grossi e Simonetta Traversetti

Siamo ad Atene, ma l’autore non ci spiega di quale Atene vuole trattare. Così raccontando in sintesi, potrò trovare tra le linee del ragionamento, colorati polimorfismi che animeranno logiche di sintesi con l’approssimazione dell’umano agire. Blocchi di vita che animeranno blocchi di materia, raccontando una storia,anche se pur tanto raccontata, mantiene sempre alto l’interesse dello spettatore. Permutando il detto “Sognare ad occhi aperti”, tutto il trascendente, e il luogo ad esso collegato, vivrà in maniera centripeta rispetto ad una fatata iride, la quale sarà lo spazio in cui partirà la magica partenogenesi. La fredda materia assumerà nei quadri riguardanti il mondo del fantastico, quel qualcosa che intrinsecamente appartiene alla Nostra Materia: quella radiazione di calore, di colore e di energia che fa proprio di questa la fantastica unicità cosmica che la contraddistingue. I fatti dell’umano han sempre quel qualcosa di magico, di misterioso, di fantasticamente colorato o triste, che da sempre ha intrigato nobili o semplici pensatori. La struttura drammaturgica si dipana su tre livelli ben precisi, tanto di far sì che possano vivere di luce propria o al contempo riflessa. La Corte rappresenterà il potere, i Comici la semplicità e la multietnicità del volgo, i Giovani l’Amore e la scoperta del sesso adolescenziale, e i Magici quel mondo fantastico che tanto intimorisce quanto affascina. L’imperscrutabilità dell’Animo verrà così trattato esaltandone la valenza, di volta in volta proposta attraverso i vizi, i pregi, le risse, le pacificazioni, i pianti e le risa dei Nostri protagonisti.

                                                                                                                                       [Fabio Grossi]

 15.11.2012 - MANTOVA TEATRO 2012-2013 AL TEATRO ARISTON CON GLAUCO MAURI E ROBERTO STURNO
 

 

LUNEDì 26 NOVEMBRE 2012  TEATRO ARISTON ORE 21.00


da Krapp a Senza parole

di Samuel Beckett


Il prologo
Respiro
Improvviso dell’Ohio
Atto senza parole
L’ultimo nastro di Krapp

 
Traduzioni teatrali di Carlo Fruttero e Franco Lucentini
Scene Mauro Carosi
Costumi Odette Nicoletti
musiche Germano Mazzocchetti
luci di Gianni Grasso
Traduzione ed adattamento dialoghi Giorgio Polacco e Maria Luisa Runti


regia Glauco Mauri


Beckett, premio Nobel per la letteratura, è certamente un innovatore nella storia del Teatro. Con le sue opere ci ha mostrato un nuovo modo di interpretare il rapporto tra la vita e l’uomo: una visione grottesca che spesso sfocia in una disperata comicità. Vari momenti poetici ma lo stesso tema: l’uomo e la sua fatica del vivere.
“Atto senza parole” e “L’ultimo nastro di Krapp”, due testi relativamente brevi al confronto di altri famosi capolavori, sono forse le opere che più chiaramente esprimono alcuni aspetti del mondo di Beckett.
Nello stupito , grottesco silenzio di “Atto senza parole” l’uomo beffato e ingannato dalla vita che sembra sempre soccorrerlo, ma poi sempre lo delude, trova la sua commovente dignità nel rifiuto e nella voluta solitudine. In questo breve atto si può chiaramente comprendere la visione beckettiana dello scontro tra l’uomo e la vita.
Ne “L’ultimo nastro” il vecchio Krapp ascolta una bobina che ha registrato tanti anni fa: la sera del suo 39º compleanno. Tanti, tanti anni sono passati! Riaffiorano persone, visi ormai sbiaditi dal tempo, si riscoprono sentimenti…e tra questi –ormai dimenticata- una storia d’amore, “quando la felicità era forse ancora possibile”
Ma il giovane Krapp non l’aveva saputa afferrare la felicità! La bobina finisce e Krapp rimane disperatamente solo nel buio della sua “vecchia tana” piena di bobine che raccontano la storia della sua vita ma che finiranno sempre col rimanere vuote…esaurite di ricordi.
Ne “Improvviso dell’Ohio”, il titolo lo si deve perché il testo fu scritto per l’Università Columbus dello stato dell’ Ohio e lì rappresentata per la prima volta per festeggiare i 75 anni di Beckett, un uomo (il Lettore) legge un libro ad un altro uomo (l’Ascoltatore) per aiutarlo a sopportare il dolore di un’assenza dolorosa, la moglie morta? la moglie abbandonata? Ciò che il Lettore legge si riferisce alla vicenda dolorosa di chi ascolta (l’ Ascoltatore). Non sono due persone ma è lo stesso uomo che, in un fantastico sdoppiamento, sembra con l’ascoltarsi cercare una speranza di sollievo al dolore.
Respiro” Un cumulo di macerie. Pochi secondi: è la vita. La vita che passa tra il primo vagito e l’ultimo respiro. Ma in quale mondo! Particolare curioso “Respiro” fu rappresentato per la prima volta a New York nel 1969 al Teatro Eden come scena iniziale di “Oh! Calcutta” per la regia di Kenneth Tynan. Far capire al pubblico che non è Beckett difficile e complicato, ma difficile e complicata è la vita. La vita che Beckett pur nella sua angoscia, ha saputo raccontarci con una sotterranea ma struggente pietà.
Questo vogliamo esprimere con il nostro spettacolo, questo è il nostro desiderio.

 19.10.2012 - AUDIZIONE PER CANTANTI LIRICI
                                                                                                   Regolamento e modulo di ammissione scaricabili qui
 19.10.2012 - MANTOVA TEATRO 2012-2013 AL TEATRO ARISTON CON KRAMER CONTRO KRAMER

MARTEDì 13 NOVEMBRE 2012

TEATRO ARISTON ORE 21.00

Teatro e Società srl presenta

KRAMER CONTRO KRAMER

di Avery Corman

con Daniele Pecci, Federica Di Martino e Raffaele Latagliata

regia di Patrick Rossi Gastalidi

Adattamento di Daniele Pecci

Traduzione di Masolino D'Amico

Adattamento del romanzo di Avery Corman, immortalato dal film di Robert Benton del 1979,

con Dustin Hoffman e Meryl Streep vincitore di quattro premi Oscar. L'opera racconta le vicissitudini

che fanno seguito alla separazione di una coppia e la crescitqa del bimbo di sei anni.

Padre e figlio superano con qualche difficoltà la nuova situazione, poi si rifà viva la madre

e l'affidamento del figlio finisce in tribunale. Comincia una battaglia legale che mette

a dura prova la ex coppia. L'argomento fece molto scalpore ai suoi tempi quando l'emancipazione femminile

era assai meno progredita di oggi, è rimasto di grande attualità, anche grazie alla finezza con cui l'autore

lo svolge. La commedia imposta un avvincente dibattito in cui tutti si possono identificare e in cui,

come nella vita, dire chi ha torto e chi ha ragione è molto azzardato.

 

 

 28.09.2012 - MANTOVA TEATRO 2012-2013
 20.06.2012 - ARRIVEDERCI AL PROSSIMO AUTUNNO
 

La Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo  sta preparando la prossima stagione di prosa

 MANTOVA TEATRO 2012-2013.

Vi aspettiamo numerosi  il prossimo autunno!

 04.05.2012 - NOTTURNO D'AUTORE 8 MAGGIO 2012
 24.04.2012 - SERATA DI GALA DOMENICA 29 APRILE tEATRO BIBIENA
 05.04.2012 - MANTOVA TEATRO VI ASPETTA CON MONICA GUERRITORE
Giovedì 19 aprile 2012
Teatro Sociale ore 21.00

Festival di Spoleto/Fondazione Rizzoli/Corriere della Sera/Compagnia Mauri Sturno

MONICA GUERRITORE è ORIANA FALLACI IN

MI CHIEDETE DI PARLARE

con Lucilla Mimninno
scritto e diretto da Monica Guerritore



Immagino una folle, piccola donna, che torna nel luogo della sua solitudine, quella casa di New York, ora non più sua, coperta di teli di plastica, in attesa di nuovi abitanti. Là nessuno poteva entrare e una grande giornalista, come Lucia Annunziata, descriverà (rivelando una delicatissima personale percezione) “un disordine che inquieta, una donna sola, un tappeto di cicche di sigarette per terra..”

E' lì che si era rintanata Oriana, nell’ ombra. Mentre la Fallaci infiammava il mondo. “..non guardatemi..” chiederà gentilmente alla fine del mio spettacolo. “..non guardatemi morire…” Non mostrando più niente di sé, Oriana è riuscita a salvaguardare il Mito Fallaci. La sua forza e il suo glamour. E lasciare a noi solo la possibilità di fare delle ipotesi sulle contraddizioni di una grande, rabbiosa, folle donna. La più grande e la più odiata. La prima cronista di guerra, la prima “celebrity”, forse anche la prima vittima della potenza dell’Immagine. Della sua stessa Immagine.

Il palcoscenico ci aiuterà a capire. Non c’è luogo più del palcoscenico dove non si possa mentire. Nessun luogo (checche’ ne pensino molti...) “Una donna non muore se da un'altra parte, un'altra donna, riprende il suo respiro” dice Helene Cixous. Voglio riprendere il suo respiro. Per capire.

Monica Guerritore.

 12.03.2012 - BIGLIETTERIA
 

 

LA BIGLIETTERIA DI MANTOVA TEATRO  2011- 2012 SI TROVA NEL FOYER DEL TEATRO BIBIENA

IN VIA ACCADEMIA 47 A MANTOVA.

LA BIGLIETTERIA E' APERTA NEI POMERIGGI DI MERCOLEDI' E VENERDI' DALLE ORE 15.00 ALLE 18.00 

GIOVEDI' MATTINA DALLE 9.30 ALLE 12.30.

TELEFONO 329-6421504 ( NEGLI ORARI DI APERTURA)

VENDITA ON LINE www.liveticket.it

INDIRIZZO EMAIL: biglietteriafondazioneartioli@gmail.it

 08.03.2012 - MANTOVA TEATRO VI ASPETTA IL 29 MARZO INSIEME A MANUELA KUSTERMANN
TEATRO ARISTON
GIOVEDÌ 29 MARZO
ORE 21.00

Teatro Vascello

DON GIOVANNI
di Molière

Regia Alberto Di Stasio

con
Manuela Kustermann Sganarello
Fabio Sartor Don Giovanni
Emanuela Ponzano Donna Elvira
Massimo Fedele Don Luigi e il Povero
Alberto Caramel Petruccio Gusman e Dimanche
Luna Romani Carlotta
Gloria Pomardi Lo spettro e La statua

regia Alberto Di Stasio
musiche Wolfgang Amadeus Mozart
dipinti Stefano di Stasio
movimenti scenici Gloria Pomardi
luci Valerio Geroldi

Organizzazione Enzo Toto
Ufficio stampa Cristina D'Aquanno
Organizzazione amministrativa Marco Ciuti

Foto Tommaso Le Pera

DON GIOVANNI

" Con il Don Giovanni, quasi cento anni in anticipo sulla Rivoluzione Francese e De Sade, Moliere crea un dramma in cui Natura e Ragione si scontrano come due titani, incarnandosi la prima in Sganarello, la seconda in Don Giovanni. La sensazione che un Vecchio Mondo stia lasciando il posto ad uno Nuovo ispira la lucida acerba e inflessibile critica di Don Giovanni che pur di andare fino in fondo alla sua visione non risparmia nulla della sua realtà, neanche se stesso, nonostante la generosa e creativa operosità di Sganarello che cerca in tutti i modi di rivelare al suo padrone, quasi una madre con il proprio figlio, quasi un amante con il proprio amato, la ricchezza e il bene che si celano nella Natura, come baluardo e salvezza prima della rovina."

Note di regia
Si ignora l'anno, il secolo, il luogo in cui nacque la leggenda di Don Giovanni. Non esiste una notizia certa che possa rivelarne l'origine; c'è chi crede (ad esempio Kierkegaard, nel suo saggio L'erotico nella musica) che l'idea del personaggio appartenga al cristianesimo, e, attraverso di esso, al medioevo. Quanto alla sua origine, al luogo, s'impone ch'esso sia la Spagna
Ma ecco proprio uno studioso spagnolo, il Maranon, allontanare l'idea che Don Giovanni sia un prototipo spagnolo e tanto meno andaluso. Egli sarebbe, piuttosto, un prodotto di società decadenti che aveva già portato in giro il suo cinismo nel declino di altre civiltà, quando la Spagna era ancora un embrione di popolo, senza struttura nazionale. Infine c'è anche chi ha visto calare Don Giovanni (proprio lui, uno dei personaggi più mediterranei che si conoscano) dal gelo e dalle nebbie del Nord.
Questi studiosi descrivono la biografia di un fantasma; non s'accorgono che Don Giovanni è un personaggio che, come tale, è storicamente irraggiungibile
E' vero solo per l'intensità della finzione poetica che lo fa vivere.
E' il palcoscenico il luogo della sua definizione; solo in esso egli compie gli estremi della sua azione.
Molière ne fa un capolavoro assoluto; il testo raggela la figura del burlador de Sevilla, esaltandone l'ipocrisia come mezzo eccellente e infallibile per raggiungere lo scopo. Quella polemica sociale, contro la morale, la virtù e l'onore che si pretende invincibile, qui si dichiara con irruenza, come se Don Giovanni fosse il rivoluzionario denunciatore d'una verità abilmente nascosta sotto la devozione, ed egli si divertisse a trasformare, come un meccanismo, quella verità in una vivente dimostrazione.
Il libertino Don Giovanni, dunque, spense del tutto il fuoco e la giovanile baldanza del suo antenato spagnolo: si raggelò in una luce livida e quasi satanica. La nostra scrittura drammaturgica accerchia lo spettatore in tre misure di interpretazione: la musica mozartiana di rara bellezza, pungolo buffo/tragico che scuote l'approssimazione apollinea del personaggio per rovesciarlo in un turbine dionisiaco come soltanto un musicista come Mozart poteva immaginare; i quadri di Stefano Di Stasio inoltrati in una modernità propria dei grandi truffatori, di un realismo impensabile e anacronistico.
La vera e propria scrittura di scena si modella ai fondamenti d'un teatro di forti emozioni fisiche e psichiche, dove nulla accade se non evocato e nulla si evoca se non vissuto. Uno spettacolo che speriamo di alta intensità teatrale, voluto per scuotere le coscienze degli spettatori illuminandoli sulla decadenza erotico-corporale del nostro vivere civile.
 27.02.2012 - MANTOVA TEATRO RICORDA D'ANNUNZIO
Giovedì 1 marzo 2012
Teatro Bibiena ore 21.00
GABRIELE ED ELEONORA
UNA PASSIONE SCARLATTA

Giovedì 1° marzo 2012, 74° anniversario della morte di d'Annunzio, la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo presenterà al Teatro Bibiena di Mantova ore 21 il recital/concerto “ Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta”, scritto, diretto ed interpretato da Daniela Musini, già allestito con enorme successo a L’Havana, Varsavia, San Pietroburgo e che si appresta a debuttare negli States.
A celebrare il Vate ci sarà anche il Presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, il quale, prima della performance dell’attrice, proporrà il suo avvincente Notturno d’Autore insieme al l'ex magistrato Giuseppe Ayala.
Lo spettacolo della Musini è tratto dal suo pluripremiato testo teatrale Mia Divina Eleonora (Ianieri Editore) e si aprirà con un’introduzione, dal titolo L’Imaginifico e la Divina: il “vivere inimitabile” di Gabriele d’Annunzio ed Eleonora Duse, in cui l’artista abruzzese racconterà al pubblico, con la fluidità e la capacità affabulatoria che le sono riconosciute, il fecondo sodalizio artistico intercorso tra i due straordinari personaggi.
A seguire, il recital vero e proprio in cui Daniela, in un monologo appassionato punteggiato dalle musiche di Chopin, Debussy, Rachmaninov e Beethoven eseguite da lei stessa al pianoforte, interpreterà una Eleonora Duse struggente, veemente, sensuale, indomita, disperata, che mette a nudose stessa, come artista e come donna.
La vicenda teatrale si svolge nella Suite 524 dello SchenleyHotel di Pittsburgh, negli Stati Uniti, dove la grande Tragica realmente soggiornò durante la sua ultima, trionfale tournée americana. E' il 21 aprile 1924, suo ultimo giorno di vita, e lei, che non sa, ma che intuisce prossima la fine, sente il bisogno di raccontarsi e di ripercorrere la sua straordinaria esistenza, fatta di "successi ed eccessi, di gioie accecanti e di amarezze struggenti", come scrive l'Autrice, in cui centrale appare l'appassionato e tormentato amore vissuto con Gabriele d'Annunzio.
Uno spettacolo emozionante e coinvolgente, questo di Daniela Musini, dedicato a lei, Eleonora Duse, la più grande Attrice di tutti i tempi, “ colei che il palcoscenicoeternò nella Storia, il pubblico acclamò Divina, l’Amorerese disperata”.



 13.02.2012 - BANDO DI CONCORSO 2012 “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE”
 

   

BANDO DI CONCORSO 2012  “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE” PER ACCADEMIE TEATRALI NAZIONALI

La Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo con il sostegno del Comune di Mantova organizza la prima edizione del concorso I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE, all’interno della stagione teatrale 2011-2012.

Il progetto nasce dall’esigenza della Fondazione di intraprendere un percorso di riscoperta e promozione presso il grande pubblico della spettacolarità del teatro rinascimentale e in particolar modo della Commedia dell’Arte nell’ottica di ottemperare alle linee culturali e programmatiche per cui la Fondazione stessa è nata e per cui continua a svolgere una continua attività di ricerca e catalogazione di materiale storico inerente il teatro patrocinato dai Gonzaga.

1) Condizioni di partecipazione al concorso
Al concorso I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE possono partecipare allievi o ex allievi di accademie nazionali italiane di teatro, che comunque non abbiano superato i 30 (trenta) anni di età.
Ogni artista deve preparare una performance della durata massima di 15 (quindici) minuti tratta dalla bibliografia proposta all'interno del presente bando.
I candidati ammessi alla selezione finale saranno scelti ad insindacabile giudizio della commissione scientifica e artistica, nominata dalla Fondazione, che presiederà il concorso.

2) Modalità della domanda di ammissione al concorso
- Le domande di ammissione al concorso (tramite il modulo allegato al bando) devono pervenire entro e non oltre le ore 12,00 di sabato 31 marzo 2012 (farà fede il timbro postale) a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, presso la sede della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo – Largo XXIV Maggio 13 – 46100 Mantova.
- Le domande di ammissione devono contenere il curriculum vitae in carta libera del candidato datato e firmato, il titolo dell’estratto teatrale scelto per il provino e una dichiarazione di incondizionata accettazione di quanto contemplato nel presente regolamento.

3) Riferimenti bibliografici per la preparazione della performance
Qui sotto sono indicati i testi da cui si può attingere per reperire il materiale per l'elaborazione dei provini:

- FERDINANDO TAVIANI, La commedia dell’arte e la società barocca: la fascinazione del teatro, Roma, Bulzoni, 1970;
- FERRUCCIO MAROTTI, GIOVANNA ROMEI, La commedia dell’arte e la società barocca: la professione del teatro, Roma, Bulzoni, 1991;
- FERDINANDO TAVIANI, MIRELLA SCHINO, Il segreto della Commedia dell’Arte, Firenze, La casa Uscher, 1986;
- MARIA DEL VALLE OJEDO CALVO, Stefanelo Botarga e Zan Ganassa. Scenari e zibaldoni di comici italiani nella Spagna de Cinquecento, Roma, Bulzoni, 2007;
- VITO PANDOLFI (a cura di), La commedia dell'arte. Storia e testo, Firenze, Le Lettere 1988 (1955, 1° edizione), vol. VI;
- GIOVAN BATTISTA ANDREINI, Amor nello specchio, Roma, Bulzoni 1997;
- LUCIANO MARITI, Commedia ridicolosa, comici di professione, dilettanti, editoria teatrale del Seicento, Roma, Bulzoni, 1978;
- FLAMINIO SCALA, Il teatro delle favole rappresentative, a cura di Ferruccio Marotti, Milano, Il Polifilo, 1974;
- GIOVAN BATTISTA ANDREINI, NICOLÒ BARBIERI [et al.], Comici dell’arte. Corrispondenze, edizione diretta da Siro Ferrone, Firenze, a cura di Claudia Burattelli, Domenica Landolfi, anna Zinanni, Firenze, Le Lettere, 1993.

4) Modalità di selezione

4a) I candidati
A tutti i candidati che presenteranno domanda sarà permesso presentarsi al provino, previa verifica dei requisiti minimi richiesti nel presente bando. Tutte le performance saranno valutate da una giuria, che sceglierà 8 (otto) finalisti (maschi o femmine, indistintamente).
I candidati verranno avvisati telefonicamente del giorno e dell’orario del provino.
Le preselezioni si terranno nel mese di aprile (sabato e domenica 14-15 e/o sabato e domenica 21-22) presso lo Spazio Studio Sant’Orsola di via Bonomi 3 in Mantova.

4b) I selezionati
La selezione finale si terrà presso il Teatro Bibiena domenica 29 aprile 2012 durante una serata di gala.
Gli otto finalisti reciteranno di fronte alla commissione e ad un pubblico non pagante che potrà presenziare all'evento fino ad esaurimento dei posti disponibili.

4c) Il vincitore
Il vincitore, o la vincitrice, verrà premiato direttamente dalla giuria alla fine della serata di gala.
Al vincitore sarà assegnato un premio di euro 1000 (mille).
Il premio sarà liquidato entro 30 (trenta) giorni dalla data della premiazione del concorso I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE.

5) Recapiti e informazioni
Per qualsiasi informazione siamo a Vostra disposizione
Telefono: 0376-221259
Referente: Alessandra Demonte
Responsabile di progetto
Cellulare: 3351246124
Mail: concorsifondazioneartioli@gmail.com

 

 

CONCORSO 2012  “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE”

 

PER ACCADEMIE TEATRALI NAZIONALI

 

 

MODULO D'ISCRIZIONE - 1° edizione del concorso  “I GIOVANI E LA COMMEDIA DELL’ARTE”

 

 

1) Nome dell’artista partecipante:

 

Data di nascita:___________________________________________________________________________

 

Luogo di nascita: _________________________________________________________________________

 

Codice fiscale: ___________________________________________________________________________

 

Indirizzo di residenza: ______________________________________________________________________

 

Città: ___________________________________________________________________________________

 

Tel.:_________________________________________Cell.:_______________________________________

 

E-mail: _________________________________________________________________________________

 

Web: ___________________________________________________________________________________

 

2) Accademia di riferimento:_______________________________________________________________

 

3) Titolo del canovaccio scelto:_____________________________________________________________

 

4) Durata della performance: _______________________________________________________________                  

 

5) Eventuali note aggiuntive: _______________________________________________________________

6) Il presente modulo deve essere compilato in tutte le sue parti, firmato dall'artista partecipante e corredato da un curriculum vitae breve ma esaustivo con fotografia.

 

7) Il presente modulo d'iscrizione deve pervenire entro e non oltre le ore 12,00 di sabato 31 marzo 2012 (farà fede il timbro postale) a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, presso la sede della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo – Largo XXIV Maggio 13 – 46100 Mantova.

 

8) Con il presente modulo si dichiara di avere preso visione del bando della 1° edizione del concorso “I giovani e la Commedia dell'Arte” e di accettare le condizioni in esso contenute.

 

 

Luogo e data:_____________________________________________________________________________

 

 

 

L'artista partecipante: ______________________________________________________________________

 

 

 

 

 06.02.2012 - MANTOVA TEATRO CON TOGNAZZI
MARTEDì 21 FEBBRAIO 2012
TEATRO ARISTON ORE 21.00
PRAGMA s.r.l.
Presenta
GIANMARCO TOGNAZZI
In
UN NEMICO DEL POPOLO
Di Henrik Ibsen
Adattamento Edoardo Erba
Regia ARMANDO PUGLIESE
 
Questa è una delle più belle opere scritte da Henrik Ibsen.
Ci narra la storia di un dottore che scopre che le terme pubbliche, fiore all'occhiello della cittadina e apportatrici di innumerevoli villeggianti, sono appestate da inquinanti scarichi montani di conciatura delle pelli. Subito il dottore vuole fare un pubblico appello per denunciare la cosa e far porre rimedio a questo problema, ma da una parte suo fratello, rappresentante dei potenti azionisti di maggioranza delle terme, e dall'altra i redattori di un giornale popolare che si schiera contro i potenti della città, tutti si oppongono alla pubblicazione della relazione del dottore, e gli impongono di tacere. Il dottore non riesce più a trovare nessuno che sia disposto a dargli ascolto, perché tutti sarebbero parte lesa nella questione.
Gli appelli al potere sono inutili, quelli alla coscienza popolare anche: sia vinti che vincitori sono una schiera di opportunisti, interessati solo alla reputazione e al denaro. E' in questo scenario che il dottore compie l'unica scelta possibile per lui: se prima vuole abbandonare la città, ora si accorge che la risposta migliore a questa situazione è data dalla conoscenza: vuole quindi istruire i giovani, poveri o ricchi che siano, per aiutarli a comprendere meglio la realtà, e a renderli cittadini di una società più civile di quella attuale.
E' splendida quest'opera, vero segno del pensiero elevato del suo autore, e apportatrice di un messaggio di rilevanza universale: la conoscenza, il sapere come mezzo per un futuro migliore.
 31.01.2012 - IL VENTAGLIO DI GOLDONI PER MANTOVA TEATRO 2011-2012
               

              IL CONTATO DEL CANAVESE

              TEATRO GIACOSA DI IVREA

 

                  Direzione artistica: Paolo Bosisio

 

              IL VENTAGLIO

          di Carlo Goldoni

 

                        regia di Alberto Oliva

                   scene e costumi di Francesca Pedrotti

 

             Ci ha fatto girar la testa dal primo all’ultimo

 

  Il Ventaglio è una commedia corale, caratterizzata dalla compresenza simultanea in scena di tutti i 14 personaggi, che animano la piazza di un borgo lombardo senza tempo. Si tratta di un microcosmo afoso, paralizzato dal caldo che rende vana e pesante ogni azione. Dietro il mostruoso attivismo di tutti i personaggi si nasconde una insanabile inerzia del vivere. Nella piazza delle Case Nuove convivono aristocratici decaduti che guardano la scena dall’alto e pretendono di controllare le vite degli altri, contadini laboriosi che chiedono “pane, pane e non protezione”, e borghesi che ostentano un gran daffare per nascondere la loro incapacità di agire.

  C’è bisogno di muovere l’aria, di un po’ di vento che accenda gli entusiasmi e doni nuova linfa alle anime appassite. Ed ecco che un semplice ventaglio, pagato pochi spiccioli, innesca un vortice di movimenti incredibili, agita gli animi e mette le ali all’amore, che si espande nella piazza e sconvolge gli equilibri. Da merce a basso costo, quel “maledetto ventaglio” diventa un bene impagabile, ambìto e ricercato, ma anche dimenticato su una botte, donato distrattamente o accettato con emozione. Passa di mano in mano generando equivoci e pettegolezzi. Come gli oggetti magici delle fiabe, riesce a smaterializzare i personaggi in un’energia incontrollata ed eccitante. Quando finalmente il ventaglio raggiunge il destinatario corretto, il vento di follia si placa e torna la quiete, ma l’apparente lieto fine ha un gusto amaro, perché la ricomposizione degli equilibri originari nega e cancella le opportunità che erano nate nel vortice. Tutto si normalizza per garantire il quieto vivere alla comunità, ma nel privato si covano rimorsi e disinganno.

 Si respira l’aria della fine di un’epoca, la decadenza scrosta i muri e mina le fondamenta del paese. E’ qui che si può leggere un legame molto stretto con la nostra contemporaneità, immobilizzata dalla crisi economica che, dopo avere destabilizzato i già precari equilibri, sta costringendo tutti a fermarsi, a ridimensionare sogni e ambizioni, e a covare depressione e risentimento, in attesa di una ventata che distragga gli animi e ci faccia girare la testa per un po’. Purtroppo oggi la ventata è spesso un fatto di cronaca nera, come il recente episodio di Avetrana, che ha prodotto un’euforia collettiva delirante, riversando un paese intero nelle strade, in processione sul luogo di un macabro delitto e in vetrina sugli schermi di tutte le televisioni. E’ solo un esempio di come esistano ancora oggi gli stessi motori dell’azione che anima la commedia di Goldoni: la morbosità del pettegolezzo, l’esplosione della violenza repressa fra le mura domestiche, la ribellione al conformismo della vita sociale, la crudeltà dei sentimenti.

 

 

 

 23.12.2011 - LISISTRATA DA ARISTOFANE

  

 GIOVEDì 19 GENNAIO 2012

  TEATRO ARISTON, ORE 21.00

Daniela Cerani per Synergie Teatrali e Teatro Ventidio Basso presentano

LISISTRTA  da Aristofane

con Gaia De Laurentis, Stefano Artissunch, David Quintili e Stefano Tosoni.

Regia di Stefano Artissunch

 

LISISTRATA è un colto e fantastico viaggio nella poetica di Aristofane celebre commediografo fra i maggiori del teatro classico. La particolarità della messa in scena è nella contaminazione fra Cabaret e Burlesque che si evidenzia nelle musiche, nelle atmosfere e nei costumi. Nella storia la guerra non fa da sfondo alla commedia, ma la penetra in tutta la sua drammaticità divenendone protagonista. Lo spettacolo è un’omaggio a tutti i caduti per la Patria, in tutte le guerre, che per la bandiera, non hanno esitato a sacrificare in silenzio la propria esistenza nella speranza di un domani migliore. Il filo conduttore è Lisistrata che con il ricatto dello sciopero del sesso costringe i guerrieri spartani ed ateniesi a trattare la pace per porre fine alla guerra del Peloponneso. Proprio la sua fermezza e arguzia favoriscono il gioco comico ma anche polemico e riflessivo nella commedia. Lisistrata non è solo una donna che convince le altre ad attuare lo sciopero del sesso: si fa anche motore di un dolore universale: "Sciagurate siamo noi donne a portare il peso della guerra:partoriamo i nostri figli e li mandiamo a fare i soldati!"

 02.12.2011 - SERATA SPECIALE COMMEMORAZIONI VIRGILIANE 2011
 

 

 

Martedì  6 dicembre 2011

Teatro Bibiena, ore 21

Ingresso gratuito

NOTTURNO D' AUTORE

CONVERSAZIONE SU VIRGILIO E LA CULTURA CLASSICA

con Giordano Bruno Guerri e Riccardo Braglia

 02.12.2011 - PREMIO ARLECCHINO D'ORO A LEO GULLOTTA

Lunedi 28 Novembre 2011


Teatro Sociale, ore 21 Teatro Sociale, ore 21


Teatro Eliseo

IL PIACERE DELL'ONESTA'

di Luigi Pirandello
con Leo Gullotta, Cloris Brosca, Martino Duane,
Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi
e con Antonio Fermi, Federico Mancini e Vincenzo Versari
Regia Fabio Grossi

 

Onestà, parola di grande effetto per il periodo in cui Pirandello concepì la sua opera, parola di lacerante contesto in questa nostra travagliata epoca, dove prodotti e momenti di vita vissuta vengono modificati in maniera cangiante e definente, sull’orlo di un dramma che si pone di fronte all’eterno aut aut di una società alla ricerca di un’equa liceità. Per questo l’elaborazione da me curata, elimina tutti quei termini che oggi giorno risulterebbero obsoleti e poco rapportabili ad una situazione di verità.

Proprio questa verità, sarà il veicolo per comunicare quello che il pensiero pirandelliano ha voluto trasmettere nell’epoca del suo essere concepito. Nella visione pirandelliana, il nostro protagonista nell’indossare il costume dell’Onesto, adotta il colore del diverso, in una fauna di anime mostruose, e la condotta morale del Baldovino diventa da questo momento inattaccabile e questi si chiude dentro la propria onestà sfidando convenzioni sociali ed egoismi personali. Il suo arrivo in questa famiglia, composta da bei involucri senza contenuto, sarà stridente fin dalla prima scena. Una casa, questa, dove l’apparire conta molto più dell’essere, non a caso le sue pareti vivono della trasparenza atta a mostrarsi come si pensa che gli altri desiderano.

Una società, immutata nei tempi, da quelli passati a quelli odierni, che ha paura della diversità, perché essere onesti significa essere diversi, e che fa del tutto per annichilire l’elemento considerato spurio con tutti i mezzi, anche quelli più perversi. Messo alle strette nella manovra estrema di farlo contravvenire alle proprie responsabilità, Angelo Baldovino continua a mantenere intatta la propria ‘maschera’ di uomo onesto, finendo così per mettere spietatamente a nudo la disonestà di tutti gli altri. Una pseudo legittima unione,quella che Pirandello usa per dimostrare come l’essere e l’apparire siano in realtà categorie senza alcun valore, frutto unicamente delle convenzioni e del conformismo della società. Come nel precedente lavoro del maestro agrigentino, affrontato con Gullotta, “l’Uomo, la Bestia e la Virtù”, l’uso ideale della maschera per far fronte alle perbenistiche convenzioni di una società, si ripropone con forza.

 03.10.2011 - MANTOVA TEATRO 2011-2012
COME OGNI ANNO LA FONDAZIONE ARTIOLI MANTOVA CAPITALE EUROREA DELLO SPETTACOLO VI PRESENTA IL CALENDARIO DELLA STAGIONE TEATRALE. VI ASPETTIAMO!
 
CALENDARIO SPETTACOLI
 
Venerdì 14 ottobre 2011 Teatro Bibiena, ore 21
 
Di uomini e Poeti ovvero il Testamento di Virgilio

Accademia Teatrale Francesco Campogalliani di Mantova e Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti

spettacolo gratuito fuori abbonamento

Giovedì 27 ottobre 2011 Teatro Bibiena, ore 21

Luna e Lunatici

con Nicola De Buono e Debora Caprioglio

Lunedì 28 novembre 2011 Teatro Sociale, ore 21

Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello

con Leo Gullotta

consegna del Premio “Arlecchino d’oro”

Martedì 6 dicembre 2011 Teatro Bibiena, ore 21

Notturno d'autore

Virgilio e la cultura classica con Giordano Bruno Guerri e Riccardo Braglia

ingresso gratuito

Giovedì 19 gennaio 2012 Teatro Ariston, ore 21

Lisistrata da Aristofane

con Gaia De Laurentiis

Venerdì 3 febbraio 2012 Teatro Ariston, ore 21

Il ventaglio di Carlo Goldoni

con Mino Manni

Martedì 21 febbraio 2012 Teatro Ariston, ore 21

Un nemico del popolo di Henrik Ibsen

con Gianmarco Tognazzi

Giovedì 1 marzo 2012 Teatro Bibiena, ore 21

Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta

con Daniela Musini

a seguire:

Notturno d'autore

Gabriele D’Annunzio con Giordano Bruno Guerri

Giovedì 29 marzo 2012 Teatro Ariston, ore 21

Don Giovanni di Molière

con Manuela Kustermann

Giovedì 19 aprile 2012 Teatro Sociale, ore 21

Monica Guerritore è Oriana Fallaci

“…mi chiedete di parlare”

ABBONAMENTI E PREVENDITA

Foyer del Teatro Bibiena Via Accademia 47, Mantova

mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18 - giovedì dalle 9,30 alle 12,30

Tel. 329 6421504 - biglietteriafondazioneartioli@gmail.com - vendita online www.liveticket.it

BIGLIETTI

I biglietti saranno in vendita un'ora prima dello spettacolo presso il teatro della rappresentazione

intero platea numerata 22 euro

palco, loggia, loggione (Teatro Sociale e Bibiena) 18 euro

biglietto studenti (solo in prevendita) 8 euro

ABBONAMENTI

Rinnovi vecchi abbonati dal 28 settembre al 7 ottobre

Nuovi abbonati dal 12 al 26 ottobre

Posto numerato platea per 8 spettacoli:

Intero 140 euro

Studenti 60 euro

 

 27.07.2011 - ARRIVEDERCI ALL' AUTUNNO TEATRALE
 

 

Cari amici del teatro,

la Fondazione chiuderà per la pausa estiva nel mese di agosto.

Vi aspettiamo sempre più numerosi alla ripresa della stagione teatrale invernale 2011/2012.

Buone vacanze anche a tutti voi!

 12.07.2011 - GIORGIO ALBERTAZZI IN "FILOSOFI ALLE PRIMARIE"
Mercoledì 20 luglio, ore 21.15 – Piazza Castello Mantova

GIORGIO ALBERTAZZI
in
FILOSOFI ALLE PRIMARIE

di Carlo Monaco

con Giorgio Albertazzi
e la partecipazione di Roberta Caronia
regia e adattamento Giorgio Albertazzi
disegno luci Pietro Sperduti
scene Carmelo Giammello
foto Pino Le Pera
Produzione Procope Studio srl

Filosofi alle primarie è uno spettacolo/evento con Giorgio Albertazzi che trascende i limiti del palco per coinvolgere il pubblico in un'autentica gara filosofica all'ultima sfida. L'estro creativo di Giorgio Albertazzi, il più grande attore vivente nel panorama teatrale italiano, si unisce alla competenza e alla passione del professor Carlo Monaco in uno spettacolo in cui, per la prima volta in Italia, il teatro si trasforma in un torneo di scacchi del pensiero dove il pubblico vota e decreta di volta in volta il filosofo vincitore.
Il Maestro del teatro italiano, mattatore indiscusso della sfida, darà corpo e voce a due filosofi tra i più grandi di tutti i tempi, toccando i temi del pensiero su cui ogni essere umano si interroga da sempre.
In questo nuovo format teatrale che se da un lato, come ha scritto sul Corriere della Sera Emilia Costantini lo scorso 29 dicembre in un'intervista al Maestro, “nulla ha a che vedere con la routine dei nostri palcoscenici”, dall'altro conserva tutta la grandezza dell'arte della scena, l'interazione tra autore, attore e pubblico è reale e totale e condiziona la sceneggiatura nella sua progressione. I presenti in sala, come in un'attualissima competizione politica per l'elezione del leader, scelgono di volta in volta il vincitore 'costringendo' Carlo Monaco e Giorgio Albertazzi a una riscrittura del testo fino alla fase finale del match.
In scena c’è un solo protagonista che si sdoppia assumendo le identità e le argomentazioni contrapposte di Platone e di Protagora (questa la versione proposta a Mantova) e li fa interloquire e gareggiare tra di loro in una immaginaria partita a scacchi. Il confronto avviene sulle mosse dei pezzi degli scacchi, che rappresentano i paradigmi generali delle due contrapposte concezioni filosofiche, degli alfieri (i valori ideali di riferimento), dei cavalli (le procedure metodologiche), delle torri (la capacità previsionale-profetica del futuro), della regina (il sommo bene o prima delle virtù) e del re (la
natura del potere e della politica).
In questa singolare partita Giorgio Albertazzi non si limiterà a interpretare un testo, ma ne offrirà una personale riscrittura, proprio come un vero autore. <<Non mi basta rispondere con le parole dei filosofi, la mia idea deve venire fuori>>, ha confessato infatti il Maestro.
Alla fine di ogni partita sarà il pubblico presente a scegliere il vincitore della sfida attraverso gli applausi che verranno raccolti da vari microfoni posizionati in platea. Un software rielaborerà quindi l'intensità delle battute di mani e proietterà il risultato direttamente in scena. Enrico Groppali critico de Il Giornale ha definito Filosofi alle Primarie“ […] uno spettacolo di singolare qualità, ovvero una sorta di teatro quiz che, se pur ispirato ai giochi televisivi con tanto di votazione finale, capovolge drasticamente la strutture delle trasmissioni d’intrattenimento cui ci ha abituato l’odierna civiltà delle immagini”.


BIGLIETTERIA E PREVENDITE
Biglietti: 25 euro platea, 18 euro tribuna non numerata
Biglietteria alla Casa del Rigoletto (senza diritti di prevendita): tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo (20 e 22 luglio) la biglietteria sarà aperta anche dalle ore 20 fino all'inizio dello spettacolo.
Prevendite on line: www.vivaticket.it
INFO: 800.085.992
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 11.07.2011 - KATAKLO' "LIGHT"
Kataklò danza light
Venerdì 22 luglio, ore 21.30 – Piazza Castello Mantova

Mito S.r.l.
Presenta

Kataklò Athletic Dance Theatre
in
Light

uno spettacolo di Giulia Staccioli
coreografie di Giulia Staccioli e Jessica Gandini

con Maria Agatiello, Elisa Bazzocchi, Eleonora Di Vita,
Serena Rampon, Marco Ticli, Marco Zanotti, Riccardo Calia

musiche autori vari
disegno luci Andrea Mostachetti

E' luce l'assoluta protagonista di Light, nuovo spettacolo che la compagnia milanese Kataklò Athletic Dance Theatre porterà in tour nei prossimi mesi estivi. Una luce forte, tagliente e potente come i corpi che la rifrangono; una luce leggera, scattante, sinuosa come i gesti e i movimenti che i danzatori compiono in scena. Light è un'opera corale, che attraverso una sequenza di quadri coreografici conduce il pubblico in un percorso in ascesa. Su, su, verso le vette assolate, su verso il cielo e il suo orizzonte infinito, in un crescendo di evoluzioni, destrezze acrobatiche, prodezze atletiche,
immagini mozzafiato.

Come il vocabolo anglosassone stesso, Light esprime ad un tempo leggerezza e luminosità, e lo fa in perfetto stile Kataklò, proponendo un physical e visual theatre originale ed immediato, in cui le atmosfere si fanno rarefatte e il peso della ragione come quello del corpo si ritrovano sospesi. E' la preziosa alchimia tra l'energia dirompente del gesto atletico e l'armoniosa intensità della danza a dare freschezza e forza allo spettacolo. E' l'ironia che traspare a tratti, irriverente, vivace e accattivante, a coinvolgere e stupire il pubblico con un linguaggio semplice e comprensibile oltre ogni confine, culturale, linguistico, generazionale che sia.
Costumi, illuminazione, invenzioni sceniche contribuiscono a creare un'atmosfera magica
e surreale che assicura un immaginifico effetto teatrale. Light significa luce, luminosità, ma anche agilità, facilità, ed ancora assenza di peso, ed al contempo frivolezza, libertà. Tutto questo è Light, un evento spettacolare, che stupisce per forme e dettagli oltre che per la straordinaria potenza fisica e visiva dei suoi eleganti interpreti.

BIGLIETTERIA E PREVENDITE
Biglietti: 25 euro
Biglietteria alla Casa del Rigoletto
(senza diritti di prevendita): tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19. Il giorno dello spettacolo (20 e 22 luglio) la biglietteria sarà aperta anche dalle ore 20 fino all'inizio dello spettacolo.
Prevendite on line: www.vivaticket.it
INFO: 800.085.992
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 22.03.2011 - MOLIERE/LA SCUOLA DELLE MOGLI di Valer Malosti per Mantova Teatro 2010 2011!
con Valter Malosti, Mariano Pirrello, Valentina Virando, Giulia Cotugno, Marco Imparato, Fausto Caroli, Gianluca Gambino


La scuola delle mogli ruota attorno a un’idea fissa: le corna. È il tema che attraversa tutta l’opera di
Molière fino alla crudeltà derisoria del Georges Dandin. È una coazione comica alla catastrofe ma
anche un’ossessione che diventa fobia vitale e cuore della commedia.
È un testo che ha ricevuto un’attenzione distratta in Italia, perché la tragedia, annidata nella struttura di
geniale farsa, complica maledettamente i piani di chi deve ricrearlo.
Un altro tema che mi pare fondamentale è il rapporto malato di vittima-carnefice che suona sordo,
come un inquietante basso continuo, in sottofondo a tutta la composizione degli scoppiettanti dialoghi
tra Agnès e Arnolphe, che si aprono a squarci inaspettati di cruda verità.
Colgo nella pièce un carattere visionario: il delirio in cui sprofonda Arnolphe al termine della commedia
si trasforma in una vera e propria anatomia della rovina; rovina di cui è egli stesso l’artefice, come
l’Alceste del Misantropo. Stabilito il fatto che La scuola delle mogli non è una semplice farsa sostengo
che la farsa naturalmente debba conservarsi. Se non si fa ridere con questo testo si fallisce, e penso
alla grande lezione delle farse alte e allucinate di Leo de Berardinis e del suo alter ego: il Leòn
deBerardin di Scaramouche».
Attraverso un processo di ri-creazione del testo, seguendo anzitutto un intuito musicale e guidato nella
traduzione da un gesto linguistico che deve poi farsi teatro, ho costruito una partitura che passando per
il melodramma verdiano arriva alla canzone, all’hip hop, e ho trovato una misura espressiva in versi
liberi, giocando con la lingua attraverso rime, assonanze e ritorni di suono, ma con una grande
economia di sillabe; a volte screziandola con un francese maccheronico, eco della lingua artificiale dei
comici italiani che dominavano i palcoscenici parigini del ‘600.
L’utopia è ritrovare, almeno in piccola parte, la folgorante musica di Molière, che nell’originale francese
deflagra e scintilla per mezzo del verso alessandrino e delle rime, vibrando con una corda quasi premozartiana, e trovare uno spazio nell’immaginario delle persone che condivideranno con noi questo viaggio, oggi.
Valter Malosti
 02.03.2011 - LA MALATTIA DELLA FAMIGLIA M di Fausto Paradivino per Mantova Teatro 2010 2011!
di Fausto Paradivino
regia di Fausto Paradivino
scene di Laura Benzi
costumi di Sandra Cardini

con Jacopo- Maria Bicocchi, Iris Fusetti, Emanuela Galliussi,
Nicola Pannelli, Fausto Paradivino, Paolo Pierobon, Pio Stellaccio

A poco più di un anno dalla sua prima nazionale, giunge anche a  Mantova quest' opera graffiante, reduce dal successo delle scene di tutta Europa. Scritta dallo stesso Paradivino, ha come tema fondamentale la disgregazione della famiglia nella fragile provincia del nostro Bel Paese.
Dice il giovanissimo autore, enfant prodige del nostro teatro: Quando si è trattato di tradurre in inglese il testo abbiamo guardato qual era la prima battuta di dialogo. "Tu mi ami?". "Do you love me?" I personaggi della commedia non fanno altro che girare intorno a quest' unica domanda. E se lo fanno è perché sono così incerti della risposta da temere che sia negativa. L'assenza di genitori fisici e spirituali obbliga i protagonisti ad una libertà e ad una responsabilità che loro vedono vestita di solitudine, e l'unico rimedio alla solitudine è quel "volersi bene", troppo invocato perchè possa concretizzarsi con la naturalezza con la quale appunto ci si vuole bene.
 18.02.2011 - IL BUGIARDO di Paolo Valerio al Teatro Sociale lunedì 28 febbraio
FONDAZIONE ATLANTIDE TEATRO STABILE DI VERONA – GAT

Nuova produzione 2010/2011
IL BUGIARDO di Carlo Goldoni
regia di Paolo Valerio
con MARCELLO BARTOLI Arlecchino e Pantalone
DARIO CANTARELLI Lelio
ROBERTO PETRUZZELLI Brighella e Dottore
ROBERTO VANDELLI Ottavio
MICHELA MOCCHIUTTI Rosaura
MARTA MENEGHETTI Beatrice
GIOIA SALVATORI Colombina
Musiche Antonio Di Pofi
Fotografia e Visual Art Mauro Fiorese e Stefano Buro
Costumi Chiara Defant
Sarta Marta Malatesta
Responsabile Tecnico Roberto Rossetto
Ideazione scenografica Paolo Valerio
Luci Enrico Berardi
Si ringrazia Gloria Gambini per la collaborazione scenografica
Aiuto regia Paola Degiuli

Il Bugiardo con Marcello Bartoli nei panni di un Pantalone padre caparbio e Dario Cantarelli in veste
dell’ambiguo Lelio per la regia di Paolo Valerio debutta in prima nazionale all’Estate Teatrale Veronese
nella splendida cornice del Teatro Romano a luglio 2010. Il Bugiardo appartiene alla stagione capitale della
carriera teatrale di Carlo Goldoni, quella, nell’anno comico 1750-51, delle cosiddette “sedici commedie
nuove” con cui egli – scrivendo il doppio dei testi rispetto al numero fissato dal suo contratto – cerca di
imporre il suo nome e la sua opera sul repertorio di compagnia. In realtà si tratta di una “commedia nuova”
fino a un certo punto, e questa è la ragione del fascino teatrale che essa emana, del suo prolungato successo
nell’Ottocento e del Novecento. Capolavoro della tradizione e novità sono concepiti come perfetti
meccanismi teatrali, e in quanto tali teatralmente efficaci per la loro stessa “falsità” e ambiguità. Commedia della propagazione del disegno della menzogna e del plagio – a carico dell’ambiguo Lelio, eroe necessariamente negativo che rappresenta lo stesso teatro – Il Bugiardo è molte cose insieme. Anzitutto una trama che Goldoni “plagia”, o di cui si impossessa a sua volta, da due grandi drammaturghi dell’età barocca, Juan Ruíz de Alarcón e Pierre Corneille, spostandola però sul piano del teatro italiano e della tradizione della commedia dell’arte. Privandola dell’ambiguità metafisica – quella che si imprime nel titolo dello spagnolo: “La verità sospetta” – ma proiettandovi dentro, anche se completamente deformata, un po’ della storia della sua giovinezza, sospesa tra la vita scapestrata ai limiti della società messa in carico a Lelio e al triste, appartato, ruolo dello spento Florindo. Due personaggi che sono – come il barone dimezzato di Italo Calvino – in realtà due facce della stessa medaglia, ovvero della storia di uomo e di autore che Goldoni raccontata per l’intera sua vita, nelle commedie e nell’autobiografia.
E se a Florindo egli presta tratti di una vita onorata, fatta di assenza e di “atti mancati, Lelio incarna – a
dispetto di ogni disegno di “riforma” – l’irriducibile alterità del teatro, come macchina di menzogna e di
devianza, che si può anche chiamare dopotutto “spiritosa invenzione”.
 02.02.2011 - Don Chisciotte di Nadia Baldi per Mantova Teatro 2010-2011!


MARTEDI' 8 FEBBRAIO 2011

TEATRO SOCIALE, ORE 21.00


Teatro Segreto srl

direzione artistica Ruggero Cappuccio

presenta


DON CHISCIOTTE


liberamente tratto da Miguel de Cervantes

di Ruggero Cappuccio

con

  

Don Chisciotte Roberto Herlitzka

Salvo Panza Lello Arena

 

Musiche Paolo Vivaldi

Costumi Salvatore Salzano

Progetto scene Nicola Rubertelli

Scenografia Francesco Esposito

Luci Franco Polichetti

Ufficio stampa Emanuele Tirelli

Organizzazione Lia Zinno

Assistente alla regia Iolanda Salvato

 

Regia Nadia Baldi

 

Nella versione scenica prodotta da Teatro Segreto Srl, Don Chisciotte è Michele Cervante, è un

uomo appassionato di letteratura epica che vive in una profonda solitudine. Emarginato da una

società che lo respinge quotidianamente, perde contatto con il mondo reale, attivando una

crescente energia visionaria che lo porterà a dialogare con i fantasmi della classicità.

L’apparizione di un singolare personaggio che Don Chisciotte trasforma nel suo Salvo Panza

innesca il tentativo di riportarlo entro i confini di una ritualità sociale cosiddetta normale. Il

protagonista, posseduto dall’anima immortale dell’hidalgo de la Mancha, continua, però, ad

alterare la relazione tra passato e presente, inseguendo una visione disperata e poetica

dell’esistenza. Il fragilissimo eroe cerca un’ipotetica Dulcinea, che nel suo desiderio si configura

come definitivo incontro di salvezza e di pace.

Il testo di Ruggero Cappuccio si concentra sul conflitto tra modernità efferata e umanità poetica,

sulla solitudine, l’illusione, l’alienazione nel lirismo di una realtà che non è più o che non è mai

stata, ma vive fresca nella memoria come ricordo presente.

La regia di Nadia Baldi si attesta su confini immutabili, ma non per questo facilmente

rintracciabili, quelli che da millenni vivono invariati nel cuore degli uomini. La messinscena,

nell’interpretazione di Roberto Herlitzka e Lello Arena, utilizza una delicata indagine interiore

a specchio per svelare il rapporto tra dolore e bellezza.

 

 

INFORMAZIONI E PREVENDITA

SPAZIO MTT- via San Longino 1/b Mantova

Tel.0376 363079

www.ticketone.it

 

 19.01.2011 - LE NOTTI BIANCHE di Corrado d'Elia per MANTOVA TEATRO 2010-11!

 

LUNEDI’ 31 GENNAIO 2011

TEATRO ARISTON, ore 21

 

Compagnia Teatri Possibili

Le Notti Bianche


dalle memorie di un sognatore

di Fëdor Dostoevskij

Regia di Corrado d'Elia

Con Corrado d’Elia e Desirée Giorgetti

 

Dalle pagine immortali del grande scrittore russo, uno spettacolo intenso, poetico, dedicato a chi è ancora capace di sognare

 

Il sognatore, se serve una definizione precisa, non è un uomo ma, sapete, una specie di  essere neutro. Si stabilisce prevalentemente in un angolino inaccessibile, come se volesse nascondersi perfino dalla luce del giorno, e ogni volta che si addentra nel suo angolino, vi aderisce come la chiocciola al guscio, e diventa simile a quell'animale divertente chiamato tartaruga, che è nello stesso tempo un animale e una casa”.

 

Testo magico che ripercorre molti temi fondamentali dell'opera di Dostoevskij.

Un impiegato, un "sognatore", incontra una donna durante una delle sue passeggiate notturne. Nasten'ka  vive quella che appare come la fine di un amore disperato. Apre il suo cuore all'uomo che incontra in un dialogo che dura quattro notti, durante le quali gradualmente appare il sogno di una vita insieme per i due che, incontratisi casualmente, sembrano "riconoscersi".

 

“Era una notte incantevole, una di quelle notti che ci sono solo se si è giovani. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili ed irosi. ..”

 

Il sogno si spegne improvvisamente  con il ritorno,  nella vita della donna, del suo amante; e l'impiegato si ritrova nuovamente solo e "sognatore", isolato in una vita avulsa dalla realtà.

 

 

“Che il tuo cielo sia sereno, che il tuo sorriso sia luminoso e calmo! Sii benedetta per quell'attimo di beatitudine e di felicità che hai donato a un altro cuore, solo, riconoscente!”

 

 

Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! E' forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?

 

 

INFORMAZIONI E PREVENDITA

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 17.01.2011 - LUNEDI' 17 GENNAIO 2011 - TEATRO ARISTON - ORE 21.00 TUTTO SU MIA MADRE basato sul film di P.Almodovar
Fondazione Teatro Due - Teatro Stabile del Veneto TUTTO SU MIA MADRE testo teatrale di Samuel Adamson basato sul film di Pedro Almodovar regia di Leo Muscato con Elisabetta Pozzi Alvia Reale, Eva Robin's, Paola Di Meglio, Alberto Fasoli, Silvia Giulia Mendola, Giovanna Mangiù, Alberto Onofrietti
 22.12.2010 - EDIPO RE di Sofocle con Franco Branciaroli per Mantova Teatro 10-11!

MARTEDì 11 GENNAIO - TEATRO SOCIALE di MANTOVA, 21.00


Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Teatro de Gli Incamminati
Teatro di Messina

 
Franco Branciaroli
In
 
EDIPO RE
di Sofocle
 
regia di Antonio Calenda
traduzione Raul Montanari

con (in ordine alfabetico) Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati,
Gianfranco Quero, Alfonso Veneroso
e con (in ordine alfabetico) Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo,
Filippo De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo

scene Pier Paolo Bisleri, costumi Stefano Nicolao,
musiche Germano Mazzochetti, luci Gigi Saccomandi

Foto di scena Tommaso Le Pera
 

«In un mondo smarrito, minaccioso, delle cui ombre sentiamo l'incombere», commenta infatti Antonio Calenda, «è stato emblematico rielaborare il percorso dal buio verso la chiarezza compiuto da Edipo: un percorso nella coscienza che allo stesso tempo è individuale, di intima analisi, collettivo... Ed è stato importante poterlo condividere assieme ad un artista consapevole come Franco Branciaroli, con il quale abbiamo affrontato recentemente l'indagine di un altro problematico personaggio, il Galileo di Brecht. In questo Edipo Re, abbiamo voluto tratteggiare il protagonista evocando echi di teoremi freudiani, un viaggio fra le ombre e l'ignoto della psiche: perciò nella nostra visione, in Edipo si condensano, quasi come in momenti di trance, più personaggi della tragedia - Edipo, Tiresia, Giocasta - a dimostrare che nella sua carne si convogliano tutte le radici della colpa. Le radici dell'incesto, del parricidio: canoni del senso di colpa che segnano la civiltà occidentale, su cui si è lavorato soprattutto nel Novecento, da Freud a Lacan, attraverso Guattari, Deleuze, per arrivare a René Girard un filosofo contemporaneo che ha donato forti induzioni alla nostra interpretazione»

Il progetto dello spettacolo si basa infatti su una rilettura dell'originale sofocleo (scritto probabilmente nel 430 a.C.) integrato dai sunti teorici di diversi studiosi e in particolare di Sigmund Freud e di René Girard. Freud riteneva che Edipo Re prefigurasse la metodologia che consente l'esplorazione dell'inconscio: la psicoanalisi. Ecco allora che Antonio Calenda evoca nello spettacolo la messa in scena di una ricerca, che ripercorre all'indietro il tempo, per riafferrare il senso vero e profondo di un passato che è stato frainteso. Ed Edipo - rimandando a un immaginario mitteleuropeo che ci appartiene - ci appare freudianamente disteso sul celebre lettino, mentre attraverso indizi disseminati nel suo vissuto, ricostruisce e riscrive con parole di atroce verità il proprio percorso esistenziale, individuando finalmente le radici del proprio conflitto interiore.

L'assunto di René Girard, presente in particolare nel fondamentale La violenza e il sacro, ci illumina invece su certe dinamiche sociali e di gruppo. Gli individui secondo questo antropologo e filosofo contemporaneo tendono tutti a desiderare il medesimo oggetto e questa "indifferenziazione" genera quasi sempre un sentimento di rabbia e scontro diffusi. Per uscire da tali dinamiche di rivalità e di crisi, la comunità si unisce contro una vittima sacrificale, un capro espiatorio che la purificherà e che una volta immolato sarà investito di sacralità. Edipo è un esempio emblematico di tale dinamica. Il sacrificio, l'espulsione dalla comunità, avviene dopo un lungo e sofferto itinerario di conoscenza. Un itinerario che nella messinscena si svolge quasi fra sonno e veglia del protagonista, con il Coro che funge da ponte fra queste due dimensioni, un coro tutto maschile che fa da eco e moderno, incisivo commento.

"Edipo - spiega Branciaroli - è l'eroe tragico che non sa chi è: tutto gli casca addosso perché tutto è già avvenuto. Questa conoscenza di sé avviene attraverso il dolore. Il dolore è la caratteristica di Edipo, dunque. Lui dice che nessuno ha un dolore più grande del suo (battuta che poi riprenderà Hamm in ‘Finale di partita' di Beckett). Infatti appena lui conosce diventa cieco: la cecità, come il dolore, nella cultura greca è strettamente legata alla conoscenza".

L'intero spettacolo fonda infatti la propria essenza sul concetto del "vedere": un leitmotiv concettuale che diventa momento di un paradosso nella conclusione della tragedia (l'accecamento di Edipo) ma che ritorna costantemente durante l'intera messinscena anche sul piano delle immagini.

La scena di Pier Paolo Bisleri cela e rivela personaggi dietro velati neri, una scatola, uno spazio quasi mentale in cui Edipo è rinchiuso, le luci di Gigi Saccomandi ribadiscono la dialettica fra luce e buio, chiarezza e mistero. Completano l'allestimento i costumi di Stefano Nicolao e le musiche di Germano Mazzocchetti. Significativo l'apporto della traduzione di un autore contemporaneo quale Raul Montanari, che sviluppa la tragedia con precisione, senza retorica e con una forte aderenza a Sofocle.

 
 

LA SERATA E’ DEDICATA A BRUNO GARILLI, APPASSIONATA FIGURA DI TEATRANTE RECENTEMENTE SCOMPARSO.

LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE MARTEDI’ 11 GENNAIO ALLE 18.30 ALL’INCONTRO A LUI DEDICATO NEL FOYER DEL TEATRO SOCIALE. L’INIZIATIVA E’ A CURA DELLA FONDAZIONE UMBERTO ARTIOLI E DEL MAC CHE SARANNO RAPPRESENTATI DAI RISPETTIVI PRESIDENTI GIOVANNI PASETTI ED ERISTEO BANALI, SARANNO INOLTRE PRESENTI I COMPONENTI DEL TEATRO MINIMO E I FAMILIARI DEL REGISTA.

 
 
 
Informazioni e prevendita:
Spazio Mtt
via san longino 1/b - Mantova
Tel 0376 363079
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 30.11.2010 - ROMEO E GIULIETTA di Giuseppe Marini per MANTOVA TEATRO 10-11!
Martedì 14 dicembre
Teatro Ariston, ore 21


ROMEO E GIULIETTA
Uno spettacolo di Giuseppe Marini
scene di Alessandro Chiti
costumi di Mariano Tufano

con Sonia Barbadoro, Mauro Conte, Riccardo Francia, Fabio Fusco, Marco Grossi, Simone Pieroni, Nicolò Scarparo, Eleonora Tata, Francesco Wolf, Lucas Waldem Zanforlini
 

Al suo terzo incontro con Shakespeare, dopo il “Sogno di una notte di mezza estate” e “Amleto”, Giuseppe Marini porta ora in scena la più alta e suprema indagine poetica sulla (vera) natura dell’Amore. In tutta la letteratura mondiale di ogni epoca non è stato scritto niente di più sublime e anche nella produzione shakespeariana “Romeo e Giulietta” non ha eguali per come riesce a cantare l’irriducibilità di un amore che muore della propria intensità… del proprio “troppo”. Un amore “nato sotto cattiva stella” che, al suo primo apparire, incontra e copula con l’ombra della morte, perché soltanto il desiderio di annullamento attende e ispira una passione talmente pura e assoluta da non sospettare neppure la possibilità del calcolo, del compromesso, della convenienza (ingredienti più consoni alla Commedia). La morte, dunque, è presente e operosa in questa prima vera tragedia di Shakespeare e rivela sin da subito quale è l’oggetto preferito del suo assalto. Non i vecchi, ma i giovani nel loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più dilagante trionfo di vita, di passione, di sensi. Nella “bella” Verona del Prologo, in questa città-tomba dilaniata da risse, duelli, da un odio violento di cui non si conoscono neanche più le ragioni d’origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli, di maschere… di teatro che, per contrasto, tanto più angosciosa e crudele fa apparire la “chiamata” della morte, non c’è spazio per i giovani e per l’Amore. Fiori prematuramente recisi, Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma soltanto in una cripta, in una sorta di macabro legame eterno, raggelato e “premiato” dalle insulse statue d’oro che verranno erette a loro ricordo.

 

Prevendita e informazioni:

Spazio MTT, via San Longino 1/b

Tel 0376 363079

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 24.11.2010 - L'OTELLO di Arturo Cirillo per MANTOVA TEATRO 10-11!

LUNEDI’ 29 NOVEMBRE
TEATRO SOCIALE, ore 21
 

Teatro Stabile delle Marche - Teatro Eliseo - Nuovo Teatro srl

OTELLO
di William Shakespeare
traduzione di Patrizia Cavalli

con
Danilo Nigrelli Otello
Monica Piseddu Desdemona
Michelangelo Dalisi Cassio
Arturo Cirillo Iago
Sabrina Scuccimarra Emilia
Luciano Saltarelli Roderigo
Salvatore Caruso Doge, Montano, Bianca
Rosario Giglio Brabanzio, Araldo, Lodovico

regia Arturo Cirillo

scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musica Francesco De Melis
luci Pasquale Mari
assistente alla regia Tonio De Nitto

foto di scena Tommaso Le Pera

 
 

L’Otello è la tragedia della parola. Tutto nasce da un racconto, quello di Otello a Brabanzio e poi a Desdemona. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi.

L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già tutti pronti, sembra che non aspettavano altro, bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica.

L’Otello si svolge in un’isola, come La Tempesta, in un luogo limitato geograficamente e mentalmente, un luogo dell’ossessione.

L’Otello si svolge su un palcoscenico vuoto che guarda il mare, questo luogo lo si chiamerà Venezia, Cipro, sarà una strada, una sala, una locanda. Ma soprattutto sarà una prigione, dove un negro epilettico consumerà la sua strage.

L’Otello è una tragedia satirica (vi è anche un clown), a volte sembra una commedia, a volte la più barbarica delle tragedie, come il Tito Andronico. A due passi dal baratro si cantano canzoncine.

L’Otello è il maschile davanti al femminile, o viceversa. Due mondi che s’ignorano, due universi su cui congetturare, in mezzo Bianca, la puttana di Cassio. Il  femminile si traveste, e si degrada,  per rivelare la sua assenza.

L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto. É il luogo del tradimento: il palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale della gelosia, della brama, dell’atto animale. La storia finisce a letto, ma il letto c’era già, continuamente evocato. Brabanzio è cacciato fuori del letto, Otello lascia Desdemona a letto, il Doge sarà a letto, a officiare un notturno consiglio di emergenza.

L’Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso. É quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando gli uomini non combattono più, quando arriva la fatidica pace.

 

Arturo Cirillo

 
 

Informazioni e prevendita:

Spazio Mtt, Via San Longino, 1b Mantova

Tel 0376 363079
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 17.11.2010 - ALBERTO PATRUCCO in CHI NON LA PENSA COME NOI
MARTEDì 23 NOVEMBRE
MANTOVA - TEATRO ARISTON, ORE 21
 
CHI NON LA PENSA COME NOI
 
Testi di ALBERTO PATRUCCO e ANTONIO VOCERI
Musiche di GEORGES BRASSENS
con
QUARTETTO SOTTO SPIRITO
SERGIO BASSANINI (Clarinetto e Chitarra)
DANIELE CALDARINI (Pianoforte e Tastiere)
FRANCESCO GAFFURI (Contrabbasso e Basso Elettrico)
MASSIMO VILLA (Chitarre)
Direzione musicale di
DANIELE CALDARINI


Chi non la pensa come noi è prima di ogni altra cosa un incontro.

Quello tra la verve satirica di Alberto Patrucco, uno dei più corrosivi monologhisti dell’attuale panorama italiano e il caustico disincanto poetico di Georges Brassens, il più raffinato e ironico cantautore francese del secolo scorso. All’origine della produzione di Patrucco e di Brassens – fatte le debite proporzioni, ci tiene a precisare il comico brianzolo – ci sono diverse epoche storiche, differenti origini, persino distinte discipline: l’arte del monologo da una parte, la canzone d’autore dall’altra. Eppure, in Chi non la pensa come noi, si possono apprezzare lo stesso timbro e le medesime prospettive, oltre al massimo comune denominatore della parola, sempre in primo piano rispetto al contesto. Ed è proprio “la parola” l’attrezzo indispensabile impiegato da questi due artigiani del palcoscenico per smascherare le ipocrisie e le assurdità di quella che ci ostiniamo a definire attualità. Probabilmente, non dandole il reale valore. Nonostante i testi di Brassens e Patrucco, in taluni casi, siano stati scritti a quasi mezzo secolo di distanza gli uni dagli altri, canzoni e monologhi trovano in Chi non la pensa come noi una fusione ideale e una sorprendente sintonia con la cronaca legata alla quotidianità. Un punto d’equilibrio incredibilmente attuale, il cui fulcro può essere individuato nell’incongruenza della società moderna. Niente celebrazioni brassensiane, quindi, bensì un’inderogabile necessità. Quella di far incontrare, seppure in epoche storiche distinte, sensibilità tanto affini. Punti di vista che coesistono in perfetta armonia, anche grazie al tessuto connettivo della musica.

Il Quartetto Sotto Spirito (pianoforte e tastiere, chitarre, contrabbasso e clarinetto) interpreta con arrangiamenti originali alcuni brani del maestro, preservati nei loro significati dall’accurata traduzione di Alberto Patrucco e Sergio Sacchi, restituendo agli spettatori la complessità e la profondità musicale di Brassens.

Pezzi mai rivisitati in italiano che, in collaborazione con gli amici del Club Tenco, sono diventati un CD. Alberto Patrucco torna a cantare, in uno spettacolo comico coinvolgente e graffiante che si colorisce qua e là di musica e poesia. Un incontro tra satira parlata e satira cantata, senza che una dimensione risulti estranea all’altra, sul filo di emozioni da anni dimenticate e finite sotto spirito.

 
 
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 13.10.2010 - MANTOVA TEATRO 2010-2011
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 12.10.2010 - TEATRO BELLOCCHIO. Presso Il Cinema del Carbone, ingresso gratuito.
TEATRO BELLOCCHIO
Parte giovedì 14 ottobre la rassegna di film organizzata dal cinema del carbone e dalla Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo



Teatro Bellocchio è il titolo della rassegna che il cinema del carbone e la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo dedicano quest'anno alla produzione di confine del regista piacentino tra cinema e teatro. Una scelta felicemente "obbligata", in una stagione che si è aperta a settembre con la produzione di Rigoletto e che proseguirà con la proposta, nel cartellone teatrale 2010-11, de I pugni in tasca, l'adattamento per le scene curato dallo stesso Bellocchio del film con cui nel 1965 ha fatto il suo clamoroso esordio nel mondo del cinema. Il rapporto dell'autore di Vincere con il teatro ha però radici più profonde: nel corso della sua lunga carriera, Bellocchio più volte ha riletto per il cinema testi nati per il palcoscenico, o ha voluto registrare con la macchina da presa atmosfere, storie o passioni legate al teatro e al teatro per musica.
"Ho sempre cercato di trovare delle immagini, di fare cinema" ha dichiarato Bellocchio in un'intervista a proposito del suo lavoro cinematografico sulle opere teatrali "individuando in quei testi contenuti e possibilità cinematografiche. L'ho fatto non puntando su una negazione del testo, ma cercando di individuare nella sua drammaturgia più interna le possibilità cinematografiche. In questo senso il linguaggio di tutti i film che ho tratto da testi teatrali, pur essendo molto diverso, è un linguaggio apparentemente abbastanza semplice, classico. Perché il cinema ho cercato di coglierlo, di strapparlo, di rigenerarlo senza negare il testo originario."
Il percorso nel Teatro Bellocchio partirà giovedì 14 proprio da I pugni in tasca, proposto nella versione restaurata dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano, a cui sarà abbinato il cortometraggio Abbasso il zio del 1961 per approfondire lo sguardo sugli esordi del regista. Giovedì 21 sarà la volta di Il gabbiano (1977): "recitato in presa diretta, spesso bisbigliato, come se si parlasse a se stessi" ha scritto Adriano Aprà "il film, pur rispettando il testo di Cechov, finisce per essere una confessione intima sui temi della madre, dell'amore e dell'arte". Doppio appuntamento la settimana successiva: verranno proiettati martedì 26 i due mediometraggi L'uomo dal fiore in bocca, adattamento televisivo dell'atto unico di Pirandello interpretato da Michele Placido, e Addio del passato, opera tra documentario e finzione in cui Bellocchio si confronta con l'amore - suo e della propria terra - per l'opera lirica; giovedì 28 Il principe di Homburg, tratto dall'omonimo dramma di von Kleist. A chiudere il ciclo sarà giovedì 4 novembre Il sogno della farfalla, film in cui il teatro è ad essere al centro della storia nella scelta del protagonista, il giovane Massimo, di non parlare se non recitando.
Tutte le proiezioni avranno inizio alle 21.15 e si terranno presso il Teatreno (piazza don Leoni, 18 – di fronte alla stazione ferroviaria). Ingresso libero.


Il programma della rassegna

giovedì 14 ottobre
Abbasso il zio, Italia, 1961, 15'
Tre ragazzini scavalcano il muro di cinta e raggiungono un loro coetaneo che sta pregando davanti a una tomba. Insieme e di corsa escono dal cimitero. Poco dopo la macchina da presa torna a seguire i ragazzini che raggiungono un vecchio cimitero di campagna, dall’aria abbandonata. Tombe che nessuno visita più e una scritta sul muro in cui si legge: “Abbasso il zio”.

I pugni in tasca, Italia, 1965, 107'
con Lou Castel, Paola Pitagora, Marino Masé, Liliana Gerace
In una decadente villa piacentina vive una famiglia borghese la cui direzione è affidata, più che alla madre cieca, al maggiore dei quattro figli, Augusto che, fidanzato da tempo con una ragazza di città, attende con ansia il momento di abbandonare la casa per formare una propria famiglia nel capoluogo. Nella casa vivono anche Leone, il più giovane dei fratelli, epilettico, e Giulia, a sua volta malata e psicologicamente ferma ad una preadolescenza che la lega morbosamente a Sandro. Questi, infine, ha una mente lucida nel concepire diabolici piani tendenti a sopprimere i familiari. “Chi tiene i pugni in tasca si avvia inesorabilmente verso le conseguenze estreme della propria ignavia: quanto più i pugni sono rimasti stretti nell’angustia di una progressiva incapacità di azione, tanto più incontrollabile e fatale esploderà il desiderio di rivolta." (Marco Bellocchio)
Copia restaurata proveniente da Fondazione Cineteca Italiana - Milano

giovedì 21 ottobre
Il gabbiano, Italia, 1977, 132’
con Remo Girone, Laura Betti, Pamela Villoresi, Giulio Brogi
Il titolo è ispirato ad un gabbiano ucciso per svago dal protagonista Triepliov, e la cui vita spezzata casualmente viene paragonata a quella di Nina. S’intersecano in questa storia i destini di Costantino e di Nina, due giovani assetati di successo e di gloria. Figlio della famosa attrice Irina, Costantino aspira a diventare scrittore di teatro anche per conquistare l’amore di Nina, che ha la vocazione del palcoscenico. L’insuccesso del suo primo lavoro, allestito in un teatrino di campagna, segna il crollo delle sue speranze; e Nina, delusa, segue a Mosca Trigorin, un letterato alla moda, ex amante di Irina. Ne è sedotta, poi lasciata; ma, tornata nella tenuta di campagna, rifiuta ancora l’amore di Costantino, che si uccide.

martedì 26 ottobre
L'uomo dal fiore in bocca, Italia, 1992, 36’
con Michele Placido. Antonino Bellomo, Ernestina Chinova
L’uomo dal fiore in bocca fedelmente rivisto da Bellocchio e da un Michele Placido appassionato e attento interprete di Pirandello. Un film realizzato per Raidue.
Copia cortesemente concessa da Rai Teche
Addio del passato, Italia, 2002, 47’
Tra passione e tradizione a Piacenza e nei luoghi storici di Giuseppe Verdi la musica della Traviata risuona in ogni luogo. Il film è stato prodotto in coproduzione con il Teatro Municipale di Piacenza.

giovedì 28 ottobre
Il principe di Homburg, Italia, 1997, 85’
con Anita Laurenzi, Andrea Di Stefano, Barbora Bobulova, Toni Bertorelli, Pierfrancesco Favino
Il principe di Homburg lancia la sua cavalleria in battaglia anzitempo, trasgredendo gli ordini ricevuti. Nonostante la vittoria conseguita, l’errore gli costa la condanna a morte. Natalia, innamorata di lui, cerca di intercedere presso il Grande Elettore che dapprima si mostra irremovibile ma, poi, di fronte alle insistenze della ragazza, fa chiamare a sè il principe e gli comunica di volergli offrire la grazia. A questo punto, è però il principe a rifiutare in nome del rispetto totale del codice d’onore. Quando arriva il giorno dell’esecuzione, Homburg, pronto alla morte, viene ugualmente salvato contro il suo volere e reintegrato al suo posto. Dall’opera teatrale di Heinrich Von Kleist.
Copia proveniente da CSC – Cineteca Nazionale

giovedì 4 novembre
Il sogno della farfalla, Italia/Francia/Svizzera, 1994, 112'
con Simona Cavallari, Roberto Herlitzka, Thierry Blanc, Bibi Andersson
Massimo, a quattordici anni, ha rinunciato al linguaggio normale e ora che ha poco più di vent’anni, parla soltanto quando recita, ha una splendida voce, ma fuori dal teatro vive e si rappresenta nel silenzio. Un giorno un regista lo vede interpretare il Principe di Homburg e rimane affascinato dalla sua interpretazione. Il regista vuole proporre a Massimo un grande ruolo. Non ottenendo risposta si rivolge al padre di Massimo, professore universitario e insigne archeologo che lo informa della scelta del figlio. Il regista cambia idea: ora vuol fare uno spettacolo su Massimo, farne un grande personaggio, interpretato da lui stesso. Chiede alla madre di Massimo di scrivere il testo. Dapprima lei esita, poi accetta. Sarà l’inizio di un grande e profondo cambiamento che si riverserà su tutti.
Copia proveniente da CSC – Cineteca Nazionale
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 31.05.2010 - Dal 18 al 27 giugno 2010 la quinta edizione di Festival TEATRO-Arlecchino d'Oro!
 04.05.2010 - CONVEGNO DI STUDI IN RICORDO DI UMBERTO ARTIOLI Padova, 19-21 maggio 2010
 31.03.2010 - ALESSANDRO GASSMAN per Mantova Teatro 09-10!
Martedì 13 aprile 2010
Teatro Sociale, ore 21.00

Società per Attori
ROMAN E IL SUO CUCCIOLO
di Reinaldo Povod

traduzione e adattamento di Edoardo Erba
regia di Alessandro Gassman
scene di Gianluca Amodio
musiche di Pivio&Aldo De Scalzi

con Alessandro Gassman
e con Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi,
Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto, Natalia Lungu

Tratto da Cuba & His Teddy Bear, opera che negli anni ‘80 ottenne un grande successo a New York ed ebbe come protagonista Robert De Niro, Roman e il suo cucciolo è un testo dalla prorompente forza drammatica, come sottolinea lo stesso Gassman: “Con Edoardo Erba abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro paese, all’interno di una comunità rumena, dove confluiscono personagi di altra radice etnica. Operazione che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera. Una delle sfide più difficili del terzo millennio sarà quella di imparare a vivere in una società unita nella pluralità, ponendo come base quanto ci è comune: la nostra umanità.“


Informazioni e prevendita:
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 19.03.2010 - ATTI D'AMORE per Mantova Teatro 09-10
VENERDI’ 26 MARZO 2010
Teatro Sociale, ore 21


Ars. Creazione e Spettacolo
Fondazione Bam

ATTI D’AMORE

Monologo sull’amore
Per la voce di Barbara De Gabrielis
Regia di Adriano Evangelista
Tre donne
di Sylvia Plath
regia di Ema Andrea
con Ema Andrea e Loredana Gjeci
La donna alata
da Angela Carter
regia di Raffaele Latagliata
con Federica Restani


Due atti unici – legati da un monologo sull’amore - come collocati ai due lati opposti di uno specchio, dialogano sul senso dell'amore da un punto di vista strettamente femminile. Due intense performance dagli stili assai differenti incarnano le voci di Angela Carter e Sylvia Plath, due emblemi della letteratura femminista del nostro secolo.
Tre donne di Sylvia Plath è un poemetto radiofonico trasmesso per la prima volta dalla Bbc il 19 agosto del 1962. Tre monologhi in forma di confessione che si intrecciano nel reparto maternità di un ospedale: esperienze e sensazioni, sentimenti e stati d’animo diversi, vissuti e narrati dalle protagoniste.
La donna alata, ispirato al bellissimo Notti al circo della Carter, racconta la strana storia della diva più acclamata, discussa e vagheggiata dell'inizio del '900: la trapezista Feever, un’autentica meraviglia che travalica l'umano.


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 09.03.2010 - LA BISBETICA DOMATA con Natalino Balasso per Mantova Teatro 09-10!
Martedì 16 marzo 2010
Teatro Sociale, ore 21.00

Teatro Stabile di Verona
Fondazione Atlantide GAT
LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare

adattamento di Piermario Vescovo
regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo
illustrazioni dal vivo di Gek Tessaro
costumi di Chiara Defant
musiche di Antonio Di Pofi
luci di Enrico Berardi
assistente alla regia Paola Degiuli

con Natalino Balasso e Stefania Felicioli
e con Linda Bobbo, Ursula Joss, Silvia Casotti, Marta Meneghetti, Lucia Schierano, Carla Stella, Antonella Zaggia, Camilla Zorzi

Commedia piacevole recitata in sogno in lingua familiare e rustica da nove donne e un ubriaco è il sottotitolo che sigla la celebre opera. Valerio e Vescovo mettono in scena in modo brillante uno dei capolavori comici di Shakespeare, imperniato, come è noto, sui difficili rapporti amorosi tra gli uomini e le donne, grazie al personaggio ormai leggendario della bisbetica e al suo furbo contraltare, Petruccio. Un Petruccio - ed è questa la chiave di volta dello spettacolo - interpretato con energia primordiale da Natalino Balasso, autentico mattatore capace di trasformare il greve idioma veneto in una girandola di fuochi di fila verbali, perfettamente comprensibili da ogni tipo di pubblico. Intorno a lui le felici presenze femminili, che vestono con superba indifferenza maschere da uomo e da donna. Nel grande gioco dell’amore, in cui soltanto perdendo si è sicuri di vincere.


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 02.03.2010 - TRE SORELLE di anton Cechov per Mantova Teatro 09-10!
Venerdì 5 marzo 2010

Teatro Sociale, ore 21.00

Officine Puricelli e Beat 72
TRE SORELLE
di Anton Cechov
regia di Paolo Zuccari

con Magali Alemps, Daniele Amendola, Michele Bevilacqua, Maria D’Arienzo, Chiara Degani Luigi Di Pietro, Paolo Giovannucci, Daniele Natali, Daniele Paoloni, Aurora Perez, Simone Spinazzè, Elodie Treccani


Tre sorelle senza più padre né madre, da 11 anni sradicate dalla loro Mosca nella speranza e nel sogno di tornarci ridono, piangono, dormono, s’innamorano, cantano, e si interrogano sul senso ultimo della vita. Quei personaggi non sono quegli automi che un immaginario comune ci suggerirebbe, anzi, bramano come pochi altri la vita, la urlano, la fantasticano, pur sapendo tragicamente che essa è altrove. Si sogna, si spera, si fantastica su un futuro possibile, ci si tradisce così come si muore al duello per una ragazza disperata. Si passa il tempo a leggere un giornale, o a studiare inutilmente; si citano operette francesi, o s’intona il Puskin messo in musica da Glinka o da Tchaikovsky.
Nulla più della musica, del resto, ci fa capire come e quanto si siano evoluti i nostri parametri percettivi del reale. Ed è per questo che le nostre “tre sorelle” sarà un “tre sorelle” dal timbro musicale contemporaneo. Quello stesso recepito e condiviso col pubblico nelle esperienze sonore di tutti i giorni. Ed è la musica che, per l’universalità di linguaggio che già in sé suppone, diviene ponte di un messaggio esistenziale e teatrale, superando ogni confine sociologico e di pensiero, e fulminante nel raggiungerci allo stomaco, nel riso o nel pianto.


Prevendita e informazioni:
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 18.02.2010 - LA TEMPESTA con Umberto Orsini per Mantova Teatro 09-10!

Giovedì 25 febbraio
2010
Venerdì 26 febbraio 2010 fuori abbonamento


Teatro Sociale, ore 21.00

Teatro Stabile Napoli - Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Eliseo

LA TEMPESTA
di William Shakespeare

regia di Andrea De Rosa
spazio scenico di Alessandro Ciammarughi,
Andrea De Rosa, Pasquale Mari
scene e costumi di Alessandro Ciammarughi
luci di Pasquale Mari
suono di Hubert Westkemper


con Umberto Orsini
e con Flavio Bonacci, Rino Cassano, Gino De Luca, Francesco Di Leva, Francesco Feletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano



La Tempesta somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d’uscita, questa uscita si rivela essere dalla parte opposta a quella che avevi immaginato.

Come in un miraggio o in un sogno, quando provi ad afferrare qualcosa, l’oggetto su cui credi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l’uscita e che non c’è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro le domande, il labirinto) è l’unica via.

Andrea De Rosa



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 10.02.2010 - SESSO? GRAZIE, TANTO PER GRADIRE per Mantova Teatro 09-10.
Martedì 16 febbraio 2010
Teatro Sociale, ore 21.00

Marangoni Spettacolo
SESSO? GRAZIE, TANTO PER GRADIRE
di Franca Rame, Dario Fo e Jacopo Fo
regia di Milvia Marigliano

con Alessandra Faiella

Ricordo di avere visto Franca recitare questo testo al Teatro di Porta Romana circa una decina di anni fa: fu una folgorazione. Come era possibile, mi chiedevo, parlare di orgasmo, verginità, impotenza, frigidità senza mai una volta cadere nella volgarità, e, cosa ancora più difficile, senza mai divenire banali? E naturalmente facendoci rotolare per terra dalle risate. Rileggendo a distanza di anni questo testo, mi sorprendo ancora per la sua forza comunicativa e per l’attualità dei suoi temi: ovunque gli esseri umani continuano ad infliggersi guerre e violenze di ogni genere; al progresso tecnologico e scientifico non si è accompagnato un altrettanto profondo rinnovamento etico e spirituale e l’amore non riesce ancora a fare da antidoto alla violenza. Parlare di sesso, dice Franca Rame, è parlare d’amore, perché fare bene all’amore migliora la comunicazione e l’armonia tra le persone. Attraverso una sorta di “allegra terapia di gruppo” lo spettacolo propone una esilarante smitizzazione di tutti i tabù che ancora imperversano nella nostra cultura e che impediscono un approccio più libero alla sessualità e al rapporto fra i sessi.

Alessandra Faiella


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Biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un'ora prima dello spettacolo.
 27.01.2010 - LA STRANA COPPIA di Neil Simon per MANTOVA TEATRO 09-10!!
Martedì 9 febbraio 2010 - Teatro Sociale, ore 21

Teatro e Società srl - Ars. Creazione e Spettacolo - Fondazione BAM
LA STRANA COPPIA
di Neil Simon

traduzione di Masolino D’Amico
regia di Francesco Tavassi
scene di Alessandro Chiti
musiche di Daniele D’Angelo

con Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi

La commedia di Neil Simon (una mitragliata di battute e situazioni comiche) richiede, a mio parere, il lavoro di interpreti abituate a scandagliare e ad occupare ogni angolo interpretativo del personaggio così da non risultare semplicemente e superficialmente piacevole ma di scatenare la risata attraverso la costruzione perfetta dei personaggi e del loro rapporto.
Questa è per me una meravigliosa occasione, la presenza di attrici di grande calibro come Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi e di una compagnia di attori di provato talento.

Ambienteremo la vicenda nel presente, col supporto delle Scene di Alessandro Chiti, i costumi di Maria Rosaria Donadio,le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Luigi Ascione, per meglio comunicare l’attualità delle situazioni e per favorire quel processo di simpatica immedesimazione che spesso si innesca nel pubblico.

La strana coppia è un capolavoro di divertimento intelligente, ci darà quindi la possibilità di sfruttare ogni opportunità comica senza remore intellettuali e sono certo che il risultato sarà magnifico.
Francesco Tavassi


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 15.01.2010 - CANDIDO da Voltaire del TEATRO DELLA TOSSE per Mantova Teatro 09-10!
Martedì 26 gennaio 2010
Teatro Sociale, ore 21.00


CANDIDO
Viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili
da Voltaire
 
adattamento teatrale di Tonino Conte
e Emanuele Conte
regia di Emanuele Conte
scene e Costumi di Paola Ratto e Bruno Cereseto
tratti dai bozzetti di Emanuele Luzzati

con Enrico Campanati, Pietro Fabbri, Bruno Cereseto, Silvia Bottini, Alberto Bergamini, Luca Ferri, Sara Novellini, Lupo Misrachi

Un affabile, sarcastico ed elegante Voltaire nella duplice veste di narratore e spettatore ci introduce alla vicenda del giovane Candido che, in cerca del migliore dei mondi possibili e forte dell’insegnamento del fidato Pangloss, inizia il suo vagabondare che, dalla Germania all’Olanda poi da Lisbona all’America del Sud fino a raggiungere il mitico Eldorado, lo porterà a conoscere la fame, l’elemosina e la brutalità dell’Inquisizione.
Scritto in polemica con Leibniz per confutare la teoria secondo la quale viviamo nel migliore dei mondi possibili, il celebre romanzo diviene nell’adattamento dei bravi Conte un vero e proprio gioco teatrale tra l’uomo e il suo doppio in cui troviamo il teatro d’attore e quello di figura, il corpo fisico e il burattino, la maschera e il volto, la narrazione e l’interpretazione. Lo spettacolo, terzo e ultimo appuntamento dopo La mia scena è un bosco e Candido ovvero Emanuele Luzzati che il Teatro della Tosse ha dedicato al maestro Emanuele Luzzati a un anno dalla sua scomparsa, ha ripreso la tournée nel 2009, anno in cui ricorrono i 250 anni dalla prima edizione di "Candido ovvero l’ottimismo di Voltaire".


Informazioni e prevendita:
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Biglietteria aperta un’ora prima dello spettacolo presso il Teatro Sociale
 13.01.2010 - BANDO AUTORI e ATTORI
Teatro Vittoria in Roma, Fondazione “Umberto Artioli” - Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, associazione Officine Puricelli, con il patrocinio dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico” di Roma, indicono un bando di partecipazione per autori ed attori al progetto “Centro di Drammaturgia Permanente”, allo scopo di dare vita ad una drammaturgia attuale, innovativa, che rappresenti le idee ed le necessità del contemporaneo, di porsi in dialogo attivo e trasformante con il contesto sociale e culturale.

A tale fine verranno attivati un Laboratorio Permanente di Scrittura e un Laboratorio di Sviluppo della Drammaturgia in Scena, sui testi prodotti dagli autori partecipanti al bando, selezionati in base alle modalità di seguito riportate. Tali laboratori hanno come scopo la scrittura, l'ideazione, l'allestimento e successivamente la distribuzione di due spettacoli per la stagione estiva e invernale 2010-2011, in sinergia con realtà le produttive nazionali promotrici del progetto, asserendo l'effettiva presenza di una nuova voce teatrale in ambito nazionale ed estero.

Il tema su cui si svilupperà il lavoro creativo è: Il Privato per il Pubblico.

È più facile da esprimere in negativo che in positivo. In positivo ci interessa lavorare su un’urgenza, su una reale necessità di utilizzare la scrittura teatrale per la condivisione di un privato, non come “espressione”, ma come “condivisione” di qualcosa di emotivamente importante per chi scrive. Quello che ci interessa non è l’autobiografia. Il privato ci interessa come piano di realtà concreto da cui esercitare la propria capacità di traghettare il personale verso l’universale. In negativo diremmo che con questo tipo di “tema libero” vorremmo evitare virtuosismi letterari, e scelte di temi alti dietro i quali sperare di nascondere una ispirazione bassa. Insomma vorremmo che chi sceglie di partecipare si mettesse deliberatamente nell’ottica di partire da sé per arrivare a tutti, senza camuffamenti formali e senza gli alibi che possono essere offerti dalla profondità del tema”.

L'attività del “Centro di Drammaturgia Permanente” verrà condotta per la parte della scrittura da Fausto Paravidino e Letizia Russo e per la parte di sviluppo della drammaturgia in scena da Stefano Messina e Paolo Zuccari. L'intero lavoro avverrà sotto la supervisione di una Commissione di Valutazione del lavoro, costituita da: Fausto Paravidino (autore), Letizia Russo (autrice), Valerio Binasco (regista e attore), Viviana Toniolo (attrice), Giovanni Pasetti (presidente Fondazione “Umberto Artioli” di Mantova), Paolo Zuccari (regista), Stefano Messina (Regista), Paolo Giovannucci (attore), Federica Restani (regista).

Il “Centro di Drammaturgia Permanente” articolerà la propria attività nei due settori della scrittura e nello sviluppo della drammaturgia in scena.

Per informazioni:
www.centrodrammatugriapermanente.it
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 07.01.2010 - DON CHISCIOTTE per Mantova Teatro 09-10!
Martedì 12 gennaio 2010
Teatro Sociale, ore 21

FRANCO BRANCIAROLI
in
DON CHISCIOTTE

Progetto e regia di FRANCO BRANCIAROLI
Scena di MARGHERITA PALLI
Luci di GIGI SACCOMANDI
Costumi di CATERINA LUCCHIARI
Musiche di DANIELE D’ANGELO
produzione TEATRO DE GLI INCAMMINATI

“Don Chisciotte è un enorme trattato sull’imitazione: così come lui imita i cavalieri, io imito i cavalieri della scena”. Con questa premessa Franco Branciaroli, dopo l’originale edizione di Finale di partita in cui il protagonista parlava con la voce del doppiatore italiano dell’ispettore Clouseau, introduce al suo nuovo spettacolo tratto dal testo di Miguel de Cervantes. Branciaroli sarà infatti impegnato nel doppio ruolo di Don Chisciotte e Sancho Panza, cui darà, imitandole, le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. D’altro canto era desiderio dichiarato di Gassman realizzare il capolavoro di Cervantes, e lo stesso Bene, che lo aveva interpretato una volta, avrebbe voluto rifarlo con Eduardo: “Li immagino nell’aldilà – spiega Branciaroli – dove finalmente realizzano il sogno di mettere in scena il libro più d’avanguardia che ci sia, quello che ha aperto le porte dell’era moderna: il Don Chisciotte. Li faccio parlare e così, accanto ai personaggi, riprenderanno vita anche i loro dialoghi, i loro battibecchi, il loro immaginario, i loro personalissimi vezzi speculativi”. E il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme, dei due mattatori ripercorrerà, in un clima di visionarietà che facilmente può far prendere per giganti dei mulini a vento, alcune delle scene più celebri del grande romanzo picaresco del siglo de oro spagnolo, dando loro nel contempo l’occasione di sfidarsi ancora su nuove “audaci imprese”, come a lungo fecero sui palcoscenici nazionali. Così ritroveremo anche le atmosfere di un teatro che non c’è più e che lo stesso Branciaroli, che con Bene ha recitato ai suoi esordi, ha preso per la coda: “Erano due avversari irriducibili – continua l’attore-regista – ma al fondo due artisti che si stimavano e forse, come Chisciotte e Sancho Panza, rappresentano un solo modo di pensare il mondo visto da due lati opposti”. Divertimento con un pizzico di nostalgia è la temperatura emotiva dello spettacolo, cui si aggiunge un continuo rispecchiarsi di finzione e realtà che invita alla riflessione sulla creazione artistica e sul teatro in sé; idea, questa, cui si ispirano le scene disegnate da Margherita Palli e illuminate da Gigi Saccomandi. Il finale? Non è una vera fine, cosa che sarebbe pertinente solo con il mondo dell’aldiquà: mentre nel tempo eterno i nostri due mattatori, e idealmente Branciaroli con loro, possono ripetere all’infinito, variandola e reinventandola, la rappresentazione.


Informazioni e prevendita:
Spazio Mtt
via San Longino 1/b
tel 0376 363079
mantovac@capitalespettacolo.191.it

aperto tutti i pomeriggi dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19
giovedì e venerdì anche dalle 10 alle 13
 11.12.2009 - ANNULLATO LO SPETTACOLO CONTROTEMPO
Lo spettacolo Controtempo con Francesca Reggiani previsto per venerdì 11 dicembre alle ore 21.00 presso il Teatro Sociale è stato annullato.

Si informano i possessori del biglietto che potranno essere rimborsati consegnado il biglietto stesso:

-presso il Tetro Sociale venerdì 11 dicembre dalle ore 20 alle ore 21
-presso lo Spazio Mtt di via San Longino fino al 23 dicembre negli orari di ufficio

Informazioni:

Spazio Mtt
via San Longino, 1/b - Mantova
tel 0376 363079

Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
largo XXIV maggio, 13 - Mantova
tel 0376 221259
 30.11.2009 - SANDRO LOMBARDI e IAIA FORTE per Mantova Teatro 09-10!


Venerdì 4 dicembre 2009
Teatro Sociale, ore 21.00

E r o d i a d e ~ E r o d i à s

di Giovanni Testori

uno spettacolo di e con
Iaia Forte e Sandro Lombardi

costumi Stefania Cempini, Marion D’Amburgo
luci Gianni Pollini
suono Antonio Lovato


Già compagni di scena nell'Ambleto, 2001, Iaia Forte e Sandro Lombardi si riuniscono di nuovo in un dittico testoriano dedicato alla figura di Erodiade, su cui più volte si era cimentato lo scrittore di Novate. Due testi paralleli e pur diversissimi, che hanno in comune la volontà di consegnare la parola alla fisicità dell'interprete.
Nati separatamente, i due spettacoli confluiscono adesso in una unica messa in scena, più che giustificata dall'argomento, dall'autore e dall'affinità creatasi negli anni tra i due attori, che hanno anche condiviso con successo, nel 2007, I giganti della montagna di Luigi Pirandello.
Iaia Forte affronta dunque l'Erodiade (pubblicata da Testori nel 1969 e originariamente scritta per Valentina Cortese) nella riscrittura che l’autore ne fece nel 1984, mentre Sandro Lombardi si cimenta con l'Erodiàs uscita, dopo la morte di Testori, nel 1994. Come già si evince dai titoli, i due testi si differenziano principalmente dal punto di vista linguistico: in lingua italiana il primo, laddove il secondo porta alle estreme conseguenze l'invenzione sul linguaggio, inaugurata con L'Ambleto, Macbetto ed Edipus, tra 1972 e 1977, e poi ripresa nei Tre lai, di cui Erodiàs costituisce il pannello centrale, incastonata tra una Cleopatràs e una Mater strangosciàs.

A colpire Giovanni Testori nella vicenda dell’uccisione di Giovanni Battista, è soprattutto la figura di Erodiade, madre di Salomé. Nella scrittura di Testori, è stata lei stessa a spingere la figlia Salomé tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, colpevole di aver rifiutato il suo amore.
Completamente identificata nella sua passione impossibile, Erodiade sfida il Dio carnale di Giovanni e cerca la morte in scena.
I motivi di fascino che hanno spinto Iaia Forte a mettere in scena "Erodiade" sono racchiusi nel testo, che contiene già in sé non solo la letteratura ma il teatro stesso.
La lingua di Testori, profondamente "materica", fatta di odori e colori, misteriosa e musicale, ha bisogno di essere interpretata non soltanto attraverso la parola, ma anche attraverso il corpo, con passione e lucidità. Questa lingua ha inoltre il merito di disegnare un personaggio femminile complesso e a volte contraddittorio, potente e "virile", innocente e corrotto al tempo stesso: un'occasione rara nel panorama drammaturgico italiano.
Alla fisicità prorompente di Iaia Forte e alla sua capacità espressiva spetta ora il compito di raccontare quello che Testori definisce un personaggio “a metà fra un Dio astratto e quello incarnato", in un continuo incontro-scontro con se stesso, con il divino, con l'amore e con il senso della vita stessa.

Per quanto riguarda Sandro Lombardi, siamo in un teatrino di qualche cittadina brianzola tra i laghi e i monti, dove un attore, identificandosi con Erodiàs, intona uno strampalato canto funebre. L’antica concubina di Erode inizia il suo lamento rimproverando il Battista di esserle apparso, tra i fumi del crepuscolo, troppo bello e seducente, e rievocando di lui ogni attrattiva, muscoli e randello compresi. Al di là della sua natura di compianto funebre, questo soliloquio è anche un canto d’amore: appassionato, struggente e disperato. Repentini scarti d’umore spostano di continuo il clima scenico dai toni altissimi della tragedia alla situazione quotidiana, anche baraccona e grottesca, di una stanca «subrettona» dalle bellezze appassite. Lo spettacolo si gioca tutto nel contrasto tra il riferimento biblico col suo sfondo palestinese e la fastosità barocca di un linguaggio che sposta la nota vicenda in un clima guittesco da teatro di varietà. La dimensione profondamente tragica e apocalittica di questo testo non impedisce insomma lo sbocciare di momenti di irresistibile comicità che Sandro Lombardi sa cogliere magistralmente.


Info e biglietti
Spazio Mtt
Via San Longino, 1/b
tel 0376 363079
Apertura della biglietteria presso il Teatro Sociale un’ora prima dello spettacolo

 24.11.2009 - ASCANIO CELESTINI per Mantova Teatro 09-10!
Venerdì 27 novembre
Teatro Sociale, ore 21

IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA
racconti di Ascanio Celestini
musiche di Matteo D’Agostino
suono di Andrea Pesce

Quando l’Arci mi ha chiesto di partecipare a questo progetto contro il razzismo ho risposto che l’avrei fatto volentieri, ma che non sarei riuscito a scrivere un nuovo spettacolo. Mi hanno detto che le avevano già sentite alcune storie mie sul razzismo, che potevo ripartire da quelle. Così ho fatto. Ho ripescato in un repertorio fatto di racconti detti fuori dai miei spettacoli. Racconti scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Intorno a questi frammenti ne ho messi altri e ho cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne aggiungeranno altre nel corso della breve tournée.

Giancarlo Gentilini è riuscito a dichiararsi contrario anche ai cani immigrati quando l’anno scorso ha detto “noi non vogliamo le razze straniere, noi vogliamo quegli amici dell’uomo che accompagnavano i nostri agricoltori (...) sulle montagne”. Ed è proprio da questo repertorio che insieme a Matteo D’Agostino e Andrea Pesce siamo partiti per scrivere e montare le nostre brutte storie razziste.

Informazioni e prevendita
Spazio Mtt
Via San Longino 1/b
0376 363079
www.ticketone.it

Biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un’ora prima dello spettacolo
 19.11.2009 - Visita il nuovo sito sulla programmazione teatrale WWW.MANTOVATERRADITEATRO.NET
Mantova terra di teatro è un progetto triennale, nato nel 2007, attraverso il quale prosegue l'impegno della comunità mantovana nella promozione e realizzazione delle attività culturali a Mantova.
La lunga tradizione teatrale, testimoniata dalla numerosa presenza di compagnie teatrali che hanno transitato a Mantova e dalla rilevante presenza di teatri pubblici e privati, ha consegnato alla città una preziosa eredità teatrale.

Grazie a questo progetto nasce anche il nuovo sito www.mantovaterraditeatro.net che permetterà al visitatore di trovare tutte le informazioni sulla la principale programmazione teatrale del territorio mantovano.

Visitalo anche tu!
» link segnalato
 16.11.2009 - 27 e 28 novembre 2009: FONTI INFORMATICHE PER LA STORIA DELLO SPETTACOLO


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA
DIPARTIMENTO DI LINGUISTICA, LETTERATURA E SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

FONDAZIONE “UMBERTO ARTIOLI” MANTOVA CAPITALE EUROPEA DELLO SPETTACOLO

Fonti informatiche per la storia dello spettacolo:
HERLA e AMAtI due modelli di banche dati

Verona, Foyer del Teatro Nuovo - 27 Novembre 2009, ore 14,30
Mantova, Sala Norlenghi - 28 Novembre 2009, ore 9,30


L’individuazione delle fonti documentarie di molteplici fenomeni rappresentativi e il loro spoglio sistematico, intrapreso negli ultimi decenni, hanno spinto il Dipartimento di Linguistica, Letteratura e Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Verona e la Fondazione “Umberto Artioli”, Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, ad avviare un dibattito sui modelli di acquisizione informatica delle fonti dello spettacolo elaborati in questi anni, dedicando due giornate di studio al tema Fonti informatiche per la storia dello spettacolo: HERLA e AMAtI due modelli di banche dati.

Venerdì 27 novembre a Verona, ore 14.30, e sabato 28 novembre a Mantova, ore 9.30, il prof. Siro Ferrone dell’Università degli Studi di Firenze e dodici studiosi provenienti da varie Università e Istituti di ricerca italiani indagheranno le prospettive offerte alla ricerca scientifica del settore dall’impiego di nuovi strumenti informatici e illustreranno la concezione di due specifiche banche dati: l’Archivio Herla della Fondazione “Umberto Artioli” di Mantova e l’Archivio Multimediale dell’Attore Italiano (AMAtI) dell’Università degli Studi di Firenze.

L’archivio Herla, che compie quest'anno 10 anni d'attività, è una banca dati consultabile on-line frutto di un progetto di ricerca e inventariazione concepito da Umberto Artioli, Francesco Bartoli e Siro Ferrone; progetto che, proponendosi in un primo tempo di schedare la documentazione esistente sulla Commedia dell’Arte, conservata presso archivi italiani e stranieri, ha successivamente esteso la propria area di catalogazione a tutte le forme dello spettacolo nell’età dei Gonzaga fra il 1480 e il 1630.

AMAtI è un archivio informatico multimediale sugli attori italiani che dal XV al XX secolo hanno esercitato la propria professione nel teatro di prosa, nell’opera, nella danza, nel cinema, nella radio e nella televisione. Il progetto, ideato e diretto da Siro Ferrone, offre un facile accesso a voci biografico-artistiche esaurienti e originali, a un elenco di fonti e a una selezione di dati sulla carriera e su singole interpretazioni.


Luoghi del Convegno:

Foyer del Teatro Nuovo
entrata dal cortile della Casa di Giulietta
Via Cappello, 23
37121 VERONA

Sala Norlenghi della Fondazione BAM-MPS
Corso Vittorio Emanuele, 13
46100 MANTOVA


Per informazioni:

Dipartimento di Linguistica, Letteratura
e Scienze della Comunicazione
Università degli Studi di Verona
SIMONA BRUNETTI
simona.brunetti@univr.it
045-8028575

NICOLA PASQUALICCHIO
nicola.pasqualicchio@univr.it
045-8028585


Fondazione “Umberto Artioli”
Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
ALICE RABAGLIA
fondazione@capitalespettacolo.it
0376-221259
www.capitalespettacolo.it
 06.11.2009 - NOVECENTO di Alessandro Baricco per Mantova Teatro 09-10
Venerdì 20 novembre 2009
Teatro Sociale, ore 21.00
Compagnia Teatri Possibili
NOVECENTO
di Alessandro Baricco
regia di Corrado d’Elia
assistente alla regia Tobia Rossi
scenografia Francesca Marsella

con Corrado d’Elia


“Non si è completamente fregati finché si ha una buona storia da raccontare...”

Novecento è una buona storia da condividere. E la storia incredibile e fantastica di Boodmann T.D. Lemon Novecento, il più grande pianista del mondo nato e vissuto su una nave senza mai scendere.
Si raccontano i meravigliosi anni Venti a cavallo tra le due guerre nell’età del jazz, quando ogni cosa sembrava muoversi seguendo quel ritmo irresistibile.
Questa singolare storia si dipana su una nave chiamata Virginian che fa la spola dall’Europa alla sognata America e che racchiude in sé tutte le storie del mondo.

Novecento non è un monologo ma un incarnato di perfezione, una favola struggente e bellissima da raccontare con la stessa malinconica voluttà che lui usava quando accarezzava le curve di un regtime.

Con capacità da acrobata e intensità poetica, caratteristiche a cui ci ha abituati con i suoi personaggi e le sue indmenticabili interpretazioni, Corrado d’Elia racconta Novecento con la leggerezza di un sogno, suonando con magia una partitura di fini emozioni.


Info e Biglietti:
Spazio Mtt
via San Longino, 1/b
tel 0376 221259
mantovac@capitalespettacolo.191.it

www.ticketone.it
 30.10.2009 - UN ISPETTORE IN CASA BIRLING per mantova teatro 09-10!
GIOVEDì 5 NOVEMBRE - TEATRO SOCIALE MANTOVA - ORE 21

BIS Tremila srl
UN ISPETTORE IN CASA BIRLING
 
di John Boynton Priestley
traduzione Giovanni Lombardo Radice
 
con
Paolo Ferrari e Andrea Giordana
e con
Crescenza Guarnieri
Cristina Spina
Vito Di Bella
Mario Toccafondi
Loredana Gjeci
 
regia
Giancarlo Sepe
 
 
 

In Inghilterra nel 1912, la famiglia Birling festeggia il proprio benessere finanziario e il fidanzamento della figlia Sheila con un giovane industriale. Abiti da sera, cena e vini d’annata. Mentre tutto fila liscio verso la conclusione, bussano alla porta: un’ispettore di polizia deve porre delle domande al capo famiglia, Arthur… Un inizio folgorante per una commedia a carattere giallo, piena di suspense. Il poliziotto mette in crisi la serata, la famiglia, gli affari, il fidanzamento e tutto il resto. Sulla storia aleggia la morte violenta di una giovane donna. Ecco una combine che non ha eguali nel teatro del novecento, di cui J.B.Priestley ne è un rappresentante esemplare: thriller e dramma borghese. Le ipocrisie dell’alta società che si mischiano al disagio del ceto meno abbiente, che soccombe. Le colpe che si materializzano e diventano spauracchi agli occhi della famiglia Birling che prova a scaricare le proprie responsabilità. Un interrogatorio poliziesco che dura un’intera notte, non risparmiando niente e nessuno. Una serie di colpi di scena alla Hitchcock che cambia ogni volta il nome dell’assassino, coinvolgendo i protagonisti, presunti ignari e presunti colpevoli, in una sarabanda surreale e velenosa, che non conosce sosta e che ha termine alle prime luci dell’alba. 

Giancarlo Sepe
 
 
 
Informazioni e biglietti:
Spazio Mtt, via San Longino 1/b
Tel 0376 363079
mantovac@capitalespettacolo.191.it
 
 26.10.2009 - BARCAFOGLIA APRE LA STAGIONE DI PROSA mantova teatro 09-10

Martedì 27 ottobre 2009

Teatro Ariston, ore 11.00

Il Teatro del Pettirosso

BARCAFOGLIA

ideazione e regia di Annamaria Giacomelli

musica dal vivo di Marco Remondini

scenografia e oggetti di Annamaria Giacomelli

con Annamaria Giacomelli e Marco Remondini

pescatori Davide Baroni e Mario Moretti

 

spettacolo gratuito fuori abbonamento

 

Intervento narrativo caratterizzato da rumori, musica dal vivo, immagini proiettate.

I protagonisti delle storie sono pescati nelle acque dell’immaginario popolare.

BarcaFoglia percorre idealmente le acque che dal fiume arrivano al mare, accompagnano lo spettatore nel viaggio segreto della speranza, dove gli uomini si trasformano in abitanti marini per trovare un luogo dove stare.

Chi intraprende un viaggio, deve essere pronto a captare codici, leggere costellazioni, orientarsi nella solitudine. La barca alla fine dello spettacolo sarà colma di storie forgiate in piccoli e preziosi oggetti abitati da personaggi fantastici che ci faranno entrare in luoghi e mondi oggi lontanissimi eppure ancora impregnati di canti, sudore, amori, desideri, allegria.

Le storie che caratterizzano lo spettacolo sono tratte da leggende, filastrocche, interviste a pescatori del Delta Po

 01.10.2009 - MANTOVA TEATRO 09-10: 15 imperdibili appuntamenti!
Martedì 27 ottobre 2009
Teatro Ariston, ore 11.00
Il Teatro del Pettirosso
BARCAFOGLIA (fuori abbonamento)
Ideazione e regia di Annamaria Giacomelli
Musica dal vivo di Marco Remondini
Scenografia e oggetti di Annamaria Giacomelli
Con Annamaria Giacomelli e Marco Remondini
Pescatori: Davide Baroni e Mario Moretti
Spettacolo gratuito per le scuole fuori abbonamento


Giovedì 5 novembre 2009
Teatro Sociale, ore 21.00
BIS Tremila s.r.l.
UN ISPETTORE IN CASA BIRLING (evento speciale fuori abbonamento)
Di John Boynton Priestley
Con Paolo Ferrari e Andrea Giordana
Regia di Giancarlo Sepe


Venerdì 20 novembre 2009
Teatro Sociale, ore 21.00
Compagnia Teatri Possibili
NOVECENTO
Di Alessandro Baricco
Regia di Corrado d’Elia
Assistente alla regia Tobia Rossi
Scenografia Francesca Marsella
Con Corrado d’Elia


Venerdì 27 novembre 2009
Teatro Sociale, ore 21.00
Arci presenta
IL RAZZISMO E’ UNA BRUTTA STORIA
Racconti di Ascanio Celestini
Musiche di Matteo D’Agostino
Suono di Andrea Pesce
Con Ascanio Celestini


Venerdì 4 dicembre 2009
Teatro Sociale, ore 21.00
Compagnia Sandro Lombardi
ERODIADE
Di Giovanni Testori
Interpretazione e regia di Iaia Forte
ERODIAS
DI Giovanni Testori
Interpretazione e regia di Sandro Lombardi
Luci di Gianni Pollini
Suono di Antonio Lovato
Costumi di Stefania Cempini e Marion D’Amburgo


Venerdì 11 dicembre 2009
Teatro Sociale, ore 21.00
La Nuova Ambra
CONTROTEMPO
Di Christian Simeon
Regia di Gabriele Vacis
Con Francesca Reggiani


Martedì 12 gennaio 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Teatro de Gli Incamminati
DON CHISCIOTTE
Progetto e regia di Franco Branciaroli
Con Franco Branciaroli
Scena di Margherita Palli
Luci di Gigi Saccomandi
Costumi di Caterina Lucchiari
Musiche di Daniele D'Angelo


Martedì 26 gennaio 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Teatro della Tosse
CANDIDO Viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili
Adattamento teatrale di Tonino Conte e Emanuele Conte
dal romanzo Candido o dell’ottimismo di Voltaire
Regia di Emanuele Conte
Scene e Costumi di Paola Ratto e Bruno Cereseto
tratti dai bozzetti di Emanuele Luzzati
Con Enrico Campanati, Pietro Fabbri, Bruno Cereseto, Silvia Bottini, Alberto Bergamini, Luca Ferri, Sara Novellini, Lupo Misrachi


Martedì 9 febbraio 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Teatro e Società srl – Ars. Creazione e Spettacolo – Fondazione BAM
LA STRANA COPPIA
Di Neil Simon
Regia di Francesco Tavassi
Con Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi
Scene di Alessandro Chiti
Musiche di Daniele D’Angelo


Martedì 16 febbraio 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Marangoni Spettacolo
SESSO? GRAZIE TANTO PER GRADIRE
Di Franca Rame, Dario Fo e Jacopo Fo
Regia di Milvia Marigliano
Con Alessandra Faiella


Giovedì 25 febbraio 2010
Venerdì 26 febbraio 2010 (fuori abbonamento)
Teatro Sociale, ore 21.00
Teatro Stabile Napoli- Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Eliseo
LA TEMPESTA
Di William Shakespeare
Regia Andrea De Rosa
Con Umberto Orsini
e con Flavio Bonacci, Rino Cassano, Francesco Feletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano
Spazio scenico Alessandro Ciammarughi, Andrea De Rosa, Pasquale Mari
Scene e costumi Alessandro Ciammarughi
Luci di Pasquale Mari
Suono di Hubert Westkemper


Venerdì 5 marzo 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Officine Puricelli
TRE SORELLE
Di Anton Cechov
Regia di Paolo Zuccari
Con Magali Alemps, Daniele Amendola, Michele Bevilacqua, Maria D’Arienzo, Chiara Degani Luigi Di Pietro, Paolo Giovannucci, Daniele Natali, Daniele Paoloni, Aurora Perez, Simone Spinazzè, Elodie Treccani


Martedì 16 marzo 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Teatro Stabile di Verona – Fondazione Atlantide GAT
LA BISBETICA DOMATA
Di William Shakespeare
Adattamento di Piermario Vescovo
Regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo
Con Natalino Balasso e Stefania Felicioli
e con Linda Bobbo, Ursula Joss, Silvia Casotti, Marta Meneghetti, Lucia Schierano, Carla Stella, Antonella Zaggia, Camilla Zorzi
Illustrazioni dal vivo di Gek Tessaro
Costumi di Chiara Defant
Musiche di Antonio Di Pofi
Luci di Enrico Berardi
Assistente alla regia Paola Degiuli


Venerdì 26 marzo 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Ars. Creazione e Spettacolo – Fondazione BAM
ATTI D’AMORE
Monologo sull’amore
per la voce di Barbara De Gabrielis
La donna alata
Da Angela Carter
Regia di Raffaele Latagliata
Con Federica Restani
Tre donne
Di Sylvia Plath
Regia di Ema Andrea
Con Ema Andrea, LoredanaGejci


Martedì 13 aprile 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Società per Attori
ROMAN E IL SUO CUCCIOLO
Regia di Alessandro Gassman
Con Alessandro Gassman




ABBONAMENTI E PREVENDITA
Spazio Mtt - via San Longino, 1/b Mantova
lunedì, martedì, mercoledì e venerdì
dalle 15 alle 19
giovedì e sabato
dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19
tel. 0376 363079
mantovac@capitalespettacolo.191.it
vendita online www.ticketone.it

BIGLIETTI
i biglietti saranno in vendita
un’ora prima dello spettacolo
presso il Teatro Sociale

interi: posto numerato platea 18,00 euro
palchi, loggia e loggione 12,00 euro

studenti: 6,00 euro
qualora il biglietto venga acquistato in prevendita

per una classe di almeno 8 studenti:
biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore

ingresso gratuito per disabile ed eventuale accompagnatore

ABBONAMENTI
vendita dal 12 ottobre al 20 novembre 2009
posto numerato platea per 13 spettacoli
Interi: 132,00 euro
Studenti: 53,00 euro
 30.09.2009 - E' STATA PRESENTATA QUESTA MATTINA MANTOVA TEATRO 09-10, LA STAGIONE DI PROSA DEL COMUNE DI MANTOVA.
E' stata presentata questa mattina presso la Sala Bonaffini del Comune di Mantova la nuova stagione di prosa.
Mantova Teatro 09-10 vanta alcuni dei nomi più importanti del panorama attoriale italiano. Umberto Orsini, Elisabetta Pozzi, Alessandro Gassman, Natalino Balasso, Sandro Lombardi, Franco Branciaroli, Andrea Giordana.. e molti altri calcheranno il palcoscenico del Teatro Sociale che ospiterà le 15 date della stagione da novembre ad aprile.
 28.09.2009 - A PASSO DI MUSICAL dal 29 settembre al 3 novembre al Cinema del Carbone.

L’ormai consolidata collaborazione tra la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo e Il cinema del carbone, conduce quest’anno ad indagare l’affascinante mondo del Musical. Genere nato come rappresentazione teatrale che associa diverse forme espressive e comunicative quali la recitazione, il canto e la danza, il Musical diventa popolare a partire dalla fine degli anni ’20 grazie anche alla sua trasposizione cinematografica.

A passo di Musical. Cantare, ballare e sognare al cinema presenta alcuni dei Musical più rilevanti della storia del cinema a partire dagli anni ’30 fino ai giorni nostri. Un’imperdibile opportunità viene dunque offerta al pubblico che potrà vedere misurarsi alcuni dei più grandi attori e registi con un genere complesso, fantastico e stranamente attuale.
Dopo Tutto Bene. Il cinema di Carmelo Bene del 2006, Filming Shakespeare. Il Bardo al cinema del 2007 e La sostanza stessa dello sguardo. Artaud e il cinema del 2008, questa manifestazione segna un nuovo passo nella forte volontà di rendere visibile un possibile linguaggio teatrale attraverso lo schermo luminoso del cinematografo.
Alice Rabaglia
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo


martedì 29 settembre
ore 19.30
aperitivo inaugurale con proieazione video prodotti in occasione del laboratorio Oltre il Sipario nell'ambito del Progetto LabCom

ore 21.15
LA VEDOVA ALLEGRA
di Ernst Lubitsch, USA, 1934, 110'
con Edward Everett Horton, Maurice Chevalier, Jeanette MacDonald, Una Merkel

martedì 6 ottobre
UN AMERICANO A PARIGI
di Vincente Minnelli, USA, 1951, 115'
con Gene Kelly, Leslie Caron, Oscar Levant, Geirges Guetary, Nina Foch

martedì 13 ottobre
LES PARAPLUIES DE CHERBOURG
di Jacques Demy, Francia/Germania, 1963, 91'
con Catherine Deneuve, Nino Castelnuovo, AnneVernon, Marc Michel, Ellen Farner

martedì 20 ottobre
TOMMY
di Ken Russel, UK, 1975, 111'
con Ann Margaret, Oliver Reed, Eric Clapton, Roger Daltrey

martedì 27 ottobre
MOULINE ROUGE!
di Baz Luhrmann, Australia, 2001, 130'
con Nicole Kidman, Ewan McGregor, John Leguizamo

martedì 3 novembre
LES CHANSONS D'AMOUR
di Chrisophe Honoré, Francia, 2007, 95'
con Louis Garrel, Ludvine Saigner, Chiara Mastroianni

ingresso libero a tutte le proiezioni della rassegna
 13.05.2009 - TORNA IL FESTIVAL ARLECCHINO D'ORO DAL 19 AL 28 GIUGNO 2009!
» link segnalato
 16.04.2009 - PARTECIPA AL LABORATORATORIO SULLA COMUNICAZIONE AUDIOVISIVA PER IL TEATRO!
OLTRE IL SIPARIO

Laboratorio di comunicazione audiovisiva per il Teatro

Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
11 maggio - 3 luglio
Laboratorio in aula (69 ore)

 Fornisce gli strumenti teorici e tecnici necessari per l’ideazione e la realizzazione di prodotti audiovisivi per lo spettacolo dal vivo, dall’allestimento alla rappresentazione scenica. In particolare i prodotti realizzati hanno lo scopo di documentare la IV edizione di TEATRO-Arlecchino d’Oro, Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano.

Periodo: dall’11 maggio al 12 giugno
Interventi sull’evento

documentazione audiovisiva di TEATRO-Arlecchino d’Oro, Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano

Periodo: dal 19 al 28 giugno
Laboratorio tecnico (30 ore)
Elaborazione e realizzazione dei prodotti audiovisivi
Periodo: dal 22 giugno al 3 luglio
 
Principali materie trattate:
Storia del Teatro
Lo spettatore e il Teatro
Comunicazione e Linguaggi audiovisivi

Documentazione audiovisiva: dalla ripresa all’archiviazione

Teoria e tecnica del montaggio
Principi di videografica
Direzione della fotografia
Service teatrale
Teatro e televisione
Teatro e cinema
 
Responsabile:
Alice Rabaglia
338 4374677
 
Tutor:
Elena Sammartino
349 2562996
 
Destinatari: dai 16 ai 30 anni

Giorni e orario: dal lunedì al venerdì, dalle 18 alle 21

Luogo: complesso di Sant’Agnese, Mantova
 
Modalità di partecipazione: libera su iscrizione
 

Inviare mail o fax di iscrizione a: laboratori@labcomgiovani.it - fax 0376-338263

Indicando il nome del laboratorio e allegando il proprio curriculum vitae

INFORMAZIONI: www.labcomgiovani.it

 31.03.2009 - CASAMATTA VENDESI chiude la stagione Mantova Teatro 2008 2009.

Martedì 7 aprile 2009, ore 21

Teatro Sociale – Mantova

 

IN PRIMA ASSOLUTA

 

Ars. Creazione e Spettacolo e Atalante Film

In collaborazione con Prima Show

 

CASAMATTA VENDESI

 

scritto e diretto da Angelo Orlando

 

con

Valentina Carnelutti, Adriano Evangelisti, Raffaele Latagliata, Angelo Orlando, Lusitana Pedroso, Alessandro Procoli.

 

musiche Saro Cosentino

 

La stagione 2008-2009 di Mantova Teatro, organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo per il Comune di Mantova, si chiude martedì 7 aprile, alle 21 al Teatro Sociale di Mantova, con un grande debutto: la prima assoluta di Casamatta Vendesi, l’ultima commedia realizzata dalla compagnia mantovana Ars. Creazione e Spettacolo, insieme a Atalante Film e in collaborazione con Prima Show. Il testo e la regia sono firmati da Angelo Orlando.

Casamatta Vendesi è uno spettacolo esilarante, con l’energia di sei attori, che in un gioco al massacro raccontano il mondo del teatro e i suoi retroscena. Dal testo, che ad intervalli e con numerosi rimaneggiamenti vanta un lungo periodo di rappresentazione dal ‘94 ad oggi, è stata tratta la sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas 2005 come miglior commedia, che diventerà entro il 2009 un film prodotto da Tonino Zangardi per Atalante.

Casamatta Vendesi è un testo che muta con i tempi, per dare sfogo e dimostrazione di quella crudeltà e ironia che contraddistinguono le storie degli attori nella vita e sulla scena, in un avvicendarsi di eventi teatrali e reali di forte emotività. Quelli che si vedranno in scena saranno gli attori di oggi che parleranno del loro “qui e ora” con lucida e disinvolta naturalezza, tanto limpida da divenire ora comica, ora grottesca e spietata verità. I sei attori protagonisti della piéce si trovano a vivere un meccanismo al tempo stesso magico e feroce. Devono interpretare un testo chiamato Casamatta Vendesi, una storia misteriosa e stregata che parla di sei attori che interpretano un lavoro dal titolo Casamatta Vendesi e così via, come in un gioco di scatole cinesi. La trama è il pretesto per parlare della vita degli attori e di un mondo complesso e non di rado crudele, ma pur sempre irresistibile, quale è il mondo del teatro.

Chi vide Casamatta Vendesi  al suo debutto dieci anni fa riconoscerà quelle contingenze immutabili nel lavoro dell’attore e allo stesso tempo i cambiamenti radicali avvenuti in questo pezzo di storia. Per riportare nei teatri italiani questo spettacolo evergreen, la compagnia Ars. Creazione e Spettacolo con Raffaele Latagliata, Adriano Evangelisti e Lusiana Pedroso, ha formulato un progetto a lungo termine insieme al regista e produttore Tonino Zangardi che ha fortemente voluto la rimessa in scena con Angelo Orlando in veste di attore e al suo fianco i colleghi e amici storici Valentina Carnelutti e Alessandro Propoli, che già presero parte alle edizioni precedenti.

 

Biglietti: 15 euro intero platea; 12 euro intero palchi, loggia e loggione; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.

 

Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it

 

 

Fondazione “Umberto Artioli”

Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

Ufficio Stampa: Serena Marchini, 348.7458404 – fondazionespettacolo@gmail.it

 26.03.2009 - FRANCA VALERI AL TEATRO ARISTON PER MANTOVA TEATRO 2008-2009!

Lunedì 30 marzo 2009, ore 21

Teatro Ariston - Mantova

FRANCA VALERI

in

CARNET DE NOTES

 

di e con Franca Valeri
soprano: Eleonora Caliciotti
tenore: Edoardo Milletti
basso: Emanuele Casani
pianoforte: Ida Iannuzzi
a cura di Giuseppe Marini

 

La splendida ottantottenne Franca Valeri è la protagonista assoluta del prossimo appuntamento della stagione 2008-2009 di Mantova Teatro. Lunedì 30 marzo alle 21 porterà al Teatro Ariston di Mantova la sua ultima piéce Carnet de notes, una sorta di taccuino di appunti che ripercorre una vita e una carriera artistica eccezionale. Si tratta di una versione creata nel 2008, ma che riprende un’idea già elaborata nei primi Carnets del 1951, quella di accoppiare parole e musica, due grandi passioni dell’attrice, facendole dialogare e talvolta sfidare tra loro all’insegna dell’ironia.

In questo spettacolo, di cui è anche autrice, Franca Valeri punta sulla sua grande specialità, il monologo. Le parole, però, trovano stavolta un potente avversario: la nota musicale. La grande passione per la musica, e in particolare per l’opera lirica, che da sempre caratterizza la Valeri, diventa quindi uno strumento di dialogo e confronto con la parola recitata, fino a rappresentare una sfida ideale tra i due linguaggi. La parola soffre di una sorta di complesso di inferiorità rispetto alla musica, spiega l’attrice, perché quest’ultima è talmente diretta che si può affermare che due note dicono più di un’intera conferenza. Ecco che allora i brani del monologo in Carnet de notes si alternano ai brani musicali eseguiti dal vivo dal soprano Eleonora Caliciotti e dal tenore Edoardo Milletti, accompagnati al basso da Emanuele Casani e al pianoforte da Ida Iannuzzi. I pezzi sono selezionati tra le opere più amate dalla Valeri, romanze firmate da Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Pietro Mascagni, Gaetano Donizetti. Alla musica si intervallano le riflessioni e gli sketch, che danno alla performance un carattere leggero e godibile, così come l’ha voluta l’attrice. Si parla dell’arte ma anche della vita quotidiana e delle piccole contraddizioni che caratterizzano il vivere nella nostra società. E a mostrarci questi nostri difetti, queste caratteristiche, tornano i personaggi più celebri inventati dal Franca Valeri nella sua lunga carriera teatrale, televisiva e cinematografica, quelle figure esilaranti e spesso un po’ strampalate che amplificano alcune qualità diffuse ieri come oggi e che proprio per questo hanno reso l’attrice amatissima dal pubblico. Torna, ad esempio, la Signorina Snob, conosciuta anche come la Signorina Cesira, una tipica ragazza della borghesia milanese. La Valeri, poi, veste nuovamente i panni della moglie del tenore e della Signora Cecioni, popolana romana perennemente al telefono con mammà e inseparabile dai suoi bigodini giganti. Ognuna di queste maschere viene riproposta con i suoi cavalli di battaglia o in una versione leggermente rivista, come apparirebbero oggi, un po’ invecchiate, dopo tanti anni. Con i personaggi di Franca Valeri vanno in scena i difetti, i tic, le manie, le piccole ipocrisie di una società, con le sue differenti classi sociali.

 

Biglietti: 15 euro intero; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.

 

Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it.

 

Fondazione “Umberto Artioli”

Mantova Capitale Europea dello Spettacolo Ufficio Stampa: Serena Marchini, 348.7458404 – fondazionespettacolo@gmail.it

 19.03.2009 - PER AMLETO arriva a mantova teatro 08-09!

Lunedì 23 marzo 2009, ore 21

Teatro Ariston - Mantova

 

Teatro Festival Italia e Nuovo Teatro Nuovo


PER AMLETO


da William Shakespeare
adattamento e regia Michelangelo Dalisi

 

con Salvatore Caruso, Francesco Villano, Michelangelo Dalisi

elementi scenici Riccardo Dalisi
costumi Elena Cavaliere, da un’idea di Gianluca Falaschi
disegno luci Luigi Biondi
foto di scena Alessandro Giuliano
progetto video Simone Covini
aiuto regia e drammaturgia Linda Dalisi


Non è il classico “Amleto” che noi tutti conosciamo, quello che la compagnia Nuovo Teatro Nuovo, in collaborazione con Teatro Festival Italia, porterà in scena lunedì 23 marzo alle 21 al Teatro Ariston di Mantova, per la stagione teatrale 2008-2009 di Mantova Teatro.

Il titolo, infatti, potrebbe trarre in inganno. “Per Amleto” prende soltanto spunto dall’opera di Shakespeare per costruire, grazie alla rilettura operata dal regista Michelangelo Dalisi, un discorso sul teatro e sull’essere attori. Per farlo, Dalisi ha estratto dall’opera shakespeariana due personaggi marginali, che diventano i suoi protagonisti: i due guitti, ovvero gli attori del teatro di strada, a cui il principe di Danimarca affida la rappresentazione teatrale, momento chiave della tragedia, con la quale intende svelare l’assassino di suo padre. Anche l’ambientazione non è quella del nobile palazzo di Amleto, ma viene completamente rivista in chiave ironica e surreale. Infatti, la scena si svolge in un piccolo cimitero dove due becchini scavano una fossa. La cassa che portano è ricoperta da un brandello di stoffa rossa, che ricorda un vecchio sipario. Chi devono seppellire? O cosa? E soprattutto perché piangono al momento di doverla ricoprire di terra? Sono veri becchini o nascondono un’altra identità? In un altro mondo, in un’altra vita, Ignazio e Petronio erano i “tragici della città”, quelli che tanto piacevano al principe Amleto. Quelli che lo commuovevano al punto da suggerirgli involontariamente l’arma con cui conoscere la verità e finalmente essere pronto a compiere la sua vendetta: <<Il teatro è la cosa con cui metterò in trappola la coscienza del re>>, diceva Amleto nel testo di Shakespeare.

Ma in quest’altro mondo non c’è nessun re. C’è solo una coppia di attori che poco alla volta, diretti da uno smemorato Amleto, ne riporteranno in scena la memoria, lungo un percorso di conoscenza fino all’accettazione del proprio destino. Ma chi è per i due becchini questo principe avvolto nel lungo cappotto nero? E chi sono loro per lui? Ignazio e Petronio preferiscono seppellire il teatro piuttosto che viverlo con il loro vero compito di attori: quello di traghettatori. Ed è proprio Amleto che, costringendoli a rivivere la sua tragedia, li riporterà all’azione teatrale, in un gioco di dinamica convivenza tra l’alto delle parole di Shakespeare e il basso delle continue trovate da guitti dei due becchini-clowns.

Questo gioco del teatro è un po’ come scoperchiare un vaso di Pandora da cui a poco a poco i personaggi della tragedia (lo spettro, Claudio, Polonio, Rosencrantz e Guildenstern, Ofelia, Gertrude, Laerte) verranno fuori come in un vortice. Vittima e carnefice, morte e rinascita, dramma e farsa si specchiano in un continuo rimando.

L’incontro tra Amleto e i due becchini-clowns racconta quindi quanto il teatro sia come dice Kantor un <<procedimento demiurgico che affonda le sue radici nell’altro mondo>>.

Il testo di “Per Amleto”, scritto da Michelangelo Dalisi e messo in scena da Nuovo Teatro Nuovo, nel 2006 ha vinto il Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” con questa motivazione: “In una libera e astuta contraffazione di alcune delle più celebri scene dell'Amleto, il gruppo napoletano rinnova tradizionali maschere comiche attraversando e tradendo la lezione di Eduardo De Filippo e Leo De Berardinis, e contaminandola, fino a Lucio Battisti, alla ricerca di un nuovo teatro popolare. Il risultato è l'esilarante parodia di un classico”.

 

La stagione di prosa di Mantova Teatro è organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo per conto del Comune di Mantova.

 

Biglietti: 15 euro intero; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.

 

Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it.

 15.03.2009 - LAB.COM RICERCA PERSONALE. LAVORA CON NOI!

RICERCA DI PERSONALE

COORDINATORE/FACILITATORE DELL’ESPERIENZA E DELLE RELAZIONI (Progetto Lab.Com)

 

 

Alce Nero società cooperativa sociale ONLUS, nell’ambito del progetto intitolato “Lab.Com Lo spazio dei giovani nella comunicazione”, con capofila la Provincia di Mantova, cofinanziato dalla Regione Lombardia in accordo quadro con il Ministero della Gioventù, ricerca personale da inserire nel progetto in qualità di COORDINATORE /FACILITATORE DELL’ESPERIENZA E DELLE RELAZIONI.

 

Il progetto “Lab.Com – Lo spazio dei giovani nella comunicazione” prevede l’organizzazione di uno spazio fisico (il luogo è rappresentato dal nuovo spazio di Sant’Agnese a Mantova) ma anche spazio di comunicazione, vissuto come un laboratorio permanente e dinamico, in grado di elaborare la maggior parte dei materiali comunicativi: testi, immagini, video, audio, in forma digitale, per l’elaborazione e la diffusione  di prodotti comunicativi legati alle attività delle associazioni giovanili mantovane, in occasione di eventi culturali,  a disposizione delle scuole e dell’Università con il coinvolgimento dei giovani.

Lab.com sarà a disposizione degli eventi musicali, teatrali, letterari con il coinvolgimento dei festival cittadini.

 

Il coordinatore gestirà le attività dello spazio Lab.Com e  dovrà essere un “animatore di processo” ed in particolare dovrà:

 

-coordinare i gruppi di lavoro dei laboratori e degli eventi;

-creare coinvolgimento e partecipazione dei giovani;

-garantire l’efficace funzionamento delle attività previste dal progetto

-curare la documentazione del progetto (rilevazioni dei flussi, programmazioni, verifiche, raccolta di materiali)

-curare la gestione degli spazi del progetto e dei suoi materiali

 

Inoltre, si ritiene importante che il professionista abbia ampia conoscenza del territorio e delle reti istituzionali che lo attraversano, al fine di tenere costante attenzione ai processi di integrazione tra il progetto, i destinatari e il territorio in cui si situa.    

 

Caratteristiche e competenze richieste

 

Titolo di studio richiesto: laurea magistrale in discipline umanistiche o giuridico/economiche

ü      buona conoscenza della lingua inglese

ü      buona competenza informatica (pacchetto office e utilizzo di internet)  

ü      preferibile esperienza almeno biennale nel coordinamento e gestione di progetti integrati

ü      propensione agli incarichi di responsabilità

ü      conoscenza del territorio e delle reti istituzionali che lo attraversano, al fine di tenere costante attenzione ai processi di integrazione tra il progetto, i destinatari e il territorio in cui si situa

ü      Età massima 35 anni, Patente di tipo B, Disponibilità agli spostamenti, Flessibilità negli orari di lavoro, disponibilità anche al lavoro full time.

 

 

 

I candidati potranno inviare il proprio curriculum allegato ad una lettera di presentazione entro il 25 marzo 2009 alle seguente mail: info@alcenero.org  ;progettolabcom@gmail.com  

I colloqui per i candidati che avranno superato la prima selezione sulla base del curriculum, si svolgeranno indicativamente la settimana successiva.

È previsto l’avvio dell’incarico a progetto (per circa un anno e mezzo) nel mese di aprile 2009. Il compenso mensile lordo con un contratto di collaborazione è di € 2'250,00. In alternativa al contratto di collaborazione è possibile stipulare un contratto di lavoro autonomo professionale.

 

 

 

RICERCA di PERSONALE

ESPERTO INFORMATICO

(Progetto Lab.Com)

 

 

Alce Nero società cooperativa sociale ONLUS, nell’ambito del progetto intitolato “Lab.Com Lo spazio dei giovani nella comunicazione”, con capofila la Provincia di Mantova, cofinanziato dalla Regione Lombardia in accordo quadro con il Ministero della Gioventù, ricerca personale da inserire nel progetto in qualità di ESPERTO INFORMATICO.

 

Il progetto “Lab.Com – Lo spazio dei giovani nella comunicazione” prevede l’organizzazione di uno spazio fisico (il luogo è rappresentato dal nuovo spazio di Sant’Agnese a Mantova) ma anche spazio di comunicazione, vissuto come un laboratorio permanente e dinamico, in grado di elaborare la maggior parte dei materiali comunicativi: testi, immagini, video, audio, in forma digitale, per l’elaborazione e la diffusione  di prodotti comunicativi legati alle attività delle associazioni giovanili mantovane, in occasione di eventi culturali,  a disposizione delle scuole e dell’Università con il coinvolgimento dei giovani.

Lab.com sarà a disposizione degli eventi musicali, teatrali, letterari con il coinvolgimento dei festival cittadini.

 

L’ Esperto Informatico opererà all’interno dello spazio Lab.Com (in Via Sant’Agnese a Mantova) e sarà responsabile della gestione delle attrezzature e delle attività informatiche specifiche. In particolare il lavoro prevede:

 

ü      gestione del sistema informatico dello spazio;

ü      implementare e sviluppare le attività informatiche e le  nuove applicazioni a supporto delle attività previste

ü      risolvere problematiche legate alla gestione reti client-server e sistemi operativi di rete.

ü      Gestire la partecipazione dei giovani a supporto delle loro progettualità

ü      Controllare il buon funzionamento e l’utilizzo delle attrezzature

 

 

Caratteristiche e competenze dei candidati

ü      Titolo di studio richiesto: minimo diploma di maturità tecnico-scientifica , preferibile laurea in discipline tecnico-scientifiche

ü      buona conoscenza della lingua inglese

ü      È ritenuta indispensabile la conoscenza di Sistemi Operativi: Linux, Unix, AIX e Windows 2007, XP; Applicativi audio-video (finalcut, adobe, …) DB ORACLE, DB MySQL, Microsoft SQL Server Reti su tecnologia GPRS e GSM Sicurezza Reti Firewall

ü      E’ richiesta l’esperienza nella gestione informatica di progetti di rete

 

Età massima 35 anni, Patente di tipo B, Disponibilità agli spostamenti, Flessibilità negli orari di lavoro, Disponibilità anche al lavoro full time.

 

 

 

I candidati potranno inviare il proprio curriculum allegato ad una lettera di presentazione entro il 25 marzo 2009 alla seguente mail: info@alcenero.org. Oppure progettolabcom@gmail.com I colloqui per i candidati che avranno superato la prima selezione sulla base del curriculum, si svolgeranno la settimana seguente.

È previsto l’avvio dell’incarico a progetto  (per circa un anno e mezzo) nel mese di aprile 2009. Il compenso mensile lordo con un contratto di collaborazione è di € 1’950,00. In alternativa al contratto di collaborazione è possibile stipulare un contratto di lavoro autonomo professionale.

 11.03.2009 - LA BANDA OSIRIS PER MANTOVA TEATRO 08-09!

Lunedì 16 marzo 2009, ore 21

Teatro Sociale - Mantova

 
LA BANDA OSIRIS
“SUPERBANDA IN TECHNICOLOR”
 
con
 
SANDRO BERTI mandolino, chitarra, violino, trombone
GIANLUIGI CARLONE voce, sax, flauto
ROBERTO CARLONE trombone, basso, tastiere
GIANCARLO MACRI’ percussioni, batteria, bassotuba
 
 

Dissacratore. Demenziale. Comicissimo. In una parola: geniale. E’ l’ultimo spettacolo della Banda Osiris che, dopo i successi televisivi e radiofonici, lunedì 16 marzo alle 21, con Superbanda in technicolor trascinerà il pubblico del Teatro Sociale di Mantova in un turbinio di gag esilaranti, invenzioni sonore e meltin’ pot musicale. Il tutto condito da un fortissimo spirito d’ironia ma anche da una profonda padronanza del patrimonio musicale di ieri e di oggi. Lo spettacolo fa parte della rassegna Mantova Teatro 2008-2009, la stagione teatrale organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo per conto del Comune di Mantova.

 

La Banda più pazza d’Italia, dopo aver realizzato una stralunata colonna sonora live per la trasmissione domenicale di Serena Dandini Parla con me (Rai 3), mette al centro della sua performance l’amore per la musica e la sua forza. Superbanda in technicolor è un concerto e una conferenza al tempo stesso. Il tema è la musica con i suoi protagonisti, ma lo svolgimento della Banda Osiris è deviante e deviato: un viaggio virtuale nel quale autori, strumenti, brani conosciuti e non, vengono mescolati nel gran calderone della confusione musicale. Basta un indizio, un riferimento, ed ecco che di colpo si può fare un salto di trecento anni, una musica trasformarsi in immagine e un’immagine in musica, uno strumento diventare un cartone animato, scene di celebri film trasfigurarsi musicalmente e assistere alla sonorizzare in diretta di un improbabile cortometraggio. Tra colonne sonore e citazioni colte, canzoni d’autore e jingle pubblicitari, ironia e divertimento, i quattro “suonattori” daranno vita ad un mix di intelligente, frizzante e rinfrescante comicità.

 

La BANDA OSIRIS nasce nel 1980 a Vercelli e oggi è considerata la massima espressione in Italia della comicità nel teatro musicale.

I suoi componenti sono:
Sandro Berti (mandolino, chitarra, violino, trombone)
Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto)
Roberto Carlone (trombone, basso, tastiere)
Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba)
 

Nei primi anni di attività, la Banda si dedica prevalentemente a spettacoli di strada. L’originalità della proposta che fonde musica, teatro e comicità riscuote un immediato successo.

Il dispendio di energie, il ritmo vorticoso e le continue sorprese diventano la cifra stilistica del gruppo; la musica l’asse portante e al tempo stesso collante drammaturgico. Musica di tutti i generi (classica, rock, folk, jazz) miscelata con ironia e una buona dose di dissacrazione. Musica come suggestione: sonora e di immagine. Musica come divertimento: nell’eseguirla e nell’ascoltarla.

Numerosi gli spettacoli prodotti: da Storia della Musica vol. 1 e 2 (regia di Gabriele Salvatores) a Le Quattro Stagioni da Vivaldi (regia di Gabriele Vacis), da Sinfonia Fantastica (regia di Maurizio Nichetti) a Roll Over Beethoven con il Quartetto Euphoria, da Guarda che Luna con Enrico Rava, Gianmaria Testa e Stefano Bollani a Primo Piano sempre con Bollani, fino a giungere ai più recenti Banda.25 e Superbanda in tecbnicolor.

 

Oltre ad aver partecipato a numerose trasmissioni televisive in Italia e all’estero (DOC, Pista, Maurizio Costanzo Show, Fantastico, Per un pugno di libri, solo per citarne alcune), il gruppo ha scritto diretto e realizzato per Rai 3 lo special Musica coi fiocchi e l’ironico Concerto di Capodanno 2005 con l’Orchestra del Conservatorio di Genova. Nelle ultime stagioni ha contribuito al successo della trasmissione domenicale di Serena Dandini Parla con me, occupandosi della colonna sonora dal vivo. Proficuo anche il rapporto con i tre canali radiofonici della Rai che ha visto la Banda impegnata nel doppio ruolo di autori e conduttori in diverse trasmissioni e in quello di compositori di sigle per trasmissioni quali Caterpillar, Catersport, Sumo.

La Banda ha inoltre scritto ed eseguito colonne sonore per il teatro, per documentari e per il cinema (tra cui Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart, L’imbalsamatore e Primo amore di Matteo Garrone per cui ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino e il David di Donatello nel 2004).

La versatile band ha dato alle stampe anche un libro, L’Opera da Tre Sol, e allestito una divertente mostra sulla musica, ulteriori tasselli di una continua ricerca su nuovi e fantastici mondi sonori.

L’ultima sua fatica è la pubblicazione di un cd per RadioFandango, Banda.25, ricco di collaborazioni illustri: Fiorello, Petra Magoni, Stefano Bollani, Ska-J, Tiziano Scarpa, Frankie Hi Nrg, Riccardo Tesi, Monica Demuru e il Quartetto Euphoria.

A novembre 2007 è uscito anche il dvd dello spettacolo Banda.25.

 

Biglietti: 15 euro intero platea; 12 euro intero palchi, loggia e loggione; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.

 

Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it

 04.03.2009 - mantova teatro 08-09 presenta CAOS della Compagnia QUELLI DI GROCK
Martedì 10 marzo 2009

Teatro Ariston, ore 21.00

 
CAOS
di Valeria Cavalli
Claudio Intropido
regia
Claudio Intropido
Quelli di Grock
presenta
 
scene e luci
Claudio Intropido
coreografia
Susanna Baccari
Valeria Cavalli
con
Susanna Baccari
Roberta Galasso
Gianpaolo Gambi
Luca Gatti
Alessandro Larocca
Andrea Ruberti
 
 

Costruito attingendo alle tecniche del teatro-danza, patrimonio consolidato nello stile di Quelli di Grock, Caos si sviluppa intrecciando parole elementari, pensieri e concetti pratici con i gesti della quotidianità. I corpi degli attori-danzatori, mostrati in diretta o ripresi da una telecamera a circuito chiuso, partono da una gestualità banale che progressivamente si trasforma in espressione complessa ed esaustiva. Le coreografie invadono lo spazio e senza sosta i sei attori, quattro uomini e due donne, liberano un’energia esplosiva e travolgente.

La scena è volutamente scarna, composta dallo scheletro di una porta blu o da sedie metalliche stile anni Sessanta, o da piccoli praticabili a forma di scale, su cui salire o scendere in modo ripetitivo e continuo. Sono atti perfettamente riconoscibili, che scorrono nell’arco delle nostre ventiquattro ore e finiscono, per mancanza di valori o intenzioni poetiche, con l’essere incapaci di fissarsi in un’immagine che resista.

Tutto si consuma, tutto si ripete senza soluzione di continuità: gli oggetti, gli ambienti, i contenuti rimandano ed esemplificano il linguaggio atono del vivere moderno, in cui il valore del tempo viene costantemente misconosciuto. Esiste solo un tempo da rincorrere, da usare il più possibile, e non un tempo da vivere, depurato da tutte le abitudini, dalla noia e dalla rassegnazione. E’ il calcolo urbano preciso e meticoloso di orologi che non segnano le ore, ma scadenze di giornate gonfie d’impegni fino a scoppiare. E allora si va via, si parte, si scappa, per cercare qualcosa che rimpiazzi la rassegnazione. Lo sguardo si apre su una città incredula: truppe di uomini e donne, che slanciano una gamba dopo l’altra in andature elastiche, affollano bar, salgano sui tram, si guardano intorno, provano dolore, ridono, piangono, si salutano e competono tra di loro.

Caos può essere definito uno sguardo sul vuoto del vivere quotidiano, ma non uno sguardo drammatico o pensoso, bensì mordace, tagliente, ironico, deformante, illuminante. In Caos non c’è posto per l’angoscia, lo smarrimento, il fastidio: al contrario, tutto avviene all’insegna dell’euforia, di uno sfogo fisico e verbale che diventa sempre più incontenibile e contagioso, fino ad un irresistibile e “torrenziale” finale.

 

Info e biglietti: Spazio Mtt, via San Longino 1 Mantova. Tel 0376 363079.

Apertura della Biglietteria presso il Teatro Ariston un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

 18.02.2009 - VESTIRE GLI IGNUDI per mantova teatro 2008-2009
Martedì 3 marzo 2009
 
Teatro Sociale
Mantova
ore 21.00
 
INDIE OCCIDENTALI srl.
POLIS CULTURA
Presentano
 

VANESSA GRAVINA   GIGI DIBERTI    

in
 
VESTIRE GLI IGNUDI
di LUIGI PIRANDELLO
 
Scene ANDREA TADDEI
Costumi SILVIA POLIDORI
Musiche STEFANO MARCUCCI
 
Regia WALTER MANFRE’
e con
DANIELA PIACENTINI
FRANCESCO LA RUFFA
e con la partecipazione di
MARCO MARELLI
 

                            

Note di Regia

Vado cercando periodicamente Pirandello per confrontarmi con lui.

E’ una necessità della mia anima che va al di là del mio essere regista.

E ad ogni nuovo incontro con lui nasce la domanda pressante su cosa di nuovo io possa ancora dire che non sia stato già detto circa la sua poetica e su cosa io abbia potuto maturare su di lui nel tempo trascorso lontano da lui.

Da tempo è svanita in me la voglia di raccontare le sue storie mentre parallelamente è iniziata la frenesia di avviare una indagine sui rapporti fra lui e i suoi personaggi e fra i suoi personaggi stessi al di fuori degli intrecci delle sue trame.

In questo “Vestire gli ignudi” ho da sempre sentito, come un sentimento sotterraneo, la Pietà ma sono sempre stato nel dubbio se di Pietà si trattasse o di turba psichica.

E se da un lato mi atterrisco dinanzi all’intreccio sado-maso di parole e di sangue e al dilaniare che i personaggi fanno di lei, della vittima consacrata- tutti addosso a lei come cani ad azzannarla- dall’altro mi incuriosisce la scoperta della necessità forte , anche da parte dei laidi, di ergere un muro a protezione sua.

Poi anche coloro che lo hanno eretto, questo muro, saranno pronti a dilaniarla.
Ed anzi il muro lo hanno eretto apposta.

E i più pericolosi   risultano quelli che in apparenza volevano proteggerla perché sono quelli che hanno bisogno non di ucciderla ma di succhiarne avidi il sangue rendendo infinita nel tempo la sua fine.

Così sempre mi è apparso malato sul piano psichiatrico il rapporto fra il vecchio scrittore Lodovico Nota ed Ersilia conoscendo soprattutto il travaglio che legava Pirandello alla nascita dei suoi personaggi.

Paura di lasciare loro quella autonomia che reclamano perché possono alla fine rivelarsi “vili mastini” e rivoltarsi contro lo stesso scrittore che loro ha dato la vita.

In questo caso lo scrittore è anche un protagonista della storia, quasi al contempo dentro e fuori di essa.

In ogni caso tutto accade come dentro una serie di flash onirici di estrema violenza, scanditi da ritmi serrati e da una recitazione che più che moderna oserei definire metropolitana.

Scelta questa che, se da un lato rischia di risultare contrastante con la classicità della lingua pirandelliana, altissima ed antica, dall’altro si tinge di connotazioni fortemente emozionali e suggestive.

 E sarà questa scelta, crediamo, disgregante della recitazione classica, insieme alla natura talora rarefatta dell’immagine, a creare quei moduli narrativi “non reali” per noi imprescindibili. Info e biglietti: Spazio Mtt, via San Longino 1 - tel. 0376 363079
biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un'ora prima dello spettacolo

 02.02.2009 - MANTOVA TEATRO presenta FOIBE ROSSE al Teatro Sociale

Martedì 17 febbraio 2009

Teatro Sociale

Ore 21.00

 

Accademia Teatrale Campogalliani

FOIBE ROSSE

vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943

di Frediano Sessi

adattamento e regia Aldo Signoretti

 

costumi Francesca Campogalliani

colonna sonora Nicola Martinelli

direzione scenica e luci Giorgio Codognola

con C. Soldà, F. Caprari, R. Avanzi, T. Faberi, F. Campogalliani, L. Sartorello, A. Flora, F. Finazzer, P. Soncini, S. Bonisoli, G. Valle, S. Palmierini, D. Fusari, G. Gorreri, E. Spagna, A. Purificato, P. Sarzola, R. Bonfiglio, I. Scaietta, M. Zolin

 

Scrive Frediano Sessi:

È difficile raccontare per grandi linee i momenti storici complessi che hanno determinato il contesto in cui si svolsero questa e altre disgraziate vicende, senza dimenticare le tante strumentalizzazioni che si sono susseguite in questi anni e che hanno finito col rendere difficile il racconto della verità, lasciando amarezza e stupore in gran parte dei protagonisti.

Quando fu gettata nella foiba di Villa Surani, Norma Cossetto non era più solo una figlia, una sorella, una futura sposa e madre, ma anche, perché donna, il simbolo per eccellenza dell’intera società italiana d’Istria. Un simbolo che occorreva distruggere e infangare, per vincere.

Un mezzo per umiliare il nemico e cancellarne la potenza rigeneratrice.


Info e biglietti: Spazio Mtt, via San Longino 1 - tel. 0376 363079
biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un'ora prima dello spettacolo

 20.01.2009 - GABBIANO-IL VOLO di Cechov per MANTOVA TEATRO 2008-2009
Giovedì 29 gennaio 2009, ore 21
Teatro Ariston - Mantova
 
Teatro Stabile delle Marche e LeArt’
 
GABBIANO – IL VOLO

da Anton Čechov

 
uno spettacolo di  Leo Muscato
 
Elena Arcuri, madame attrice
Andrea Pinna Kostia, suo figlio
Deniz Ozdogan Nina, una Musa
Andrea Collavino uno scrittore
Simone Luglio un uomo, amministratore
Francesca Cutolo una donna, sua moglie
Vincenza Pastore Mascia, loro figlia
Rufin Doh un dottore
Alex Cendron un maestro
Barbara Bedrina una serva
 
drammaturgia e regia Leo Muscato
 
scene e costumi Carla Ricotti, Barbara Borgolotto
arrangiamenti musicali Elena Arcuri
disegno luci Alessandro Verazzi
 
 

L’arte del teatro, con la sua forza capace di generare grandi passioni e laceranti contrasti, diventa protagonista in Gabbiano - Il volo, l’originale versione che LeArt’ e Teatro Stabile delle Marche fanno de Il gabbiano di Anton Čechov, in scena giovedì 29 gennaio al Teatro Ariston di Mantova per la stagione di prosa di Mantova Teatro 2008-2009, organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo su incarico del Comune di Mantova. Lo spettacolo è in collaborazione con Regione Lombardia – Circuiti Teatrali Lombardi.

 

Gabbiano – Il volo è il terzo capitolo del progetto Ri-Scritture, ideato dal giovane ma già molto apprezzato regista Leo Muscato che, grazie a questo progetto, si è aggiudicato il Premio della Critica 2007 come Miglior Regista assegnato dall’Assocazione Nazionale Critici Teatrali. Prima del testo di Čechov ha affrontato con successo di pubblico e critica Shakespeare e Ibsen, mettendo in scena Romeo e Giulietta – Nati sotto contraria stella e Casa di bambola – L’altra Nora. Con Gabbiano – Il volo Muscato lavora su uno dei testi più rappresentati al mondo, epurandolo da ogni riferimento spazio-temporale ed estrapolando il tema del conflitto culturale tra generazioni per costruire un percorso metateatrale che vuole parlare del teatro di oggi, della necessità di farlo e di vederlo.

 

In un luogo non identificato, in una dimensione piatta e molle, vive e si muove pigramente una piccola società fatta di parenti, amanti e figure di passaggio, che portano con sé passioni e conflitti interiori ed esteriori. Ognuno ha la sua diversa visione del mondo, che si riflette con efficace simbolismo nei diversi approcci dei personaggi al teatro; visioni che si confrontano generando scontri durissimi. In questa dimensione fiacca, dove c’è chi si abbandona alla grigia pigrizia e chi, invece, tenta ancora uno scatto contro l’appiattimento e l’azzeramento dell’esistenza, il teatro ha per ognuno dei personaggi un valore diverso: è evasione, sogno, auto-celebrazione, lavoro logorante, illusione. Chi, con il potere della tradizione, detiene il controllo della politica culturale, come i vecchi mestieranti Arkadina, attrice, e Trigorin, scrittore, si scontra con chi cerca di scardinare le regole consolidate per aprire nuove visioni dell’arte: i giovani, primo fra tutti l’aspirante drammaturgo Kostja. E’ l’eterno conflitto tra giovani e vecchi, rinnovamento e conservazione. Il simbolo è nel rapporto tra madre e figlio: l’Arkadina, la tradizione, e Kostja, l’innovazione. Kostja, ha poco più di vent’anni e vive un conflitto enorme: sente di avere un talento smisurato, crede che il teatro abbia bisogno di nuove forme e lui sente di possederle. Quando si è giovani e si hanno tante domande che affollano la mente, si ha anche bisogno di qualcuno che dia delle certezze. Kostja, davanti a sé ha risposte contrastanti: la ragazza che ama e che considera la sua Musa gli dice che nei tuoi testi non c’è vita, sua madre che non è in grado di scrivere nemmeno una stupida farsa da quattro soldi. Di contro, un uomo che ha appena visto un suo lavoro gli dice che lo spettacolo gli è piaciuto moltissimo e lo invita a continuare a scrivere. A chi credere? Kostja è giovane, eppure parla con la consapevolezza di un grande maestro. Ma il teatro tradizionale, con i suoi rappresentanti non crede possibile che la giovinezza possa essere sposa della sapienza. La frattura tra generazioni e tra chi ha il potere e chi non l’ha ma vorrebbe averlo non si limita allo spazio della cultura, ma invade anche la sfera dei sentimenti. I personaggi čechoviani amano sempre le persone sbagliate, quelle che non possono rispondere, che non possono accettare.  

 

Čechov, innovatore del teatro che si pose contro le convenzioni criticando la forma drammatica tradizionale testimoniava con il suo Il gabbiano la necessità dell’innovazione, ma anche la difficoltà di mantenere la forza delle idee nuove, senza cedere alla tentazione del convenzionale, di ciò che è facilmente accettato. Con la sua coraggiosa riscrittura Muscato, ora, vuole stabilire una linea di continuità con il pensiero innovatore di Čechov e rinnova la capacità di essere “di rottura” che aveva il suo testo quando fu proposto, tra le critiche, alla fine dell’Ottocento.

 

Gli attori della piéce sono stati scelti nel corso di un laboratorio itinerante in tutta Italia. Sono volutamente di nazionalità e razze diverse e ognuno rappresenta un’eccellenza in un genere teatrale differente: prosa, teatro danza, clownerie, canto lirico.

 
 

Biglietti: 15 euro intero platea; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto da lunedì a sabato dalle 15 alle 19. Giovedì e sabato anche dalle 10 alle 13. Vendita on line su www.ticketone.it.

Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.

 

Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it

 14.01.2009 - MANTOVA TEATRO presenta RICCARDO III di William Shakespeare

lunedì 19 gennaio 2009, ore 21

Teatro Sociale - Mantova

 
COMPAGNIA TEATRI POSSIBILI
 
RICCARDO III
di William Shakespeare
 
regia Corrado d’Elia

assistente Luca Ligatoscene e costumi Francesca Marsella
luci Alessandro Tinelli
fonica Federico Di Stefano

 

con Marco Brambilla, Alessandro Castellucci, Monica Faggiani,Valeria Perdonò, Bruno Viola


 

Immagine stessa della malvagità così come lo vedeva Shakespeare, crudele e spregiudicato al punto da suscitare una certa attrazione, una sorta di “fascino nero”. E’ il famigerato sovrano inglese Riccardo III, entrato nell’immaginario popolare così come lo disegnò William Shakespeare nella sua opera omonima, il protagonista dell’ultimo lavoro della Compagnia Teatri Possibili, diretta dal celebre regista Corrado d’Elia. Riccardo III andrà in scena al Teatro Sociale di Mantova lunedì 19 gennaio alle 21, per la rassegna Mantova Teatro 2008-2009, la stagione di prosa promossa dal Comune di Mantova e organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo. In collaborazione con Regione Lombardia – Circuiti Teatrali Lombardi.  

“Il mio regno per un cavallo”. E’ questa la battuta più celebre attribuita a Riccardo III. Un’affermazione che, vera oppure solo leggendaria, dice tanto dell’indole controversa del sovrano inglese vissuto tra 1452 e 1485. Spregiudicato, ostinato fino alla follia, ma anche indiscutibilmente e irresistibilmente carismatico. E’ per questo che, pur non comparendo in scena ma manifestandosi solo come presenza vocale, il Riccardo di Corrado d’Elia riesce comunque a farsi centro nevralgico di tutta la rappresentazione, una calamita dalla quale i personaggi sono irrimediabilmente attratti e dalla quale sono dominati. E’ Riccardo il calcolatore, il traditore, il cospiratore sanguinario che tesse la trama della narrazione e quella della Storia. E’ lui che incombe sulle vite di chi gli sta attorno imponendo il suo disegno malefico, come un deus ex machina che governa il succedersi degli eventi.

L’opera di Shakespeare narra la vertiginosa ascesa al potere di Riccardo, incoronato re d’Inghilterra nel 1483. Una sottile rete di intrighi lo porta a questo risultato. Nel dramma shakespeariano il malvagio Riccardo, alla morte di re Edoardo IV, usurpa il trono facendo rinchiudere il suo stesso fratello, legittimo erede al trono; sposa la donna di cui ha ucciso marito e padre e alimenta una lunga scia di sangue ogni volta che qualcuno si frappone tra lui e il suo progetto di potere. Contro l’usurpatore al trono si schiera il conte di Richmond, Enrico VII d’Inghilterra, che lo affronta nella battaglia di Bosworth Field. Riccardo III è l’ultima opera - dopo le tre parti di Enrico VI di cui è la continuazione - che compone la tetralogia teatrale che Shakespeare dedicò alla storia inglese.

Corrado d’Elia, audace sperimentatore e rivisitatore del teatro shakespeariano, traspone il testo in una dimensione visionaria, realizzata attraverso una scenografia praticamente inesistente, straniante e cupa, che riflette l’oscuro della storia e del suo protagonista. I gesti degli attori sono meccanici, le luci fluorescenti, i suoni elettronici. Non mancano improvvise incursioni di contemporaneità, come squilli di cellulare e jingle pubblicitari. E il protagonista diventa, così, una presenza quasi surreale e onirica. Riccardo è l'incarnazione del male, che programma, ordisce, tesse trame e con parole sapienti, convince, seduce ed uccide. È una mente diabolica assetata di potere e di gloria, un calcolatore spregiudicato che desidera tutto oltre ogni umana decenza e ogni pudore. Riccardo è una voce, un sogno, il gioco estremo, luci psichedeliche, desideri e morte. Riccardo è il grande virus, che muove e conduce il gioco, manovra il joystick di un videogame dove tra led luminosi e luci impazzite, personaggi onirici e pedine fluorescenti compaiono, si trasformano e spariscono all'intero del perimetro stabilito di una magic box. Lo spettacolo è la naturale conclusione stilistica e di progetto del ciclo shakespeariano prodotto dalla Compagnia Teatri Possibili con la regia di Corrado d'Elia. Cinque spettacoli (Otello, Romeo e Giulietta, Macbeth, Amleto e appunto Riccardo III) che sono per caratteristica visionari e immaginifici, veloci e appassionati e che hanno come base stilistica il rapporto tra la parola e l'immagine.

Regista, attore e organizzatore teatrale, Corrado d’Elia è ideatore e fondatore del Circuito Teatri Possibili. Dal 1998 è direttore del Teatro Libero di Milano. E’ condirettore dei Teatri Everest di Firenze e Teatrozeta di L’Aquila. Nel 2002 ha vinto il premio Hystrio - Provincia di Milano.

Biglietti: Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 15 alle 19, giovedì e sabato anche dalle 10 alle 13. Vendita on line su www.ticketone.it.

Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.

 07.01.2009 - MANTOVA TEATRO 2008-2009 - MARTEDì 13 GENNAIO - TEATRO ARISTON, ORE 21
martedì 13 gennaio - teatro ariston, ore 21

teatro stabile di brescia
le belle bandiere
 
HEDDA GABLER
di Henrik Ibsen
 
Regia di Elena Bucci
con la collaborazionedi Marco Sgrosso

Progetto ed elaborazione drammaturgicadi Elena Bucci e Marco Sgrosso

disegno luci Maurizio Viani - costumi Ursula Patzak

con

Elena Bucci, Maurizio Cardillo, Roberto Marinelli, Salvatore Ragusa

Giovanna Randi, Marco Sgrosso, Elisabetta Vergani
 
 

Piero Gobetti descrisse una volta il teatro di Ibsen come "l'itinerario dell'eroe in cerca del suo ambiente". Prima l'eroe ibseniano grida la sua originalità con un tono di voce troppo alto. Poi si fa discreto, scopre il silenzio, e raggiunge nel dramma la sua serenità e il suo equilibrio: "la tragedia non è più l'eccezione ma la vita di tutti i giorni". Allora i drammi della maturità ibseniana, diceva Gobetti, troveranno una "lucidità fantastica, quasi di sonnambulo che può dire parole fatali con indifferente serenità". Bisogna espiare "la retorica, la sopravvalutazione di se stessi". Bisogna che la satira del mondo borghese si raffini e che lo sdegno si faccia sereno. 

Cesare Garboli, Roma 10 aprile 1975
 
 
Il rumore della folla mi spaventa...io non voglio trascinare la mia veste nel fango della vita, ma in abiti di festa aspettare il giorno dell’avvenire.                                   

Henrik Ibsen
 
 

Siamo in un ambiente apparentemente tranquillo, una grande villa allestita secondo i canoni del paradiso borghese: agi, comodità, fiori recisi, il pianoforte, una collezione di pistole, un grande ritratto del padre di Hedda, il generale Gabler.

Anche il paesaggio umano sembra confortante: una coppia appena sposata con un promettente futuro, una zia premurosa, un assiduo amico di famiglia, un uomo di genio che torna alla rispettabilità e al lavoro, dopo una vita dissipata, ispirato dalla dedizione di una donna. Ma nell’arco di tempo di due giorni, separati da una notte inquieta, scopriamo che niente è quello che appare nella fortezza che si fonda sulla solidità dei beni materiali e sull’uso di maschere e convenzioni, confidando che possano proteggere dalla paura, dai sentimenti, dalla noia, dalla morte. I soldi non bastano, l’amore non c’è o viene eluso, si scatenano invidie e rivalità, tornano a bruciare passioni che sembravano domate dalla ragionevolezza e dal buon senso.

Per ben due volte risuona la battuta ‘queste cose non si fanno’: non si dà scandalo, non si dice la verità, non si vive secondo il proprio sentire, non si incrina l’immagine del decoro, non ci si suicida, non si muore.

Lo spazio scenico cerca di fare sua la spietata sincerità del teatro: non c’è nessuno degli oggetti nominati, nessuna villa, nessun salotto. Ci sono otto sedie e, disegnati a terra, forme di quadrati concentrici che diventano labirinti, schemi di gioco, traiettorie per pedine, corridoi spalancati su un esterno che non si ha la forza di affrontare.

In questo olimpo per dèi mortali non si fa che attendere una soddisfazione futura, e nella noia spesso dichiarata che procura questa attesa sotto anestesia e senza gusto, la vitalità si rifugia nel gioco del ‘parlare’, distillato in partite crudeli che misurano il potere di uno sull’altro, secondo un codice raffinato ed ipocrita.

I dialoghi, spesso a due, a volte a tre, quasi includessero a tratti un arbitro mai imparziale, sembrano svolgersi in una casa trasformata in elegante ring.

Questi personaggi, così vicini per immagine e modi alle vecchie fotografie dei nostri album, rivelano nel duello una dimensione che li avvicina per un attimo ai miti delle grandi tragedie o dei racconti popolari, ma si ritraggono poi nel momento dell’azione decisiva che li trasformerebbe, se non in eroi, almeno in protagonisti della loro stessa vita.

Si vorrebbe allora vederli da bambini, per scoprire in quali intrecci del destino si siano persi i loro sogni.

Siamo immersi in una moderna tragedia commedia per non eroi, ma Ibsen, con intelligenza, consapevolezza ed ironia, riesce con grazia a farci sorridere, proprio mentre ci rivela che questa grande villa dove non c’è posto per la vita e non c’è posto per la morte, pur immaginata nel 1890, è ancora la nostra.

Informazioni e Biglietteria:

Spazio Mtt, via San Longino 1 Mantova - tel 0376 363079

Apertura della biglietteria in teatro un'ora prima dello spettacolo

 03.12.2008 - MARIANGELA MELATO AL TEATRO SOCIALE PER MANTOVA TEATRO!!
Giovedì 4 e venerdì 5 dicembre
Teatro Sociale, ore 21.00 - Mantova
 
 
SOLA ME NE VO
 

Con Mariangela Melato

TESTO DI

Vincenzo Cerami, Riccardo Cassini, Mariangela Melato, Giampiero Solari

 
 
REGIA DI
Giampiero Solari
 
MUSICHE DI
Leonardo De Amicis
 
COREOGRAFIE
Luca Tommassini
 

IMPIANTO SCENICO E LUCI

Marcello Jazzetti
 
COSTUMI
Francesca Schiavon
 

E CON MUSICISTA IN SCENA

Davide Pistoni
 
CORPO DI BALLO
Marco Bebbu
Stefano Benedetti
Tony B.
Luca De Nicola

Emanuele Pinna

Paolo Sabatini
 
 
 

Sola me ne vo è lo spettacolo teatrale che propone Mariangela Melato in una veste completamente insolita.

In questo spettacolo la grande attrice italiana si confronta con un genere per lei nuovo, il “One woman Show”, nel quale racconta storie, recita monologhi intensi e brillanti, canta e balla affiancata da ballerini e un musicista. Mariangela Melato ci offre una carrellata di storie inventate e storie vissute, fa considerazioni personali sul modo di vedere la vita, cita testi teatrali di Brecht, Gaber, Shakespeare, Tennesee Williams. Ci racconta della sua Milano degli anni ’60 e dei suoi inizi nel mondo del Teatro. Ci racconta di sé come attrice e come donna che con orgoglio ha fatto della solitudine una scelta di vita ed è così, sola, che si presenta sul palco al suo pubblico.

Sola me ne vo è una parentesi diversa nel percorso teatrale della Melato e al tempo stesso la grande prova di un’attrice, che arrivata al culmine della sua carriera, si rimette in gioco misurandosi con un genere completamente nuovo, elegante ed originale con testi che portano la firma di Vincenzo Cerami, Giampiero Solari, Riccardo Cassini e Mariangela Melato. Le musiche originali e gli arrangiamenti delle canzoni sono del maestro Leonardo De Amicis, le coreografie originali di Luca Tommassini. La regia è affidata a Giampiero Solari. Una squadra che ha già collaborato in diverse occasioni e che non a caso si è riunita intorno a questa grande artista.

 
 
Note di Regia

La realtà della vita è un’avventura della fantasia. Sola me ne vo è un pò una piccola avventura teatrale della vita di Mariangela Melato. E’ una parte della Melato. E’ un’occasione per vederla in scena senza “maschera”, sarebbe meglio dire: con una “maschera” diversa, che le assomiglia.

L’idea e il tema dello spettacolo sono lei, la sua sensibilità, i suoi ricordi, la sua immaginazione, la sua ironia e una grande voglia di giocare con sé stessa. Lo spettacolo diventa un veicolo per raccontare e far conoscere altri aspetti di sé–attrice e di sé-donna nella vita quotidiana, aspetti poco rappresentati da lei finora in teatro, in quel teatro che apparentemente non la racconta in prima persona.

E’ tuttavia chiaro che, anche Sola me ne vo, rappresenta una delle tante facce del gioco della finzione; è solo un teatro con codici diversi, apparentemente più diretti e vicini, in cui il personaggio protagonista è semplicemente Mariangela Melato. Una donna sola per scelta, con il suo modo originale e personale di affrontare il mondo, in questo caso cantandoci e ballandoci sopra, che fa dello spazio teatrale un contenitore dei suoi umori, dei suoi ricordi, delle sue fantasie, “diventando” lì dentro se stessa. Sola, ma allo stesso tempo assieme a tutti noi.

Uno degli obiettivi, infatti, di questa sfida è che alla fine gli spettatori, oltre ad aver visto uno spettacolo e ad essersi divertiti, possano dire di “essere stati dalla Melato”.

 
 
Giampiero Solari
 
 

Informazioni e biglietti:

Spazio Mtt via San Longino, 1

tel. 0376 363079

Biglietteria aperta in teatro un’ora prima dello spettacolo

 21.11.2008 - VENERDì 28 NOVEMBRE - TEATRO SOCIALE, ORE 21 terzo appuntamento con MANTOVA TEATRO 2008-2009!
Venerdì 28 novembre
Teatro Sociale, ore 21

DIE PANNE
ovvero LA NOTTE PIU’ BELLA DELLA MIA VITA

di Friedrich Dürrenmatt  

adattamento di EDOARDO ERBA
 
regia di ARMANDO PUGLIESE
 
scene ANDREA TADDEI
costumi SILVIA POLIDORI
 
con
PIETRO BONTEMPO, BRUNO ARMANDO
e con ROBERTO TESCONI, GIUSEPPE CANTALUPO, LIDIA GIORDANO
 
e con la partecipazione di
LOMBARDO FORNARA
 
 
 
 

Un banale incidente, l’automobile in panne, costringe Alfredo Traps- rappresentante di tessuti- ad una sosta indesiderata. Cercando aiuto trova ospitalità a casa di un vecchio giudice in compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli spiegano, con l’intento di coinvolgerlo, il loro unico passatempo: ricelebrare alcuni importanti processi storici come quello a Socrate, a Gesù e a Federico di Prussia. Tra una bottiglia di vino e l'altra, Traps si ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in un'atmosfera sempre più inquietante, il gioco si fa realtà: il protagonista parla, si confessa, la sua vita mediocre sembra acquistare improvvisamente risvolti inaspettati; si scopre che Traps ha effettivamente compiuto un delitto divenendo l’amante della giovane moglie del suo principale che, avvertito anonimamente dell’accaduto dallo stesso Traps, è morto a causa di un infarto. Il delitto di Traps è il frutto di una mente assolutamente innocente e inconsapevole; la sua cattiveria è originaria e, come tale, esente da sensi di colpa a meno che qualcuno non intervenga a fargli notare che ha compiuto un delitto, a fare emergere i ricordi dalla nebbia di un passato neppure così tanto remoto, come hanno fatto i suoi commensali che lo hanno ospitato processandolo, come fanno con tutti gli ospiti che si trovano ad avere. E così raccontando le vicende della propria vita, rivelando il mistero del suo successo economico, Traps si trova di fronte alla prova della sua colpevolezza e si autoinfligge la condanna a morte che gli era stata sanzionata per gioco. Per Dürrenmatt, quindi, siamo tutti colpevoli: il racconto ne è soltanto la dimostrazione attraverso il paradosso.

 

La panne. Una storia ancora possibile (1956) di Friedrich Dürrenmatt è uno dei romanzi brevi più significativi in cui lo scrittore svizzero indaga le passioni e i sentimenti umani .Il testo, riproposto in teatro con la sapiente regia di Armando Pugliese, assume contemporaneamente i toni cangianti del leggero, del comico, dell'angosciante, del tragico e coinvolge lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista. Il tema dominante è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo, mostruoso ed ignoto, comune a tutti noi.

Friedrich Dürrenmatt fu scrittore, drammaturgo e pittore. Dopo la Seconda guerra mondiale, ispirato dalla lettura di Lessing, Kafka e Brecht, iniziò a scrivere racconti brevi e pièces teatrali. Le sue prime opere sono ricche di elementi macabri e oscuri, trattano di omicidi, torture e morte. Insieme al connazionale Max Frisch è stato protagonista del rinnovamento del teatro di lingua tedesca, trattando in chiave grottesca i problemi della società contemporanea e smascherando le meschinità nascoste dalla facciata perbenista e borghese della società svizzera.

Informazioni e prevendita:
Spazio Mtt, via San Longino 1 Mantova - tel. 0376 363079 - 800 085992

Biglietteria aperta presso il Teatro Sociale dalle ore 20.00 del giorno di spettacolo

 10.11.2008 - mantova teatro presenta ROMANTIC COMEDY con Marco Columbro e Mariagela D'Abbraccio
MARTEDì 18 NOVEMBRE, ore 21.00
TEATRO SOCIALE
Mantova

Prima show srl e Ars Creazione e Spettacolo presentano

MARCO COLUMBRO e MARIANGELA D'ABBRACCIO in

ROMANTIC COMEDY
di Bernard Slade

con Tatiana Winteler, Federica Restani, Erica Puddu, Francesca Gabbrielli
regia di Alessandro Benvenuti


ALLE ORE 17.30 DI MARTEDì 18 NOVEMBRE CI SARA' UN INCONTRO GRATUITO CON MARCO COLUMBRO E MARIANGELA D'ABBRACCIO PRESSO IL TEATRINO D'ARCO DI MANTOVA

La stagione di prosa invernale di Mantova Teatro 2008-2009 entra nel vivo. Dopo l’apertura ufficiale con lo spettacolo riservato alle scuole, Visioni contemporanee della marionetta, ecco la prima pièce aperta a tutti: l’attesissima Romantic Comedy, in programma martedì 18 novembre alle 21 al Teatro Sociale di Mantova. Con questa commedia brillante, la rassegna organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo su incarico del Comune di Mantova, porta a Mantova due grandi del teatro italiano: Marco Columbro e Mariangela D’Abbraccio. Li dirige il maestro della commedia Alessandro Benvenuti. Lo spettacolo è sponsorizzato dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana.
Commedia vivace, ironica e brillante come quelle del periodo d’oro di Hollywood, Romantic Comedy mette in scena l’altalenante e divertente rapporto tra Jason, scrittore in crisi creativa, e Phoebe, giovane aspirante scrittrice ricca di talento e spirito. Da quando la giovanissima Phoebe piomba nella vita del “maestro” Jason per imparare da lui l’arte dello scrivere, i due si incontrano, si scontrano, lavorano insieme, fanno amicizia, si amano e litigano in un susseguirsi di risate, di verità e di una punta di amarezza.

Sentimenti molto umani quelli dei protagonisti e, in particolare, dello scrittore interpretato da Columbro. Dall’amicizia-amore che lega i personaggi per anni, all’antipatia che Jason finge di provare per la giovane scrittrice, per mascherare una forte attrazione per lei. E, infine, il contrasto tra il desiderio per la dolce artista e il dovere nei confronti della fredda e pragmatica moglie. 
Ma Romantic Comedy, paradossalmente, non è solo una commedia sentimentale: Slade delinea con finezza e humour sulfureo la vita di chi scrive per mestiere, di chi è sempre in balia del giudizio del pubblico e della critica e ci mostra cosa c’è dietro l’ispirazione creativa degli scrittori. Uno spettacolo sull’amore, sull’amicizia, sulla complessità del rapporto tra uomo e donna in cui tutti possono riconoscersi e, proprio per questo, divertirsi.
Uscito nel 1979 dalla penna di Slade, Romantic Comedy ha alle spalle una storia fortunata, punteggiata dalle partecipazioni di grandi interpreti del teatro e del cinema. A portare al successo la commedia a Broadway, furono Mia Farrow e Anthony Perkins. Giorgio Albertazzi e Ornella Vanoni la interpretarono per la prima volta in Italia nel 1986. Del testo di Bernard Slade esiste anche una versione cinematografica, in cui i protagonisti hanno il volto di Dudley Moore e Mary Steenburgen.  
Dopo un connubio teatrale di successo con Twist (dal 1994 al 1996), Marco Columbro e Mariangela D’Abbraccio si ritrovano per cimentarsi felicemente in questo testo corrosivo e scoppiettante, che farà sorridere ed appassionare gli spettatori.

BIGLIETTI: 15 euro intero platea; 12 euro intero palchi, loggia e loggione; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, aperto martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 11 alle 19.

Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.

INFO: Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, Largo XXIV Maggio 13 - 46100 Mantova – tel. 0376 221259 fondazione@capitalespettacolo.it

 07.10.2008 - LA SOSTANZA STESSA DELLO SGUARDO - ARTAUD E IL CINEMA
 06.10.2008 - VISIONI CONTEMPORANEE DELLA MARIONETTA apre la stagione mantova teatro 2008-2009
Martedì 7 ottobre 2008
ore 11.00 - Teatro Ariston

Compagnia Teatro di Animazione StultiferaNavis
VISIONI CONTEMPORANEE
DELLA MARIONETTA
regia, scenografia, video Alessandra Amicarelli
drammaturgia Julie Linquette

design marionette Francesca Casolani
luci, audio e tecnica Maria Celeste Taliani
musiche originali Simone Armini

spettacolo gratuito fuori abbonamento
dedicato agli studenti delle scuole

Uno spettacolo-laboratorio che invita a ricercare
attivamente il senso contemporaneo dell’animazione.
Può la marionetta sorprenderci ancora, emozionarci, ingannare i nostri sensi, indurci a viaggiare insieme a lei? Quali visioni evoca? Che cosa dicono i suoi movimenti in relazione al nostro corpo? Come riesce a incarnare le nostre molteplici identità, quando gli archetipi non bastano più a definirci?
Lo spettacolo propone frammenti di risposte possibili. Una marionetta abita lo spazio precario dell’immaginazione, lascia sulla propria strada momenti di storie discontinue, non smette di comporsi e scomporsi in piccole parti di noi stessi. Viaggia libera nelle forme, nella materia, nei suoni, nei colori, nelle ombre e nella luce, intrecciando e rafforzando, in ogni movimento della sua presenza, tutta la diversità e la pertinenza dei linguaggi artistici contemporanei.
 01.10.2008 - RIPARTE LA NUOVA STAGIONE MANTOVA TEATRO 08-09!
 
Martedì 7 ottobre 2008, ore 11.00 - Teatro Ariston
Compagnia Teatro di Animazione StultiferaNavis
VISIONI CONTEMPORANEE DELLA MARIONETTA
regia Alessandra Amicarelli
spettacolo gratuito fuori abbonamento
 
Martedì 18 novembre 2008, ore 21.00 - Teatro Sociale

Prima Show srl - Ars. Creazione e Spettacolo

ROMANTIC COMEDY
di Bernard Slade, con Marco Columbro
regia Alessandro Benvenuti
 
Venerdì 28 novembre 2008, ore 21.00 - Teatro Sociale
Compagnia delle Indie Occidentali
LA PANNE ovvero La notte più bella della mia vita
di Friedrich Dürrenmatt, con Gianmarco Tognazzi
regia Armando Pugliese
 
Lunedì 1 dicembre 2008, ore 21.00 - Teatro Bibiena
Teatro Regionale Alessandrino
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
SYNAGOSYTY di Gabriele Vacis e Aram Kian
regia Gabriele Vacis
spettacolo gratuito fuori abbonamento
 
Giovedì 4 dicembre e venerdì 5 dicembre 2008
ore 21.00 - Teatro Sociale
Ballandi Entertainment
SOLA ME NE VO
di Giampiero Solari, Riccardo Cassini,
Vincenzo Cerami e Mariangela Melato
regia Giampiero Solari, con Mariangela Melato
spettacolo di venerdì 5 dicembre fuori abbonamento
 
Martedì 13 gennaio 2009, ore 21.00 - Teatro Ariston
CTB Teatro Stabile di Brescia - Le Belle Bandiere

HEDDA GABLER di Henrik Ibsen

regia Elena Bucci
 
Lunedì 19 gennaio 2009, ore 21.00 - Teatro Sociale
Compagnia Teatri Possibili
RICCARDO III di William Shakespeare
regia Corrado d’Elia
 
Giovedì 29 gennaio 2009, ore 21.00 - Teatro Ariston
Teatro Stabile delle Marche - LeArt
GABBIANO - IL VOLO da Anton Cechov
regia Leo Muscato
 
Martedì 17 febbraio 2009, ore 21.00 - Teatro Sociale
Accademia Teatrale Campogalliani
FOIBE ROSSE
vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943
di Frediano Sessi
regia Aldo Signoretti
 
Martedì 3 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Sociale
Compagnia delle Indie Occidentali-. Polis Cultura
VESTIRE GLI IGNUDI di Luigi Pirandello
con Luigi Diberti e Vanessa Gravina
regia Walter Manfrè
 
Martedì 10 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Ariston
Quelli di Grock
CAOS di Valeria Cavalli e Claudio Intropido
regia Claudio Intropido
 
Lunedì 16 marzo 2009, ore 21.00 - Teatro Sociale
SUPERBANDA IN TECHNICOLOR
La Banda Osiris
 
Lunedì 23 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Ariston
Teatro Festival Italia - Nuovo Teatro Nuovo

PER AMLETO da William Shakespeare

regia Michelangelo Dalisi
 
Lunedì 30 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Ariston
Società per Attori - Spoleto 51 Festival dei Due Mondi
CARNET DE NOTES
di e con Franca Valeri, regia Giuseppe Marini
 
Martedì 7 aprile 2009, ore 21.00 -Teatro Sociale
Ars. Creazione e Spettacolo
Fondazione Banca Agricola Mantovana
Atlante Film
CASAMATTA VENDESI di Angelo Orlando
regia Angelo Orlando
 
 

Biglietti in vendita la sera dello spettacolo (un’ora prima) presso il Teatro Ariston o il Teatro Sociale

Interi: posto numerato platea 15,00 euro
palchi, loggia e loggione12,00 euro

Studenti: 6,00 euro, qualora il biglietto venga acquistato in prevendita

Per una classe di almeno 8 studenti: biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore

Ingresso gratuito per disabile ed eventuale accompagnatore
 
Abbonamenti in vendita dal 6 ottobre al 18 novembre 2008
Posto numerato platea per 13 spettacoli
Interi: 130,00 euro
Studenti: 52,00 euro
 
Abbonamenti e prevendita presso Spazio Mtt
martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19
giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo
dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19
via San Longino 1/b - Mantova - tel. 0376 363079
vendita online www.ticketone.it
 
Gli abbonati avranno diritto alla riduzione per i tre spettacoli
della rassegna Danza presso il Teatro Ariston di Mantova
 
 25.07.2008 - MASTER IN SCIENZE E TECNICHE DELLO SPETTACOLO A MANTOVA
MASTER!
 

Grazie al Progetto Mantova terra di teatro, Mantova e la sua provincia accoglieranno una straordinaria esperienza formativa. L’Università degli Studi di Parma, in collaborazione con la Fondazione Ater Formazione e la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, porterà nella nostra città il Master Universitario di I° Livello in Scienze e Tecniche dello Spettacolo. Organizzazione e gestione del teatro e degli eventi di spettacolo dal vivo.

Il corso, che richiede un impegno di 1500 ore comprensive di lezioni frontali, laboratori, studio individuale e stage, si propone di fornire competenze specifiche sull’organizzazione, la gestione, l’economia, la legislazione, la comunicazione di produzioni teatrali e di eventi spettacolari, oltre che dare gli strumenti metodologici e critici per acquisire competenze sui linguaggi espressivi, le tecniche e i contesti delle manifestazioni nel campo dello spettacolo dal vivo.

Le figure professionali formate dal Master sono: collaboratore alle attività di produzione, organizzazione e promozione delle attività teatrali e musicali; responsabile e collaboratore di uffici stampa e comunicazione delle aziende di produzione di spettacolo e di eventi; organizzatore, collaboratore, direttore artistico di eventi; organizzatore e direttore di laboratori e attività didattiche nel campo dello spettacolo.

Le lezioni si svolgeranno presso l’aula della Biblioteca Mediateca Gino Baratta di corso Garibaldi 88, Mantova. Sono inoltre previste lezioni speciali, di norma laboratoriali, presso altri comuni della provincia di Mantova, partner del Progetto Mantova terra di teatro.

 
Informazioni e bando su www.unipr.it
 

Durata del Corso: annuale

Inizio delle lezioni: febbraio 2009 - Termine delle lezioni: Gennaio 2010 (comprensivo del periodo di stage e di prova finale).

Impegno richiesto: 1500 ore (comprensive di lezioni frontali, laboratori, studio individuale e stage)

Crediti rilasciati: 60 CFU

Chi contattare per informazioni di carattere didattico: Prof. Luigi Allegri, luigi.allegri@unipr.it

Chi contattare per iscriversi: Servizio Master e Formazione Permanente, Via Volturno 39, 43100 PARMA, tel. 0521/903708 – 3730

Tasse: in ragione dell’intervento finanziario di Mantova terra di teatro la tassa di iscrizione al corso è fissata in € 1.529,24, importo già comprensivo di € 29,24 per bolli virtuali. Per la partecipazione al presente Master è possibile usufruire di assegni formativi (voucher), secondo quanto previsto dai bandi pubblicati sul sito dell’Alta Formazione all’indirizzo internet:

http://www.altaformazioneinrete.it. Per quanto riguarda il bando pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna la compilazione on-line e l’invio cartaceo/recapito della domanda devono esser effettuati entrambi, pena la non ammissibilità, entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 18 settembre 2008. Farà fede il timbro postale di invio. Per quanto riguarda le scadenze per la presentazione delle domande per le altre Regioni è possibile consultare i bandi relativi al sito internet precedentemente segnalato.

Titolo richiesto: l’ammissione al corso è subordinata al superamento di una selezione alla quale possono partecipare coloro che, alla data della prova di selezione, sono in possesso di qualsiasi laurea almeno triennale o titolo equipollente.

Posti disponibili: il numero minimo di iscritti per l’attivazione del master è fissato in 20 unità, mentre il numero massimo è di 30 partecipanti.

È possibile presentare domanda di ammissione fino al 12 gennaio 2009.

La prova di selezione avrà luogo il 15 gennaio 2009, alle ore 9,00 presso l’Aula Mulas del Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo, P.le della Pace 7/A, Parma.

 
 
 

 

 23.05.2008 - TEATRO-Arlecchino d'Oro, Festival europeo del teatro di scena e urbano
VISITATE IL SITO www.teatrofestival.org PER IL PROGRAMMA E LE INFORMAZIONI!
biglietteria on-line www.ticketone.it
biglietteria a Mantova Spazio Mtt via San Longino 1/b


In Italia e altrove, di tanto in tanto, nascono dibattiti e polemiche sull’uso più o meno improprio della parola Festival. Ci si chiede quanto le manifestazioni etichettate da questa sigla siano davvero utili alla vita culturale di un territorio e alla ricerca artistica che spesso gli organizzatori proclamano. Alcuni sottolineano come  le risorse spese nei festival siano sottratte ad altri processi sociali, meno esclusivi ma più utili.

Eppure… L’idea di concentrare in un breve lasso di tempo manifestazioni ed eventi di grande portata è sembrata vincente già nel lontano passato, in relazione a campi molto diversi fra loro. In fondo, le stesse Olimpiadi nascono per creare una zona lontana dalla quotidianità in cui esercitare una legge superiore alle guerre ed ai conflitti: l’inalienabile diritto dell’uomo ad esprimersi, attraverso il corpo, la voce, la parola, gli strumenti dell’ingegno. Liberarsi dal condizionamento del calendario, proclamare un periodo di festa, riunire soggetti  diversi e di solito lontani, corrisponde ad un sogno profondamente legato all’immagine stessa del Teatro, che fin dalle epoche più antiche si contrappone attraverso episodi rituali al ritmo consueto dell’esistenza.

Oggi, la parola Festival, sebbene spesso abusata, può ancora evocare magia e invenzione, tanto più quanto essa corrisponde in effetti ad un vero superamento delle convenzioni. Basta la semplice considerazione dell’opportunità di avvicinare operatori di stili e contenuti differenti per schiudere un panorama nuovo, da cui partire allo scopo di inventare altri mondi. Infine, non bisogna trascurare l’aspetto economico, ovvero i risparmi di tempo, finanze ed energia che si ottengono costringendo gli artisti in un perimetro chiuso di spazio e di tempo, quasi fossero antichi duellanti che danno il meglio di sé interpretando correttamente ogni minima asperità del terreno. D’altronde, l’arte non nasce forse dal conflitto tra libertà e occasione, tra confine e salto?

Naturalmente, poiché al giorno d’oggi, in Italia e altrove, la maggior parte delle manifestazioni a cui abbiamo accennato si sviluppano grazie al finanziamento deciso dagli amministratori pubblici, questi medesimi amministratori sono chiamati al difficile compito di adempiere alle aspettative della comunità, creando contemporaneamente il campo in cui si eserciterà l’invenzione. Se svolgono quest’opera con serietà e con rigore, riuscendo a non disperdere le risorse non enormi di cui la cultura dispone, avranno di fatto promosso un cammino sia educativo che operativo, contribuendo fra l’altro alla crescita di attività lavorative e di gruppi creativi nel luogo in cui il festival si svolge.

L’esperienza del Festival Teatro di Mantova corrisponde ogni anno ad una scommessa affascinante, fortemente voluta dall’amministrazione comunale. Nel 2008, dal 20 al 29 giugno, oltre 60 eventi interagiranno con gli edifici della città antica e moderna, in luoghi rinascimentali o novecenteschi, in un rapporto stretto tra l’ambiente e la cultura dei molti che interagiranno con gli spettacoli. E’ l’edizione questa che si ispira al tema de Il Genio e le Città, a indicare quanto siano plurali le caratteristiche di un territorio, e quanto ancora oggi il lavoro intenso del teatro sia ispirato da un genio che appare e scompare, modulando la forza della rappresentazione. Nei molti appuntamenti che verranno proposti si riscontra un particolare interesse per quella che un tempo era definita avanguardia teatrale, e che oggi più correttamente si esprime come teatro destinato con particolare intensità alla ricerca. Merito anche di Dario Moretti, che ha inteso contattare compagnie prestigiose, molte delle quali opereranno attraverso laboratori in stretto contatto con le persone interessate a questa esperienza.

Non manca un alto apporto internazionale (la Fura del Baus e la sua angosciosa meditazione sulla contemporaneità); non manca una particolare accentuazione del carattere musicale del genio artistico (tra Meredith Monk e le affascinanti sonorizzazioni dei Giardini Valentini). Ma l’altro fulcro della manifestazione verte sulla figura di Antonin Artaud, massimo interprete del teatro novecentesco, che risveglia in noi, nelle sue disperate avventure, il nome di Umberto Artioli, che lo studiò e lo interpretò forse più di ogni altro. Le compagnie del territorio sono state chiamate a cimentarsi con questa presenza, che speriamo agiti e increspi il grande mare delle rappresentazioni.

Da piazza Erbe al Teatro Ariston, dal Castello di San Giorgio a piazza Leon Battista Alberti, dal quartiere di Lunetta alle Cantine di Vincenzo, una tensione liberatoria muoverà la città, suscitando nel futuro altri sogni, altre invenzioni, altre rigorose pratiche creative. 

Giovanni Pasetti
Presidente della Fondazione "Umberto Artioli"
Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
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 21.04.2008 - Sabato 17 maggio LE FACCE DI PAGANINI alla Casa del Mantegna a Mantova, ore 21.30

Sabato 17 maggio
Casa del Mantegna – Mantova

LE FACCE DI PAGANINI storia d’amore e di gelosia
performance di Teatro Musica
con Francesco Manenti e Marco Rebeschi
regia di Marco Rebeschi
musiche di Niccolò Paganini
eseguite dal vivo da Sandro Volta, chitarra e Maurizio Cadossi, violino
produzione LoSguardodell’Altro - Il Teatro del Disincanto

Le Facce di Paganini storia d’amore e di gelosia parla di amore, di miserie umane e di sentimenti delicati, di invidie, gelosie e incomunicabilità.
L’oggetto amato è rappresentato dal materiale scenico: due grandi palle e un uovo.
Il rapporto tra i personaggi e gli oggetti si rivela allegoria del senso del possesso mentre metafora dei limiti umani rispetto al cosmo, che non ha mai costrizioni, sono le ingessature degli attori, simboli di contenzione.
La poesia e l'ironia conducono i protagonisti verso una dimensione evanescente che diviene controscena del pensiero silenzioso (omaggio a Charlie Chaplin, a Buster Keaton e all'assordante faccia di Ettore Petrolini) dove l'unica realtà è la musica, come elemento narrativo al di sopra dei conflitti e delle miserie.


Lo spettacolo consiste nell’esecuzione dal vivo di due brani di Paganini sui quali verrà messa in scena una breve pièce della durata totale di 26’ circa.

Il violino e la chitarra sono gli strumenti emblematici della vita di Niccolò Paganini. La ricerca di Maurizio Cadossi e Sandro Volta, è rivolta ai dati espressivi e belcantistici che furono tipici dello stile strumentale da camera del primo ottocento.
La musica ci trasmette la concezione della composizione per Paganini, la chitarra rappresenta i temi centrali che il violino impreziosisce, in maniera fantasiosa e vivace. Il Cantabile e Valse e il Duetto Amoroso per chitarra e violino sono i brani sui quali si sviluppa la breve pièce di Marco Rebeschi e Francesco Manenti e narra in musica le alterne situazioni anche affettive e psicologiche di due innamorati, che ben si armonizza con le movenze degli attori e con i loro continui giochi di sguardi, di attenzioni reciproche, di fughe, di scontri e riavvicinamento.

 




 10.04.2008 - mantova teatro 2007 2008 chiude con NESSUNO E' SCOMPARSO di Luca Bonaffini
MARTEDì 15 APRILE ALLE ORE 21 PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA VA IN SCENA NESSUNO E' SCOMPARSO DI E CON LUCA BONAFFINI, PER LA REGIA DI FEDERICA RESTANI.

Con la partecipazione straordinaria di

Emiliano Paterlini, pianoforte

Giancarlo Campilli, basso fretless

Nicola Martinelli, batteria

Luca Bonaffini, voce

Barbara De Gabrielis, nel ruolo di Capitan Nemo

 

Testi e musiche delle canzoni di Luca Bonaffini

(tranne “la lettera” di T. Lanucara)

 

Commenti musicali di: Emiliano Paterlini

Testi teatrali di: Luca Bonaffini

Produzione Ars Creazione e Spettacolo

Difficile definire il genere di uno spettacolo come questo, se con “genere” si intende una forma precisa, definita e perché no rassicurante. Qui nulla rassicura, tutto emoziona e dunque induce al pensiero, alla reazione, obbliga a partecipare. Del resto che “genere” ha la musica quando nasce da una scrittura che è il mondo, con tutte le sue pieghe e colori in sfumatura? Qual è il “genere” di una parola poetica, che forse perché troppo umile, sente il bisogno di strumenti musicali e di un cuore per sussurrare agli uomini rimasti ad ascoltare. Bonaffini usa ognuna delle sue innumerevoli corde di cantautore per manifestare il suo ritorno, con un’umanità e una naturalezza che sono davvero universali.

“Nessuno è scomparso”, anche senza il palcoscenico a disposizione, è già una rappresentazione viva e vitale dell’esperienza dell’artista: la rinascita dopo un’apocalisse, come sagacemente accenna nel prologo, il rinnovamento dello sguardo che osserva una galleria granguignolesca di tipi umani che hanno esaurito la loro linfa, mentre il nostro autore è appena “risorto” a se stesso, l’accettazione dell’autoironia come pratica depurativa e senza azzardo salvifica.

Lo spettacolo accoglie questa esperienza umana e musicale e le offre una collocazione amica: le dona una scatola magica, in cui il mondo scomparso e quello nuovo dialogano nella leggerezza della fiaba. Accompagnato da una vasta installazione dell’opera di Vittorio Bustaffa, che per Bonaffini ha sapientemente creato un corrispettivo iconografico, il concerto diviene teatro di esperienza attiva, l’occhio vede il mondo di Nessuno, l’orecchio ne percepisce i suoni, il cuore le emozioni. In realtà dentro la musica tutto questo è già contenuto. Non si è fatto altro che offrire una casa al ritorno di Ulisse, con appesi alle pareti i ricordi e le tappe evocate della strada percorsa, e sullo sfondo un castello stradale che indica il futuro di ognuno.

Una poesia che dura il tempo dell’intero spettacolo, da sperimentare con tutti i sensi, questo il nuovo spettacolo di Luca Bonaffini, che con tratto lieve e non invasivo ho cercato di restituire.

Federica Restani

Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

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 07.04.2008 - MARTEDì 8 APRILE L'UCCELLO DI FUOCO E' A MANTOVA!
MARTEDì 8 APRILE 2008 ALLE ORE 21 PRESSO IL TEATRO SOCIALE IL BALLETTO DEL SUD PORTA  IN SCENA L'UCCELLO DI FUOCO DI IGOR STRAVINSKIJ CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI LINDSAY KEMP.

Note del coreografo

E' il 24° balletto che creo per la compagnia. E come ogni nuova produzione l'attesa di vedere se l'idea e il prodotto finito coincidono, se l'intuizione mantiene le aspettative, se l'interprete scelto sostiene il ruolo sono i dubbi che mi accompagnano sino alla "prima rappresentazione". Cerco di rivivere la magia dei balletti attraverso la scoperta dei sottili legami che legano la cultura e l'iconografia russa alle tradizioni bizantine - radice comune quindi alle apparentemente lontane terre italiane che a Bisanzio erano in costante contatto: Venezia, Ravenna, il nostro Salento.

Creo la coreografia per "L'uccello di Fuoco" in una versione fiaba-mito dove il principe è eroe, l'uccello di fuoco è divinità antica - una fenice che attacca e combatte, in questo spettacolo il male e il bene si oppongono in maniera epica e non ironica, come ho fatto altre volte.

L'argomento è tratto da una fiaba russa è narra l' avventura del principe Ivan Tsarevitch che combatte con un mago potente e cattivo: Kaschej, che tiene prigionieri e sotto incantesimo principesse e cavalieri. Penso ad un "Uccello di fuoco" leggendario, come se lo avesse narrato Tolken, una creatura alata nata da un braciere, una fiaba che diviene o ritorna mito in una versione nuova, lontana da ogni edizione precedente. Con l’immagine del volatile incandescente non esprimo l'idea di leggerezza ma di forza, la forza di un dio; un uccello che vola è anche sinonimo di libertà: l'uccello di fuoco è il riscatto di chi è prigioniero e la sua piuma è il simbolo di quest'idea.

Ho cercato una strada differente da quelle magistrali già fatte sinora, ossia quella originale di Mikael Fokine, o quelle di George Balanchine, Serge Lifar, John Cranko e di Maurice Béjart. Non mi rifaccio alla Russia sovietica, ma racconto quella popolare dove convivono il mito con il mitologico, dove il bene e il male si sfidano e combattono in maniera eroica e violenta.

Mi sono ispirato ai film di avventura fantasy, genere oltretutto che con vergogna dichiaro il mio preferito. E precisamente ad un “capolavoro” degli anni 80: “Conan il Barbaro” diretto da John Milius, dove l'eroe è un distruttore dal cuore di pietra. Che poi, quando si innamora, svela il suo aspetto principesco e nobile nelle azioni più eroiche. Il film è ambientato in una terra che si identifica con la Siberia in un rapporto con la Mongolia; quindi una Russia preistorica, dove è presente la figura di un principe di stirpe reale ma guerriero. Il personaggio di Conan era stato affidato all'attore austriaco Arnold Schwarzenegger, che proprio con questo film iniziò a farsi conoscere dal grande pubblico.

La pellicola è tratta da una serie di racconti dello scrittore statunitense Robert Ervin Howard (1906 –1936) il vero iniziatore dell'heroic fantasy, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura dell'orrore e grande interprete del romanzo d'avventura. La sua vita difficile, i suoi spostamenti pressoché nulli e la tragica conclusione della sua esistenza (suicidio) lo accostano molto da vicino con il nostro Emilio Salgari. Il cattivo di “Conan”, Tulsa Doom è un mago-serpente che ho identificato in Kaschej che protegge il suo uovo: uccello e serpente che combattono sono inoltre una delle immagini più belle e tipiche dell'iconografia mitologia della guerra. Il mago Katchej rappresenta inoltre la cultura orientale progredita e fantasiosa a confronto con quella dei barbari distruttori. Ho poi immaginato delle principesse rapite, senza tiara né con il costume popolare russo, ma seminude e  sensuali.

Una rilettura della vicenda, con grande attenzione alla musica di Stravinskij, opera considerata universalmente un capolavoro. Nell'Uccello di Fuoco, Stravinskij, è molto vicino al suo maestro Rimskij-Korsakov, del quale ho coreografato l'affascinante poema sinfonico "Sheherazade". Ho trovato molte similitudini musicali tanto da decidere di presentare prossimamente i due spettacoli legati in un'unica serata. La musica de " Le Noce" o della "Sagra" sono molto diverse da questa nel quale mantiene un legame più forte con il gusto romantico.

 

Fredy Franzutti

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 19.03.2008 - LA BUONA MADRE martedì 1 aprile al teatro ariston per Mantova Teatro
MARTEDì 1 APRILE AL TEATRO ARISTON DI MANTOVA LA COMPAGNIA i fratellini PORTA IN SCENA la buona madre DI CARLO GOLDONI

Scritta nel gennaio del 1761 e rappresentata per il carnevale di quell’anno è, per stessa ammissione dell’autore, una commedia senza trama. Eppure il testo, in vernacolo, appare oggi di grandissimo spessore e modernità. Racconta di un figlio che si innamora di una ragazza che non lo ama, alla quale fa credere di essere ricco, e delle strategie di una madre per farlo sposare invece con una ricca vedova, salvando così le sorti di una famiglia ormai in rovina.

Lo spettacolo propone una riduzione per tre attrici ed un attore, impegnati ad interpretare sei ruoli. Nicoletto, il giovane figlio di Barbara, la “buona madre” del titolo, è visto come la vittima designata di un complotto di donne, in diversi modi innamorate di lui, tramato per impedire la sua maturazione sentimentale e virile. Nicoletto è un figlio imperfetto e il suo tentativo di recidere il cordone ombelicale attraverso l’innamoramento per la giovane Daniela, le sue bugie, le sue goffe violenze, non saranno suffcicienti a liberarlo dal controllo oppressivo della madre. Il giovane verrà infatti ricacciato da quest’ultima nelle braccia di un’ardente vedovella, interpretata dalla stessa attrice che interpreta la sua innamorata, a sottolineare così l’impotente circolo vizioso intrapreso da Nicoletto.

Barbara è Venezia, come quest’ultima ha un passato migliore del suo presente. E’ la Venezia non più riproduttiva, che soffoca i propri figli in nome di un potere che il passato le ha conferito.

Anche Nicoletto è Venezia, la città di un tentato futuro. Il tempo che ha davanti a sé è quello della sconfitta, della mediocrità, dell’eterna adolescenza. Barbara ne ha impedito la maturazione, ne ha soffocato la libertà, ne ha distrutto la virilità.

Una tragedia edipica col tono di commedia, ma anche metafora di Venezia, città asfittica e cannibale.

Stefano Pagin

 12.03.2008 - EDIPO A COLONO con roberto herlitzka per MANTOVA TEATRO
LUNEDì 17 MARZO PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA ALLE ORE 21 ROBERTO HERLITZKA PORTERA' IN SCENA EDIPO A COLONO.

Edipo a Colono di Sofocle è forse il più alto paradigma poetico del dolore, da esso affiorano le radici di tutta l’espressività dell’angoscia cui ha dato vita l’arte occidentale. Il testo di Ruggero Cappuccio rievoca il mito con una scrittura addensata nel moto sonoro di endecasillabi e settenari, spina dorsale di una lingua italiana antichissima e moderna, erosa al suo interno da siciliano e napoletano. Così la storia di Edipo vive di una vitalità ferina, in cui il mondo basso materiale e corporeo costituisce l’essenza stessa della necessità poetica. Nella partitura per Roberto Herlitzka, Edipo è uomo di questo tempo, assediato dai fantasmi che lo perseguitano e che egli stesso ama evocare. L’uccisione di un padre, l’incesto, la perdita del potere, l’accecamento volontario, raccontano i drammi persistenti dell’umano attraverso la mutevolezza dei secoli. Laio, Giocasta, Antigone, Ismene, Eteocle,Polinice, Creonte, sono le apparizioni inquietanti di Edipo e di ogni uomo, sono i nodi irrisolvibili che determinano la necessità del ripetere il dolore per rivivere la sfida al più alto dei misteri delle culture ellenistiche e moderne: sé stessi.

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 05.03.2008 - CARA LA PELLE al teatro sociale martedì 11 marzo, ore 21 per MANTOVA TEATRO!

Zerobeat Teatro

Cara la pelle

liberamente tratto da

“Come se io non ci fossi”  di Slavenka Drakulic e

“Cecenia. Il disonore russo” di Anna Politkovskaja


 

Il 7 ottobre 2006 è morta Anna Politkovskaja, assassinata a colpi di pistola nell’ascensore della sua casa, a Mosca. Era una delle poche giornaliste russe che avesse ancora il coraggio di denunciare la corruzione mafiosa del governo Putin e l'infinita serie di violenze, torture, rapimenti, stupri, esecuzioni e massacri perpetrati dalle truppe federali sui civili in Cecenia. Era una donna libera ed era piena di coraggio.

“Cara la pelle” è un lavoro nato grazie anche ai suoi libri. Ed è a lei che lo dedichiamo.

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 03.03.2008 - mantova teatro: martedì 4 marzo VIRGILIO E L'AMORE al teatro sociale alle ore 21
MARTEDì 4 MARZO PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA VA IN SCENA VIRGILIO E L'AMORE

Dal romanzo medievale Dolopathos

di Jean de Hauteseille nella traduzione di Giovanni Pasetti

Estratti da Il Libro delle Bucoliche di Virgilio

nella traduzione di Giorgio Bernardi Perini

 

Un adattamento teatrale di Federica Restani

con la partecipazione di

Vitaliano Trevisan  nel ruolo di Virgilio

e con

Adriano Evangelisti:  Dolopatrhos

Antonella Caron -  Barbara De Gabrielis - Nela Lucic: Parche

Daniele Cartamantiglia: Lucinio

Erica Puddu: Matrigna

 

Estratti da Statuaria di RBR Dance Company

coreografie di Cristiano Fagioli

 

Scene: Gianluca Spaggiari

Regia di Raffaele Latagliata e Federica Restani

 

Ars. Creazione e Spettacolo

Fondazione Banca Agricola Mantovana

 


Una performance tra narrazione, teatro e danza per raccontare la “Forza del Bello” secondo il monaco lorenese Jean de Haute-Seille. Per questo spettacolo prodotto in occasione della Grande Mostra di Palazzo Te va in scena la storia del re “Dolopathos”, lo stesso che dà il nome al romanzo medioevale in lingua latina, tradotto da Giovanni Pasetti, a cui lo spettacolo si ispira. Sulla scena a fare da contrappunto a un nutrito cast di attori e danzatori un Virgilio del tutto inusuale interpretato da Vitaliano Trevisan. L’attore vicentino, presente a Mantova già all’arlecchino d’Oro dell’anno scorso, reciterà tre egloghe virgiliane tratte dalle bella traduzione delle Bucoliche di Giorgio Bernardi Perini per l’edizione Tre Lune. A fare da cornice al racconto le coreografie di Cristiano Fagioli per igli atletici danzatori di RBR Dance company, che presentano quest’anno lo spettacolo “Statuaria” ispirato all’arte antica.

A narrare la vicenda romanzesca Adriano Evangelisti, nei panni di “Dolopathos” ,  Antonella Caron , Nela Lucic e la mantovana Barbara De Gabrielis, che interpreteranno delle inusuali parche, del tutto simili a vegliatrici di Pessoa per un sognante racconto di vagheggiamento di un tempo perduto. Altro mantovano in scena il giovanissimo  Daniele Carta Mantiglia, attualmente impegnato in ambito nazionale con il Romeo e Giulietta di Cocciante. 

La regia è di Raffaele Latagliata e Federica Restani, che ha curato anche l’adattamento drammaturgico, per il gruppo Ars. Creazione e Spettacolo. Inserito tra i progetti sostenuti dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana “Virgilio e l’Amore” fa parte del cicloArte e Teatro, che ha visto anche la messinscena nel 2006 di La Fabula d’Orpheo di  Poliziano per la regia di Gianfranco de Bosio con le Musiche di Claudio Gallico e “La guerra di Piero” di Fernanda Pivano con Judith Malina nel 2007.

Precederà lo spettacolo un aperitivo nel ridotto del teatro sociale organizzata da Cà Gioiosa di presentazione della mostra “La Forza del Bello”.

Lo spettacolo è sostenuto da Fondazione “Umberto Artioli” e Centro Internazionale di Palazzo Te.

 


 19.02.2008 - VENERDì 29 FEBBRAIO, TEATRO ARISTON ORE 21 noi, le ragazze degli anni '60 DI GRAZIA SCUCCIMARRA
VENERDì 29 FEBBRAIO ALLE ORE 21 PRESSO IL TEATRO ARISTON DI MANTOVA ANDRA' IN SCENA "NOI, LE RAGAZZE DEGLI ANNI '60" DI E CON GRAZIA SCUCCIMARRA.

Viene riproposto uno dei maggiori successi teatrali di Grazia Scuccimarra. Andato in scena vent'anni fa, lo spettacolo è diventato un classico del teatro comico italiano contemporaneo e si avvia ormai verso le 2000 repliche in Italia. Attualissimo per lucidità di analisi e vis comica, il testo fa emergere con incisività i paradossi di una realtà cui l'autrice guarda senza incanto, grazie a una satira immediata, diretta e trasparente.
Preso di mira, in chiave ironica e pungente, è quello che fu il modo di essere giovani negli anni Sessanta, cioè il modo di amare, vestire, studiare, sognare, atteggiarsi, fare politica, muoversi nel sociale, ecc, in un'epoca di tradizione e fermenti insieme. Restano coinvolti nella satira, accusati o accusatori, non solo i giovani degli anni '60 ma anche coloro che produssero quella generazione, da un lato, e i giovani d'oggi, dall'altro.
 

Oggi tutti festeggiano tutto, anche ciò che è insignificante. Giusto, quindi, accendere affettuosamente allegre candeline per i quindici anni di rappresentazione di "Noi, le ragazze degli anni `60", uno spettacolo che nel lontano 1983 anticipò incredibilmente i tempi, mettendo in guardia i giovani di allora dall'inesorabile ritorno di quel favoloso decennio. E quel favoloso decennio è tornato, trionfante in tutto il suo splendore: se ne ripropongono la musica, gli abiti, i sentimenti, le scale di valori, i volti e le voci, forse nel disperato tentativo di restituire un contenuto a quel senso di vuoto disorientante che sembra attanagliare tutti, giovani e meno giovani. Allora ne riparliamo volentieri, disposti come sempre a ridere di quello che eravamo e, soprattutto, di quello che siamo oggi. Se è vero, infatti, che è in pieno svolgimento I'operazione di recupero dei vecchi miti, è però incontrovertibile che il tempo sia comunque passato, che tante cose siano avvenute e che, perciò, questo nostalgico ritorno si scontri inevitabilmente con una società diversa da quella di trent'anni fa. Con dolcezza e commozione, ma anche con rancore e tanta voglia di saldare vecchi conti, apriamo nuovamente il sipario su di noi, giovani e meno giovani, uniti nel tentativo di essere sempre, comunque, protagonisti. Ridiamo di come eravamo sciocchi, teneri e inconsapevoli, e di come siamo oggi, sicuramente coscienti, senza più veli a coprire la realtà ma, al tempo stesso, tanto comicamente patetici nel volere far finta che tutto possa tornare azzurro e sereno come in quegli anni. Lo scopo è quello di passare due ore insieme, divertendoci da morire alle nostre spalle.

Informazioni

Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

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 08.02.2008 - LUNEDì 11 FEBBRAIO - TEATRO SOCIALE, ore 21 - mantova teatro presenta la TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA di goldoni diretta da TONI SERVILLO
LUNEDì 11 FEBBRAIO PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA ALLE ORE 21 ANDRA' IN SCENA L'ATTESISSIMA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA DI CARLO GOLDONI DIRETTA DA TONI SERVILLO


Ciò che conquista della Trilogia della Villeggiatura è la sua assoluta originalità, la sua perfetta architettura teatrale. Sotto i nostri occhi, nello svolgimento delle tre commedie, assistiamo, come se si trattasse di un romanzo, alla trasformazione dei personaggi in “persone” i cui destini, le cui emozioni, ci riguardano e ci toccano profondamente.

Questa trasformazione è visibile soprattutto in Giacinta, che sembra sottrarsi alla propria rappresentazione per rivolgersi, nei suoi monologhi, direttamente al pubblico, alla vita.

I preparativi per la villeggiatura, l’ansia per la partenza, il tempo disteso delle partite a carte, delle conversazioni estive, a cui seguono i silenzi malinconici del rientro in città, hanno una scansione temporale, un movimento emotivo, un migrare sentimentale fatto di attese e delusioni, di speranze e conflitti, di ottimismo ed infelicità.

I personaggi che via via incontriamo sembrano raccontarci un oggi animato dalla necessità di “esserci” piuttosto che di “essere”, da una ricerca ostinata e nevrotica della felicità, dall’incapacità di intravedere, all’orizzonte, novità che sostituiscano le abitudini.

Goldoni ci offre un’analisi lucida e cruda di questo mondo, che è anche il nostro. Un mondo in cui i sentimenti e i destini sono spesso trattati con fredda aridità, alla stregua di una partita doppia.

 

Toni Servillo

 

 
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 30.01.2008 - EDIPO A COLONO rimandato a LUNEDì 17 MARZO 2008
PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE "EDIPO A

 COLONO", PREVISTO PER VENERDì 1 FEBBRAIO,

E' STATO RIMANDATO A LUNEDI' 17 MARZO 2008

ALLE ORE 21.00 PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI

 MANTOVA



VI RICORDIAMO INOLTRE CHE IL PROSSIMO

 APPUNTAMENTO DI MANTOVA TEATRO 2007-2008 E'

 PREVISTO PER LUNEDI' 11 FEBBRAIO, ORE 21.00,

 TEATRO SOCIALE
CON L'ATTESISSIMO "TRILOGIA

 DELLA VILLEGGIATURA" DI GOLDONI DIRETTO E

 INTERPRETATO DA TONI SERVILLO
 
 
 
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 22.01.2008 - mantova teatro presenta DON FAUSTO diretto da arturo cirillo martedì 29 gennaio al TEATRO ARISTON, ore 21
MARTEDì 29 GENNAIO
TEATRO ARISTON, ORE 21
MANTOVA

Nuovo Teatro Nuovo

Teatro Stabile di Innovazione

e

Vesuvioteatro

 presentano

 DON FAUSTO

di

Antonio Petito

Con

Salvatore Caruso Don Fausto Barilotto, Faust

Rosario Giglio Don Liborio, Mefistofele

Sabrina Scuccimarra Pulcinella, Margherita

Luciano Saltarelli Luciano Squarra Squarra, Valentino

Antonella Romano Donna Bernarda, Marta

 

scena

Massimo Bellando Randone

costumi

Gianluca Falaschi

musica

Francesco De Melis

 luci

Andrea Narese

 

aiuto regia

Roberto Capasso


regia e adattamento

Arturo Cirillo



Il  Faust, “creato dall’immaginazione alemanna e poetizzato tanto magnificamente dal sommo Goethe”, diventa nella mente di Antonio Petito  Don Fausto Barilotto; il quale chiamandosi allo stesso modo del  personaggio goethiano crede di essere lui.

Come una specie di Don Chisciotte napoletano gli viene allestito, nella forma di un teatro povero ed ingenuo, un viaggio sapienziale, nella speranza di sanarlo dalla sua follia,  che si concluderà con la salita in paradiso di una Margherita Pulcinella.   

In una lingua violenta e poetica si rappresenta tutta la pericolosità e la follia dell’immaginazione fuori dai confini della ragione.

Facendo finta di fare una parodia si creano risonanze tra antiche mitologie germaniche  e  napoletane, in cui si risente della forza di una cultura popolare, con uomini mezzi animali, giocando tra la terra e il cielo.

INFORMAZIONI 800 085992

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 10.01.2008 - Nuovo appuntamento con MANTOVA TEATRO: I GIGANTI DELLA MONTAGNA di Luigi Pirandello con Sandro Lombardi
LUNEDì 14 GENNAIO - TEATRO SOCIALE DI MANTOVA, ORE 21.00


“…noi, Contessa, siamo agli orli della vita….”

 

Sul finire della sua vita artistica, Pirandello segna con I Giganti della Montagna il suo dramma più arcaico: misteriosi elementi fantastici si intrecciano a caratteri di fiaba; elementi della vita si trasfigurano nel ritmo teatrale delle visioni: fino a spingere i protagonosti/attori a chiedersi dove sia la verità. “È nella magia del teatro” risponde il mago Cotrone; “È in noi e nella nostra struttura interiore” risponde più misticamente la Contessa.

Ma noi sappiamo che mettere in scena questo testo oggi, significa soprattutto legarlo alla contemporaneità, alla società attuale, alla nostra storia. E alla storia martoriata di una terra come la Sicilia.

 

I Giganti della Montagna sono la visione profetica della situazione nella quale il teatro si trova attualmente. I Giganti sono i protagonisti invisibili del testo: rappresentano il potere nella sua materialità, possiedono i mezzi di produzione e li utilizzano per realizzare opere immani, e al tempo stesso esercitano un controllo invisibile attraverso la manipolazione delle coscienze. Ilse, la Contessa, è invece nemica della materialità dell’arte. La sua sapienza e il suo istinto indicano quale potrebbe essere il ruolo del teatro in un mondo dominato dalla vacuità e dall’irrazionalità: quello di riproporre il mistero e la ragione  a una civiltà che ha perso ambedue.

I Giganti e Ilse sono destinati a scontrarsi, e il popolo “omologato” a cui lo spettacolo viene destinato, a sbranare gli attori.

In mezzo al conflitto si erge la figura magica di Cotrone; a lui e al suo pensiero “per immagini” si chiede forse una risposta alla crisi del teatro: il teatro è per coloro che sono disposti a contemplare i misteri del presente, le trasformazioni della realtà e della società.

 

Ultimo testo, e incompiuto, I Giganti della Montagna affonda le mani in alcuni interrogativi: cos’è l’arte? Quale è il linguaggio che può più di ogni altro combattere l’omologazione e scardinarla? Il cinema, il teatro, la televisione? E qual è il ruolo dell’arte in una società che ha dimenticato la classicità, l’antichità, la polis e soprattutto l’arte della comunicazione teatrale?

Ponendosi queste domande Pirandello lascia aperto lo spazio a risposte che lo spettatore dovrà trovare da solo. Infatti non tutto si è concluso sulla scena, e noi spettatori, abbandonato il teatro, continuiamo a discutere dentro di noi per sapere qual è la verità.

C’è la verità di Cotrone: la salvezza è nel fluire delle immagini... C’è la verità di Ilse: la salvezza è nella sacralità della poesia...

E se avessero ragione i mostruosi Giganti dediti, secondo le parole di Cotrone, all’esercizio della forza in un mondo lacerato e in crisi ma non privo di opportunità?

Certo è nel conflitto tra questi tre diversi ordini in contraddizione che nasce la magia e l’attualità di questo testo.

Lo spettacolo lo racconterà utilizzando una fusione di linguaggi: recitazione, musica, arte visiva, immagini proiettate, danza saranno gli elementi cardinali intorno ai quali girerà il lavoro degli attori e del regista. Un Pirandello giocato secondo i colori e le visioni del Fellini di Otto e Mezzo e della Dolce Vita e quelle letterarie del Pasolini di Petrolio e degli Scritti Corsari.

 

In un momento in cui la società dello spettacolo sembra voler progressivamente marginalizzare il ruolo del teatro, è con l'intento di ribadirne la centralità e l'insostituibilità culturale che ci rivolgiamo a un testo come I giganti della montagna, che proprio al teatro innalza un canto d'amore appassionato e struggente: un teatro che, con intuizione profetica, Pirandello già vedeva minacciato nella sua natura più intima e più legata alla tradizione squisitamente italiana: un teatro di mirabolanti effetti scenici ottenuti con poveri mezzi da un lato, e dall'altro un teatro la cui sostanza profonda fosse la verità umana dei suoi 'personaggi'.

 

Federico Tiezzi cura la regia del lavoro, con la collaborazione drammaturgica di Sandro Lombardi che ne è anche interprete nel ruolo di Cotrone. Un luogo psichico più che naturalistico è per Tiezzi la dimensione favolistica ideata da Pirandello per l'incontro quasi mitologico tra la Compagnia della Contessa e quella degli Scalognati. Tiezzi intende usare il testo pirandelliano come una sorta di archetipo attraverso il quale scendere nei meandri più profondi dei meccanismi del teatro, delle sue suggestioni, dei suoi fasti e fallimenti, dei piaceri e dei dolori con cui esso irrompe nelle vite di chi vi si dedica.


INFORMAZIONI

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 13.12.2007 - mantova teatro: LA GRANDE MILVA TORNA SULLE SCENE IL 20 DICEMBRE CON la variante di luneburg AL TEATRO SOCIALE!
GIOVEDì 20 DICEMBRE
TEATRO SOCIALE di MANTOVA ore 21
La variante di Lüneburg

dal romanzo di Paolo Maurensig

adattamento teatrale e testi delle canzoni Paolo Maurensig

musiche originali e direzione Valter Sivilotti

con Milva e Walter Mramor

al pianoforte M° Valter Sivilotti  |  soprano solista Franca Drioli

elettronica e pianoforte dal vivo

 

La variante di Lüneburg, romanzo del goriziano Paolo Maurensig, viene pubblicato da Adelphi nel 1993 diventando il caso letterario dell'anno. Il romanzo che, attraverso la metafora del gioco degli scacchi, racconta gli orrori dell'olocausto, diventa in breve tempo un best seller internazionale. In pochi anni viene tradotto in tutti i paesi del mondo, compresi Cina e Giappone, conquistando milioni di lettori. Il progetto prende il via dall’assenso di Paolo Maurensig, straordinario scrittore goriziano, a trasporre in forma teatrale La variante di Lüneburg, il celeberrimo romanzo d’esordio, che, attraverso la nobile arte della scacchiera, ripercorre uno dei periodi più bui della storia dell’uomo, il nazismo e l’olocausto. La produzione ha previsto la riscrittura del testo da parte dello stesso autore sia della parte narrata che delle canzoni, la composizione delle musiche a firma Valter Sivilotti, la partecipazione di Milva quale straordinaria interprete delle canzoni, di Walter Mramor quale voce recitante, dalla soprano solista Franca Drioli, e dove richiesto anche dell’Orchestra e Coro ArsAtelier.

Walter Mramor

 

 

Avevo sempre guardato con sospetto a ogni proposta di trasformare i miei romanzi in lavori teatrali, con o senza musica. Se qualcuno si sentiva di impegnarsi in una simile operazione lo facesse pure, ma senza contare sulla mia collaborazione. Già una trasposizione sul grande schermo, per quanto il  cinema possa contare su mezzi tecnici di rilievo, comporta problemi non indifferenti; figuriamoci una riduzione teatrale, notoriamente più limitata di quella cinematografica. Eppure, è stata proprio questa peculiarità tipica del teatro, la possibilità cioè di far uso di un'essenzialità portata agli estremi, che mi ha convinto. Estrapolare un testo essenziale e scrivere le parole per le canzoni di Milva mi hanno rinnovato l'emozione provata a suo tempo nello scrivere il romanzo.

 

Paolo Maurensig

 

Scrivere oggi con un linguaggio musicale mitteleuropeo significa inevitabilmente ripescare nel passato con il forte rischio di esprimersi in una forma anacronistica.

La musica scritta per la “Fabula” accetta questa sfida proponendo come elemento portante melodie che si ispirano alla tradizione colta di questa area del mondo, una musica ritrovata scavando nella nostra memoria sensibile, riscoprendo una eredità artistica senza per questo rinnegare il presente, anzi operando con la coscienza che il rinnovamento affonda le proprie radici nel passato.

Ne La variante di Lüneburg i temi rivelano delle particolarità melodiche riconoscibili all’ascolto: l’individuazione di questi nuclei melodici è stata la fase determinante di tutto il lavoro, perché proprio questi elementi primi hanno ispirato la costruzione della macrostruttura drammatica dell’opera.

Le canzoni che si alternano nello spettacolo manifestano in maniera esplicita gli elementi creativi: il passaggio dalla densità cromatica delle prime melodie, a quello diatonico, vuole rappresentare la vittoria dell’assoluto sull’essere umano.

Valter Sivilotti

 

 30.11.2007 - Mantova terra di teatro presenta: FORMAZIONE E SEMINARI 2007
Iniziano i Corsi di Management Teatrale di Mantova terra di teatro, progetto che vede la propria nascita il 1°ottobre 2007 grazie alla collaborazione del Comune di Mantova, ente capofila, della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, ente coordinatore in partnership con la Provincia di Mantova, la Regione Lombardia, i Comuni che partecipano a Teatrinsieme (Asola, Canneto sull’Oglio, Castiglione delle Stiviere, Gonzaga, Guidizzolo, Marmirolo, Ostiglia, Pegognaga, Pomponesco), il Comune di Sabbioneta, Teatro all’Improvviso, Teatro Magro, Zerobeat e Arci Provinciale.
Il primo appuntamento è con il Corso di THEATRE-ECONOMY, Il ruolo dell’attività teatrale nell’economia della cultura : 5 dicembre, Sala degli Stemmi, in via Frattini, Mantova – 6 dicembre, Sala Isabella d’Este, via Giulio Romano, Mantova. Il corso, che si svolgerà dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 entrambi i giorni, è dedicato all’economia della cultura. L’obiettivo è capire, anche grazie al raffronto con casi internazionali di successo e con realtà di eccellenza, come il teatro possa diventare cardine del sistema economico di un territorio e strumento determinante del processo di costruzione dell’identità e dell’immagine del territorio stesso.
L’incontro formativo è gratuito ed aperto a tutti coloro che operano nel settore teatrale a livello organizzativo e a quanti si confrontino ed interagiscano con questo settore nell’esercizio quotidiano della loro professione.
Il secondo appuntamento CITTA’ IN SCENA. IL TEATRO DELLA PARTECIPAZIONE. sarà il 13 e il 14 dicembre, presso la Sala degli Stemmi, via Frattini, Mantova. Il corso, sempre articolato su due giornate della durata di otto ore ciascuna, si rivolge in maniera specifica ai soggetti degli enti ed alle strutture partner del progetto Mtt. Gli incontri verteranno sulla pratica della negoziazione partecipata, quale strumento fondamentale dei processi decisionali a tutti i livelli. Questa sarà sperimentata attraverso una simulazione realistica dei processi di progettazione culturale che caratterizzano o potrebbero caratterizzare i diversi contesti lavorativi.

Appuntamento finale e rivolto a tutta la cittadinanza è quello con il CONVEGNO MANTOVA TERRA DI TEATRO, Coordinamento e confronto per una politica culturale condivisa del 15 dicembre, presso il Teatro Bibiena, dalle 9.30 alle 17.30.
Il Convegno di presentazione del progetto Mantova Terra di Teatro si configura come la prima importante occasione di confronto sui temi delle politiche culturali e teatrali per la crescita sociale ed economica del territorio attraverso il coordinamento delle attività teatrali.
Tale seminario, aperto a tutti i cittadini interessati, prevede la presenza dei soggetti istituzionali che hanno concorso e partecipato alla realizzazione di un progetto che coinvolge tutto il territorio mantovano. Nel corso del dibattito, gli intervenuti avranno modo di confrontarsi con i rappresentanti di altre città italiane ed europee che fanno della cultura motore di sviluppo economico.
Durante il convegno interverranno:
Fiorenza Brioni - Sindaco del Comune di Mantova
Massimo Zanello - Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia
Maurizio Fontanili - Presidente della Provincia di Mantova
Francesca Zaltieri - Assessore alla Cultura del Comune di Asola, Rappresentante dei Comuni mantovani per il progetto MTT
Giovanni Pasetti – Direttore del Progetto
Luigi Allegri e Claudio Bernardi - Supervisori scientifici del progetto
Giulio Stumpo – ECCOM, Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale
Lucia Maestri – Assessore alle materie della Cultura, Biblioteche, Turismo e Solidarietà internazionale del Comune di Trento
Paolo Valerio – Direttore Teatro Nuovo di Verona

Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria Mantova terra di teatro, c/o Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, allo 0376.221259.
 23.11.2007 - MANTOVA TEATRO 2007-2008 PRESENTA LA NUOVA PRODUZIONE DI ALESSANDRO BERGONZONI!!

Alessandro Bergonzoni torna venerdì 7 dicembre al Teatro Ariston alle 21 con un nuovo spettacolo per continuare la ricerca sul comico, i temi, le intuizioni, il dinamismo immaginario che non solo lo definiscono come grande personaggio teatrale ma ne fanno uno degli autori più tangenziali ed affascinanti del panorama culturale italiano. Questo sarà il suo dodicesimo titolo e lo vedrà continuare la collaborazione con Riccardo Rodolfi col quale firma la regia come già era successo con Predisporsi al micidiale, il precedente spettacolo portato in tour per oltre tre anni.

Bergonzoni proseguirà in questo spettacolo il suo costante movimento per sfuggire alle insidie e ai trabocchetti del reale e del verosimile e trovare, insieme al pubblico che lo seguirà, nuovi sentieri mentali per raggiungere punti d'osservazione elevati da dove poter vedere tutto con prospettive diverse. In fin dei conti un illusionista fa sparire gli oggetti o fa apparire il nulla?


Un’ideale corda tesa a delimitare gli spazi del monologo da quelli

del soliloquio. Un attore-attore che si muove nella ricerca di una

precisione contemporaneamente complessa e comicamente

dissonante. Uno spazio per sottolineare la reale linea d’ombra di

Alessandro Bergonzoni, mai come stavolta, sotto i vostri occhi e

per i vostri cervelli.

Riccardo Rodolfi

 

Marco, il Territorio

NEL (fare) NEL (mentre) NEL (posto) NEL (momento) NEL

(contesto) NEL (pensato) NEL (dire) NEL (guardare):

il dentresco una sorta di sorte, questo è il costrutto: costruire il

distrutto. L’illimitata delimitazione (bergon-zone) il retroquadro

di punti scardinati. NO (negazione del Nord), SU (la parte altra

del Sud), ES (essere come abbreviazione di Est),

OV’EST (dov’è).

Dove è tutto? Li mentre si è la (nella memoria fotografica).

Nell’energia enucleare perchè estrarre la forza chiusa costa. Uno

spettacolo sulla cauzione per sprigionare le forze. Aprimi cielo

Alessandro Bergonzoni

 

 

 19.10.2007 - MANTOVA TEATRO: martedì 20 novembre al Teatro Ariston MEIN KAMPF di George Tabori
Martedì 20 novembre presso il Teatro Ariston va in scena MEIN KAMPF di George Tabori e per l'interpretazione di due grandi attori: Marcello Bartoli e Dario Cantarelli.

L’autore costruisce uno scenario paradossale per un improbabile ma verosimile incontro tra il giovane Hitler, aspirante pittore, e un mendicante ebreo nella grande Vienna avviata alla guerra e alla decadenza.
La pièce, portata in scena da due straordinari interpreti,  presenta uomini che alimentano questa singolare amicizia con episodi di lotta efferata e momenti di servilismo, contesa e rivalità in una convivenza naturale fra gli opposti che li condurrà ad un euforico banchetto di sangue.

Tabori, con umorismo nero e spietato, alternato ad improvvisi squarci poetici, ci racconta un universo in cui il male riesce a presentarsi con una gradevolezza accettabile: è la banalità del male, la realtà effettuale dell’assurdo. Allora, l’unico modo per arrivare alla salvezza è il rovesciamento dei valori.
 18.10.2007 - Martedì 6 novembre secondo appuntamento con MANTOVA TEATRO: va in scena al Teatro Sociale LA ZATTERA DI VESALIO
Martedì 6 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro Sociale va in scena LA ZATTERA DI VESALIO di Giorgio Celli.

La compagnia Ars. Creazione e Spettacolo si cimenta nuovamente con l’opera dell’entomologo e scrittore bolognese, mettendo in scena un testo teatrale inedito cui l’autore è particolarmente legato. La guida del gruppo è affidata  al regista cinematografico Giorgio Diritti, che affronta in chiave insolita un’amara riflessione sull’apocalisse contemporanea di valori e di princìpi. La zattera di Vesalio ha un referente storico: il naufragio avvenuto nell’ottocento del vascello La Meduse, che vide i sopravvissuti di una nave da guerra divorarsi a vicenda sopra una zattera. Il testo crea un’invenzione epico-fantastica, l’incontro di due personaggi reali, ma storicamente lontani, che presto entrano in conflitto: Vesalio di Brussel, il grande anatomista del Cinquecento, e la sua grottesca ma rivelatrice parodia, Peter Kurten, lo squartatore di Dusseldorf, giustiziato poco prima dell’avvento dei nazisti al potere. Vesalio e Kurten, lo scienziato e il mostro, sono figure apparentemente antitetiche, ma la loro similarità è profonda e insopprimibile; necrofilia e sadismo sono due facce di una stessa medaglia.
 17.10.2007 - Venerdì 19 ottobre al Teatro Ariston alle ore 11.00 LA FATTORIA DEGLI ANIMALI apre la stagione di prosa
ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Due Mondi porta in scena LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di Gigi Bertoni, tratto dall'omonimo romanzo di George Orwell. Lo spettacolo, per la regia di Alberto Grilli, è fuori abbonamento e dedicato agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori.


Seguendo le pagine dell’omonimo romanzo di George Orwell, si narra la rivolta degli animali di una fattoria contro il padrone. Dopo la vittoria, questi si riorganizzano secondo i principi di fratellanza e uguaglianza. Ben presto però i maiali prendono il sopravvento e diventano in tutto e per tutto uguali al padrone uomo.
In questo inizio secolo, il tempo ci attraversa alla velocità di uno zapping televisivo. Dove sono finiti i punti di riferimento per i bambini e per gli adolescenti? Diviene una necessità fermarsi un momento a riflettere. Per questo viene oggi proposto uno spettacolo sulla memoria, sull’importanza che ha per l’uomo l’esercizio del ricordare: non come puro esercizio nostalgico, ma perché la vita è fatta dalla somma delle nostre esperienze. Solo se teniamo bene a mente i pericoli, i rischi, le nefandezze della storia possiamo sperare di superarle, un giorno.
 16.10.2007 - MANTOVA TEATRO 2007-2008: da venerdì 19 ottobre 2007 a martedì 15 aprile 2008, vi presentiamo la nuova stagione di prosa mantovana!


Venerdì 19 ottobre 2007 - Teatro Ariston, ore 11
LA FATTORIA DEGLI ANIMALI
di Gigi Bertoni
fuori abbonamento

Martedì 6 novembre 2007 - Teatro Sociale, ore 21
LA ZATTERA DI VESALIO
di Giorgio Celli
fuori abbonamento

Martedì 20 novembre 2007 - Teatro Ariston, ore 21
MEIN KAMPF
di George Tabori, con Marcello Bartoli e Dario Cantarelli

Venerdì 7 dicembre 2007 - Teatro Ariston, ore 21
NEL
di e con Alessandro Bergonzoni
fuori abbonamento

Giovedì 20 dicembre 2007 - Teatro Sociale, ore 21
LA VARIANTE DI LUNEBURG
con Milva e Walter Maurensig

Lunedì 14 gennaio 2008 - Teatro Sociale, ore 21
I GIGANTI DELLA MONTAGNA
di Luigi Pirandello, con Sandro Lombardi

Martedì 29 gennaio 2008 - Teatro Ariston, ore 21
DON FAUSTO
di Antonio Petito

Venerdì 1 febbraio 2008 - Teatro Sociale, ore 21
EDIPO A COLONO
da Sofocle, con Roberto Herlitzka

Lunedì 11 febbraio 2008 - Teatro Sociale, ore 21
LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA
di Carlo Goldoni, con Toni Servillo

Venerdì 29 febbraio 2008 - Teatro Ariston, ore 21
NOI, LE RAGAZZE DEGLI ANNI ‘60
di e con Grazia Scuccimarra

Martedì 4 marzo 2008 - Teatro Sociale, ore 21
VIRGILIO E L’AMORE

Martedì 11 marzo 2008 - Teatro Sociale, ore 21
CARA LA PELLE
di Enrica Provasi

Martedì 1 aprile 2008 - Teatro Ariston, ore 21
LA BUONA MADRE
di Carlo Goldoni

Martedì 8 aprile 2008 - Teatro Sociale, ore 21
L’UCCELLO DI FUOCO
con Lindsay Kemp

Martedì 15 aprile 2008 - Teatro Sociale, ore 21
DANZ-A
Teatro Nazionale della città di Pécs
fuori abbonamento


Informazioni e numeri utili

Fondazione “Umberto Artioli”
Mantova Capitale Europea dello Spettaolo
Numero Verde 800-085992
fondazione@capitalespettacolo.it
www.capitalespettacolo.it

Comune di Mantova
www.comune.mantova.it

Provincia di Mantova
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Call Center - Servizio Informazioni
Turistiche della Provincia di Mantova
tel. 0376 432 432

BIGLIETTI
 vendita la sera dello spettacolo presso
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prevendita e vendit abbonamenti
presso BoxOffice
viale Po 1 - 46100 Mantova
tel. 0376 224599
www. mantova.com
boxoffice@mantova.com

Interi: posto numerato platea 18,00 euro
    palchi, loggia e loggione15,00 euro

Ridotti: posto numerato platea 15,00 euro
    palchi, loggia e loggione 12,00 euro

Studenti: posto numerato 6,00 euro

Speciale gruppo classe, minimo 8 studenti:
biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore

ABBONAMENTI
posto numerato platea per 11 spettacoli
Interi: 120,00 euro
Ridotti: 100,00 euro
Studenti: 40,00 euro

I ridotti valgono per ingressi oltre i 65, disabili e associazioni convenzionate
 26.09.2007 - Siamo lieti di presentarvi la rassegna cinematografica FILMING SHAKESPERARE. IL BARDO AL CINEMA
Dopo Figlio del caos, il cinema secondo Luigi Pirandello e Tutto Bene! Il cinema di Carmelo Bene, la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo propone al pubblico mantovano un nuovo appuntamento in collaborazione con il Cinema del Carbone.

Ancora una volta, tentiamo di trasmettere attraverso lo schermo luminoso del cinematografo una possibile declinazione del linguaggio teatrale, questa volta evocando l’ingegno di William Shakespeare, una delle maggiori personalità della letteratura di ogni tempo.

Filming Shakespeare, il Bardo al cinema presenta alcune delle più interessanti rivisitazioni che grandi cineasti hanno compiuto delle opere più significative del celebre drammaturgo inglese. Agli spettatori viene data l’opportunità di conoscere uno Shakespeare inconsueto e dissacrante, attraverso le libere intuizioni di interpreti straordinari.



martedì 2 ottobre
Che cosa sono le nuvole?
di Pier Paolo Pasolini, Italia, 1967
a seguire
Othello

di Orson Welles, Francia/Italia/Marocco/USA, 1952

martedì 9 ottobre
Il pianeta proibito
di Fred McLeod Wilcox, USA, 1956

martedì 16 ottobre
Riccardo III
di Richard Loncraine, Gran Bretagna, 1995

martedì 23 ottobre
Ran
di Akira Kurosawa, Giappone, 1985

martedì 30 ottobre
Sogno di una notte d'estate
di Gabriele Salvatores, Italia, 1983

mercoledì 7 novembre
Titus
di Julie Taymor, Gran Bretagna, 1999


Tutte le proiezioni sono ad ingresso libero e si terranno presso il Cinema del Carbone di Piazza Don Leoni, 18 - 46100 Mantova
 26.04.2007 - festival teatro-arlecchino d'oro seconda edizione
Finalmente è in rete il programma della seconda edizione di TEATRO-Arlecchino d'oro, Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano: dal 21 giugno al 2 luglio oltre quaranta spettacoli ed imperdibili eventi!!

puoi scoprire il programma cliccando sul link segnalato qui sotto

» link segnalato
 19.03.2007 - VENERDI' 30 MARZO - TEATRO ARISTON ORE 21.00 Amleto+Otello PER MANTOVA TEATRO 2006-2007
Atlantide Teatro di Verona porta in scena in un'unica serata due straordinarie opere di William Shakespeare per la regia di Paolo Valerio.

Amleto 

il senso dello spettacolo, al centro del quale si pone lo sforzo di amleto, richiama prepotentemente il nostro tempo fuori sesto. Proprio in quest'ottica si propone una messa in scena scarna, spoglia di ogni decorazione superflua. Rielaborando in chiave contemporanea il concetto di spazio a più livelli del teatro elisabettiano, lo spettacolo contamina i generiin una mescolanza di stili, affinché l'impatto dello spettatoresia principalmente emotivo: attraverso il sapiente uso di luce e musica emerge la dimensione atemporale della condizione di Amleto, superando così la difficoltà insita nel rivolgersi anche ad un pubblico giovane.

 

Otello

Otello, ingenuo quanto impulsivo generale Moro; Jago con la sua diabolica astuzia; Desdemona che non reagisce con la forza, anzi si offre, pur se innocente, come vittima sacrificale; Cassio ed Emilia, il primo inconsapevolmente fulcro della tragedia ma anche l'unico che si salverà, la seconda complice senza volere del crudele piano del marito. Su questa centralità dei personaggi si basa l'allestimento di Paolo Valerio attraverso l'uso di videoproiezioni che enfatizzano e sottolineamo in modo quasi cinematografico espressioni, gesti ed emozioni.

 12.03.2007 - VENERDI' 16 MARZO-TEATRO ARISTON ORE 21 Declaracion Tango PER MANTOVA TEATRO 2006 2007
Andrà in scena venerdì 16 marzo presso il Teatro Ariston alle ore 21.00 uno straordinario spettacolo di danza.

Declaracion, questo il titolo della rappresentazione di tango per la regia e le coreografie di Luciano Padovani, è uno spettacolo in cui la sensualità e la storia di generazioni che hanno costruito il tango argentino si fondono nell'attualità della danza contemporanea, compenetrandosi per raccontare storie, storie di uomini e donne che si amano. Cos'è il tango se non una dichiarazione d'amore, una dichiarazione tra due corpi che si abbracciano? In scena cinque danzatori, cinque innamorati (corrisposti, platonici, ossessivi?), che vogliono dichairarsi e lo fanno, in un continuo intreccio ironico e poetico.

Tra gli interpreti, due grandi danzatori argentini: Walter Cardozo e Margarita Klurfan, due tangueros che hanno accettato la sfida di confrontarsi con il codice della danza contemporanea. 

 

PREVENDITA Box Office viale Po, 1 - 46100 Mantova - 0376 224599

 02.03.2007 - VENERDI' 9 MARZO - TEATRO ARISTON ORE 21 Il Giardino dei Ciliegi PER MANTOVA TEATRO 2006-2007
Venerdì 9 marzo alle ore 21.00 al Teatro Ariston, il Teatro del Vascello porta in scena Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov per la regia di Giancarlo Nanni.

Dopo Il Gabbiano, Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni affrontano nuovamente il grande Cechov con la messa in scena del suo dramma più bello e struggente, ma anche più attuale. Il tema è infatti quello della distruzione della natura e della bellezza da parte di un capitalismo arrogante e prepotente.

Il vecchio giardino dell'aristocratica possidente Liuba Andreevna, che ogni anno fiorisce di meravigliosi fiori bianchi, è ipotecatio e né lei né la famigliasono capaci di fare qualcosa. Sarà acquistato da Lopachin, un ex servo della gleba arricchito, che lo abbatterà per costruire villette che accontenteranno le smanie di villeggiatura dei nuovi ricchi.

 

Sarà possibile incontrare Manuela Kustermann e gli attori della compagnia alle ore 18.00 presso la saletta posta al secondo piano della libreria Feltrinelli di corso Umberto.

 19.02.2007 - LUNEDI' 26 FEBBRAIO- TEATRO ARISTON ore 21.00: La pazzia di Isabella per MANTOVA TEATRO 2007
 

Le Belle Bandiere portano in scena LA PAZZIA DI ISABELLA per la drammatrgia, la regia e l'interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso.

 

Quel che maggiormente ci ha affascinato degli Andreini è il profondo senso metateatrale del loro operare, la geniale strategia familiare attuata per meritare alla "professione" quel rispetto e quella dignità sociali fino a poco prima negati. E se da un lato è difficile, quasi impossibile, ricostruire i gesti, ritrovare le parole, immaginare lo stile dell'arte recitativa, dall'altro ci è sembrato affascinante credere che dai fiumi di inchiostro degli Andreini potessero riapparire le loro ombre, le sagome, in maschera o a volto nudo, per raccontarci ancora la loro storia, la vita fortunosa e le passioni, i viaggi trionfali e massacranti di una stagione d'oro del Teatro.

Francesco Andreini si fece attore verso il 1586 unendosi in Firenze alla Compagnia dei Gelosi: "mi compiacqui di rappresentare nelle commedie la parte del milite superbo facendomi chiamare Capitan Spavento". Isabella, sua moglie, fu probabilmente l'attrice maggiore del sedicesimo secolo. Non solo, tuttavia. Fu anche autrice, donna bellissima, musa di letterati e non, creatrice del tipo dell'Innamorata. Magnifico era l'incanto della voce, soave la sua capacità musicale.

 

Sarà possibile incontrare Elena Bucci e Marco Sgrosso presso la libreria Feltrinelli di corso Umberto alle ore 17.30. Gli attori presenteranno lo spettacolo sulla Commedia dell'Arte accompagnati dalla professoressa Teresa Megale e dalla professoressa Cristina Grazioli.

 05.02.2007 - martedì 13 febbraio MANTOVA TEATRO presenta LE SERVE di Jean Genet, ore 21.00 - TEATRO ARISTON
Società per attori porta in scena LE SERVE  di Jean Genet per la regia di Giuseppe Marini e l'nterpretazione di Franca Valeri, Anna Maria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas.

Testo capitale del Teatro europeo, è il capolavoro di Jean Genet (1910-1986), l'autore francese che visse un'esistenza irregolare tra diserzione e carcere. Situandosi nella linea dei maestri dell'eversione, egli crea in quest'opera una stupefacente macchina infernale basata sugli intrighi di due criminali sorelle cameriere, interpretate da due autentici mostri sacri del nostro teatro: Franca Valeri e Anna Maria Guarnieri.

 

Una cerimonia di stralunata solennità, un intrigo sado-masochista di seducente e perturbante artificiosità, uno scintillante gioco di teatro nel teatro e di identità confuse , un auto-sacramental dai risvolti goffi e ridicoli, ma anche pericolosi, che trasformano le due celebri sorelle cameriere in due guitte mitomani e allucinate, continuamente in cerca di una qualche redenzione e santificazione nel progettato omicidio della loro non meno iperbolica Signora.

Giuseppe Marini

 25.01.2007 - GIOVEDI' 1 FEBBRAIO PER MANTOVA TEATRO VA IN SCENA CANI DI BANCATA di Emma Dante
Giovedì 1 febbraio al Teatro Ariston di Mantova andrà in scena Cani di bancata.

L'attesissima nuova produzione della regista Emma Dante, nota per la forza e la visionarietà dei suoi spettacoli, parla di Famiglia, di crimini, di un'Italia percorsa da una tragedia incessante. Regole delittuose, regole infrante, coltelli e spartizioni.

La gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamnete urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano all'improvviso doloroso guizzo del cuore, come di un coniglio vivo in bocca al cane, i medici avevano fatto diagnosi, e medicine gli avevano dato da riempire tutto il piano del comò: ma non sapevano niente, i medici, della sua paura. (Leonardo Sciascia)

 

SARA' POSSIBILE INCONTRARE GLI ATTORI DELLA COMPAGNIA DI EMMA DANTE IL GIORNO STESSO DI SPETTACOLO ALLE ORE 17.00 PRESSO LA LIBRERIA LA FELTRINELLI DI CORSO UMBERTO NELLA SALETTA POSTA AL SECONDO PIANO.

 08.01.2007 - lunedì 15 gennaio per MANTOVA TEATRO: ROMEO E GIULIETTA, NATI SOTTO CONTRARIA STELLA - ore 21.00 presso il TEATRO ARISTON
Nuovo appuntamento con MANTOVA TEATRO. Al teatro Ariston andrà in scena ROMEO E GIULIETTA, NATI SOTTO CONTRARIA STELLA per la regia di Leo Muscato.

 

Raccontano gli autori:

punti cardini del teatro elisabettiano erano il Gioco, la Metafora e il Travestimento. Poiché in uno spettacolo potevano trovarsi anche quaranta personaggi, era diffusa la pratica del doubling, che consisteva nell'affidare diverse parti ad uno stesso attore. Da qui è partito il nostro lavoro. I veri protagonisti del nostro spettacolo non sono i personaggi dell'opera, ma sette vecchi comici girovaghi che si presentano al pubblico per raccontare La dolorosa storia di giulietta e del suo Romeo. Sanno bene che è una storia che già tutti conoscono, ma loro sono intenzionati a raccontarla nel più autentico spirito elisabettiano: sono tutti uomini e ognuno di loro interpreta più personaggi. Anche quelli femminili!

 

Dall'opera per eccellenza di William Shakespeare, che dice dell'amore immortale e mortale, un divertimento brillante, ricco di ritmo e inventiva, fedelissimo al testo ed al suo spirito.

 06.12.2006 - GLI UCCELLI di Arstofane giovedì 14 dicembre all'Ariston per MANTOVA TEATRO!

La prestigiosa Compagnia Lombardi-Tiezzi porta in scena Gli Uccelli di Aristofane a Mantova.

Definita come la più bella commedia di tutti i tempi, il viaggio di due ateniesi nel regno volatile dell’aria diviene satira politica e, al tempo stesso, demistificazione del sogno di Utopia. Così, la rappresentazione si intride progressivamente dei diversi gusti e umori del Teatro, trasformando l’immaginazione nella costruzione di un Teatro del Mondo.

Prima dello spettacolo sarà possibile parlare con Sandro Lombardi. Il celebre attore incontrerà il pubblico presso la saletta posta al secondo piano della libreria La Feltrinelli di corso Umberto alle ore 18.00.

 23.11.2006 - MANTOVA TEATRO: venerdì 1 dicembre ore 21.00 -Teatro Ariston- "E.R.O. Camillo Berneri"


I tragici fatti della guerra civile spagnola: Camillo Berneri, italiano, anarchico, viene assassinato nel 1937 durante gli scontri interni alle fila repubblicane nei tumulti di Barcellona. Omicidio ignobile, i cui mandanti, anch'essi italiani, sono perfettamente noti.
Sono passati quasi settanta anni da questa tragedia che lo spettacolo, portato in scena da ZeroBeat per la drammaturgia e regia di Roberto Pavani, indaga unendo i materiali video alla recitazione, esplorando la dimensione dell'uomo e dell'attore.







Questo appuntamento inaugura la nuova sezione FARETEATRO.
All'interno della stagione teatrale mantovana viene offerta una serata alle compagnie del territorio, così che esse possano trasmettere al pubblico e agli addetti ai lavori gli ultimi esiti della propria ricerca.
 10.11.2006 - MANTOVA TEATRO!: martedì 21 novembre TEATRO ARISTON ore 21.00 "UNA VOLTA IN EUROPA"