Attori italiani e francesi sul palcoscenico del Théâtre
Royal, fine del secolo XVII
IN EVIDENZA
09.03.2010 - LA BISBETICA DOMATA con Natalino Balasso per Mantova Teatro 09-10!
Martedì 16 marzo 2010 Teatro Sociale, ore 21.00
Teatro Stabile di Verona Fondazione Atlantide GAT LA BISBETICA DOMATA di William Shakespeare
adattamento di Piermario Vescovo regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo illustrazioni dal vivo di Gek Tessaro costumi di Chiara Defant musiche di Antonio Di Pofi luci di Enrico Berardi assistente alla regia Paola Degiuli
con Natalino Balasso e Stefania Felicioli e con Linda Bobbo, Ursula Joss, Silvia Casotti, Marta Meneghetti, Lucia Schierano, Carla Stella, Antonella Zaggia, Camilla Zorzi
Commedia piacevole recitata in sogno in lingua familiare e rustica da nove donne e un ubriaco è il sottotitolo che sigla la celebre opera. Valerio e Vescovo mettono in scena in modo brillante uno dei capolavori comici di Shakespeare, imperniato, come è noto, sui difficili rapporti amorosi tra gli uomini e le donne, grazie al personaggio ormai leggendario della bisbetica e al suo furbo contraltare, Petruccio. Un Petruccio - ed è questa la chiave di volta dello spettacolo - interpretato con energia primordiale da Natalino Balasso, autentico mattatore capace di trasformare il greve idioma veneto in una girandola di fuochi di fila verbali, perfettamente comprensibili da ogni tipo di pubblico. Intorno a lui le felici presenze femminili, che vestono con superba indifferenza maschere da uomo e da donna. Nel grande gioco dell’amore, in cui soltanto perdendo si è sicuri di vincere.
Informazioni e prevendita: Spazio MTT via San Longino 1/b - Mantova tel. 0376 363079
02.03.2010 - TRE SORELLE di anton Cechov per Mantova Teatro 09-10!
Venerdì 5 marzo 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Officine Puricelli e Beat 72 TRE SORELLE di Anton Cechov regia di Paolo Zuccari
con Magali Alemps, Daniele Amendola, Michele Bevilacqua, Maria D’Arienzo, Chiara Degani Luigi Di Pietro, Paolo Giovannucci, Daniele Natali, Daniele Paoloni, Aurora Perez, Simone Spinazzè, Elodie Treccani
Tre sorelle senza più padre né madre, da 11 anni sradicate dalla loro Mosca nella speranza e nel sogno di tornarci ridono, piangono, dormono, s’innamorano, cantano, e si interrogano sul senso ultimo della vita. Quei personaggi non sono quegli automi che un immaginario comune ci suggerirebbe, anzi, bramano come pochi altri la vita, la urlano, la fantasticano, pur sapendo tragicamente che essa è altrove. Si sogna, si spera, si fantastica su un futuro possibile, ci si tradisce così come si muore al duello per una ragazza disperata. Si passa il tempo a leggere un giornale, o a studiare inutilmente; si citano operette francesi, o s’intona il Puskin messo in musica da Glinka o da Tchaikovsky. Nulla più della musica, del resto, ci fa capire come e quanto si siano evoluti i nostri parametri percettivi del reale. Ed è per questo che le nostre “tre sorelle” sarà un “tre sorelle” dal timbro musicale contemporaneo. Quello stesso recepito e condiviso col pubblico nelle esperienze sonore di tutti i giorni. Ed è la musica che, per l’universalità di linguaggio che già in sé suppone, diviene ponte di un messaggio esistenziale e teatrale, superando ogni confine sociologico e di pensiero, e fulminante nel raggiungerci allo stomaco, nel riso o nel pianto.
Prevendita e informazioni: Spazio Mtt via San Longino 1/b, Mantova tel 0376 363979
18.02.2010 - LA TEMPESTA con Umberto Orsini per Mantova Teatro 09-10!
Giovedì 25 febbraio 2010 Venerdì 26 febbraio 2010 fuori abbonamento
Teatro Sociale, ore 21.00
Teatro Stabile Napoli - Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Eliseo
LA TEMPESTA di William Shakespeare
regia di Andrea De Rosa spazio scenico di Alessandro Ciammarughi, Andrea De Rosa, Pasquale Mari scene e costumi di Alessandro Ciammarughi luci di Pasquale Mari suono di Hubert Westkemper
con Umberto Orsini e con Flavio Bonacci, Rino Cassano, Gino De Luca, Francesco Di Leva, Francesco Feletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano
La Tempesta somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d’uscita, questa uscita si rivela essere dalla parte opposta a quella che avevi immaginato. Come in un miraggio o in un sogno, quando provi ad afferrare qualcosa, l’oggetto su cui credi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l’uscita e che non c’è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro le domande, il labirinto) è l’unica via.
Andrea De Rosa
Informazioni e Prevendita:
Spazio Mtt via San Longino 1/b Mantova tel 0376 363079
10.02.2010 - SESSO? GRAZIE, TANTO PER GRADIRE per Mantova Teatro 09-10.
Martedì 16 febbraio 2010
Teatro Sociale, ore 21.00
Marangoni Spettacolo SESSO? GRAZIE, TANTO PER GRADIRE di Franca Rame, Dario Fo e Jacopo Fo regia di Milvia Marigliano
con Alessandra Faiella
Ricordo di avere visto Franca recitare questo testo al Teatro di Porta Romana circa una decina di anni fa: fu una folgorazione. Come era possibile, mi chiedevo, parlare di orgasmo, verginità, impotenza, frigidità senza mai una volta cadere nella volgarità, e, cosa ancora più difficile, senza mai divenire banali? E naturalmente facendoci rotolare per terra dalle risate. Rileggendo a distanza di anni questo testo, mi sorprendo ancora per la sua forza comunicativa e per l’attualità dei suoi temi: ovunque gli esseri umani continuano ad infliggersi guerre e violenze di ogni genere; al progresso tecnologico e scientifico non si è accompagnato un altrettanto profondo rinnovamento etico e spirituale e l’amore non riesce ancora a fare da antidoto alla violenza. Parlare di sesso, dice Franca Rame, è parlare d’amore, perché fare bene all’amore migliora la comunicazione e l’armonia tra le persone. Attraverso una sorta di “allegra terapia di gruppo” lo spettacolo propone una esilarante smitizzazione di tutti i tabù che ancora imperversano nella nostra cultura e che impediscono un approccio più libero alla sessualità e al rapporto fra i sessi.
Alessandra Faiella
Informazioni e prevendita: Spazio Mtt via San Longino, 1/B tel 0376 363079 Biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un'ora prima dello spettacolo.
27.01.2010 - LA STRANA COPPIA di Neil Simon per MANTOVA TEATRO 09-10!!
Martedì 9 febbraio 2010 - Teatro Sociale, ore 21
Teatro e Società srl - Ars. Creazione e Spettacolo - Fondazione BAM LA STRANA COPPIA di Neil Simon
traduzione di Masolino D’Amico regia di Francesco Tavassi scene di Alessandro Chiti musiche di Daniele D’Angelo
con Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi
La commedia di Neil Simon (una mitragliata di battute e situazioni comiche) richiede, a mio parere, il lavoro di interpreti abituate a scandagliare e ad occupare ogni angolo interpretativo del personaggio così da non risultare semplicemente e superficialmente piacevole ma di scatenare la risata attraverso la costruzione perfetta dei personaggi e del loro rapporto. Questa è per me una meravigliosa occasione, la presenza di attrici di grande calibro come Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi e di una compagnia di attori di provato talento.
Ambienteremo la vicenda nel presente, col supporto delle Scene di Alessandro Chiti, i costumi di Maria Rosaria Donadio,le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Luigi Ascione, per meglio comunicare l’attualità delle situazioni e per favorire quel processo di simpatica immedesimazione che spesso si innesca nel pubblico.
La strana coppia è un capolavoro di divertimento intelligente, ci darà quindi la possibilità di sfruttare ogni opportunità comica senza remore intellettuali e sono certo che il risultato sarà magnifico. Francesco Tavassi
Informazioni e prevendita: Spazio Mtt via San Longino, 1/b tel 0376 363079
15.01.2010 - CANDIDO da Voltaire del TEATRO DELLA TOSSE per Mantova Teatro 09-10!
Martedì 26 gennaio 2010 Teatro Sociale, ore 21.00
CANDIDO Viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili da Voltaire
adattamento teatrale di Tonino Conte e Emanuele Conte regia di Emanuele Conte scene e Costumi di Paola Ratto e Bruno Cereseto tratti dai bozzetti di Emanuele Luzzati
con Enrico Campanati, Pietro Fabbri, Bruno Cereseto, Silvia Bottini, Alberto Bergamini, Luca Ferri, Sara Novellini, Lupo Misrachi
Un affabile, sarcastico ed elegante Voltaire nella duplice veste di narratore e spettatore ci introduce alla vicenda del giovane Candido che, in cerca del migliore dei mondi possibili e forte dell’insegnamento del fidato Pangloss, inizia il suo vagabondare che, dalla Germania all’Olanda poi da Lisbona all’America del Sud fino a raggiungere il mitico Eldorado, lo porterà a conoscere la fame, l’elemosina e la brutalità dell’Inquisizione. Scritto in polemica con Leibniz per confutare la teoria secondo la quale viviamo nel migliore dei mondi possibili, il celebre romanzo diviene nell’adattamento dei bravi Conte un vero e proprio gioco teatrale tra l’uomo e il suo doppio in cui troviamo il teatro d’attore e quello di figura, il corpo fisico e il burattino, la maschera e il volto, la narrazione e l’interpretazione. Lo spettacolo, terzo e ultimo appuntamento dopo La mia scena è un bosco e Candido ovvero Emanuele Luzzati che il Teatro della Tosse ha dedicato al maestro Emanuele Luzzati a un anno dalla sua scomparsa, ha ripreso la tournée nel 2009, anno in cui ricorrono i 250 anni dalla prima edizione di "Candido ovvero l’ottimismo di Voltaire".
Informazioni e prevendita: Spazio Mtt Via San Longino 1/B Tel 0376 363079 Biglietteria aperta un’ora prima dello spettacolo presso il Teatro Sociale
13.01.2010 - BANDO AUTORI e ATTORI
Teatro Vittoria in Roma, Fondazione “Umberto Artioli” - Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, associazione Officine Puricelli, con il patrocinio dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico” di Roma, indicono un bando di partecipazione per autori ed attori al progetto “Centro di Drammaturgia Permanente”, allo scopo di dare vita ad una drammaturgia attuale, innovativa, che rappresenti le idee ed le necessità del contemporaneo, di porsi in dialogo attivo e trasformante con il contesto sociale e culturale.
A tale fine verranno attivati un Laboratorio Permanente di Scrittura e un Laboratorio di Sviluppo della Drammaturgia in Scena, sui testi prodotti dagli autori partecipanti al bando, selezionati in base alle modalità di seguito riportate. Tali laboratori hanno come scopo la scrittura, l'ideazione, l'allestimento e successivamente la distribuzione di due spettacoli per la stagione estiva e invernale 2010-2011, in sinergia con realtà le produttive nazionali promotrici del progetto, asserendo l'effettiva presenza di una nuova voce teatrale in ambito nazionale ed estero.
Il tema su cui si svilupperà il lavoro creativo è: Il Privato per il Pubblico.
“È più facile da esprimere in negativo che in positivo. In positivo ci interessa lavorare su un’urgenza, su una reale necessità di utilizzare la scrittura teatrale per la condivisione di un privato, non come “espressione”, ma come “condivisione” di qualcosa di emotivamente importante per chi scrive. Quello che ci interessa non è l’autobiografia. Il privato ci interessa come piano di realtà concreto da cui esercitare la propria capacità di traghettare il personale verso l’universale. In negativo diremmo che con questo tipo di “tema libero” vorremmo evitare virtuosismi letterari, e scelte di temi alti dietro i quali sperare di nascondere una ispirazione bassa. Insomma vorremmo che chi sceglie di partecipare si mettesse deliberatamente nell’ottica di partire da sé per arrivare a tutti, senza camuffamenti formali e senza gli alibi che possono essere offerti dalla profondità del tema”.
L'attività del “Centro di Drammaturgia Permanente” verrà condotta per la parte della scrittura da Fausto Paravidino e Letizia Russo e per la parte di sviluppo della drammaturgia in scena da Stefano Messina e Paolo Zuccari. L'intero lavoro avverrà sotto la supervisione di una Commissione di Valutazione del lavoro, costituita da: Fausto Paravidino (autore), Letizia Russo (autrice), Valerio Binasco (regista e attore), Viviana Toniolo (attrice), Giovanni Pasetti (presidente Fondazione “Umberto Artioli” di Mantova), Paolo Zuccari (regista), Stefano Messina (Regista), Paolo Giovannucci (attore), Federica Restani (regista).
Il “Centro di Drammaturgia Permanente” articolerà la propria attività nei due settori della scrittura e nello sviluppo della drammaturgia in scena.
Per informazioni: www.centrodrammatugriapermanente.it
07.01.2010 - DON CHISCIOTTE per Mantova Teatro 09-10!
Martedì 12 gennaio 2010 Teatro Sociale, ore 21
FRANCO BRANCIAROLI in DON CHISCIOTTE
Progetto e regia di FRANCO BRANCIAROLI Scena di MARGHERITA PALLI Luci di GIGI SACCOMANDI Costumi di CATERINA LUCCHIARI Musiche di DANIELE D’ANGELO produzione TEATRO DE GLI INCAMMINATI
“Don Chisciotte è un enorme trattato sull’imitazione: così come lui imita i cavalieri, io imito i cavalieri della scena”. Con questa premessa Franco Branciaroli, dopo l’originale edizione di Finale di partita in cui il protagonista parlava con la voce del doppiatore italiano dell’ispettore Clouseau, introduce al suo nuovo spettacolo tratto dal testo di Miguel de Cervantes. Branciaroli sarà infatti impegnato nel doppio ruolo di Don Chisciotte e Sancho Panza, cui darà, imitandole, le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. D’altro canto era desiderio dichiarato di Gassman realizzare il capolavoro di Cervantes, e lo stesso Bene, che lo aveva interpretato una volta, avrebbe voluto rifarlo con Eduardo: “Li immagino nell’aldilà – spiega Branciaroli – dove finalmente realizzano il sogno di mettere in scena il libro più d’avanguardia che ci sia, quello che ha aperto le porte dell’era moderna: il Don Chisciotte. Li faccio parlare e così, accanto ai personaggi, riprenderanno vita anche i loro dialoghi, i loro battibecchi, il loro immaginario, i loro personalissimi vezzi speculativi”. E il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme, dei due mattatori ripercorrerà, in un clima di visionarietà che facilmente può far prendere per giganti dei mulini a vento, alcune delle scene più celebri del grande romanzo picaresco del siglo de oro spagnolo, dando loro nel contempo l’occasione di sfidarsi ancora su nuove “audaci imprese”, come a lungo fecero sui palcoscenici nazionali. Così ritroveremo anche le atmosfere di un teatro che non c’è più e che lo stesso Branciaroli, che con Bene ha recitato ai suoi esordi, ha preso per la coda: “Erano due avversari irriducibili – continua l’attore-regista – ma al fondo due artisti che si stimavano e forse, come Chisciotte e Sancho Panza, rappresentano un solo modo di pensare il mondo visto da due lati opposti”. Divertimento con un pizzico di nostalgia è la temperatura emotiva dello spettacolo, cui si aggiunge un continuo rispecchiarsi di finzione e realtà che invita alla riflessione sulla creazione artistica e sul teatro in sé; idea, questa, cui si ispirano le scene disegnate da Margherita Palli e illuminate da Gigi Saccomandi. Il finale? Non è una vera fine, cosa che sarebbe pertinente solo con il mondo dell’aldiquà: mentre nel tempo eterno i nostri due mattatori, e idealmente Branciaroli con loro, possono ripetere all’infinito, variandola e reinventandola, la rappresentazione.
Informazioni e prevendita: Spazio Mtt via San Longino 1/b tel 0376 363079 mantovac@capitalespettacolo.191.it
aperto tutti i pomeriggi dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19 giovedì e venerdì anche dalle 10 alle 13
11.12.2009 - ANNULLATO LO SPETTACOLO CONTROTEMPO
Lo spettacolo Controtempo con Francesca Reggiani previsto per venerdì 11 dicembre alle ore 21.00 presso il Teatro Sociale è stato annullato.
Si informano i possessori del biglietto che potranno essere rimborsati consegnado il biglietto stesso:
-presso il Tetro Sociale venerdì 11 dicembre dalle ore 20 alle ore 21 -presso lo Spazio Mtt di via San Longino fino al 23 dicembre negli orari di ufficio
Informazioni:
Spazio Mtt via San Longino, 1/b - Mantova tel 0376 363079
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo largo XXIV maggio, 13 - Mantova tel 0376 221259
30.11.2009 - SANDRO LOMBARDI e IAIA FORTE per Mantova Teatro 09-10!
Venerdì 4 dicembre 2009 Teatro Sociale, ore 21.00
E r o d i a d e ~ E r o d i à s
di Giovanni Testori
uno spettacolo di e con Iaia Forte e Sandro Lombardi
costumi Stefania Cempini, Marion D’Amburgo luci Gianni Pollini suono Antonio Lovato
Già compagni di scena nell'Ambleto, 2001, Iaia Forte e Sandro Lombardi si riuniscono di nuovo in un dittico testoriano dedicato alla figura di Erodiade, su cui più volte si era cimentato lo scrittore di Novate. Due testi paralleli e pur diversissimi, che hanno in comune la volontà di consegnare la parola alla fisicità dell'interprete. Nati separatamente, i due spettacoli confluiscono adesso in una unica messa in scena, più che giustificata dall'argomento, dall'autore e dall'affinità creatasi negli anni tra i due attori, che hanno anche condiviso con successo, nel 2007, I giganti della montagna di Luigi Pirandello. Iaia Forte affronta dunque l'Erodiade (pubblicata da Testori nel 1969 e originariamente scritta per Valentina Cortese) nella riscrittura che l’autore ne fece nel 1984, mentre Sandro Lombardi si cimenta con l'Erodiàs uscita, dopo la morte di Testori, nel 1994. Come già si evince dai titoli, i due testi si differenziano principalmente dal punto di vista linguistico: in lingua italiana il primo, laddove il secondo porta alle estreme conseguenze l'invenzione sul linguaggio, inaugurata con L'Ambleto, Macbetto ed Edipus, tra 1972 e 1977, e poi ripresa nei Tre lai, di cui Erodiàs costituisce il pannello centrale, incastonata tra una Cleopatràs e una Mater strangosciàs.
A colpire Giovanni Testori nella vicenda dell’uccisione di Giovanni Battista, è soprattutto la figura di Erodiade, madre di Salomé. Nella scrittura di Testori, è stata lei stessa a spingere la figlia Salomé tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, colpevole di aver rifiutato il suo amore. Completamente identificata nella sua passione impossibile, Erodiade sfida il Dio carnale di Giovanni e cerca la morte in scena. I motivi di fascino che hanno spinto Iaia Forte a mettere in scena "Erodiade" sono racchiusi nel testo, che contiene già in sé non solo la letteratura ma il teatro stesso. La lingua di Testori, profondamente "materica", fatta di odori e colori, misteriosa e musicale, ha bisogno di essere interpretata non soltanto attraverso la parola, ma anche attraverso il corpo, con passione e lucidità. Questa lingua ha inoltre il merito di disegnare un personaggio femminile complesso e a volte contraddittorio, potente e "virile", innocente e corrotto al tempo stesso: un'occasione rara nel panorama drammaturgico italiano. Alla fisicità prorompente di Iaia Forte e alla sua capacità espressiva spetta ora il compito di raccontare quello che Testori definisce un personaggio “a metà fra un Dio astratto e quello incarnato", in un continuo incontro-scontro con se stesso, con il divino, con l'amore e con il senso della vita stessa.
Per quanto riguarda Sandro Lombardi, siamo in un teatrino di qualche cittadina brianzola tra i laghi e i monti, dove un attore, identificandosi con Erodiàs, intona uno strampalato canto funebre. L’antica concubina di Erode inizia il suo lamento rimproverando il Battista di esserle apparso, tra i fumi del crepuscolo, troppo bello e seducente, e rievocando di lui ogni attrattiva, muscoli e randello compresi. Al di là della sua natura di compianto funebre, questo soliloquio è anche un canto d’amore: appassionato, struggente e disperato. Repentini scarti d’umore spostano di continuo il clima scenico dai toni altissimi della tragedia alla situazione quotidiana, anche baraccona e grottesca, di una stanca «subrettona» dalle bellezze appassite. Lo spettacolo si gioca tutto nel contrasto tra il riferimento biblico col suo sfondo palestinese e la fastosità barocca di un linguaggio che sposta la nota vicenda in un clima guittesco da teatro di varietà. La dimensione profondamente tragica e apocalittica di questo testo non impedisce insomma lo sbocciare di momenti di irresistibile comicità che Sandro Lombardi sa cogliere magistralmente.
Info e biglietti Spazio Mtt Via San Longino, 1/b tel 0376 363079 Apertura della biglietteria presso il Teatro Sociale un’ora prima dello spettacolo
24.11.2009 - ASCANIO CELESTINI per Mantova Teatro 09-10!
Venerdì 27 novembre Teatro Sociale, ore 21
IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA racconti di Ascanio Celestini musiche di Matteo D’Agostino suono di Andrea Pesce
Quando l’Arci mi ha chiesto di partecipare a questo progetto contro il razzismo ho risposto che l’avrei fatto volentieri, ma che non sarei riuscito a scrivere un nuovo spettacolo. Mi hanno detto che le avevano già sentite alcune storie mie sul razzismo, che potevo ripartire da quelle. Così ho fatto. Ho ripescato in un repertorio fatto di racconti detti fuori dai miei spettacoli. Racconti scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Intorno a questi frammenti ne ho messi altri e ho cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne aggiungeranno altre nel corso della breve tournée.
Giancarlo Gentilini è riuscito a dichiararsi contrario anche ai cani immigrati quando l’anno scorso ha detto “noi non vogliamo le razze straniere, noi vogliamo quegli amici dell’uomo che accompagnavano i nostri agricoltori (...) sulle montagne”. Ed è proprio da questo repertorio che insieme a Matteo D’Agostino e Andrea Pesce siamo partiti per scrivere e montare le nostre brutte storie razziste.
Informazioni e prevendita Spazio Mtt Via San Longino 1/b 0376 363079 www.ticketone.it
Biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un’ora prima dello spettacolo
19.11.2009 - Visita il nuovo sito sulla programmazione teatrale WWW.MANTOVATERRADITEATRO.NET
Mantova terra di teatro è un progetto triennale, nato nel 2007, attraverso il quale prosegue l'impegno della comunità mantovana nella promozione e realizzazione delle attività culturali a Mantova. La lunga tradizione teatrale, testimoniata dalla numerosa presenza di compagnie teatrali che hanno transitato a Mantova e dalla rilevante presenza di teatri pubblici e privati, ha consegnato alla città una preziosa eredità teatrale.
Grazie a questo progetto nasce anche il nuovo sito www.mantovaterraditeatro.net che permetterà al visitatore di trovare tutte le informazioni sulla la principale programmazione teatrale del territorio mantovano.
16.11.2009 - 27 e 28 novembre 2009: FONTI INFORMATICHE PER LA STORIA DELLO SPETTACOLO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA DIPARTIMENTO DI LINGUISTICA, LETTERATURA E SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
FONDAZIONE “UMBERTO ARTIOLI” MANTOVA CAPITALE EUROPEA DELLO SPETTACOLO
Fonti informatiche per la storia dello spettacolo: HERLA e AMAtI due modelli di banche dati
Verona, Foyer del Teatro Nuovo - 27 Novembre 2009, ore 14,30 Mantova, Sala Norlenghi - 28 Novembre 2009, ore 9,30
L’individuazione delle fonti documentarie di molteplici fenomeni rappresentativi e il loro spoglio sistematico, intrapreso negli ultimi decenni, hanno spinto il Dipartimento di Linguistica, Letteratura e Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Verona e la Fondazione “Umberto Artioli”, Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, ad avviare un dibattito sui modelli di acquisizione informatica delle fonti dello spettacolo elaborati in questi anni, dedicando due giornate di studio al tema Fonti informatiche per la storia dello spettacolo: HERLA e AMAtI due modelli di banche dati.
Venerdì 27 novembre a Verona, ore 14.30, e sabato 28 novembre a Mantova, ore 9.30, il prof. Siro Ferrone dell’Università degli Studi di Firenze e dodici studiosi provenienti da varie Università e Istituti di ricerca italiani indagheranno le prospettive offerte alla ricerca scientifica del settore dall’impiego di nuovi strumenti informatici e illustreranno la concezione di due specifiche banche dati: l’Archivio Herla della Fondazione “Umberto Artioli” di Mantova e l’Archivio Multimediale dell’Attore Italiano (AMAtI) dell’Università degli Studi di Firenze.
L’archivio Herla, che compie quest'anno 10 anni d'attività, è una banca dati consultabile on-line frutto di un progetto di ricerca e inventariazione concepito da Umberto Artioli, Francesco Bartoli e Siro Ferrone; progetto che, proponendosi in un primo tempo di schedare la documentazione esistente sulla Commedia dell’Arte, conservata presso archivi italiani e stranieri, ha successivamente esteso la propria area di catalogazione a tutte le forme dello spettacolo nell’età dei Gonzaga fra il 1480 e il 1630.
AMAtI è un archivio informatico multimediale sugli attori italiani che dal XV al XX secolo hanno esercitato la propria professione nel teatro di prosa, nell’opera, nella danza, nel cinema, nella radio e nella televisione. Il progetto, ideato e diretto da Siro Ferrone, offre un facile accesso a voci biografico-artistiche esaurienti e originali, a un elenco di fonti e a una selezione di dati sulla carriera e su singole interpretazioni.
Luoghi del Convegno:
Foyer del Teatro Nuovo entrata dal cortile della Casa di Giulietta Via Cappello, 23 37121 VERONA
Sala Norlenghi della Fondazione BAM-MPS Corso Vittorio Emanuele, 13 46100 MANTOVA
Per informazioni:
Dipartimento di Linguistica, Letteratura e Scienze della Comunicazione Università degli Studi di Verona SIMONA BRUNETTI simona.brunetti@univr.it 045-8028575
Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo ALICE RABAGLIA fondazione@capitalespettacolo.it 0376-221259 www.capitalespettacolo.it
06.11.2009 - NOVECENTO di Alessandro Baricco per Mantova Teatro 09-10
Venerdì 20 novembre 2009 Teatro Sociale, ore 21.00 Compagnia Teatri Possibili NOVECENTO di Alessandro Baricco regia di Corrado d’Elia assistente alla regia Tobia Rossi scenografia Francesca Marsella
con Corrado d’Elia
“Non si è completamente fregati finché si ha una buona storia da raccontare...”
Novecento è una buona storia da condividere. E la storia incredibile e fantastica di Boodmann T.D. Lemon Novecento, il più grande pianista del mondo nato e vissuto su una nave senza mai scendere. Si raccontano i meravigliosi anni Venti a cavallo tra le due guerre nell’età del jazz, quando ogni cosa sembrava muoversi seguendo quel ritmo irresistibile. Questa singolare storia si dipana su una nave chiamata Virginian che fa la spola dall’Europa alla sognata America e che racchiude in sé tutte le storie del mondo.
Novecento non è un monologo ma un incarnato di perfezione, una favola struggente e bellissima da raccontare con la stessa malinconica voluttà che lui usava quando accarezzava le curve di un regtime.
Con capacità da acrobata e intensità poetica, caratteristiche a cui ci ha abituati con i suoi personaggi e le sue indmenticabili interpretazioni, Corrado d’Elia racconta Novecento con la leggerezza di un sogno, suonando con magia una partitura di fini emozioni.
Info e Biglietti: Spazio Mtt via San Longino, 1/b tel 0376 221259 mantovac@capitalespettacolo.191.it
www.ticketone.it
30.10.2009 - UN ISPETTORE IN CASA BIRLING per mantova teatro 09-10!
GIOVEDì 5 NOVEMBRE - TEATRO SOCIALE MANTOVA - ORE 21
BIS Tremila srl
UN ISPETTORE IN CASA BIRLING
di John Boynton Priestley
traduzione Giovanni Lombardo Radice
con
Paolo Ferrari e Andrea Giordana
e con
Crescenza Guarnieri
Cristina Spina
Vito Di Bella
Mario Toccafondi
Loredana Gjeci
regia
Giancarlo Sepe
In Inghilterra nel 1912, la famiglia Birling festeggia il proprio benessere finanziario e il fidanzamento della figlia Sheila con un giovane industriale. Abiti da sera, cena e vini d’annata. Mentre tutto fila liscio verso la conclusione, bussano alla porta: un’ispettore di polizia deve porre delle domande al capo famiglia, Arthur… Un inizio folgorante per una commedia a carattere giallo, piena di suspense. Il poliziotto mette in crisi la serata, la famiglia, gli affari, il fidanzamento e tutto il resto. Sulla storia aleggia la morte violenta di una giovane donna. Ecco una combine che non ha eguali nel teatro del novecento, di cui J.B.Priestley ne è un rappresentante esemplare: thriller e dramma borghese. Le ipocrisie dell’alta società che si mischiano al disagio del ceto meno abbiente, che soccombe. Le colpe che si materializzano e diventano spauracchi agli occhi della famiglia Birling che prova a scaricare le proprie responsabilità. Un interrogatorio poliziesco che dura un’intera notte, non risparmiando niente e nessuno. Una serie di colpi di scena alla Hitchcock che cambia ogni volta il nome dell’assassino, coinvolgendo i protagonisti, presunti ignari e presunti colpevoli, in una sarabanda surreale e velenosa, che non conosce sosta e che ha termine alle prime luci dell’alba.
Giancarlo Sepe
Informazioni e biglietti:
Spazio Mtt, via San Longino 1/b
Tel 0376 363079
mantovac@capitalespettacolo.191.it
26.10.2009 - BARCAFOGLIA APRE LA STAGIONE DI PROSA mantova teatro 09-10
Martedì 27 ottobre 2009
Teatro Ariston, ore 11.00
Il Teatro del Pettirosso
BARCAFOGLIA
ideazione e regia di Annamaria Giacomelli
musica dal vivo di Marco Remondini
scenografia e oggetti di Annamaria Giacomelli
con Annamaria Giacomelli e Marco Remondini
pescatori Davide Baroni e Mario Moretti
spettacolo gratuito fuori abbonamento
Intervento narrativo caratterizzato da rumori, musica dal vivo, immagini proiettate.
I protagonisti delle storie sono pescati nelle acque dell’immaginario popolare.
BarcaFoglia percorre idealmente le acque che dal fiume arrivano al mare, accompagnano lo spettatore nel viaggio segreto della speranza, dove gli uomini si trasformano in abitanti marini per trovare un luogo dove stare.
Chi intraprende un viaggio, deve essere pronto a captare codici, leggere costellazioni, orientarsi nella solitudine. La barca alla fine dello spettacolo sarà colma di storie forgiate in piccoli e preziosi oggetti abitati da personaggi fantastici che ci faranno entrare in luoghi e mondi oggi lontanissimi eppure ancora impregnati di canti, sudore, amori, desideri, allegria.
Le storie che caratterizzano lo spettacolo sono tratte da leggende, filastrocche, interviste a pescatori del Delta Po
01.10.2009 - MANTOVA TEATRO 09-10: 15 imperdibili appuntamenti!
Martedì 27 ottobre 2009 Teatro Ariston, ore 11.00 Il Teatro del Pettirosso BARCAFOGLIA (fuori abbonamento) Ideazione e regia di Annamaria Giacomelli Musica dal vivo di Marco Remondini Scenografia e oggetti di Annamaria Giacomelli Con Annamaria Giacomelli e Marco Remondini Pescatori: Davide Baroni e Mario Moretti Spettacolo gratuito per le scuole fuori abbonamento
Giovedì 5 novembre 2009 Teatro Sociale, ore 21.00 BIS Tremila s.r.l. UN ISPETTORE IN CASA BIRLING (evento speciale fuori abbonamento) Di John Boynton Priestley Con Paolo Ferrari e Andrea Giordana Regia di Giancarlo Sepe
Venerdì 20 novembre 2009 Teatro Sociale, ore 21.00 Compagnia Teatri Possibili NOVECENTO Di Alessandro Baricco Regia di Corrado d’Elia Assistente alla regia Tobia Rossi Scenografia Francesca Marsella Con Corrado d’Elia
Venerdì 27 novembre 2009 Teatro Sociale, ore 21.00 Arci presenta IL RAZZISMO E’ UNA BRUTTA STORIA Racconti di Ascanio Celestini Musiche di Matteo D’Agostino Suono di Andrea Pesce Con Ascanio Celestini
Venerdì 4 dicembre 2009 Teatro Sociale, ore 21.00 Compagnia Sandro Lombardi ERODIADE Di Giovanni Testori Interpretazione e regia di Iaia Forte ERODIAS DI Giovanni Testori Interpretazione e regia di Sandro Lombardi Luci di Gianni Pollini Suono di Antonio Lovato Costumi di Stefania Cempini e Marion D’Amburgo
Venerdì 11 dicembre 2009 Teatro Sociale, ore 21.00 La Nuova Ambra CONTROTEMPO Di Christian Simeon Regia di Gabriele Vacis Con Francesca Reggiani
Martedì 12 gennaio 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Teatro de Gli Incamminati DON CHISCIOTTE Progetto e regia di Franco Branciaroli Con Franco Branciaroli Scena di Margherita Palli Luci di Gigi Saccomandi Costumi di Caterina Lucchiari Musiche di Daniele D'Angelo
Martedì 26 gennaio 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Teatro della Tosse CANDIDO Viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili Adattamento teatrale di Tonino Conte e Emanuele Conte dal romanzo Candido o dell’ottimismo di Voltaire Regia di Emanuele Conte Scene e Costumi di Paola Ratto e Bruno Cereseto tratti dai bozzetti di Emanuele Luzzati Con Enrico Campanati, Pietro Fabbri, Bruno Cereseto, Silvia Bottini, Alberto Bergamini, Luca Ferri, Sara Novellini, Lupo Misrachi
Martedì 9 febbraio 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Teatro e Società srl – Ars. Creazione e Spettacolo – Fondazione BAM LA STRANA COPPIA Di Neil Simon Regia di Francesco Tavassi Con Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi Scene di Alessandro Chiti Musiche di Daniele D’Angelo
Martedì 16 febbraio 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Marangoni Spettacolo SESSO? GRAZIE TANTO PER GRADIRE Di Franca Rame, Dario Fo e Jacopo Fo Regia di Milvia Marigliano Con Alessandra Faiella
Giovedì 25 febbraio 2010 Venerdì 26 febbraio 2010 (fuori abbonamento) Teatro Sociale, ore 21.00 Teatro Stabile Napoli- Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Eliseo LA TEMPESTA Di William Shakespeare Regia Andrea De Rosa Con Umberto Orsini e con Flavio Bonacci, Rino Cassano, Francesco Feletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano Spazio scenico Alessandro Ciammarughi, Andrea De Rosa, Pasquale Mari Scene e costumi Alessandro Ciammarughi Luci di Pasquale Mari Suono di Hubert Westkemper
Venerdì 5 marzo 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Officine Puricelli TRE SORELLE Di Anton Cechov Regia di Paolo Zuccari Con Magali Alemps, Daniele Amendola, Michele Bevilacqua, Maria D’Arienzo, Chiara Degani Luigi Di Pietro, Paolo Giovannucci, Daniele Natali, Daniele Paoloni, Aurora Perez, Simone Spinazzè, Elodie Treccani
Martedì 16 marzo 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Teatro Stabile di Verona – Fondazione Atlantide GAT LA BISBETICA DOMATA Di William Shakespeare Adattamento di Piermario Vescovo Regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo Con Natalino Balasso e Stefania Felicioli e con Linda Bobbo, Ursula Joss, Silvia Casotti, Marta Meneghetti, Lucia Schierano, Carla Stella, Antonella Zaggia, Camilla Zorzi Illustrazioni dal vivo di Gek Tessaro Costumi di Chiara Defant Musiche di Antonio Di Pofi Luci di Enrico Berardi Assistente alla regia Paola Degiuli
Venerdì 26 marzo 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Ars. Creazione e Spettacolo – Fondazione BAM ATTI D’AMORE Monologo sull’amore per la voce di Barbara De Gabrielis La donna alata Da Angela Carter Regia di Raffaele Latagliata Con Federica Restani Tre donne Di Sylvia Plath Regia di Ema Andrea Con Ema Andrea, LoredanaGejci
Martedì 13 aprile 2010 Teatro Sociale, ore 21.00 Società per Attori ROMAN E IL SUO CUCCIOLO Regia di Alessandro Gassman Con Alessandro Gassman
ABBONAMENTI E PREVENDITA Spazio Mtt - via San Longino, 1/b Mantova lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19 giovedì e sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 tel. 0376 363079 mantovac@capitalespettacolo.191.it vendita online www.ticketone.it
BIGLIETTI i biglietti saranno in vendita un’ora prima dello spettacolo presso il Teatro Sociale
interi: posto numerato platea 18,00 euro palchi, loggia e loggione 12,00 euro
studenti: 6,00 euro qualora il biglietto venga acquistato in prevendita
per una classe di almeno 8 studenti: biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore
ingresso gratuito per disabile ed eventuale accompagnatore
ABBONAMENTI vendita dal 12 ottobre al 20 novembre 2009 posto numerato platea per 13 spettacoli Interi: 132,00 euro Studenti: 53,00 euro
30.09.2009 - E' STATA PRESENTATA QUESTA MATTINA MANTOVA TEATRO 09-10, LA STAGIONE DI PROSA DEL COMUNE DI MANTOVA.
E' stata presentata questa mattina presso la Sala Bonaffini del Comune di Mantova la nuova stagione di prosa. Mantova Teatro 09-10 vanta alcuni dei nomi più importanti del panorama attoriale italiano. Umberto Orsini, Elisabetta Pozzi, Alessandro Gassman, Natalino Balasso, Sandro Lombardi, Franco Branciaroli, Andrea Giordana.. e molti altri calcheranno il palcoscenico del Teatro Sociale che ospiterà le 15 date della stagione da novembre ad aprile.
28.09.2009 - A PASSO DI MUSICAL dal 29 settembre al 3 novembre al Cinema del Carbone.
L’ormai consolidata collaborazione tra la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo e Il cinema del carbone, conduce quest’anno ad indagare l’affascinante mondo del Musical. Genere nato come rappresentazione teatrale che associa diverse forme espressive e comunicative quali la recitazione, il canto e la danza, il Musical diventa popolare a partire dalla fine degli anni ’20 grazie anche alla sua trasposizione cinematografica.
A passo di Musical. Cantare, ballare e sognare al cinema presenta alcuni dei Musical più rilevanti della storia del cinema a partire dagli anni ’30 fino ai giorni nostri. Un’imperdibile opportunità viene dunque offerta al pubblico che potrà vedere misurarsi alcuni dei più grandi attori e registi con un genere complesso, fantastico e stranamente attuale.
Dopo Tutto Bene. Il cinema di Carmelo Bene del 2006, Filming Shakespeare. Il Bardo al cinema del 2007 e La sostanza stessa dello sguardo. Artaud e il cinema del 2008, questa manifestazione segna un nuovo passo nella forte volontà di rendere visibile un possibile linguaggio teatrale attraverso lo schermo luminoso del cinematografo.
Alice Rabaglia
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
martedì 29 settembre ore 19.30 aperitivo inaugurale con proieazione video prodotti in occasione del laboratorio Oltre il Sipario nell'ambito del Progetto LabCom
ore 21.15 LA VEDOVA ALLEGRA di Ernst Lubitsch, USA, 1934, 110' con Edward Everett Horton, Maurice Chevalier, Jeanette MacDonald, Una Merkel
martedì 6 ottobre UN AMERICANO A PARIGI di Vincente Minnelli, USA, 1951, 115' con Gene Kelly, Leslie Caron, Oscar Levant, Geirges Guetary, Nina Foch
martedì 13 ottobre LES PARAPLUIES DE CHERBOURG di Jacques Demy, Francia/Germania, 1963, 91' con Catherine Deneuve, Nino Castelnuovo, AnneVernon, Marc Michel, Ellen Farner
martedì 20 ottobre TOMMY di Ken Russel, UK, 1975, 111' con Ann Margaret, Oliver Reed, Eric Clapton, Roger Daltrey
martedì 27 ottobre MOULINE ROUGE! di Baz Luhrmann, Australia, 2001, 130' con Nicole Kidman, Ewan McGregor, John Leguizamo
martedì 3 novembre LES CHANSONS D'AMOUR di Chrisophe Honoré, Francia, 2007, 95' con Louis Garrel, Ludvine Saigner, Chiara Mastroianni
ingresso libero a tutte le proiezioni della rassegna
13.05.2009 - TORNA IL FESTIVAL ARLECCHINO D'ORO DAL 19 AL 28 GIUGNO 2009!
16.04.2009 - PARTECIPA AL LABORATORATORIO SULLA COMUNICAZIONE AUDIOVISIVA PER IL TEATRO!
OLTRE IL SIPARIO
Laboratorio di comunicazione audiovisiva per il Teatro
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
11 maggio - 3 luglio
Laboratorio in aula (69 ore)
Fornisce gli strumenti teorici e tecnici necessari per l’ideazione e la realizzazione di prodotti audiovisivi per lo spettacolo dal vivo, dall’allestimento alla rappresentazione scenica. In particolare i prodotti realizzati hanno lo scopo di documentare la IV edizione di TEATRO-Arlecchino d’Oro, Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano.
Periodo: dall’11 maggio al 12 giugno
Interventi sull’evento
documentazione audiovisiva di TEATRO-Arlecchino d’Oro, Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano
Periodo: dal 19 al 28 giugno
Laboratorio tecnico (30 ore)
Elaborazione e realizzazione dei prodotti audiovisivi
Periodo: dal 22 giugno al 3 luglio
Principali materie trattate:
Storia del Teatro
Lo spettatore e il Teatro
Comunicazione e Linguaggi audiovisivi
Documentazione audiovisiva: dalla ripresa all’archiviazione
La stagione 2008-2009 di Mantova Teatro, organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo per il Comune di Mantova, si chiude martedì 7 aprile, alle 21 al Teatro Sociale di Mantova, con un grande debutto: la prima assoluta di Casamatta Vendesi, l’ultima commedia realizzata dalla compagnia mantovana Ars. Creazione e Spettacolo, insieme a Atalante Film e in collaborazione con Prima Show. Il testo e la regia sono firmati da Angelo Orlando.
Casamatta Vendesi è uno spettacolo esilarante, con l’energia di sei attori, che in un gioco al massacro raccontano il mondo del teatro e i suoi retroscena. Dal testo, che ad intervalli e con numerosi rimaneggiamenti vanta un lungo periodo di rappresentazione dal ‘94 ad oggi, è stata tratta la sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas 2005 come miglior commedia, che diventerà entro il 2009 un film prodotto da Tonino Zangardi per Atalante.
Casamatta Vendesi è un testo che muta con i tempi, per dare sfogo e dimostrazione di quella crudeltà e ironia che contraddistinguono le storie degli attori nella vita e sulla scena, in un avvicendarsi di eventi teatrali e reali di forte emotività. Quelli che si vedranno in scena saranno gli attori di oggi che parleranno del loro “qui e ora” con lucida e disinvolta naturalezza, tanto limpida da divenire ora comica, ora grottesca e spietata verità. I sei attori protagonisti della piéce si trovano a vivere un meccanismo al tempo stesso magico e feroce. Devono interpretare un testo chiamato Casamatta Vendesi, una storia misteriosa e stregata che parla di sei attori che interpretano un lavoro dal titolo Casamatta Vendesi e così via, come in un gioco di scatole cinesi. La trama è il pretesto per parlare della vita degli attori e di un mondo complesso e non di rado crudele, ma pur sempre irresistibile, quale è il mondo del teatro.
Chi vide Casamatta Vendesial suo debutto dieci anni fa riconoscerà quelle contingenze immutabili nel lavoro dell’attore e allo stesso tempo i cambiamenti radicali avvenuti in questo pezzo di storia. Per riportare nei teatri italiani questo spettacolo evergreen, la compagnia Ars. Creazione e Spettacolo con Raffaele Latagliata, Adriano Evangelisti e Lusiana Pedroso, ha formulato un progetto a lungo termine insieme al regista e produttore Tonino Zangardi che ha fortemente voluto la rimessa in scena con Angelo Orlando in veste di attore e al suo fianco i colleghi e amici storici Valentina Carnelutti e Alessandro Propoli, che già presero parte alle edizioni precedenti.
Biglietti: 15 euro intero platea; 12 euro intero palchi, loggia e loggione; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.
Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it
26.03.2009 - FRANCA VALERI AL TEATRO ARISTON PER MANTOVA TEATRO 2008-2009!
Lunedì 30 marzo 2009, ore 21
Teatro Ariston - Mantova
FRANCA VALERI
in
CARNET DE NOTES
di e con Franca Valeri soprano: Eleonora Caliciotti tenore: Edoardo Milletti basso: Emanuele Casani pianoforte: Ida Iannuzzi a cura di Giuseppe Marini
La splendida ottantottenne Franca Valeri è la protagonista assoluta del prossimo appuntamento della stagione 2008-2009 di Mantova Teatro. Lunedì 30 marzo alle 21 porterà al Teatro Ariston di Mantova la sua ultima piéce Carnet de notes, una sorta di taccuino di appunti che ripercorre una vita e una carriera artistica eccezionale. Si tratta di una versione creata nel 2008, ma che riprende un’idea già elaborata nei primi Carnets del 1951, quella di accoppiare parole e musica, due grandi passioni dell’attrice, facendole dialogare e talvolta sfidare tra loro all’insegna dell’ironia.
In questo spettacolo, di cui è anche autrice, Franca Valeri punta sulla sua grande specialità, il monologo. Le parole, però, trovano stavolta un potente avversario: la nota musicale. La grande passione per la musica, e in particolare per l’opera lirica, che da sempre caratterizza la Valeri, diventa quindi uno strumento di dialogo e confronto con la parola recitata, fino a rappresentare una sfida ideale tra i due linguaggi. La parola soffre di una sorta di complesso di inferiorità rispetto alla musica, spiega l’attrice, perché quest’ultima è talmente diretta che si può affermare che due note dicono più di un’intera conferenza. Ecco che allora i brani del monologo in Carnet de notes si alternano ai brani musicali eseguiti dal vivo dal soprano Eleonora Caliciotti e dal tenore Edoardo Milletti, accompagnati al basso da Emanuele Casani e al pianoforte da Ida Iannuzzi. I pezzi sono selezionati tra le opere più amate dalla Valeri, romanze firmate da Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Pietro Mascagni, Gaetano Donizetti. Alla musica si intervallano le riflessioni e gli sketch, che danno alla performance un carattere leggero e godibile, così come l’ha voluta l’attrice. Si parla dell’arte ma anche della vita quotidiana e delle piccole contraddizioni che caratterizzano il vivere nella nostra società. E a mostrarci questi nostri difetti, queste caratteristiche, tornano i personaggi più celebri inventati dal Franca Valeri nella sua lunga carriera teatrale, televisiva e cinematografica, quelle figure esilaranti e spesso un po’ strampalate che amplificano alcune qualità diffuse ieri come oggi e che proprio per questo hanno reso l’attrice amatissima dal pubblico. Torna, ad esempio, la Signorina Snob, conosciuta anche come la Signorina Cesira, una tipica ragazza della borghesia milanese. La Valeri, poi, veste nuovamente i panni della moglie del tenore e della Signora Cecioni, popolana romana perennemente al telefono con mammà e inseparabile dai suoi bigodini giganti. Ognuna di queste maschere viene riproposta con i suoi cavalli di battaglia o in una versione leggermente rivista, come apparirebbero oggi, un po’ invecchiate, dopo tanti anni. Con i personaggi di Franca Valeri vanno in scena i difetti, i tic, le manie, le piccole ipocrisie di una società, con le sue differenti classi sociali.
Biglietti: 15 euro intero; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.
Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it.
19.03.2009 - PER AMLETO arriva a mantova teatro 08-09!
Lunedì 23 marzo 2009, ore 21
Teatro Ariston - Mantova
Teatro Festival Italia e Nuovo Teatro Nuovo
PER AMLETO
da William Shakespeare adattamento e regia Michelangelo Dalisi
con Salvatore Caruso, Francesco Villano, Michelangelo Dalisi
elementi scenici Riccardo Dalisi costumi Elena Cavaliere, da un’idea di Gianluca Falaschi disegno luci Luigi Biondi foto di scena Alessandro Giuliano progetto video Simone Covini aiuto regia e drammaturgia Linda Dalisi
Non è il classico “Amleto” che noi tutti conosciamo, quello che la compagnia Nuovo Teatro Nuovo, in collaborazione con Teatro Festival Italia, porterà in scena lunedì 23 marzo alle 21 al Teatro Ariston di Mantova, per la stagione teatrale 2008-2009 di Mantova Teatro.
Il titolo, infatti, potrebbe trarre in inganno. “Per Amleto” prende soltanto spunto dall’opera di Shakespeare per costruire, grazie alla rilettura operata dal regista Michelangelo Dalisi, un discorso sul teatro e sull’essere attori. Per farlo, Dalisi ha estratto dall’opera shakespeariana due personaggi marginali, che diventano i suoi protagonisti: i due guitti, ovvero gli attori del teatro di strada, a cui il principe di Danimarca affida la rappresentazione teatrale, momento chiave della tragedia, con la quale intende svelare l’assassino di suo padre. Anche l’ambientazione non è quella del nobile palazzo di Amleto, ma viene completamente rivista in chiave ironica e surreale. Infatti, la scena si svolge in un piccolo cimitero dove due becchini scavano una fossa. La cassa che portano è ricoperta da un brandello di stoffa rossa, che ricorda un vecchio sipario. Chi devono seppellire? O cosa? E soprattutto perché piangono al momento di doverla ricoprire di terra? Sono veri becchini o nascondono un’altra identità? In un altro mondo, in un’altra vita, Ignazio e Petronio erano i “tragici della città”, quelli che tanto piacevano al principe Amleto. Quelli che lo commuovevano al punto da suggerirgli involontariamente l’arma con cui conoscere la verità e finalmente essere pronto a compiere la sua vendetta: <<Il teatro è la cosa con cui metterò in trappola la coscienza del re>>, diceva Amleto nel testo di Shakespeare.
Ma in quest’altro mondo non c’è nessun re. C’è solo una coppia di attori che poco alla volta, diretti da uno smemorato Amleto, ne riporteranno in scena la memoria, lungo un percorso di conoscenza fino all’accettazione del proprio destino. Ma chi è per i due becchini questo principe avvolto nel lungo cappotto nero? E chi sono loro per lui? Ignazio e Petronio preferiscono seppellire il teatro piuttosto che viverlo con il loro vero compito di attori: quello di traghettatori. Ed è proprio Amleto che, costringendoli a rivivere la sua tragedia, li riporterà all’azione teatrale, in un gioco di dinamica convivenza tra l’alto delle parole di Shakespeare e il basso delle continue trovate da guitti dei due becchini-clowns.
Questo gioco del teatro è un po’ come scoperchiare un vaso di Pandora da cui a poco a poco i personaggi della tragedia (lo spettro, Claudio, Polonio, Rosencrantz e Guildenstern, Ofelia, Gertrude, Laerte) verranno fuori come in un vortice. Vittima e carnefice, morte e rinascita, dramma e farsa si specchiano in un continuo rimando.
L’incontro tra Amleto e i due becchini-clowns racconta quindi quanto il teatro sia come dice Kantor un <<procedimento demiurgico che affonda le sue radici nell’altro mondo>>.
Il testo di “Per Amleto”, scritto da Michelangelo Dalisi e messo in scena da Nuovo Teatro Nuovo, nel 2006 ha vinto il Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” con questa motivazione: “In una libera e astuta contraffazione di alcune delle più celebri scene dell'Amleto, il gruppo napoletano rinnova tradizionali maschere comiche attraversando e tradendo la lezione di Eduardo De Filippo e Leo De Berardinis, e contaminandola, fino a Lucio Battisti, alla ricerca di un nuovo teatro popolare. Il risultato è l'esilarante parodia di un classico”.
La stagione di prosa di Mantova Teatro è organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo per conto del Comune di Mantova.
Biglietti: 15 euro intero; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.
Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it.
15.03.2009 - LAB.COM RICERCA PERSONALE. LAVORA CON NOI!
RICERCA DI PERSONALE
COORDINATORE/FACILITATORE DELL’ESPERIENZA E DELLE RELAZIONI (Progetto Lab.Com)
Alce Nero società cooperativa sociale ONLUS, nell’ambito del progetto intitolato “Lab.Com Lo spazio dei giovani nella comunicazione”, con capofila la Provincia di Mantova, cofinanziato dalla Regione Lombardia in accordo quadro con il Ministero della Gioventù, ricerca personale da inserire nel progetto in qualità di COORDINATORE /FACILITATORE DELL’ESPERIENZA E DELLE RELAZIONI.
Il progetto “Lab.Com – Lo spazio dei giovani nella comunicazione” prevede l’organizzazione di uno spazio fisico (il luogo è rappresentato dal nuovo spazio di Sant’Agnese a Mantova) ma anche spazio di comunicazione, vissuto come un laboratorio permanente e dinamico, in grado di elaborare la maggior parte dei materiali comunicativi: testi, immagini, video, audio, in forma digitale, per l’elaborazione e la diffusionedi prodotti comunicativi legati alle attività delle associazioni giovanili mantovane, in occasione di eventi culturali,a disposizione delle scuole e dell’Università con il coinvolgimento dei giovani.
Lab.com sarà a disposizione degli eventi musicali, teatrali, letterari con il coinvolgimento dei festival cittadini.
Il coordinatore gestirà le attività dello spazio Lab.Com e dovrà essere un “animatore di processo” ed in particolare dovrà:
-coordinare i gruppi di lavoro dei laboratori e degli eventi;
-creare coinvolgimento e partecipazione dei giovani;
-garantire l’efficace funzionamento delle attività previste dal progetto
-curare la documentazione del progetto (rilevazioni dei flussi, programmazioni, verifiche, raccolta di materiali)
-curare la gestione degli spazi del progetto e dei suoi materiali
Inoltre, si ritiene importante che il professionista abbia ampia conoscenza del territorio e delle reti istituzionali che lo attraversano, al fine di tenere costante attenzione ai processi di integrazione tra il progetto, i destinatari e il territorio in cui si situa.
Caratteristiche e competenze richieste
Titolo di studio richiesto: laurea magistrale in discipline umanistiche o giuridico/economiche
übuona conoscenza della lingua inglese
übuona competenza informatica (pacchetto office e utilizzo di internet)
üpreferibile esperienza almeno biennale nel coordinamento e gestione di progetti integrati
üpropensione agli incarichi di responsabilità
üconoscenza del territorio e delle reti istituzionali che lo attraversano, al fine di tenere costante attenzione ai processi di integrazione tra il progetto, i destinatari e il territorio in cui si situa
üEtà massima 35 anni, Patente di tipo B, Disponibilità agli spostamenti, Flessibilità negli orari di lavoro, disponibilità anche al lavoro full time.
I candidati potranno inviare il proprio curriculum allegato ad una lettera di presentazione entro il 25 marzo 2009 alle seguente mail: info@alcenero.org;progettolabcom@gmail.com
I colloqui per i candidati che avranno superato la prima selezione sulla base del curriculum, si svolgeranno indicativamente la settimana successiva.
È previsto l’avvio dell’incarico a progetto (per circa un anno e mezzo) nel mese di aprile 2009. Il compenso mensile lordo con un contratto di collaborazione è di € 2'250,00. In alternativa al contratto di collaborazione è possibile stipulare un contratto di lavoro autonomo professionale.
RICERCA di PERSONALE
ESPERTO INFORMATICO
(Progetto Lab.Com)
Alce Nero società cooperativa sociale ONLUS, nell’ambito del progetto intitolato “Lab.Com Lo spazio dei giovani nella comunicazione”, con capofila la Provincia di Mantova, cofinanziato dalla Regione Lombardia in accordo quadro con il Ministero della Gioventù, ricerca personale da inserire nel progetto in qualità di ESPERTO INFORMATICO.
Il progetto “Lab.Com – Lo spazio dei giovani nella comunicazione” prevede l’organizzazione di uno spazio fisico (il luogo è rappresentato dal nuovo spazio di Sant’Agnese a Mantova) ma anche spazio di comunicazione, vissuto come un laboratorio permanente e dinamico, in grado di elaborare la maggior parte dei materiali comunicativi: testi, immagini, video, audio, in forma digitale, per l’elaborazione e la diffusionedi prodotti comunicativi legati alle attività delle associazioni giovanili mantovane, in occasione di eventi culturali,a disposizione delle scuole e dell’Università con il coinvolgimento dei giovani.
Lab.com sarà a disposizione degli eventi musicali, teatrali, letterari con il coinvolgimento dei festival cittadini.
L’ Esperto Informatico opererà all’interno dello spazio Lab.Com (in Via Sant’Agnese a Mantova) e sarà responsabile della gestione delle attrezzature e delle attività informatiche specifiche. In particolare il lavoro prevede:
ügestione del sistema informatico dello spazio;
üimplementare e sviluppare le attività informatiche e le nuove applicazioni a supporto delle attività previste
ürisolvere problematiche legate alla gestione reti client-server e sistemi operativi di rete.
üGestire la partecipazione dei giovani a supporto delle loro progettualità
üControllare il buon funzionamento e l’utilizzo delle attrezzature
Caratteristiche e competenze dei candidati
üTitolo di studio richiesto: minimo diploma di maturità tecnico-scientifica , preferibile laurea in discipline tecnico-scientifiche
übuona conoscenza della lingua inglese
üÈ ritenuta indispensabile la conoscenza di Sistemi Operativi: Linux, Unix, AIX e Windows 2007, XP; Applicativi audio-video (finalcut, adobe, …) DB ORACLE, DB MySQL, Microsoft SQL Server Reti su tecnologia GPRS e GSM Sicurezza Reti Firewall
üE’ richiesta l’esperienza nella gestione informatica di progetti di rete
Età massima 35 anni, Patente di tipo B, Disponibilità agli spostamenti, Flessibilità negli orari di lavoro, Disponibilità anche al lavoro full time.
I candidati potranno inviare il proprio curriculum allegato ad una lettera di presentazione entro il 25 marzo 2009 alla seguente mail: info@alcenero.org. Oppure progettolabcom@gmail.com I colloqui per i candidati che avranno superato la prima selezione sulla base del curriculum, si svolgeranno la settimana seguente.
È previsto l’avvio dell’incarico a progetto(per circa un anno e mezzo) nel mese di aprile 2009. Il compenso mensile lordo con un contratto di collaborazione è di € 1’950,00. In alternativa al contratto di collaborazione è possibile stipulare un contratto di lavoro autonomo professionale.
11.03.2009 - LA BANDA OSIRIS PER MANTOVA TEATRO 08-09!
Dissacratore. Demenziale. Comicissimo. In una parola: geniale. E’ l’ultimo spettacolo della Banda Osiris che, dopo i successi televisivi e radiofonici, lunedì 16 marzo alle 21, con Superbanda in technicolor trascinerà il pubblico del Teatro Sociale di Mantova in un turbinio di gag esilaranti, invenzioni sonore e meltin’ pot musicale. Il tutto condito da un fortissimo spirito d’ironia ma anche da una profonda padronanza del patrimonio musicale di ieri e di oggi. Lo spettacolo fa parte della rassegna Mantova Teatro 2008-2009, la stagione teatrale organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo per conto del Comune di Mantova.
La Banda più pazza d’Italia, dopo aver realizzato una stralunata colonna sonora live per la trasmissione domenicale di Serena Dandini Parla con me (Rai 3), mette al centro della sua performance l’amore per la musica e la sua forza. Superbanda in technicolor è un concerto e una conferenza al tempo stesso. Il tema è la musica con i suoi protagonisti, ma lo svolgimento della Banda Osiris è deviante e deviato: un viaggio virtuale nel quale autori, strumenti, brani conosciuti e non, vengono mescolati nel gran calderone della confusione musicale. Basta un indizio, un riferimento, ed ecco che di colpo si può fare un salto di trecento anni, una musica trasformarsi in immagine e un’immagine in musica, uno strumento diventare un cartone animato, scene di celebri film trasfigurarsi musicalmente e assistere alla sonorizzare in diretta di un improbabile cortometraggio. Tra colonne sonore e citazioni colte, canzoni d’autore e jingle pubblicitari, ironia e divertimento, i quattro “suonattori” daranno vita ad un mix di intelligente, frizzante e rinfrescante comicità.
La BANDA OSIRIS nasce nel 1980 a Vercelli e oggi è considerata la massima espressione in Italia della comicità nel teatro musicale.
Nei primi anni di attività, la Banda si dedica prevalentemente a spettacoli di strada. L’originalità della proposta che fonde musica, teatro e comicità riscuote un immediato successo.
Il dispendio di energie, il ritmo vorticoso e le continue sorprese diventano la cifra stilistica del gruppo; la musica l’asse portante e al tempo stesso collante drammaturgico. Musica di tutti i generi (classica, rock, folk, jazz) miscelata con ironia e una buona dose di dissacrazione. Musica come suggestione: sonora e di immagine. Musica come divertimento: nell’eseguirla e nell’ascoltarla.
Numerosi gli spettacoli prodotti: da Storia della Musica vol. 1 e 2 (regia di Gabriele Salvatores) a Le Quattro Stagioni da Vivaldi (regia di Gabriele Vacis), da Sinfonia Fantastica (regia di Maurizio Nichetti) a Roll Over Beethoven con il Quartetto Euphoria, da Guarda che Luna con Enrico Rava, Gianmaria Testa e Stefano Bollani a Primo Piano sempre con Bollani, fino a giungere ai più recenti Banda.25 e Superbanda in tecbnicolor.
Oltre ad aver partecipato a numerose trasmissioni televisive in Italia e all’estero (DOC, Pista, Maurizio Costanzo Show, Fantastico, Per un pugno di libri, solo per citarne alcune), il gruppo ha scritto diretto e realizzato per Rai 3 lo special Musica coi fiocchi e l’ironico Concerto di Capodanno 2005 con l’Orchestra del Conservatorio di Genova. Nelle ultime stagioni ha contribuito al successo della trasmissione domenicale di Serena Dandini Parla con me, occupandosi della colonna sonora dal vivo. Proficuo anche il rapporto con i tre canali radiofonici della Rai che ha visto la Banda impegnata nel doppio ruolo di autori e conduttori in diverse trasmissioni e in quello di compositori di sigle per trasmissioni quali Caterpillar, Catersport, Sumo.
La Banda ha inoltre scritto ed eseguito colonne sonore per il teatro, per documentari e per il cinema (tra cui Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart, L’imbalsamatore e Primo amore di Matteo Garrone per cui ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino e il David di Donatello nel 2004).
La versatile band ha dato alle stampe anche un libro, L’Opera da Tre Sol, e allestito una divertente mostra sulla musica, ulteriori tasselli di una continua ricerca su nuovi e fantastici mondi sonori.
L’ultima sua fatica è la pubblicazione di un cd per RadioFandango, Banda.25, ricco di collaborazioni illustri: Fiorello, Petra Magoni, Stefano Bollani, Ska-J, Tiziano Scarpa, Frankie Hi Nrg, Riccardo Tesi, Monica Demuru e il Quartetto Euphoria.
A novembre 2007 è uscito anche il dvd dello spettacolo Banda.25.
Biglietti: 15 euro intero platea; 12 euro intero palchi, loggia e loggione; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Vendita on line su www.ticketone.it. Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.
Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it
04.03.2009 - mantova teatro 08-09 presenta CAOS della Compagnia QUELLI DI GROCK
Martedì 10 marzo 2009
Teatro Ariston, ore 21.00
CAOS
di Valeria Cavalli
Claudio Intropido
regia
Claudio Intropido
Quelli di Grock
presenta
scene e luci
Claudio Intropido
coreografia
Susanna Baccari
Valeria Cavalli
con
Susanna Baccari
Roberta Galasso
Gianpaolo Gambi
Luca Gatti
Alessandro Larocca
Andrea Ruberti
Costruito attingendo alle tecniche del teatro-danza, patrimonio consolidato nello stile di Quelli di Grock, Caos si sviluppa intrecciando parole elementari, pensieri e concetti pratici con i gesti della quotidianità. I corpi degli attori-danzatori, mostrati in diretta o ripresi da una telecamera a circuito chiuso, partono da una gestualità banale che progressivamente si trasforma in espressione complessa ed esaustiva. Le coreografie invadono lo spazio e senza sosta i sei attori, quattro uomini e due donne, liberano un’energia esplosiva e travolgente.
La scena è volutamente scarna, composta dallo scheletro di una porta blu o da sedie metalliche stile anni Sessanta, o da piccoli praticabili a forma di scale, su cui salire o scendere in modo ripetitivo e continuo. Sono atti perfettamente riconoscibili, che scorrono nell’arco delle nostre ventiquattro ore e finiscono, per mancanza di valori o intenzioni poetiche, con l’essere incapaci di fissarsi in un’immagine che resista.
Tutto si consuma, tutto si ripete senza soluzione di continuità: gli oggetti, gli ambienti, i contenuti rimandano ed esemplificano il linguaggio atono del vivere moderno, in cui il valore del tempo viene costantemente misconosciuto. Esiste solo un tempo da rincorrere, da usare il più possibile, e non un tempo da vivere, depurato da tutte le abitudini, dalla noia e dalla rassegnazione. E’ il calcolo urbano preciso e meticoloso di orologi che non segnano le ore, ma scadenze di giornate gonfie d’impegni fino a scoppiare. E allora si va via, si parte, si scappa, per cercare qualcosa che rimpiazzi la rassegnazione. Lo sguardo si apre su una città incredula: truppe di uomini e donne, che slanciano una gamba dopo l’altra in andature elastiche, affollano bar, salgano sui tram, si guardano intorno, provano dolore, ridono, piangono, si salutano e competono tra di loro.
Caos può essere definito uno sguardo sul vuoto del vivere quotidiano, ma non uno sguardo drammatico o pensoso, bensì mordace, tagliente, ironico, deformante, illuminante. In Caos non c’è posto per l’angoscia, lo smarrimento, il fastidio: al contrario, tutto avviene all’insegna dell’euforia, di uno sfogo fisico e verbale che diventa sempre più incontenibile e contagioso, fino ad un irresistibile e “torrenziale” finale.
Info e biglietti: Spazio Mtt, via San Longino 1 Mantova. Tel 0376 363079.
Apertura della Biglietteria presso il Teatro Ariston un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
18.02.2009 - VESTIRE GLI IGNUDI per mantova teatro 2008-2009
Martedì 3 marzo 2009
Teatro Sociale
Mantova
ore 21.00
INDIE OCCIDENTALI srl.
POLIS CULTURA
Presentano
VANESSA GRAVINAGIGI DIBERTI
in
VESTIRE GLI IGNUDI
di LUIGI PIRANDELLO
Scene ANDREA TADDEI
Costumi SILVIA POLIDORI
Musiche STEFANO MARCUCCI
Regia WALTER MANFRE’
e con
DANIELA PIACENTINI
FRANCESCO LA RUFFA
e con la partecipazione di
MARCO MARELLI
Note di Regia
Vado cercando periodicamente Pirandello per confrontarmi con lui.
E’ una necessità della mia anima che va al di là del mio essere regista.
E ad ogni nuovo incontro con lui nasce la domanda pressante su cosa di nuovo io possa ancora dire che non sia stato già detto circa la sua poetica e su cosa io abbia potuto maturare su di lui nel tempo trascorso lontano da lui.
Da tempo è svanita in me la voglia di raccontare le sue storie mentre parallelamente è iniziata la frenesia di avviare una indagine sui rapporti fra lui e i suoi personaggi e fra i suoi personaggi stessi al di fuori degli intrecci delle sue trame.
In questo “Vestire gli ignudi” ho da sempre sentito, come un sentimento sotterraneo, la Pietà ma sono sempre stato nel dubbio se di Pietà si trattasse o di turba psichica.
E se da un lato mi atterrisco dinanzi all’intreccio sado-maso di parole e di sangue e al dilaniare che i personaggi fanno di lei, della vittima consacrata- tutti addosso a lei come cani ad azzannarla- dall’altro mi incuriosisce la scoperta della necessità forte , anche da parte dei laidi, di ergere un muro a protezione sua.
Poi anche coloro che lo hanno eretto, questo muro, saranno pronti a dilaniarla.
Ed anzi il muro lo hanno eretto apposta.
E i più pericolosirisultano quelli che in apparenza volevano proteggerla perché sono quelli che hanno bisogno non di ucciderla ma di succhiarne avidi il sangue rendendo infinita nel tempo la sua fine.
Così sempre mi è apparso malato sul piano psichiatrico il rapporto fra il vecchio scrittore Lodovico Nota ed Ersilia conoscendo soprattutto il travaglio che legava Pirandello alla nascita dei suoi personaggi.
Paura di lasciare loro quella autonomia che reclamano perché possono alla fine rivelarsi “vili mastini” e rivoltarsi contro lo stesso scrittore che loro ha dato la vita.
In questo caso lo scrittore è anche un protagonista della storia, quasi al contempo dentro e fuori di essa.
In ogni caso tutto accade come dentro una serie di flash onirici di estrema violenza, scanditi da ritmi serrati e da una recitazione che più che moderna oserei definire metropolitana.
Scelta questa che, se da un lato rischia di risultare contrastante con la classicità della lingua pirandelliana, altissima ed antica, dall’altro si tinge di connotazioni fortemente emozionali e suggestive.
E sarà questa scelta, crediamo, disgregante della recitazione classica, insieme alla natura talora rarefatta dell’immagine, a creare quei moduli narrativi “non reali” per noi imprescindibili. Info e biglietti: Spazio Mtt, via San Longino 1 - tel. 0376 363079 biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un'ora prima dello spettacolo
02.02.2009 - MANTOVA TEATRO presenta FOIBE ROSSE al Teatro Sociale
Martedì 17 febbraio 2009
Teatro Sociale
Ore 21.00
Accademia Teatrale Campogalliani
FOIBE ROSSE
vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943
di Frediano Sessi
adattamento e regia Aldo Signoretti
costumi Francesca Campogalliani
colonna sonora Nicola Martinelli
direzione scenica e luci Giorgio Codognola
con C. Soldà, F. Caprari, R. Avanzi, T. Faberi, F. Campogalliani, L. Sartorello, A. Flora, F. Finazzer, P. Soncini, S. Bonisoli, G. Valle, S. Palmierini, D. Fusari, G. Gorreri, E. Spagna, A. Purificato, P. Sarzola, R. Bonfiglio, I. Scaietta, M. Zolin
Scrive Frediano Sessi:
È difficile raccontare per grandi linee i momenti storici complessi che hanno determinato il contesto in cui si svolsero questa e altre disgraziate vicende, senza dimenticare le tante strumentalizzazioni che si sono susseguite in questi anni e che hanno finito col rendere difficile il racconto della verità, lasciando amarezza e stupore in gran parte dei protagonisti.
Quando fu gettata nella foiba di Villa Surani, Norma Cossetto non era più solo una figlia, una sorella, una futura sposa e madre, ma anche, perché donna, il simbolo per eccellenza dell’intera società italiana d’Istria. Un simbolo che occorreva distruggere e infangare, per vincere.
Un mezzo per umiliare il nemico e cancellarne la potenza rigeneratrice.
Info e biglietti: Spazio Mtt, via San Longino 1 - tel. 0376 363079 biglietteria aperta presso il Teatro Sociale un'ora prima dello spettacolo
20.01.2009 - GABBIANO-IL VOLO di Cechov per MANTOVA TEATRO 2008-2009
Giovedì 29 gennaio 2009, ore 21
Teatro Ariston - Mantova
Teatro Stabile delle Marche e LeArt’
GABBIANO – IL VOLO
da Anton Čechov
uno spettacolo di Leo Muscato
Elena Arcuri, madame attrice
Andrea Pinna Kostia, suo figlio
Deniz Ozdogan Nina, una Musa
Andrea Collavino uno scrittore
Simone Luglio un uomo, amministratore
Francesca Cutolo una donna, sua moglie
Vincenza Pastore Mascia, loro figlia
Rufin Doh un dottore
Alex Cendron un maestro
Barbara Bedrina una serva
drammaturgia e regia Leo Muscato
scene e costumi Carla Ricotti, Barbara Borgolotto
arrangiamenti musicali Elena Arcuri
disegno luci Alessandro Verazzi
L’arte del teatro, con la sua forza capace di generare grandi passioni e laceranti contrasti, diventa protagonista in Gabbiano - Il volo, l’originale versione che LeArt’ e Teatro Stabile delle Marche fanno de Il gabbiano di Anton Čechov, in scena giovedì 29 gennaio al Teatro Ariston di Mantova per la stagione di prosa di Mantova Teatro 2008-2009, organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo su incarico del Comune di Mantova. Lo spettacolo è in collaborazione con Regione Lombardia – Circuiti Teatrali Lombardi.
Gabbiano – Il volo è il terzo capitolo del progetto Ri-Scritture, ideato dal giovane ma già molto apprezzato regista Leo Muscato che, grazie a questo progetto, si è aggiudicato il Premio della Critica 2007 come Miglior Regista assegnato dall’Assocazione Nazionale Critici Teatrali. Prima del testo di Čechov ha affrontato con successo di pubblico e critica Shakespeare e Ibsen, mettendo in scena Romeo e Giulietta – Nati sotto contraria stella e Casa di bambola – L’altra Nora. Con Gabbiano – Il volo Muscato lavora su uno dei testi più rappresentati al mondo, epurandolo da ogni riferimento spazio-temporale ed estrapolando il tema del conflitto culturale tra generazioni per costruire un percorso metateatrale che vuole parlare del teatro di oggi, della necessità di farlo e di vederlo.
In un luogo non identificato, in una dimensione piatta e molle, vive e si muove pigramente una piccola società fatta di parenti, amanti e figure di passaggio, che portano con sé passioni e conflitti interiori ed esteriori. Ognuno ha la sua diversa visione del mondo, che si riflette con efficace simbolismo nei diversi approcci dei personaggi al teatro; visioni che si confrontano generando scontri durissimi. In questa dimensione fiacca, dove c’è chi si abbandona alla grigia pigrizia e chi, invece, tenta ancora uno scatto contro l’appiattimento e l’azzeramento dell’esistenza, il teatro ha per ognuno dei personaggi un valore diverso: è evasione, sogno, auto-celebrazione, lavoro logorante, illusione. Chi, con il potere della tradizione, detiene il controllo della politica culturale, come i vecchi mestieranti Arkadina, attrice, e Trigorin, scrittore, si scontra con chi cerca di scardinare le regole consolidate per aprire nuove visioni dell’arte: i giovani, primo fra tutti l’aspirante drammaturgo Kostja. E’ l’eterno conflitto tra giovani e vecchi, rinnovamento e conservazione. Il simbolo è nel rapporto tra madre e figlio: l’Arkadina, la tradizione, e Kostja, l’innovazione. Kostja, ha poco più di vent’anni e vive un conflitto enorme: sente di avere un talento smisurato, crede che il teatro abbia bisogno di nuove forme e lui sente di possederle. Quando si è giovani e si hanno tante domande che affollano la mente, si ha anche bisogno di qualcuno che dia delle certezze. Kostja, davanti a sé ha risposte contrastanti: la ragazza che ama e che considera la sua Musa gli dice che nei tuoi testi non c’è vita, sua madre che non è in grado di scrivere nemmeno una stupida farsa da quattro soldi. Di contro, un uomo che ha appena visto un suo lavoro gli dice che lo spettacolo gli è piaciuto moltissimo e lo invita a continuare a scrivere. A chi credere? Kostja è giovane, eppure parla con la consapevolezza di un grande maestro. Ma il teatro tradizionale, con i suoi rappresentanti non crede possibile che la giovinezza possa essere sposa della sapienza. La frattura tra generazioni e tra chi ha il potere e chi non l’ha ma vorrebbe averlo non si limita allo spazio della cultura, ma invade anche la sfera dei sentimenti. I personaggi čechoviani amano sempre le persone sbagliate, quelle che non possono rispondere, che non possono accettare.
Čechov, innovatore del teatro che si pose contro le convenzioni criticando la forma drammatica tradizionale testimoniava con il suo Il gabbiano la necessità dell’innovazione, ma anche la difficoltà di mantenere la forza delle idee nuove, senza cedere alla tentazione del convenzionale, di ciò che è facilmente accettato. Con la sua coraggiosa riscrittura Muscato, ora, vuole stabilire una linea di continuità con il pensiero innovatore di Čechov e rinnova la capacità di essere “di rottura” che aveva il suo testo quando fu proposto, tra le critiche, alla fine dell’Ottocento.
Gli attori della piéce sono stati scelti nel corso di un laboratorio itinerante in tutta Italia. Sono volutamente di nazionalità e razze diverse e ognuno rappresenta un’eccellenza in un genere teatrale differente: prosa, teatro danza, clownerie, canto lirico.
Biglietti: 15 euro intero platea; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto da lunedì a sabato dalle 15 alle 19. Giovedì e sabato anche dalle 10 alle 13. Vendita on line su www.ticketone.it.
Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.
Info: Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, numero verde 800.085992, fondazione@capitalespettacolo.it
14.01.2009 - MANTOVA TEATRO presenta RICCARDO III di William Shakespeare
lunedì 19 gennaio 2009, ore 21
Teatro Sociale - Mantova
COMPAGNIA TEATRI POSSIBILI
RICCARDO III
di William Shakespeare
regiaCorrado d’Elia
assistente Luca Ligatoscene e costumi Francesca Marsella luci Alessandro Tinelli fonica Federico Di Stefano
con Marco Brambilla, Alessandro Castellucci, Monica Faggiani,Valeria Perdonò, Bruno Viola
Immagine stessa della malvagità così come lo vedeva Shakespeare, crudele e spregiudicato al punto da suscitare una certa attrazione, una sorta di “fascino nero”. E’ il famigerato sovrano inglese Riccardo III, entrato nell’immaginario popolare così come lo disegnò William Shakespeare nella sua opera omonima, il protagonista dell’ultimo lavoro della Compagnia Teatri Possibili, diretta dal celebre regista Corrado d’Elia. Riccardo III andrà in scena al Teatro Sociale di Mantova lunedì 19 gennaio alle 21, per la rassegna Mantova Teatro 2008-2009, la stagione di prosa promossa dal Comune di Mantova e organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo. In collaborazione con Regione Lombardia – Circuiti Teatrali Lombardi.
“Il mio regno per un cavallo”. E’ questa la battuta più celebre attribuita a Riccardo III. Un’affermazione che, vera oppure solo leggendaria, dice tanto dell’indole controversa del sovrano inglese vissuto tra 1452 e 1485. Spregiudicato, ostinato fino alla follia, ma anche indiscutibilmente e irresistibilmente carismatico. E’ per questo che, pur non comparendo in scena ma manifestandosi solo come presenza vocale, il Riccardo di Corrado d’Elia riesce comunque a farsi centro nevralgico di tutta la rappresentazione, una calamita dalla quale i personaggi sono irrimediabilmente attratti e dalla quale sono dominati. E’ Riccardo il calcolatore, il traditore, il cospiratore sanguinario che tesse la trama della narrazione e quella della Storia. E’ lui che incombe sulle vite di chi gli sta attorno imponendo il suo disegno malefico, come un deus ex machina che governa il succedersi degli eventi.
L’opera di Shakespeare narra la vertiginosa ascesa al potere di Riccardo, incoronato re d’Inghilterra nel 1483. Una sottile rete di intrighi lo porta a questo risultato. Nel dramma shakespeariano il malvagio Riccardo, alla morte di re Edoardo IV, usurpa il trono facendo rinchiudere il suo stesso fratello, legittimo erede al trono; sposa la donna di cui ha ucciso marito e padre e alimenta una lunga scia di sangue ogni volta che qualcuno si frappone tra lui e il suo progetto di potere. Contro l’usurpatore al trono si schiera il conte di Richmond, Enrico VII d’Inghilterra, che lo affronta nella battaglia di Bosworth Field. Riccardo III è l’ultima opera - dopo le tre parti di Enrico VI di cui è la continuazione - che compone la tetralogia teatrale che Shakespeare dedicò alla storia inglese.
Corrado d’Elia, audace sperimentatore e rivisitatore del teatro shakespeariano, traspone il testo in una dimensione visionaria, realizzata attraverso una scenografia praticamente inesistente, straniante e cupa, che riflette l’oscuro della storia e del suo protagonista. I gesti degli attori sono meccanici, le luci fluorescenti, i suoni elettronici. Non mancano improvvise incursioni di contemporaneità, come squilli di cellulare e jingle pubblicitari. E il protagonista diventa, così, una presenza quasi surreale e onirica. Riccardo è l'incarnazione del male, che programma, ordisce, tesse trame e con parole sapienti, convince, seduce ed uccide. È una mente diabolica assetata di potere e di gloria, un calcolatore spregiudicato che desidera tutto oltre ogni umana decenza e ogni pudore. Riccardo è una voce, un sogno, il gioco estremo, luci psichedeliche, desideri e morte. Riccardo è il grande virus, che muove e conduce il gioco, manovra il joystick di un videogame dove tra led luminosi e luci impazzite, personaggi onirici e pedine fluorescenti compaiono, si trasformano e spariscono all'intero del perimetro stabilito di una magic box. Lo spettacolo è la naturale conclusione stilistica e di progetto del ciclo shakespeariano prodotto dalla Compagnia Teatri Possibili con la regia di Corrado d'Elia. Cinque spettacoli (Otello, Romeo e Giulietta, Macbeth,Amleto e appunto Riccardo III) che sono per caratteristica visionari e immaginifici, veloci e appassionati e che hanno come base stilistica il rapporto tra la parola e l'immagine.
Regista, attore e organizzatore teatrale, Corrado d’Elia è ideatore e fondatore del Circuito Teatri Possibili. Dal 1998 è direttore del Teatro Libero di Milano. E’ condirettore dei Teatri Everest di Firenze e Teatrozeta di L’Aquila. Nel 2002 ha vinto il premio Hystrio - Provincia di Milano.
Biglietti: Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it), aperto lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 15 alle 19, giovedì e sabato anche dalle 10 alle 13. Vendita on line su www.ticketone.it.
Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.
07.01.2009 - MANTOVA TEATRO 2008-2009 - MARTEDì 13 GENNAIO - TEATRO ARISTON, ORE 21
martedì 13 gennaio - teatro ariston, ore 21
teatro stabile di brescia
le belle bandiere
HEDDA GABLER
di Henrik Ibsen
Regia di Elena Bucci
con la collaborazionedi Marco Sgrosso
Progetto ed elaborazione drammaturgicadi Elena Bucci e Marco Sgrosso
disegno luciMaurizio Viani - costumiUrsula Patzak
con
Elena Bucci, Maurizio Cardillo, Roberto Marinelli, Salvatore Ragusa
Giovanna Randi, Marco Sgrosso, Elisabetta Vergani
Piero Gobetti descrisse una volta il teatro di Ibsen come "l'itinerario dell'eroe in cerca del suo ambiente". Prima l'eroe ibseniano grida la sua originalità con un tono di voce troppo alto. Poi si fa discreto, scopre il silenzio, e raggiunge nel dramma la sua serenità e il suo equilibrio: "la tragedia non è più l'eccezione ma la vita di tutti i giorni". Allora i drammi della maturità ibseniana, diceva Gobetti, troveranno una "lucidità fantastica, quasi di sonnambulo che può dire parole fatali con indifferente serenità". Bisogna espiare "la retorica, la sopravvalutazione di se stessi". Bisogna che la satira del mondo borghese si raffini e che lo sdegno si faccia sereno.
Cesare Garboli, Roma 10 aprile 1975
Il rumore della folla mi spaventa...io non voglio trascinare la mia veste nel fango della vita, ma in abiti di festa aspettare il giorno dell’avvenire.
Henrik Ibsen
Siamo in un ambiente apparentemente tranquillo, una grande villa allestita secondo i canoni del paradiso borghese: agi, comodità, fiori recisi, il pianoforte, una collezione di pistole, un grande ritratto del padre di Hedda, il generale Gabler.
Anche il paesaggio umano sembra confortante: una coppia appena sposata con un promettente futuro, una zia premurosa, un assiduo amico di famiglia, un uomo di genio che torna alla rispettabilità e al lavoro, dopo una vita dissipata, ispirato dalla dedizione di una donna. Ma nell’arco di tempo di due giorni, separati da una notte inquieta, scopriamo che niente è quello che appare nella fortezza che si fonda sulla solidità dei beni materiali e sull’uso di maschere e convenzioni, confidando che possano proteggere dalla paura, dai sentimenti, dalla noia, dalla morte. I soldi non bastano, l’amore non c’è o viene eluso, si scatenano invidie e rivalità, tornano a bruciare passioni che sembravano domate dalla ragionevolezza e dal buon senso.
Per ben due volte risuona la battuta ‘queste cose non si fanno’: non si dà scandalo, non si dice la verità, non si vive secondo il proprio sentire, non si incrina l’immagine del decoro, non ci si suicida, non si muore.
Lo spazio scenico cerca di fare sua la spietata sincerità del teatro: non c’è nessuno degli oggetti nominati, nessuna villa, nessun salotto. Ci sono otto sedie e, disegnati a terra, forme di quadrati concentrici che diventano labirinti, schemi di gioco, traiettorie per pedine, corridoi spalancati su un esterno che non si ha la forza di affrontare.
In questo olimpo per dèi mortali non si fa che attendere una soddisfazione futura, e nella noia spesso dichiarata che procura questa attesa sotto anestesia e senza gusto, la vitalità si rifugia nel gioco del ‘parlare’, distillato in partite crudeli che misurano il potere di uno sull’altro, secondo un codice raffinato ed ipocrita.
I dialoghi, spesso a due, a volte a tre, quasi includessero a tratti un arbitro mai imparziale, sembrano svolgersi in una casa trasformata in elegante ring.
Questi personaggi, così vicini per immagine e modi alle vecchie fotografie dei nostri album, rivelano nel duello una dimensione che li avvicina per un attimo ai miti delle grandi tragedie o dei racconti popolari, ma si ritraggono poi nel momento dell’azione decisiva che li trasformerebbe, se non in eroi, almeno in protagonisti della loro stessa vita.
Si vorrebbe allora vederli da bambini, per scoprire in quali intrecci del destino si siano persi i loro sogni.
Siamo immersi in una moderna tragedia commedia per non eroi, ma Ibsen, con intelligenza, consapevolezza ed ironia, riesce con grazia a farci sorridere, proprio mentre ci rivela che questa grande villa dove non c’è posto per la vita e non c’è posto per la morte, pur immaginata nel 1890, è ancora la nostra.
Informazioni e Biglietteria:
Spazio Mtt, via San Longino 1 Mantova - tel 0376 363079
Apertura della biglietteria in teatro un'ora prima dello spettacolo
03.12.2008 - MARIANGELA MELATO AL TEATRO SOCIALE PER MANTOVA TEATRO!!
Sola me ne vo è lo spettacolo teatrale che propone Mariangela Melato in una veste completamente insolita.
In questo spettacolo la grande attrice italiana si confronta con un genere per lei nuovo, il “One woman Show”, nel quale racconta storie, recita monologhi intensi e brillanti, canta e balla affiancata da ballerini e un musicista. Mariangela Melato ci offre una carrellata di storie inventate e storie vissute, fa considerazioni personali sul modo di vedere la vita, cita testi teatrali di Brecht, Gaber, Shakespeare, Tennesee Williams. Ci racconta della sua Milano degli anni ’60 e dei suoi inizi nel mondo del Teatro. Ci racconta di sé come attrice e come donna che con orgoglio ha fatto della solitudine una scelta di vita ed è così, sola, che si presenta sul palco al suo pubblico.
Sola me ne vo è una parentesi diversa nel percorso teatrale della Melato e al tempo stesso la grande prova di un’attrice, che arrivata al culmine della sua carriera, si rimette in gioco misurandosi con un genere completamente nuovo, elegante ed originale con testi che portano la firma di Vincenzo Cerami,Giampiero Solari, Riccardo Cassini e Mariangela Melato. Le musiche originali e gli arrangiamenti delle canzoni sono del maestro Leonardo De Amicis, le coreografie originali di Luca Tommassini. La regia è affidata a Giampiero Solari. Una squadra che ha già collaborato in diverse occasioni e che non a caso si è riunita intorno a questa grande artista.
Note di Regia
La realtà della vita è un’avventura della fantasia. Sola me ne vo è un pò una piccola avventura teatrale della vita di Mariangela Melato. E’ una parte della Melato. E’ un’occasione per vederla in scena senza “maschera”, sarebbe meglio dire: con una “maschera” diversa, che le assomiglia.
L’idea e il tema dello spettacolo sono lei, la sua sensibilità, i suoi ricordi, la sua immaginazione, la sua ironia e una grande voglia di giocare con sé stessa. Lo spettacolo diventa un veicolo per raccontare e far conoscere altri aspetti di sé–attrice e di sé-donna nella vita quotidiana, aspetti poco rappresentati da lei finora in teatro, in quel teatro che apparentemente non la racconta in prima persona.
E’ tuttavia chiaro che, anche Sola me ne vo, rappresenta una delle tante facce del gioco della finzione; è solo un teatro con codici diversi, apparentemente più diretti e vicini, in cui il personaggio protagonista è semplicemente Mariangela Melato. Una donna sola per scelta, con il suo modo originale e personale di affrontare il mondo, in questo caso cantandoci e ballandoci sopra, che fa dello spazio teatrale un contenitore dei suoi umori, dei suoi ricordi, delle sue fantasie, “diventando” lì dentro se stessa. Sola, ma allo stesso tempo assieme a tutti noi.
Uno degli obiettivi, infatti, di questa sfida è che alla fine gli spettatori, oltre ad aver visto uno spettacolo e ad essersi divertiti, possano dire di “essere stati dalla Melato”.
Giampiero Solari
Informazioni e biglietti:
Spazio Mtt via San Longino, 1
tel. 0376 363079
Biglietteria aperta in teatro un’ora prima dello spettacolo
21.11.2008 - VENERDì 28 NOVEMBRE - TEATRO SOCIALE, ORE 21 terzo appuntamento con MANTOVA TEATRO 2008-2009!
Venerdì 28 novembre Teatro Sociale, ore 21
DIE PANNE
ovvero LA NOTTE PIU’ BELLA DELLA MIA VITA
di Friedrich Dürrenmatt
adattamento di EDOARDO ERBA
regia di ARMANDO PUGLIESE
scene ANDREA TADDEI
costumi SILVIA POLIDORI
con
PIETRO BONTEMPO, BRUNO ARMANDO
e con ROBERTO TESCONI, GIUSEPPE CANTALUPO, LIDIA GIORDANO
e con la partecipazione di
LOMBARDO FORNARA
Un banale incidente, l’automobile in panne, costringe Alfredo Traps- rappresentante di tessuti- ad una sosta indesiderata. Cercando aiuto trova ospitalità a casa di un vecchio giudice in compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli spiegano, con l’intento di coinvolgerlo, il loro unico passatempo: ricelebrare alcuni importanti processi storici come quello a Socrate, a Gesù e a Federico di Prussia. Tra una bottiglia di vino e l'altra, Traps si ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in un'atmosfera sempre più inquietante, il gioco si fa realtà: il protagonista parla, si confessa, la sua vita mediocre sembra acquistare improvvisamente risvolti inaspettati; si scopre che Traps ha effettivamente compiuto un delitto divenendo l’amante della giovane moglie del suo principale che, avvertito anonimamente dell’accaduto dallo stesso Traps, è morto a causa di un infarto. Il delitto di Traps è il frutto di una mente assolutamente innocente e inconsapevole; la sua cattiveria è originaria e, come tale, esente da sensi di colpa a meno che qualcuno non intervenga a fargli notare che ha compiuto un delitto, a fare emergere i ricordi dalla nebbia di un passato neppure così tanto remoto, come hanno fatto i suoi commensali che lo hanno ospitato processandolo, come fanno con tutti gli ospiti che si trovano ad avere. E così raccontando le vicende della propria vita, rivelando il mistero del suo successo economico, Traps si trova di fronte alla prova della sua colpevolezza e si autoinfligge la condanna a morte che gli era stata sanzionata per gioco. Per Dürrenmatt, quindi, siamo tutti colpevoli: il racconto ne è soltanto la dimostrazione attraverso il paradosso.
La panne. Una storia ancora possibile (1956) di Friedrich Dürrenmatt è uno dei romanzi brevi più significativi in cui lo scrittore svizzero indaga le passioni e i sentimenti umani .Il testo, riproposto in teatro con la sapiente regia di Armando Pugliese, assume contemporaneamente i toni cangianti del leggero, del comico, dell'angosciante, del tragico e coinvolge lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista. Il tema dominante è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo, mostruoso ed ignoto, comune a tutti noi.
Friedrich Dürrenmatt fu scrittore, drammaturgo e pittore. Dopo la Seconda guerra mondiale, ispirato dalla lettura di Lessing, Kafka e Brecht, iniziò a scrivere racconti brevi e pièces teatrali. Le sue prime opere sono ricche di elementi macabri e oscuri, trattano di omicidi, torture e morte. Insieme al connazionale Max Frisch è stato protagonista del rinnovamento del teatro di lingua tedesca, trattando in chiave grottesca i problemi della società contemporanea e smascherando le meschinità nascoste dalla facciata perbenista e borghese della società svizzera.
Informazioni e prevendita:
Spazio Mtt, via San Longino 1 Mantova - tel. 0376 363079 - 800 085992
Biglietteria aperta presso il Teatro Sociale dalle ore 20.00 del giorno di spettacolo
10.11.2008 - mantova teatro presenta ROMANTIC COMEDY con Marco Columbro e Mariagela D'Abbraccio
MARTEDì 18 NOVEMBRE, ore 21.00 TEATRO SOCIALE Mantova
Prima show srl e Ars Creazione e Spettacolo presentano
MARCO COLUMBRO e MARIANGELA D'ABBRACCIO in
ROMANTIC COMEDY di Bernard Slade
con Tatiana Winteler, Federica Restani, Erica Puddu, Francesca Gabbrielli regia di Alessandro Benvenuti
ALLE ORE 17.30 DI MARTEDì 18 NOVEMBRE CI SARA' UN INCONTRO GRATUITO CON MARCO COLUMBRO E MARIANGELA D'ABBRACCIO PRESSO IL TEATRINO D'ARCO DI MANTOVA
La stagione di prosa invernale di Mantova Teatro 2008-2009 entra nel vivo. Dopo l’apertura ufficiale con lo spettacolo riservato alle scuole, Visioni contemporanee della marionetta, ecco la prima pièce aperta a tutti: l’attesissima Romantic Comedy, in programma martedì 18 novembre alle 21 al Teatro Sociale di Mantova. Con questa commedia brillante, la rassegna organizzata dalla Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo su incarico del Comune di Mantova, porta a Mantova due grandi del teatro italiano: Marco Columbro e Mariangela D’Abbraccio. Li dirige il maestro della commedia Alessandro Benvenuti. Lo spettacolo è sponsorizzato dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana. Commedia vivace, ironica e brillante come quelle del periodo d’oro di Hollywood, Romantic Comedy mette in scena l’altalenante e divertente rapporto tra Jason, scrittore in crisi creativa, e Phoebe, giovane aspirante scrittrice ricca di talento e spirito. Da quando la giovanissima Phoebe piomba nella vita del “maestro” Jason per imparare da lui l’arte dello scrivere, i due si incontrano, si scontrano, lavorano insieme, fanno amicizia, si amano e litigano in un susseguirsi di risate, di verità e di una punta di amarezza. Sentimenti molto umani quelli dei protagonisti e, in particolare, dello scrittore interpretato da Columbro. Dall’amicizia-amore che lega i personaggi per anni, all’antipatia che Jason finge di provare per la giovane scrittrice, per mascherare una forte attrazione per lei. E, infine, il contrasto tra il desiderio per la dolce artista e il dovere nei confronti della fredda e pragmatica moglie. Ma Romantic Comedy, paradossalmente, non è solo una commedia sentimentale: Slade delinea con finezza e humour sulfureo la vita di chi scrive per mestiere, di chi è sempre in balia del giudizio del pubblico e della critica e ci mostra cosa c’è dietro l’ispirazione creativa degli scrittori. Uno spettacolo sull’amore, sull’amicizia, sulla complessità del rapporto tra uomo e donna in cui tutti possono riconoscersi e, proprio per questo, divertirsi. Uscito nel 1979 dalla penna di Slade, Romantic Comedy ha alle spalle una storia fortunata, punteggiata dalle partecipazioni di grandi interpreti del teatro e del cinema. A portare al successo la commedia a Broadway, furono Mia Farrow e Anthony Perkins. Giorgio Albertazzi e Ornella Vanoni la interpretarono per la prima volta in Italia nel 1986. Del testo di Bernard Slade esiste anche una versione cinematografica, in cui i protagonisti hanno il volto di Dudley Moore e Mary Steenburgen. Dopo un connubio teatrale di successo con Twist (dal 1994 al 1996), Marco Columbro e Mariangela D’Abbraccio si ritrovano per cimentarsi felicemente in questo testo corrosivo e scoppiettante, che farà sorridere ed appassionare gli spettatori.
BIGLIETTI: 15 euro intero platea; 12 euro intero palchi, loggia e loggione; 6 euro ridotto studenti (solo in prevendita). Prevendita senza maggiorazione presso Spazio Mtt (via San Longino 1/b, Mantova, tel. 0376.363079, aperto martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19, giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo dalle 11 alle 19.
Biglietteria in teatro aperta un’ora prima dello spettacolo.
INFO: Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, Largo XXIV Maggio 13 - 46100 Mantova – tel. 0376 221259 fondazione@capitalespettacolo.it
07.10.2008 - LA SOSTANZA STESSA DELLO SGUARDO - ARTAUD E IL CINEMA
06.10.2008 - VISIONI CONTEMPORANEE DELLA MARIONETTA apre la stagione mantova teatro 2008-2009
Martedì 7 ottobre 2008 ore 11.00 - Teatro Ariston
Compagnia Teatro di Animazione StultiferaNavis VISIONI CONTEMPORANEE DELLA MARIONETTA regia, scenografia, video Alessandra Amicarelli drammaturgia Julie Linquette
design marionette Francesca Casolani luci, audio e tecnica Maria Celeste Taliani musiche originali Simone Armini
spettacolo gratuito fuori abbonamento dedicato agli studenti delle scuole
Uno spettacolo-laboratorio che invita a ricercare attivamente il senso contemporaneo dell’animazione. Può la marionetta sorprenderci ancora, emozionarci, ingannare i nostri sensi, indurci a viaggiare insieme a lei? Quali visioni evoca? Che cosa dicono i suoi movimenti in relazione al nostro corpo? Come riesce a incarnare le nostre molteplici identità, quando gli archetipi non bastano più a definirci? Lo spettacolo propone frammenti di risposte possibili. Una marionetta abita lo spazio precario dell’immaginazione, lascia sulla propria strada momenti di storie discontinue, non smette di comporsi e scomporsi in piccole parti di noi stessi. Viaggia libera nelle forme, nella materia, nei suoni, nei colori, nelle ombre e nella luce, intrecciando e rafforzando, in ogni movimento della sua presenza, tutta la diversità e la pertinenza dei linguaggi artistici contemporanei.
01.10.2008 - RIPARTE LA NUOVA STAGIONE MANTOVA TEATRO 08-09!
Martedì 7 ottobre 2008, ore 11.00 - Teatro Ariston
Compagnia Teatro di Animazione StultiferaNavis
VISIONI CONTEMPORANEE DELLA MARIONETTA
regia Alessandra Amicarelli
spettacolo gratuito fuori abbonamento
Martedì 18 novembre 2008, ore 21.00 - Teatro Sociale
Prima Show srl - Ars. Creazione e Spettacolo
ROMANTIC COMEDY
di Bernard Slade, con Marco Columbro
regia Alessandro Benvenuti
Venerdì 28 novembre 2008, ore 21.00 - Teatro Sociale
Compagnia delle Indie Occidentali
LA PANNE ovvero La notte più bella della mia vita
di Friedrich Dürrenmatt, con Gianmarco Tognazzi
regia Armando Pugliese
Lunedì 1 dicembre 2008, ore 21.00 - Teatro Bibiena
Teatro Regionale Alessandrino
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
SYNAGOSYTY di Gabriele Vacis e Aram Kian
regia Gabriele Vacis
spettacolo gratuito fuori abbonamento
Giovedì 4 dicembre e venerdì 5 dicembre 2008
ore 21.00 - Teatro Sociale
Ballandi Entertainment
SOLA ME NE VO
di Giampiero Solari, Riccardo Cassini,
Vincenzo Cerami e Mariangela Melato
regia Giampiero Solari, con Mariangela Melato
spettacolo di venerdì 5 dicembre fuori abbonamento
Martedì 13 gennaio 2009, ore 21.00 - Teatro Ariston
CTB Teatro Stabile di Brescia - Le Belle Bandiere
HEDDA GABLER di Henrik Ibsen
regia Elena Bucci
Lunedì 19 gennaio 2009, ore 21.00 - Teatro Sociale
Compagnia Teatri Possibili
RICCARDO III di William Shakespeare
regia Corrado d’Elia
Giovedì 29 gennaio 2009, ore 21.00 - Teatro Ariston
Teatro Stabile delle Marche - LeArt
GABBIANO - IL VOLO da Anton Cechov
regia Leo Muscato
Martedì 17 febbraio 2009, ore 21.00 - Teatro Sociale
Accademia Teatrale Campogalliani
FOIBE ROSSE
vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943
di Frediano Sessi
regia Aldo Signoretti
Martedì 3 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Sociale
Compagnia delle Indie Occidentali-. Polis Cultura
VESTIRE GLI IGNUDI di Luigi Pirandello
con Luigi Diberti e Vanessa Gravina
regia Walter Manfrè
Martedì 10 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Ariston
Quelli di Grock
CAOS di Valeria Cavalli e Claudio Intropido
regia Claudio Intropido
Lunedì 16 marzo 2009, ore 21.00 - Teatro Sociale
SUPERBANDA IN TECHNICOLOR
La Banda Osiris
Lunedì 23 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Ariston
Teatro Festival Italia - Nuovo Teatro Nuovo
PER AMLETO da William Shakespeare
regia Michelangelo Dalisi
Lunedì 30 marzo 2009, ore 21.00 -Teatro Ariston
Società per Attori - Spoleto 51 Festival dei Due Mondi
CARNET DE NOTES
di e con Franca Valeri, regia Giuseppe Marini
Martedì 7 aprile 2009, ore 21.00 -Teatro Sociale
Ars. Creazione e Spettacolo
Fondazione Banca Agricola Mantovana
Atlante Film
CASAMATTA VENDESI di Angelo Orlando
regia Angelo Orlando
Biglietti in vendita la sera dello spettacolo (un’ora prima) presso il Teatro Ariston o il Teatro Sociale
Interi: posto numerato platea 15,00 euro
palchi, loggia e loggione12,00 euro
Studenti: 6,00 euro, qualora il biglietto venga acquistato in prevendita
Per una classe di almeno 8 studenti: biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore
Ingresso gratuito per disabile ed eventuale accompagnatore
Abbonamenti in vendita dal 6 ottobre al 18 novembre 2008
Posto numerato platea per 13 spettacoli
Interi: 130,00 euro
Studenti: 52,00 euro
Abbonamenti e prevendita presso Spazio Mtt
martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19
giovedì, sabato e nei giorni di spettacolo
dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19
via San Longino 1/b - Mantova - tel. 0376 363079
vendita online www.ticketone.it
Gli abbonati avranno diritto alla riduzione per i tre spettacoli
della rassegna Danza presso il Teatro Ariston di Mantova
25.07.2008 - MASTER IN SCIENZE E TECNICHE DELLO SPETTACOLO A MANTOVA
MASTER!
Grazie al Progetto Mantova terra di teatro, Mantova e la sua provincia accoglieranno una straordinaria esperienza formativa. L’Università degli Studi di Parma, in collaborazione con la Fondazione Ater Formazione e la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, porterà nella nostra città il Master Universitario di I° Livello in Scienze e Tecniche dello Spettacolo. Organizzazione e gestione del teatro e degli eventi di spettacolo dal vivo.
Il corso, che richiede un impegno di 1500 ore comprensive di lezioni frontali, laboratori, studio individuale e stage, si propone di fornire competenze specifiche sull’organizzazione, la gestione, l’economia, la legislazione, la comunicazione di produzioni teatrali e di eventi spettacolari, oltre che dare gli strumenti metodologici e critici per acquisire competenze sui linguaggi espressivi, le tecniche e i contesti delle manifestazioni nel campo dello spettacolo dal vivo.
Le figure professionali formate dal Master sono: collaboratore alle attività di produzione, organizzazione e promozione delle attività teatrali e musicali; responsabile e collaboratore di uffici stampa e comunicazione delle aziende di produzione di spettacolo e di eventi; organizzatore, collaboratore, direttore artistico di eventi; organizzatore e direttore di laboratori e attività didattiche nel campo dello spettacolo.
Le lezioni si svolgeranno presso l’aula della Biblioteca Mediateca Gino Baratta di corso Garibaldi 88, Mantova. Sono inoltre previste lezioni speciali, di norma laboratoriali, presso altri comuni della provincia di Mantova, partner del Progetto Mantova terra di teatro.
Inizio delle lezioni: febbraio 2009 - Termine delle lezioni: Gennaio 2010 (comprensivo del periodo di stage e di prova finale).
Impegno richiesto: 1500 ore (comprensive di lezioni frontali, laboratori, studio individuale e stage)
Crediti rilasciati: 60 CFU
Chi contattare per informazioni di carattere didattico: Prof. Luigi Allegri, luigi.allegri@unipr.it
Chi contattare per iscriversi: Servizio Master e Formazione Permanente, Via Volturno 39, 43100 PARMA, tel. 0521/903708 – 3730
Tasse: in ragione dell’intervento finanziario di Mantova terra di teatro la tassa di iscrizione al corso è fissata in € 1.529,24, importo già comprensivo di € 29,24 per bolli virtuali. Per la partecipazione al presente Master è possibile usufruire di assegni formativi (voucher), secondo quanto previsto dai bandi pubblicati sul sito dell’Alta Formazione all’indirizzo internet:
http://www.altaformazioneinrete.it. Per quanto riguarda il bando pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna la compilazione on-line e l’invio cartaceo/recapito della domanda devono esser effettuati entrambi, pena la non ammissibilità, entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 18 settembre 2008. Farà fede il timbro postale di invio. Per quanto riguarda le scadenze per la presentazione delle domande per le altre Regioni è possibile consultare i bandi relativi al sito internet precedentemente segnalato.
Titolo richiesto: l’ammissione al corso è subordinata al superamento di una selezione alla quale possono partecipare coloro che, alla data della prova di selezione, sono in possesso di qualsiasi laurea almeno triennale o titolo equipollente.
Posti disponibili: il numero minimo di iscritti per l’attivazione del master è fissato in 20 unità, mentre il numero massimo è di 30 partecipanti.
È possibile presentare domanda di ammissione fino al 12 gennaio 2009.
La prova di selezione avrà luogo il 15 gennaio 2009, alle ore 9,00 presso l’Aula Mulas del Dipartimento dei beni culturali e dello spettacolo, P.le della Pace 7/A, Parma.
23.05.2008 - TEATRO-Arlecchino d'Oro, Festival europeo del teatro di scena e urbano
VISITATE IL SITO www.teatrofestival.org PER IL PROGRAMMA E LE INFORMAZIONI! biglietteria on-line www.ticketone.it biglietteria a Mantova Spazio Mtt via San Longino 1/b
In Italia e altrove, di tanto in tanto, nascono dibattiti e polemiche sull’uso più o meno improprio della parola Festival. Ci si chiede quanto le manifestazioni etichettate da questa sigla siano davvero utili alla vita culturale di un territorio e alla ricerca artistica che spesso gli organizzatori proclamano. Alcuni sottolineano come le risorse spese nei festival siano sottratte ad altri processi sociali, meno esclusivi ma più utili.
Eppure… L’idea di concentrare in un breve lasso di tempo manifestazioni ed eventi di grande portata è sembrata vincente già nel lontano passato, in relazione a campi molto diversi fra loro. In fondo, le stesse Olimpiadi nascono per creare una zona lontana dalla quotidianità in cui esercitare una legge superiore alle guerre ed ai conflitti: l’inalienabile diritto dell’uomo ad esprimersi, attraverso il corpo, la voce, la parola, gli strumenti dell’ingegno. Liberarsi dal condizionamento del calendario, proclamare un periodo di festa, riunire soggetti diversi e di solito lontani, corrisponde ad un sogno profondamente legato all’immagine stessa del Teatro, che fin dalle epoche più antiche si contrappone attraverso episodi rituali al ritmo consueto dell’esistenza.
Oggi, la parola Festival, sebbene spesso abusata, può ancora evocare magia e invenzione, tanto più quanto essa corrisponde in effetti ad un vero superamento delle convenzioni. Basta la semplice considerazione dell’opportunità di avvicinare operatori di stili e contenuti differenti per schiudere un panorama nuovo, da cui partire allo scopo di inventare altri mondi. Infine, non bisogna trascurare l’aspetto economico, ovvero i risparmi di tempo, finanze ed energia che si ottengono costringendo gli artisti in un perimetro chiuso di spazio e di tempo, quasi fossero antichi duellanti che danno il meglio di sé interpretando correttamente ogni minima asperità del terreno. D’altronde, l’arte non nasce forse dal conflitto tra libertà e occasione, tra confine e salto?
Naturalmente, poiché al giorno d’oggi, in Italia e altrove, la maggior parte delle manifestazioni a cui abbiamo accennato si sviluppano grazie al finanziamento deciso dagli amministratori pubblici, questi medesimi amministratori sono chiamati al difficile compito di adempiere alle aspettative della comunità, creando contemporaneamente il campo in cui si eserciterà l’invenzione. Se svolgono quest’opera con serietà e con rigore, riuscendo a non disperdere le risorse non enormi di cui la cultura dispone, avranno di fatto promosso un cammino sia educativo che operativo, contribuendo fra l’altro alla crescita di attività lavorative e di gruppi creativi nel luogo in cui il festival si svolge.
L’esperienza del Festival Teatro di Mantova corrisponde ogni anno ad una scommessa affascinante, fortemente voluta dall’amministrazione comunale. Nel 2008, dal 20 al 29 giugno, oltre 60 eventi interagiranno con gli edifici della città antica e moderna, in luoghi rinascimentali o novecenteschi, in un rapporto stretto tra l’ambiente e la cultura dei molti che interagiranno con gli spettacoli. E’ l’edizione questa che si ispira al tema de Il Genio e le Città, a indicare quanto siano plurali le caratteristiche di un territorio, e quanto ancora oggi il lavoro intenso del teatro sia ispirato da un genio che appare e scompare, modulando la forza della rappresentazione. Nei molti appuntamenti che verranno proposti si riscontra un particolare interesse per quella che un tempo era definita avanguardia teatrale, e che oggi più correttamente si esprime come teatro destinato con particolare intensità alla ricerca. Merito anche di Dario Moretti, che ha inteso contattare compagnie prestigiose, molte delle quali opereranno attraverso laboratori in stretto contatto con le persone interessate a questa esperienza.
Non manca un alto apporto internazionale (la Fura del Baus e la sua angosciosa meditazione sulla contemporaneità); non manca una particolare accentuazione del carattere musicale del genio artistico (tra Meredith Monk e le affascinanti sonorizzazioni dei Giardini Valentini). Ma l’altro fulcro della manifestazione verte sulla figura di Antonin Artaud, massimo interprete del teatro novecentesco, che risveglia in noi, nelle sue disperate avventure, il nome di Umberto Artioli, che lo studiò e lo interpretò forse più di ogni altro. Le compagnie del territorio sono state chiamate a cimentarsi con questa presenza, che speriamo agiti e increspi il grande mare delle rappresentazioni.
Da piazza Erbe al Teatro Ariston, dal Castello di San Giorgio a piazza Leon Battista Alberti, dal quartiere di Lunetta alle Cantine di Vincenzo, una tensione liberatoria muoverà la città, suscitando nel futuro altri sogni, altre invenzioni, altre rigorose pratiche creative.
Giovanni Pasetti Presidente della Fondazione "Umberto Artioli" Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
21.04.2008 - Sabato 17 maggio LE FACCE DI PAGANINI alla Casa del Mantegna a Mantova, ore 21.30
Sabato 17 maggio Casa del Mantegna – Mantova
LE FACCE DI PAGANINI storia d’amore e di gelosia performance di Teatro Musica con Francesco Manenti e Marco Rebeschi regia di Marco Rebeschi musiche di Niccolò Paganini eseguite dal vivo da Sandro Volta, chitarra e Maurizio Cadossi, violino produzione LoSguardodell’Altro - Il Teatro del Disincanto
Le Facce di Paganini storia d’amore e di gelosia parla di amore, di miserie umane e di sentimenti delicati, di invidie, gelosie e incomunicabilità. L’oggetto amato è rappresentato dal materiale scenico: due grandi palle e un uovo. Il rapporto tra i personaggi e gli oggetti si rivela allegoria del senso del possesso mentre metafora dei limiti umani rispetto al cosmo, che non ha mai costrizioni, sono le ingessature degli attori, simboli di contenzione. La poesia e l'ironia conducono i protagonisti verso una dimensione evanescente che diviene controscena del pensiero silenzioso (omaggio a Charlie Chaplin, a Buster Keaton e all'assordante faccia di Ettore Petrolini) dove l'unica realtà è la musica, come elemento narrativo al di sopra dei conflitti e delle miserie.
Lo spettacolo consiste nell’esecuzione dal vivo di due brani di Paganini sui quali verrà messa in scena una breve pièce della durata totale di 26’ circa.
Il violino e la chitarra sono gli strumenti emblematici della vita di Niccolò Paganini. La ricerca di Maurizio Cadossi e Sandro Volta, è rivolta ai dati espressivi e belcantistici che furono tipici dello stile strumentale da camera del primo ottocento. La musica ci trasmette la concezione della composizione per Paganini, la chitarra rappresenta i temi centrali che il violino impreziosisce, in maniera fantasiosa e vivace. Il Cantabile e Valse e il Duetto Amoroso per chitarra e violino sono i brani sui quali si sviluppa la breve pièce di Marco Rebeschi e Francesco Manenti e narra in musica le alterne situazioni anche affettive e psicologiche di due innamorati, che ben si armonizza con le movenze degli attori e con i loro continui giochi di sguardi, di attenzioni reciproche, di fughe, di scontri e riavvicinamento.
10.04.2008 - mantova teatro 2007 2008 chiude con NESSUNO E' SCOMPARSO di Luca Bonaffini
MARTEDì 15 APRILE ALLE ORE 21 PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA VA IN SCENA NESSUNO E' SCOMPARSO DI E CON LUCA BONAFFINI, PER LA REGIA DI FEDERICA RESTANI.
Con la partecipazione straordinaria di
Emiliano Paterlini, pianoforte
Giancarlo Campilli, basso fretless
Nicola Martinelli, batteria
Luca Bonaffini, voce
Barbara De Gabrielis, nel ruolo di Capitan Nemo
Testi e musiche delle canzoni di Luca Bonaffini
(tranne “la lettera” di T. Lanucara)
Commenti musicali di: Emiliano Paterlini
Testi teatrali di: Luca Bonaffini
Produzione Ars Creazione e Spettacolo
Difficile definire il genere di uno spettacolo come questo, se con “genere” si intende una forma precisa, definita e perché no rassicurante. Qui nulla rassicura, tutto emoziona e dunque induce al pensiero, alla reazione, obbliga a partecipare. Del resto che “genere” ha la musica quando nasce da una scrittura che è il mondo, con tutte le sue pieghe e colori in sfumatura? Qual è il “genere” di una parola poetica, che forse perché troppo umile, sente il bisogno di strumenti musicali e di un cuore per sussurrare agli uomini rimasti ad ascoltare. Bonaffini usa ognuna delle sue innumerevoli corde di cantautore per manifestare il suo ritorno, con un’umanità e una naturalezza che sono davvero universali.
“Nessuno è scomparso”, anche senza il palcoscenico a disposizione, è già una rappresentazione viva e vitale dell’esperienza dell’artista: la rinascita dopo un’apocalisse, come sagacemente accenna nel prologo, il rinnovamento dello sguardo che osserva una galleria granguignolesca di tipi umani che hanno esaurito la loro linfa, mentre il nostro autore è appena “risorto” a se stesso, l’accettazione dell’autoironia come pratica depurativa e senza azzardo salvifica.
Lo spettacolo accoglie questa esperienza umana e musicale e le offre una collocazione amica: le dona una scatola magica, in cui il mondo scomparso e quello nuovo dialogano nella leggerezza della fiaba. Accompagnato da una vasta installazione dell’opera di Vittorio Bustaffa, che per Bonaffini ha sapientemente creato un corrispettivo iconografico, il concerto diviene teatro di esperienza attiva, l’occhio vede il mondo di Nessuno, l’orecchio ne percepisce i suoni, il cuore le emozioni. In realtà dentro la musica tutto questo è già contenuto. Non si è fatto altro che offrire una casa al ritorno di Ulisse, con appesi alle pareti i ricordi e le tappe evocate della strada percorsa, e sullo sfondo un castello stradale che indica il futuro di ognuno.
Una poesia che dura il tempo dell’intero spettacolo, da sperimentare con tutti i sensi, questo il nuovo spettacolo di Luca Bonaffini, che con tratto lieve e non invasivo ho cercato di restituire.
Federica Restani
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
(biglietti in vendita la sera di spettacolo presso il Teatro Sociale)
07.04.2008 - MARTEDì 8 APRILE L'UCCELLO DI FUOCO E' A MANTOVA!
MARTEDì 8 APRILE 2008 ALLE ORE 21 PRESSO IL TEATRO SOCIALE IL BALLETTO DEL SUD PORTA IN SCENA L'UCCELLO DI FUOCO DI IGOR STRAVINSKIJ CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI LINDSAY KEMP.
Note del coreografo
E' il 24° balletto che creo per la compagnia. E come ogni nuova produzione l'attesa di vedere se l'idea e il prodotto finito coincidono, se l'intuizione mantiene le aspettative, se l'interprete scelto sostiene il ruolo sono i dubbi che mi accompagnano sino alla "prima rappresentazione". Cerco di rivivere la magia dei balletti attraverso la scoperta dei sottili legami che legano la cultura e l'iconografia russa alle tradizioni bizantine - radice comune quindi alle apparentemente lontane terre italiane che a Bisanzio erano in costante contatto: Venezia, Ravenna, il nostro Salento.
Creo la coreografia per "L'uccello di Fuoco" in una versione fiaba-mito dove il principe è eroe, l'uccello di fuoco è divinità antica - una fenice che attacca e combatte, in questo spettacolo il male e il bene si oppongono in maniera epica e non ironica, come ho fatto altre volte.
L'argomento è tratto da una fiaba russa è narra l' avventura del principe Ivan Tsarevitch che combatte con un mago potente e cattivo: Kaschej, che tiene prigionieri e sotto incantesimo principesse e cavalieri. Penso ad un "Uccello di fuoco" leggendario, come se lo avesse narrato Tolken, una creatura alata nata da un braciere, una fiaba che diviene o ritorna mito in una versione nuova, lontana da ogni edizione precedente. Con l’immagine del volatile incandescente non esprimo l'idea di leggerezza ma di forza, la forza di un dio; un uccello che vola è anche sinonimo di libertà: l'uccello di fuoco è il riscatto di chi è prigioniero e la sua piuma è il simbolo di quest'idea.
Ho cercato una strada differente da quelle magistrali già fatte sinora, ossia quella originale di Mikael Fokine, o quelle di George Balanchine, Serge Lifar, John Cranko e di Maurice Béjart. Non mi rifaccio alla Russia sovietica, ma racconto quella popolare dove convivono il mito con il mitologico, dove il bene e il male si sfidano e combattono in maniera eroica e violenta.
Mi sono ispirato ai film di avventura fantasy, genere oltretutto che con vergogna dichiaro il mio preferito. E precisamente ad un “capolavoro” degli anni 80: “Conan il Barbaro” diretto da John Milius, dove l'eroe è un distruttore dal cuore di pietra. Che poi, quando si innamora, svela il suo aspetto principesco e nobile nelle azioni più eroiche. Il film è ambientato in una terra che si identifica con la Siberia in un rapporto con la Mongolia; quindi una Russia preistorica, dove è presente la figura di un principe di stirpe reale ma guerriero. Il personaggio di Conan era stato affidato all'attore austriaco Arnold Schwarzenegger, che proprio con questo film iniziò a farsi conoscere dal grande pubblico.
La pellicola è tratta da una serie di racconti dello scrittore statunitense Robert Ervin Howard (1906 –1936) il vero iniziatore dell'heroic fantasy, nonché uno dei massimi esponenti della letteratura dell'orrore e grande interprete del romanzo d'avventura. La sua vita difficile, i suoi spostamenti pressoché nulli e la tragica conclusione della sua esistenza (suicidio) lo accostano molto da vicino con il nostro Emilio Salgari. Il cattivo di “Conan”, Tulsa Doom è un mago-serpente che ho identificato in Kaschej che protegge il suo uovo: uccello e serpente che combattono sono inoltre una delle immagini più belle e tipiche dell'iconografia mitologia della guerra. Il mago Katchej rappresenta inoltre la cultura orientale progredita e fantasiosa a confronto con quella dei barbari distruttori. Ho poi immaginato delle principesse rapite, senza tiara né con il costume popolare russo, ma seminude esensuali.
Una rilettura della vicenda, con grande attenzione alla musica di Stravinskij, opera considerata universalmente un capolavoro. Nell'Uccello di Fuoco, Stravinskij, è molto vicino al suo maestro Rimskij-Korsakov, del quale ho coreografato l'affascinante poema sinfonico "Sheherazade". Ho trovato molte similitudini musicali tanto da decidere di presentare prossimamente i due spettacoli legati in un'unica serata. La musica de " Le Noce" o della "Sagra" sono molto diverse da questa nel quale mantiene un legame più forte con il gusto romantico.
Fredy Franzutti
INFORMAZIONI
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
(biglietti in vendita la sera di spettacolo presso il Teatro Sociale)
19.03.2008 - LA BUONA MADRE martedì 1 aprile al teatro ariston per Mantova Teatro
MARTEDì 1 APRILE AL TEATRO ARISTON DI MANTOVA LA COMPAGNIA i fratellini PORTA IN SCENA la buona madre DI CARLO GOLDONI
Scritta nel gennaio del 1761 e rappresentata per il carnevale di quell’anno è, per stessa ammissione dell’autore, una commedia senza trama. Eppure il testo, in vernacolo, appare oggi di grandissimo spessore e modernità. Racconta di un figlio che si innamora di una ragazza che non lo ama, alla quale fa credere di essere ricco, e delle strategie di una madre per farlo sposare invece con una ricca vedova, salvando così le sorti di una famiglia ormai in rovina.
Lo spettacolo propone una riduzione per tre attrici ed un attore, impegnati ad interpretare sei ruoli. Nicoletto, il giovane figlio di Barbara, la “buona madre” del titolo, è visto come la vittima designata di un complotto di donne, in diversi modi innamorate di lui, tramato per impedire la sua maturazione sentimentale e virile. Nicoletto è un figlio imperfetto e il suo tentativo di recidere il cordone ombelicale attraverso l’innamoramento per la giovane Daniela, le sue bugie, le sue goffe violenze, non saranno suffcicienti a liberarlo dal controllo oppressivo della madre. Il giovane verrà infatti ricacciato da quest’ultima nelle braccia di un’ardente vedovella, interpretata dalla stessa attrice che interpreta la sua innamorata, a sottolineare così l’impotente circolo vizioso intrapreso da Nicoletto.
Barbara è Venezia, come quest’ultima ha un passato migliore del suo presente. E’ la Venezia non più riproduttiva, che soffoca i propri figli in nome di un potere che il passato le ha conferito.
Anche Nicoletto è Venezia, la città di un tentato futuro. Il tempo che ha davanti a sé è quello della sconfitta, della mediocrità, dell’eterna adolescenza. Barbara ne ha impedito la maturazione, ne ha soffocato la libertà, ne ha distrutto la virilità.
Una tragedia edipica col tono di commedia, ma anche metafora di Venezia, città asfittica e cannibale.
Stefano Pagin
12.03.2008 - EDIPO A COLONO con roberto herlitzka per MANTOVA TEATRO
LUNEDì 17 MARZO PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA ALLE ORE 21 ROBERTO HERLITZKA PORTERA' IN SCENA EDIPO A COLONO.
Edipo a Colono di Sofocle è forse il più alto paradigma poetico del dolore, da esso affiorano le radici di tutta l’espressività dell’angoscia cui ha dato vita l’arte occidentale. Il testo di Ruggero Cappuccio rievoca il mito con una scrittura addensata nel moto sonoro di endecasillabi e settenari, spina dorsale di una lingua italiana antichissima e moderna, erosa al suo interno da siciliano e napoletano. Così la storia di Edipo vive di una vitalità ferina, in cui il mondo basso materiale e corporeo costituisce l’essenza stessa della necessità poetica. Nella partitura per Roberto Herlitzka, Edipo è uomo di questo tempo, assediato dai fantasmi che lo perseguitano e che egli stesso ama evocare. L’uccisione di un padre, l’incesto, la perdita del potere, l’accecamento volontario, raccontano i drammi persistenti dell’umano attraverso la mutevolezza dei secoli. Laio, Giocasta, Antigone, Ismene, Eteocle,Polinice, Creonte, sono le apparizioni inquietanti di Edipo e di ogni uomo, sono i nodi irrisolvibili che determinano la necessità del ripetere il dolore per rivivere la sfida al più alto dei misteri delle culture ellenistiche e moderne: sé stessi.
Informazioni
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
(biglietti in vendita la sera di spettacolo presso il Teatro Sociale)
05.03.2008 - CARA LA PELLE al teatro sociale martedì 11 marzo, ore 21 per MANTOVA TEATRO!
Zerobeat Teatro
Cara la pelle
liberamente tratto da
“Come se io non ci fossi”di Slavenka Drakulic e
“Cecenia. Il disonore russo” di Anna Politkovskaja
Il 7 ottobre 2006 è morta Anna Politkovskaja, assassinata a colpi di pistola nell’ascensore della sua casa, a Mosca. Era una delle poche giornaliste russe che avesse ancora il coraggio di denunciare la corruzione mafiosa del governo Putin e l'infinita serie di violenze, torture, rapimenti, stupri, esecuzioni e massacri perpetrati dalle truppe federali sui civili in Cecenia. Era una donna libera ed era piena di coraggio.
“Cara la pelle” è un lavoro nato grazie anche ai suoi libri. Ed è a lei che lo dedichiamo.
Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
(biglietti in vendita la sera di spettacolo presso il Teatro Sociale)
03.03.2008 - mantova teatro: martedì 4 marzo VIRGILIO E L'AMORE al teatro sociale alle ore 21
MARTEDì 4 MARZO PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA VA IN SCENA VIRGILIO E L'AMORE
Dal romanzo medievale Dolopathos
di Jean de Hauteseille nella traduzione di Giovanni Pasetti
Estratti da Il Libro delle Bucoliche di Virgilio
nella traduzione di Giorgio Bernardi Perini
Un adattamento teatrale di Federica Restani
con la partecipazione di
Vitaliano Trevisannel ruolo di Virgilio
e con
Adriano Evangelisti:Dolopatrhos
Antonella Caron -Barbara De Gabrielis - Nela Lucic: Parche
Daniele Cartamantiglia: Lucinio
Erica Puddu: Matrigna
Estratti da Statuaria di RBR Dance Company
coreografie di Cristiano Fagioli
Scene: Gianluca Spaggiari
Regia di Raffaele Latagliata e Federica Restani
Ars. Creazione e Spettacolo
Fondazione Banca Agricola Mantovana
Una performance tra narrazione, teatro e danza per raccontare la “Forza del Bello” secondo il monaco lorenese Jean de Haute-Seille. Per questo spettacolo prodotto in occasione della Grande Mostra di Palazzo Te va in scena la storia del re “Dolopathos”, lo stesso che dà il nome al romanzo medioevale in lingua latina, tradotto da Giovanni Pasetti, a cui lo spettacolo si ispira. Sulla scena a fare da contrappunto a un nutrito cast di attori e danzatori un Virgilio del tutto inusuale interpretato da Vitaliano Trevisan. L’attore vicentino, presente a Mantova già all’arlecchino d’Oro dell’anno scorso, reciterà tre egloghe virgiliane tratte dalle bella traduzione delle Bucoliche di Giorgio Bernardi Perini per l’edizione Tre Lune. A fare da cornice al racconto le coreografie di Cristiano Fagioli per igli atletici danzatori di RBR Dance company, che presentano quest’anno lo spettacolo “Statuaria” ispirato all’arte antica.
A narrare la vicenda romanzesca Adriano Evangelisti, nei panni di “Dolopathos” ,Antonella Caron , Nela Lucic e la mantovana Barbara De Gabrielis, che interpreteranno delle inusuali parche, del tutto simili a vegliatrici di Pessoa per un sognante racconto di vagheggiamento di un tempo perduto. Altro mantovano in scena il giovanissimoDaniele Carta Mantiglia, attualmente impegnato in ambito nazionale con il Romeo e Giulietta di Cocciante.
La regia è di Raffaele Latagliata e Federica Restani, che ha curato anche l’adattamento drammaturgico, per il gruppo Ars. Creazione e Spettacolo. Inserito tra i progetti sostenuti dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana “Virgilio e l’Amore” fa parte del cicloArte e Teatro, che ha visto anche la messinscena nel 2006 di La Fabula d’Orpheo diPoliziano per la regia di Gianfranco de Bosio con le Musiche di Claudio Gallico e “La guerra di Piero” di Fernanda Pivano con Judith Malina nel 2007.
Precederà lo spettacolo un aperitivo nel ridotto del teatro sociale organizzata da Cà Gioiosa di presentazione della mostra “La Forza del Bello”.
Lo spettacolo è sostenuto da Fondazione “Umberto Artioli” e Centro Internazionale di Palazzo Te.
19.02.2008 - VENERDì 29 FEBBRAIO, TEATRO ARISTON ORE 21 noi, le ragazze degli anni '60 DI GRAZIA SCUCCIMARRA
VENERDì 29 FEBBRAIO ALLE ORE 21 PRESSO IL TEATRO ARISTON DI MANTOVA ANDRA' IN SCENA "NOI, LE RAGAZZE DEGLI ANNI '60" DI E CON GRAZIA SCUCCIMARRA.
Viene riproposto uno dei maggiori successi teatrali di Grazia Scuccimarra. Andato in scena vent'anni fa, lo spettacolo è diventato un classico del teatro comico italiano contemporaneo e si avvia ormai verso le 2000 repliche in Italia. Attualissimo per lucidità di analisi e vis comica, il testo fa emergere con incisività i paradossi di una realtà cui l'autrice guarda senza incanto, grazie a una satira immediata, diretta e trasparente. Preso di mira, in chiave ironica e pungente, è quello che fu il modo di essere giovani negli anni Sessanta, cioè il modo di amare, vestire, studiare, sognare, atteggiarsi, fare politica, muoversi nel sociale, ecc, in un'epoca di tradizione e fermenti insieme. Restano coinvolti nella satira, accusati o accusatori, non solo i giovani degli anni '60 ma anche coloro che produssero quella generazione, da un lato, e i giovani d'oggi, dall'altro.
Oggi tutti festeggiano tutto, anche ciò che è insignificante. Giusto, quindi, accendere affettuosamente allegre candeline per i quindici anni di rappresentazione di "Noi, le ragazze degli anni `60", uno spettacolo che nel lontano 1983 anticipò incredibilmente i tempi, mettendo in guardia i giovani di allora dall'inesorabile ritorno di quel favoloso decennio. E quel favoloso decennio è tornato, trionfante in tutto il suo splendore: se ne ripropongono la musica, gli abiti, i sentimenti, le scale di valori, i volti e le voci, forse nel disperato tentativo di restituire un contenuto a quel senso di vuoto disorientante che sembra attanagliare tutti, giovani e meno giovani. Allora ne riparliamo volentieri, disposti come sempre a ridere di quello che eravamo e, soprattutto, di quello che siamo oggi. Se è vero, infatti, che è in pieno svolgimento I'operazione di recupero dei vecchi miti, è però incontrovertibile che il tempo sia comunque passato, che tante cose siano avvenute e che, perciò, questo nostalgico ritorno si scontri inevitabilmente con una società diversa da quella di trent'anni fa. Con dolcezza e commozione, ma anche con rancore e tanta voglia di saldare vecchi conti, apriamo nuovamente il sipario su di noi, giovani e meno giovani, uniti nel tentativo di essere sempre, comunque, protagonisti. Ridiamo di come eravamo sciocchi, teneri e inconsapevoli, e di come siamo oggi, sicuramente coscienti, senza più veli a coprire la realtà ma, al tempo stesso, tanto comicamente patetici nel volere far finta che tutto possa tornare azzurro e sereno come in quegli anni. Lo scopo è quello di passare due ore insieme, divertendoci da morire alle nostre spalle.
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(biglietti in vendita la sera di spettacolo presso il Teatro Ariston)
08.02.2008 - LUNEDì 11 FEBBRAIO - TEATRO SOCIALE, ore 21 - mantova teatro presenta la TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA di goldoni diretta da TONI SERVILLO
LUNEDì 11 FEBBRAIO PRESSO IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA ALLE ORE 21 ANDRA' IN SCENA L'ATTESISSIMA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA DI CARLO GOLDONI DIRETTA DA TONI SERVILLO
Ciò che conquista della Trilogia della Villeggiatura è la sua assoluta originalità, la sua perfetta architettura teatrale. Sotto i nostri occhi, nello svolgimento delle tre commedie, assistiamo, come se si trattasse di un romanzo, alla trasformazione dei personaggi in “persone” i cui destini, le cui emozioni, ci riguardano e ci toccano profondamente.
Questa trasformazione è visibile soprattutto in Giacinta, che sembra sottrarsi alla propria rappresentazione per rivolgersi, nei suoi monologhi, direttamente al pubblico, alla vita.
I preparativi per la villeggiatura, l’ansia per la partenza, il tempo disteso delle partite a carte, delle conversazioni estive, a cui seguono i silenzi malinconici del rientro in città, hanno una scansione temporale, un movimento emotivo, un migrare sentimentale fatto di attese e delusioni, di speranze e conflitti, di ottimismo ed infelicità.
I personaggi che via via incontriamo sembrano raccontarci un oggi animato dalla necessità di “esserci” piuttosto che di “essere”, da una ricerca ostinata e nevrotica della felicità, dall’incapacità di intravedere, all’orizzonte, novità che sostituiscano le abitudini.
Goldoni ci offre un’analisi lucida e cruda di questo mondo, che è anche il nostro. Un mondo in cui i sentimenti e i destini sono spesso trattati con fredda aridità, alla stregua di una partita doppia.
Toni Servillo
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IlFaust, “creato dall’immaginazione alemanna e poetizzato tanto magnificamente dal sommo Goethe”, diventa nella mente di Antonio PetitoDon Fausto Barilotto; il quale chiamandosi allo stesso modo delpersonaggio goethiano crede di essere lui.
Come una specie di Don Chisciotte napoletano gli viene allestito, nella forma di un teatro povero ed ingenuo, un viaggio sapienziale, nella speranza di sanarlo dalla sua follia,che si concluderà con la salita in paradiso di una Margherita Pulcinella.
In una lingua violenta e poetica si rappresenta tutta la pericolosità e la follia dell’immaginazione fuori dai confini della ragione.
Facendo finta di fare una parodia si creano risonanze tra antiche mitologie germanicheenapoletane, in cui si risente della forza di una cultura popolare, con uomini mezzi animali, giocando tra la terra e il cielo.
INFORMAZIONI 800 085992
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10.01.2008 - Nuovo appuntamento con MANTOVA TEATRO: I GIGANTI DELLA MONTAGNA di Luigi Pirandello con Sandro Lombardi
LUNEDì 14 GENNAIO - TEATRO SOCIALE DI MANTOVA, ORE 21.00
“…noi, Contessa, siamo agli orli della vita….”
Sul finire della sua vita artistica, Pirandello segna con I Giganti della Montagna il suo dramma più arcaico: misteriosi elementi fantastici si intrecciano a caratteri di fiaba; elementi della vita si trasfigurano nel ritmo teatrale delle visioni: fino a spingere i protagonosti/attori a chiedersi dove sia la verità. “È nella magia del teatro” risponde il mago Cotrone; “È in noi e nella nostra struttura interiore” risponde più misticamente la Contessa.
Ma noi sappiamo che mettere in scena questo testo oggi, significa soprattutto legarlo alla contemporaneità, alla società attuale, alla nostra storia. E alla storia martoriata di una terra come la Sicilia.
I Giganti della Montagna sono la visione profetica della situazione nella quale il teatro si trova attualmente. I Giganti sono i protagonisti invisibili del testo: rappresentano il potere nella sua materialità, possiedono i mezzi di produzione e li utilizzano per realizzare opere immani, e al tempo stesso esercitano un controllo invisibile attraverso la manipolazione delle coscienze. Ilse, la Contessa, è invece nemica della materialità dell’arte. La sua sapienza e il suo istinto indicano quale potrebbe essere il ruolo del teatro in un mondo dominato dalla vacuità e dall’irrazionalità: quello di riproporre il mistero e la ragionea una civiltà che ha perso ambedue.
I Giganti e Ilse sono destinati a scontrarsi, e il popolo “omologato” a cui lo spettacolo viene destinato, a sbranare gli attori.
In mezzo al conflitto si erge la figura magica di Cotrone; a lui e al suo pensiero “per immagini” si chiede forse una risposta alla crisi del teatro: il teatro è per coloro che sono disposti a contemplare i misteri del presente, le trasformazioni della realtà e della società.
Ultimo testo, e incompiuto, I Giganti della Montagna affonda le mani in alcuni interrogativi: cos’è l’arte? Quale è il linguaggio che può più di ogni altro combattere l’omologazione e scardinarla? Il cinema, il teatro, la televisione? E qual è il ruolo dell’arte in una società che ha dimenticato la classicità, l’antichità, la polis e soprattutto l’arte della comunicazione teatrale?
Ponendosi queste domande Pirandello lascia aperto lo spazio a risposte che lo spettatore dovrà trovare da solo. Infatti non tutto si è concluso sulla scena, e noi spettatori, abbandonato il teatro, continuiamo a discutere dentro di noi per sapere qual è la verità.
C’è la verità di Cotrone: la salvezza è nel fluire delle immagini... C’è la verità di Ilse: la salvezza è nella sacralità della poesia...
E se avessero ragione i mostruosi Giganti dediti, secondo le parole di Cotrone, all’esercizio della forza in un mondo lacerato e in crisi ma non privo di opportunità?
Certo è nel conflitto tra questi tre diversi ordini in contraddizione che nasce la magia e l’attualità di questo testo.
Lo spettacolo lo racconterà utilizzando una fusione di linguaggi: recitazione, musica, arte visiva, immagini proiettate, danza saranno gli elementi cardinali intorno ai quali girerà il lavoro degli attori e del regista. Un Pirandello giocato secondo i colori e le visioni del Fellini di Otto e Mezzo e della Dolce Vita e quelle letterarie del Pasolini di Petrolio e degli Scritti Corsari.
In un momento in cui la società dello spettacolo sembra voler progressivamente marginalizzare il ruolo del teatro, è con l'intento di ribadirne la centralità e l'insostituibilità culturale che ci rivolgiamo a un testo come I giganti della montagna, che proprio al teatro innalza un canto d'amore appassionato e struggente: un teatro che, con intuizione profetica, Pirandello già vedeva minacciato nella sua natura più intima e più legata alla tradizione squisitamente italiana: un teatro di mirabolanti effetti scenici ottenuti con poveri mezzi da un lato, e dall'altro un teatro la cui sostanza profonda fosse la verità umana dei suoi 'personaggi'.
Federico Tiezzi cura la regia del lavoro, con la collaborazione drammaturgica di Sandro Lombardi che ne è anche interprete nel ruolo di Cotrone. Un luogo psichico più che naturalistico è per Tiezzi la dimensione favolistica ideata da Pirandello per l'incontro quasi mitologico tra la Compagnia della Contessa e quella degli Scalognati. Tiezzi intende usare il testo pirandelliano come una sorta di archetipo attraverso il quale scendere nei meandri più profondi dei meccanismi del teatro, delle sue suggestioni, dei suoi fasti e fallimenti, dei piaceri e dei dolori con cui esso irrompe nelle vite di chi vi si dedica.
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13.12.2007 - mantova teatro: LA GRANDE MILVA TORNA SULLE SCENE IL 20 DICEMBRE CON la variante di luneburg AL TEATRO SOCIALE!
GIOVEDì 20 DICEMBRE
TEATRO SOCIALE di MANTOVA ore 21
La variante di Lüneburg
dal romanzo di Paolo Maurensig
adattamento teatrale e testi delle canzoni Paolo Maurensig
musiche originali e direzione Valter Sivilotti
con Milva e Walter Mramor
al pianoforte M° Valter Sivilotti | soprano solista Franca Drioli
elettronica e pianoforte dal vivo
La variante di Lüneburg, romanzo del goriziano Paolo Maurensig, viene pubblicato da Adelphi nel 1993 diventando il caso letterario dell'anno. Il romanzo che, attraverso la metafora del gioco degli scacchi, racconta gli orrori dell'olocausto, diventa in breve tempo un best seller internazionale. In pochi anni viene tradotto in tutti i paesi del mondo, compresi Cina e Giappone, conquistando milioni di lettori. Il progetto prende il via dall’assenso di Paolo Maurensig, straordinario scrittore goriziano, a trasporre in forma teatrale La variante di Lüneburg, il celeberrimo romanzo d’esordio, che, attraverso la nobile arte della scacchiera, ripercorre uno dei periodi più bui della storia dell’uomo, il nazismo e l’olocausto. La produzione ha previsto la riscrittura del testo da parte dello stesso autore sia della parte narrata che delle canzoni, la composizione delle musiche a firma Valter Sivilotti, la partecipazione di Milva quale straordinaria interprete delle canzoni, di Walter Mramor quale voce recitante, dalla soprano solista Franca Drioli, e dove richiesto anche dell’Orchestra e Coro ArsAtelier.
Walter Mramor
Avevo sempre guardato con sospetto a ogni proposta di trasformare i miei romanzi in lavori teatrali, con o senza musica. Se qualcuno si sentiva di impegnarsi in una simile operazione lo facesse pure, ma senza contare sulla mia collaborazione. Già una trasposizione sul grande schermo, per quanto il cinema possa contare su mezzi tecnici di rilievo, comporta problemi non indifferenti; figuriamoci una riduzione teatrale, notoriamente più limitata di quella cinematografica. Eppure, è stata proprio questa peculiarità tipica del teatro, la possibilità cioè di far uso di un'essenzialità portata agli estremi, che mi ha convinto. Estrapolare un testo essenziale e scrivere le parole per le canzoni di Milva mi hanno rinnovato l'emozione provata a suo tempo nello scrivere il romanzo.
Paolo Maurensig
Scrivere oggi con un linguaggio musicale mitteleuropeo significa inevitabilmente ripescare nel passato con il forte rischio di esprimersi in una forma anacronistica.
La musica scritta per la “Fabula” accetta questa sfida proponendo come elemento portante melodie che si ispirano alla tradizione colta di questa area del mondo, una musica ritrovata scavando nella nostra memoria sensibile, riscoprendo una eredità artistica senza per questo rinnegare il presente, anzi operando con la coscienza che il rinnovamento affonda le proprie radici nel passato.
Ne La variante di Lüneburg i temi rivelano delle particolarità melodiche riconoscibili all’ascolto: l’individuazione di questi nuclei melodici è stata la fase determinante di tutto il lavoro, perché proprio questi elementi primi hanno ispirato la costruzione della macrostruttura drammatica dell’opera.
Le canzoni che si alternano nello spettacolo manifestano in maniera esplicita gli elementi creativi: il passaggio dalla densità cromatica delle prime melodie, a quello diatonico, vuole rappresentare la vittoria dell’assoluto sull’essere umano.
Valter Sivilotti
30.11.2007 - Mantova terra di teatro presenta: FORMAZIONE E SEMINARI 2007
Iniziano i Corsi di Management Teatrale di Mantova terra di teatro, progetto che vede la propria nascita il 1°ottobre 2007 grazie alla collaborazione del Comune di Mantova, ente capofila, della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, ente coordinatore in partnership con la Provincia di Mantova, la Regione Lombardia, i Comuni che partecipano a Teatrinsieme (Asola, Canneto sull’Oglio, Castiglione delle Stiviere, Gonzaga, Guidizzolo, Marmirolo, Ostiglia, Pegognaga, Pomponesco), il Comune di Sabbioneta, Teatro all’Improvviso, Teatro Magro, Zerobeat e Arci Provinciale. Il primo appuntamento è con il Corso di THEATRE-ECONOMY, Il ruolo dell’attività teatrale nell’economia della cultura : 5 dicembre, Sala degli Stemmi, in via Frattini, Mantova – 6 dicembre, Sala Isabella d’Este, via Giulio Romano, Mantova. Il corso, che si svolgerà dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 entrambi i giorni, è dedicato all’economia della cultura. L’obiettivo è capire, anche grazie al raffronto con casi internazionali di successo e con realtà di eccellenza, come il teatro possa diventare cardine del sistema economico di un territorio e strumento determinante del processo di costruzione dell’identità e dell’immagine del territorio stesso. L’incontro formativo è gratuito ed aperto a tutti coloro che operano nel settore teatrale a livello organizzativo e a quanti si confrontino ed interagiscano con questo settore nell’esercizio quotidiano della loro professione. Il secondo appuntamento CITTA’ IN SCENA. IL TEATRO DELLA PARTECIPAZIONE. sarà il 13 e il 14 dicembre, presso la Sala degli Stemmi, via Frattini, Mantova. Il corso, sempre articolato su due giornate della durata di otto ore ciascuna, si rivolge in maniera specifica ai soggetti degli enti ed alle strutture partner del progetto Mtt. Gli incontri verteranno sulla pratica della negoziazione partecipata, quale strumento fondamentale dei processi decisionali a tutti i livelli. Questa sarà sperimentata attraverso una simulazione realistica dei processi di progettazione culturale che caratterizzano o potrebbero caratterizzare i diversi contesti lavorativi.
Appuntamento finale e rivolto a tutta la cittadinanza è quello con il CONVEGNO MANTOVA TERRA DI TEATRO, Coordinamento e confronto per una politica culturale condivisa del 15 dicembre, presso il Teatro Bibiena, dalle 9.30 alle 17.30. Il Convegno di presentazione del progetto Mantova Terra di Teatro si configura come la prima importante occasione di confronto sui temi delle politiche culturali e teatrali per la crescita sociale ed economica del territorio attraverso il coordinamento delle attività teatrali. Tale seminario, aperto a tutti i cittadini interessati, prevede la presenza dei soggetti istituzionali che hanno concorso e partecipato alla realizzazione di un progetto che coinvolge tutto il territorio mantovano. Nel corso del dibattito, gli intervenuti avranno modo di confrontarsi con i rappresentanti di altre città italiane ed europee che fanno della cultura motore di sviluppo economico. Durante il convegno interverranno: Fiorenza Brioni - Sindaco del Comune di Mantova Massimo Zanello - Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Maurizio Fontanili - Presidente della Provincia di Mantova Francesca Zaltieri - Assessore alla Cultura del Comune di Asola, Rappresentante dei Comuni mantovani per il progetto MTT Giovanni Pasetti – Direttore del Progetto Luigi Allegri e Claudio Bernardi - Supervisori scientifici del progetto Giulio Stumpo – ECCOM, Centro Europeo per l’Organizzazione e il Management Culturale Lucia Maestri – Assessore alle materie della Cultura, Biblioteche, Turismo e Solidarietà internazionale del Comune di Trento Paolo Valerio – Direttore Teatro Nuovo di Verona
Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria Mantova terra di teatro, c/o Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, allo 0376.221259.
23.11.2007 - MANTOVA TEATRO 2007-2008 PRESENTA LA NUOVA PRODUZIONE DI ALESSANDRO BERGONZONI!!
Alessandro Bergonzoni torna venerdì 7 dicembre al Teatro Ariston alle 21con un nuovo spettacolo per continuare la ricerca sul comico, i temi, le intuizioni, il dinamismo immaginario che non solo lo definiscono come grande personaggio teatrale ma ne fanno uno degli autori più tangenziali ed affascinanti del panorama culturale italiano. Questo sarà il suo dodicesimo titolo e lo vedrà continuare la collaborazione con Riccardo Rodolfi col quale firma la regia come già era successo con Predisporsi al micidiale, il precedente spettacolo portato in tour per oltre tre anni.
Bergonzoni proseguirà in questo spettacolo il suo costante movimento per sfuggire alle insidie e ai trabocchetti del reale e del verosimile e trovare, insieme al pubblico che lo seguirà, nuovi sentieri mentali per raggiungere punti d'osservazione elevati da dove poter vedere tutto con prospettive diverse. In fin dei conti un illusionista fa sparire gli oggetti o fa apparire il nulla?
Un’ideale corda tesa a delimitare gli spazi del monologo da quelli
del soliloquio. Un attore-attore che si muove nella ricerca di una
precisione contemporaneamente complessa e comicamente
dissonante. Uno spazio per sottolineare la reale linea d’ombra di
Alessandro Bergonzoni, mai come stavolta, sotto i vostri occhi e
per i vostri cervelli.
Riccardo Rodolfi
Marco, il Territorio
NEL (fare) NEL (mentre) NEL (posto) NEL (momento) NEL
(contesto) NEL (pensato) NEL (dire) NEL (guardare):
il dentresco una sorta di sorte, questo è il costrutto: costruire il
distrutto. L’illimitata delimitazione (bergon-zone) il retroquadro
di punti scardinati. NO (negazione del Nord), SU (la parte altra
del Sud), ES (essere come abbreviazione di Est),
OV’EST (dov’è).
Dove è tutto? Li mentre si è la (nella memoria fotografica).
Nell’energia enucleare perchè estrarre la forza chiusa costa. Uno
spettacolo sulla cauzione per sprigionare le forze. Aprimi cielo
Alessandro Bergonzoni
19.10.2007 - MANTOVA TEATRO: martedì 20 novembre al Teatro Ariston MEIN KAMPF di George Tabori
Martedì 20 novembre presso il Teatro Ariston va in scena MEIN KAMPF di George Tabori e per l'interpretazione di due grandi attori: Marcello Bartoli e Dario Cantarelli.
L’autore costruisce uno scenario paradossale per un improbabile ma verosimile incontro tra il giovane Hitler, aspirante pittore, e un mendicante ebreo nella grande Vienna avviata alla guerra e alla decadenza. La pièce, portata in scena da due straordinari interpreti, presenta uomini che alimentano questa singolare amicizia con episodi di lotta efferata e momenti di servilismo, contesa e rivalità in una convivenza naturale fra gli opposti che li condurrà ad un euforico banchetto di sangue.
Tabori, con umorismo nero e spietato, alternato ad improvvisi squarci poetici, ci racconta un universo in cui il male riesce a presentarsi con una gradevolezza accettabile: è la banalità del male, la realtà effettuale dell’assurdo. Allora, l’unico modo per arrivare alla salvezza è il rovesciamento dei valori.
18.10.2007 - Martedì 6 novembre secondo appuntamento con MANTOVA TEATRO: va in scena al Teatro Sociale LA ZATTERA DI VESALIO
Martedì 6 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro Sociale va in scena LA ZATTERA DI VESALIO di Giorgio Celli.
La compagnia Ars. Creazione e Spettacolo si cimenta nuovamente con l’opera dell’entomologo e scrittore bolognese, mettendo in scena un testo teatrale inedito cui l’autore è particolarmente legato. La guida del gruppo è affidata al regista cinematografico Giorgio Diritti, che affronta in chiave insolita un’amara riflessione sull’apocalisse contemporanea di valori e di princìpi. La zattera di Vesalio ha un referente storico: il naufragio avvenuto nell’ottocento del vascello La Meduse, che vide i sopravvissuti di una nave da guerra divorarsi a vicenda sopra una zattera. Il testo crea un’invenzione epico-fantastica, l’incontro di due personaggi reali, ma storicamente lontani, che presto entrano in conflitto: Vesalio di Brussel, il grande anatomista del Cinquecento, e la sua grottesca ma rivelatrice parodia, Peter Kurten, lo squartatore di Dusseldorf, giustiziato poco prima dell’avvento dei nazisti al potere. Vesalio e Kurten, lo scienziato e il mostro, sono figure apparentemente antitetiche, ma la loro similarità è profonda e insopprimibile; necrofilia e sadismo sono due facce di una stessa medaglia.
17.10.2007 - Venerdì 19 ottobre al Teatro Ariston alle ore 11.00 LA FATTORIA DEGLI ANIMALI apre la stagione di prosa
ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Due Mondi porta in scena LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di Gigi Bertoni, tratto dall'omonimo romanzo di George Orwell. Lo spettacolo, per la regia di Alberto Grilli, è fuori abbonamento e dedicato agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori.
Seguendo le pagine dell’omonimo romanzo di George Orwell, si narra la rivolta degli animali di una fattoria contro il padrone. Dopo la vittoria, questi si riorganizzano secondo i principi di fratellanza e uguaglianza. Ben presto però i maiali prendono il sopravvento e diventano in tutto e per tutto uguali al padrone uomo. In questo inizio secolo, il tempo ci attraversa alla velocità di uno zapping televisivo. Dove sono finiti i punti di riferimento per i bambini e per gli adolescenti? Diviene una necessità fermarsi un momento a riflettere. Per questo viene oggi proposto uno spettacolo sulla memoria, sull’importanza che ha per l’uomo l’esercizio del ricordare: non come puro esercizio nostalgico, ma perché la vita è fatta dalla somma delle nostre esperienze. Solo se teniamo bene a mente i pericoli, i rischi, le nefandezze della storia possiamo sperare di superarle, un giorno.
16.10.2007 - MANTOVA TEATRO 2007-2008: da venerdì 19 ottobre 2007 a martedì 15 aprile 2008, vi presentiamo la nuova stagione di prosa mantovana!
Venerdì 19 ottobre 2007 - Teatro Ariston, ore 11 LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di Gigi Bertoni fuori abbonamento
Martedì 6 novembre 2007 - Teatro Sociale, ore 21 LA ZATTERA DI VESALIO di Giorgio Celli fuori abbonamento
Martedì 20 novembre 2007 - Teatro Ariston, ore 21 MEIN KAMPF di George Tabori, con Marcello Bartoli e Dario Cantarelli
Venerdì 7 dicembre 2007 - Teatro Ariston, ore 21 NEL di e con Alessandro Bergonzoni fuori abbonamento
Giovedì 20 dicembre 2007 - Teatro Sociale, ore 21 LA VARIANTE DI LUNEBURG con Milva e Walter Maurensig
Lunedì 14 gennaio 2008 - Teatro Sociale, ore 21 I GIGANTI DELLA MONTAGNA di Luigi Pirandello, con Sandro Lombardi
Martedì 29 gennaio 2008 - Teatro Ariston, ore 21 DON FAUSTO di Antonio Petito
Venerdì 1 febbraio 2008 - Teatro Sociale, ore 21 EDIPO A COLONO da Sofocle, con Roberto Herlitzka
Lunedì 11 febbraio 2008 - Teatro Sociale, ore 21 LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA di Carlo Goldoni, con Toni Servillo
Venerdì 29 febbraio 2008 - Teatro Ariston, ore 21 NOI, LE RAGAZZE DEGLI ANNI ‘60 di e con Grazia Scuccimarra
Martedì 4 marzo 2008 - Teatro Sociale, ore 21 VIRGILIO E L’AMORE
Martedì 11 marzo 2008 - Teatro Sociale, ore 21 CARA LA PELLE di Enrica Provasi
Martedì 1 aprile 2008 - Teatro Ariston, ore 21 LA BUONA MADRE di Carlo Goldoni
Martedì 8 aprile 2008 - Teatro Sociale, ore 21 L’UCCELLO DI FUOCO con Lindsay Kemp
Martedì 15 aprile 2008 - Teatro Sociale, ore 21 DANZ-A Teatro Nazionale della città di Pécs fuori abbonamento
Informazioni e numeri utili
Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettaolo Numero Verde 800-085992 fondazione@capitalespettacolo.it www.capitalespettacolo.it
Comune di Mantova www.comune.mantova.it
Provincia di Mantova www.provincia.mantova.it
Call Center - Servizio Informazioni Turistiche della Provincia di Mantova tel. 0376 432 432
BIGLIETTI vendita la sera dello spettacolo presso il Teatro Ariston e il Teatro Sociale prevendita e vendit abbonamenti presso BoxOffice viale Po 1 - 46100 Mantova tel. 0376 224599 www. mantova.com boxoffice@mantova.com
Interi: posto numerato platea 18,00 euro palchi, loggia e loggione15,00 euro
Ridotti: posto numerato platea 15,00 euro palchi, loggia e loggione 12,00 euro
Studenti: posto numerato 6,00 euro
Speciale gruppo classe, minimo 8 studenti: biglietto omaggio per l’insegnante accompagnatore
ABBONAMENTI posto numerato platea per 11 spettacoli Interi: 120,00 euro Ridotti: 100,00 euro Studenti: 40,00 euro
I ridotti valgono per ingressi oltre i 65, disabili e associazioni convenzionate
26.09.2007 - Siamo lieti di presentarvi la rassegna cinematografica FILMING SHAKESPERARE. IL BARDO AL CINEMA
Dopo Figlio del caos, il cinema secondo Luigi Pirandello e Tutto Bene! Il cinema di Carmelo Bene, la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo propone al pubblico mantovano un nuovo appuntamento in collaborazione con il Cinema del Carbone.
Ancora una volta, tentiamo di trasmettere attraverso lo schermo luminoso del cinematografo una possibile declinazione del linguaggio teatrale, questa volta evocando l’ingegno di William Shakespeare, una delle maggiori personalità della letteratura di ogni tempo.
Filming Shakespeare, il Bardo al cinema presenta alcune delle più interessanti rivisitazioni che grandi cineasti hanno compiuto delle opere più significative del celebre drammaturgo inglese. Agli spettatori viene data l’opportunità di conoscere uno Shakespeare inconsueto e dissacrante, attraverso le libere intuizioni di interpreti straordinari.
martedì 2 ottobre Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini, Italia, 1967 a seguire Othello di Orson Welles, Francia/Italia/Marocco/USA, 1952
martedì 9 ottobre Il pianeta proibito di Fred McLeod Wilcox, USA, 1956
martedì 16 ottobre Riccardo III di Richard Loncraine, Gran Bretagna, 1995
martedì 23 ottobre Ran di Akira Kurosawa, Giappone, 1985
martedì 30 ottobre Sogno di una notte d'estate di Gabriele Salvatores, Italia, 1983
mercoledì 7 novembre Titus di Julie Taymor, Gran Bretagna, 1999
Tutte le proiezioni sono ad ingresso libero e si terranno presso il Cinema del Carbone di Piazza Don Leoni, 18 - 46100 Mantova
26.04.2007 - festival teatro-arlecchino d'oro seconda edizione
Finalmente è in rete il programma della seconda edizione di TEATRO-Arlecchino d'oro, Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano: dal 21 giugno al 2 luglio oltre quaranta spettacoli ed imperdibili eventi!!
puoi scoprire il programma cliccando sul link segnalato qui sotto
19.03.2007 - VENERDI' 30 MARZO - TEATRO ARISTON ORE 21.00 Amleto+Otello PER MANTOVA TEATRO 2006-2007
Atlantide Teatro di Verona porta in scena in un'unica serata due straordinarie opere di William Shakespeare per la regia di Paolo Valerio.
Amleto
il senso dello spettacolo, al centro del quale si pone lo sforzo di amleto, richiama prepotentemente il nostro tempo fuori sesto. Proprio in quest'ottica si propone una messa in scena scarna, spoglia di ogni decorazione superflua. Rielaborando in chiave contemporanea il concetto di spazio a più livelli del teatro elisabettiano, lo spettacolo contamina i generiin una mescolanza di stili, affinché l'impatto dello spettatoresia principalmente emotivo: attraverso il sapiente uso di luce e musica emerge la dimensione atemporale della condizione di Amleto, superando così la difficoltà insita nel rivolgersi anche ad un pubblico giovane.
Otello
Otello, ingenuo quanto impulsivo generale Moro; Jago con la sua diabolica astuzia; Desdemona che non reagisce con la forza, anzi si offre, pur se innocente, come vittima sacrificale; Cassio ed Emilia, il primo inconsapevolmente fulcro della tragedia ma anche l'unico che si salverà, la seconda complice senza volere del crudele piano del marito. Su questa centralità dei personaggi si basa l'allestimento di Paolo Valerio attraverso l'uso di videoproiezioni che enfatizzano e sottolineamo in modo quasi cinematografico espressioni, gesti ed emozioni.
12.03.2007 - VENERDI' 16 MARZO-TEATRO ARISTON ORE 21 Declaracion Tango PER MANTOVA TEATRO 2006 2007
Andrà in scena venerdì 16 marzo presso il Teatro Ariston alle ore 21.00 uno straordinario spettacolo di danza.
Declaracion, questo il titolo della rappresentazione di tango per la regia e le coreografie di Luciano Padovani, è uno spettacolo in cui la sensualità e la storia di generazioni che hanno costruito il tango argentino si fondono nell'attualità della danza contemporanea, compenetrandosi per raccontare storie, storie di uomini e donne che si amano. Cos'è il tango se non una dichiarazione d'amore, una dichiarazione tra due corpi che si abbracciano? In scena cinque danzatori, cinque innamorati (corrisposti, platonici, ossessivi?), che vogliono dichairarsi e lo fanno, in un continuo intreccio ironico e poetico.
Tra gli interpreti, due grandi danzatori argentini: Walter Cardozo e Margarita Klurfan, due tangueros che hanno accettato la sfida di confrontarsi con il codice della danza contemporanea.
02.03.2007 - VENERDI' 9 MARZO - TEATRO ARISTON ORE 21 Il Giardino dei Ciliegi PER MANTOVA TEATRO 2006-2007
Venerdì 9 marzo alle ore 21.00 al Teatro Ariston, il Teatro del Vascello porta in scena Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov per la regia di Giancarlo Nanni.
Dopo Il Gabbiano, Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni affrontano nuovamente il grande Cechov con la messa in scena del suo dramma più bello e struggente, ma anche più attuale. Il tema è infatti quello della distruzione della natura e della bellezza da parte di un capitalismo arrogante e prepotente.
Il vecchio giardino dell'aristocratica possidente Liuba Andreevna, che ogni anno fiorisce di meravigliosi fiori bianchi, è ipotecatio e né lei né la famigliasono capaci di fare qualcosa. Sarà acquistato da Lopachin, un ex servo della gleba arricchito, che lo abbatterà per costruire villette che accontenteranno le smanie di villeggiatura dei nuovi ricchi.
Sarà possibile incontrare Manuela Kustermann e gli attori della compagnia alle ore 18.00 presso la saletta posta al secondo piano della libreria Feltrinelli di corso Umberto.
19.02.2007 - LUNEDI' 26 FEBBRAIO- TEATRO ARISTON ore 21.00: La pazzia di Isabella per MANTOVA TEATRO 2007
Le Belle Bandiere portano in scena LA PAZZIA DI ISABELLA per la drammatrgia, la regia e l'interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso.
Quel che maggiormente ci ha affascinato degli Andreini è il profondo senso metateatrale del loro operare, la geniale strategia familiare attuata per meritare alla "professione" quel rispetto e quella dignità sociali fino a poco prima negati. E se da un lato è difficile, quasi impossibile, ricostruire i gesti, ritrovare le parole, immaginare lo stile dell'arte recitativa, dall'altro ci è sembrato affascinante credere che dai fiumi di inchiostro degli Andreini potessero riapparire le loro ombre, le sagome, in maschera o a volto nudo, per raccontarci ancora la loro storia, la vita fortunosa e le passioni, i viaggi trionfali e massacranti di una stagione d'oro del Teatro.
Francesco Andreini si fece attore verso il 1586 unendosi in Firenze alla Compagnia dei Gelosi: "mi compiacqui di rappresentare nelle commedie la parte del milite superbo facendomi chiamare Capitan Spavento". Isabella, sua moglie, fu probabilmente l'attrice maggiore del sedicesimo secolo. Non solo, tuttavia. Fu anche autrice, donna bellissima, musa di letterati e non, creatrice del tipo dell'Innamorata. Magnifico era l'incanto della voce, soave la sua capacità musicale.
Sarà possibile incontrare Elena Bucci e Marco Sgrosso presso la libreria Feltrinelli di corso Umberto alle ore 17.30. Gli attori presenteranno lo spettacolo sulla Commedia dell'Arte accompagnati dalla professoressa Teresa Megale e dalla professoressa Cristina Grazioli.
05.02.2007 - martedì 13 febbraio MANTOVA TEATRO presenta LE SERVE di Jean Genet, ore 21.00 - TEATRO ARISTON
Società per attori porta in scena LE SERVE di Jean Genet per la regia di Giuseppe Marini e l'nterpretazione di Franca Valeri, Anna Maria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas.
Testo capitale del Teatro europeo, è il capolavoro di Jean Genet (1910-1986), l'autore francese che visse un'esistenza irregolare tra diserzione e carcere. Situandosi nella linea dei maestri dell'eversione, egli crea in quest'opera una stupefacente macchina infernale basata sugli intrighi di due criminali sorelle cameriere, interpretate da due autentici mostri sacri del nostro teatro: Franca Valeri e Anna Maria Guarnieri.
Una cerimonia di stralunata solennità, un intrigo sado-masochista di seducente e perturbante artificiosità, uno scintillante gioco di teatro nel teatro e di identità confuse , un auto-sacramental dai risvolti goffi e ridicoli, ma anche pericolosi, che trasformano le due celebri sorelle cameriere in due guitte mitomani e allucinate, continuamente in cerca di una qualche redenzione e santificazione nel progettato omicidio della loro non meno iperbolica Signora.
Giuseppe Marini
25.01.2007 - GIOVEDI' 1 FEBBRAIO PER MANTOVA TEATRO VA IN SCENA CANI DI BANCATA di Emma Dante
Giovedì 1 febbraio al Teatro Ariston di Mantova andrà in scena Cani di bancata.
L'attesissima nuova produzione della regista Emma Dante, nota per la forza e la visionarietà dei suoi spettacoli, parla di Famiglia, di crimini, di un'Italia percorsa da una tragedia incessante. Regole delittuose, regole infrante, coltelli e spartizioni.
La gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamnete urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano all'improvviso doloroso guizzo del cuore, come di un coniglio vivo in bocca al cane, i medici avevano fatto diagnosi, e medicine gli avevano dato da riempire tutto il piano del comò: ma non sapevano niente, i medici, della sua paura. (Leonardo Sciascia)
SARA' POSSIBILE INCONTRARE GLI ATTORI DELLA COMPAGNIA DI EMMA DANTE IL GIORNO STESSO DI SPETTACOLO ALLE ORE 17.00 PRESSO LA LIBRERIA LA FELTRINELLI DI CORSO UMBERTO NELLA SALETTA POSTA AL SECONDO PIANO.
08.01.2007 - lunedì 15 gennaio per MANTOVA TEATRO: ROMEO E GIULIETTA, NATI SOTTO CONTRARIA STELLA - ore 21.00 presso il TEATRO ARISTON
Nuovo appuntamento con MANTOVA TEATRO. Al teatro Ariston andrà in scena ROMEO E GIULIETTA, NATI SOTTO CONTRARIA STELLA per la regia di Leo Muscato.
Raccontano gli autori:
punti cardini del teatro elisabettiano erano il Gioco, la Metafora e il Travestimento. Poiché in uno spettacolo potevano trovarsi anche quaranta personaggi, era diffusa la pratica del doubling, che consisteva nell'affidare diverse parti ad uno stesso attore. Da qui è partito il nostro lavoro. I veri protagonisti del nostro spettacolo non sono i personaggi dell'opera, ma sette vecchi comici girovaghi che si presentano al pubblico per raccontare La dolorosa storia di giulietta e del suo Romeo. Sanno bene che è una storia che già tutti conoscono, ma loro sono intenzionati a raccontarla nel più autentico spirito elisabettiano: sono tutti uomini e ognuno di loro interpreta più personaggi. Anche quelli femminili!
Dall'opera per eccellenza di William Shakespeare, che dice dell'amore immortale e mortale, un divertimento brillante, ricco di ritmo e inventiva, fedelissimo al testo ed al suo spirito.
06.12.2006 - GLI UCCELLI di Arstofane giovedì 14 dicembre all'Ariston per MANTOVA TEATRO!
La prestigiosa Compagnia Lombardi-Tiezzi porta in scena Gli Uccelli di Aristofane a Mantova.
Definita come la più bella commedia di tutti i tempi, il viaggio di due ateniesi nel regno volatile dell’aria diviene satira politica e, al tempo stesso, demistificazione del sogno di Utopia. Così, la rappresentazione si intride progressivamente dei diversi gusti e umori del Teatro, trasformando l’immaginazione nella costruzione di un Teatro del Mondo.
Prima dello spettacolo sarà possibile parlare con Sandro Lombardi. Il celebre attore incontrerà il pubblico presso la saletta posta al secondo piano della libreria La Feltrinelli di corso Umberto alle ore 18.00.
I tragici fatti della guerra civile spagnola: Camillo Berneri, italiano, anarchico, viene assassinato nel 1937 durante gli scontri interni alle fila repubblicane nei tumulti di Barcellona. Omicidio ignobile, i cui mandanti, anch'essi italiani, sono perfettamente noti. Sono passati quasi settanta anni da questa tragedia che lo spettacolo, portato in scena da ZeroBeat per la drammaturgia e regia di Roberto Pavani, indaga unendo i materiali video alla recitazione, esplorando la dimensione dell'uomo e dell'attore.
Questo appuntamento inaugura la nuova sezione FARETEATRO. All'interno della stagione teatrale mantovana viene offerta una serata alle compagnie del territorio, così che esse possano trasmettere al pubblico e agli addetti ai lavori gli ultimi esiti della propria ricerca.
10.11.2006 - MANTOVA TEATRO!: martedì 21 novembre TEATRO ARISTON ore 21.00 "UNA VOLTA IN EUROPA"
Licia Maglietta, attrice e regista napoletana, incontra per la prima volta la scrittura limpida e altissima di John Berger.
La questione per Berger è sempre la stessa: trovare la voce della storia. Quanto a me, è difficile trovare le parole per dire quante parti hanno dato voce alla protagonista Odile e a quanle memoria ho attinto. So che Odile è scivolata nella mia pelle ed ho avuto la necessità di ascoltarla e farla vivere. Il luogo in cui si svolge la storia -questa volta ilo cielo e l'aria- mi ha dato la possibilità di togliere dalla scena qualsiasi oggetto. E' rimasto soltanto un sottilissimo filo nero che lega Odile ad un deltaplano. Il resto è cielo, che ho trattato come una tela su cui traspaiono colori e luce. Licia Maglietta
VI ASPETTIAMO IL GIORNO DELLO SPETTACOLO PRESSO LA LIBRERIA LA FELTRINELLI DI MANTOVA -corso umberto I, 56- ALLE ORE 16.00 DOVE POTRETE INCONTRARE L'ATTRICE NAPOLETANA!
23.10.2006 - Chi è socio Feltrinelli paga meno a Teatro!
La nostra Fondazione ha concluso un accordo con la Feltrinelli srl che dà diritto a tutti i titolari della Carta Più la Feltrinelli di ottenere il biglietto ridotto per tutte le manifestazioni organizzate dalla Fondazione. Inoltre, la Libreria Feltrinelli di Mantova diviene la sede privilegiata delle conferenze introduttive agli spettacoli di Mantova Teatro. Alle ore 18.30, nello stesso giorno dello spettacolo, i teatranti converseranno con il pubblico per soddisfare curiosità e domande. L'ingresso sarà gratuito. Gli incontri si terranno nella saletta posta al secondo piano della Libreria.
06.10.2006 - Inizia la stagione teatrale mantovana!
Venerdì 13 ottobre, Teatro Ariston, ore 21, iniizia la Stagione Teatrale Mantovana, che ha da quest'anno il nuovo nome di Mantova Teatro. Lo spettacolo inaugurale - fuori abbonamento - è La Busta di Scipione e Sframeli, due fra i più noti autori dell'avanguardia italiana. Mantova Teatro viene presentata ufficialmente lunedì 11 ottobre, nella sede di via Roma del Comune di Mantova, che ha incaricato la nostra Fondazione e Arci Teatrodonna di organizzare la rassegna. Undici spettacoli - di cui dieci in abbonamento - per una stagione innovativa, ricca di grandi classici e di intense prove d'attore. La campagna abbonamenti si apre sabato 14 ottobre per chiudersi lunedì 20 novembre. Biglietti e abbonamenti sono in vendita presso BoxOffice, viale Po 1 Mantova, telefono 0376 224599.
Ecco il programma completo: Venerdì 13 ottobre 2006 LA BUSTA di Spiro Scimone regia di Francesco Sframeli Martedì 21 novembre 2006 UNA VOLTA IN EUROPA di John Berger regia di Licia Maglietta Venerdì 1 dicembre 2006 E.R.O. di Roberto Pavani e Zero Beat regia di Roberto Pavani Giovedì 14 dicembre 2006 GLI UCCELLI di Aristofane regia di Federico Tiezzi Lunedì 15 gennaio 2007 ROMEO E GIULIETTA da William Shakespeare regia di Leo Muscato Giovedì 1 febbraio 2007 CANI DI BANCATA di Emma Dante regia di Emma Dante Martedì 13 febbraio 2007 LE SERVE di Jean Genet regia di Giuseppe Marini Lunedì 26 febbraio 2007 LA PAZZIA DI ISABELLA di Elena Bucci regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso Venerdì 9 marzo 2007 IL GIARDINO DEI CILIEGI di Anton Cechov regia di Giancarlo Nanni Venerdì 16 marzo 2007 DECLARACIÒN TANGO coreografi e e regia di Luciano Padovani Venerdì 30 marzo 2007 AMLETO + OTELLO di William Shakespeare regia di Paolo Valerio
27.09.2006 - TUTTO BENE - Il cinema di Carmelo Bene
Prosegue la nostra collaborazione con le diverse realtà culturali mantovane. Dopo il successo di Figlio del caos, il cinema per Luigi Pirandello, ciclo di proiezioni tenuto nell’autunno del 2005, la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo rinnova la volontà di portare sullo schermo un possibile linguaggio teatrale attraverso il mezzo cinematografico, tramite l’opera di chi ne è stato uno straordinario innovatore. Volontà che trova forza nell’eccezionale testimonianza del lucido confronto tra Carmelo Bene e l’ideatore della Fondazione Umberto Artioli, riportato su cd e trascritto nel libro Un dio assente, monologo a due voci sul teatro, edito da Medusa e curato dai professori Antonio Attisani e Marco Dotti. Tutto Bene! Il cinema di Carmelo Bene, nasce dalla vivacità intellettuale del Cinema del Carbone unitamente all’intuito di chi fa del teatro motivo di studio e luogo intimo di incanto e suggestione. La completezza del ciclo offre agli spettatori una opportunità rara: conoscere tutta l’opera filmica del grande attore e autore, esplorando le sorgenti stesse della sua inesausta creatività.
Alice Rabaglia Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
18.05.2006 - Conferenza Stampa del festival Teatro-Arlecchino d'oro Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano
Giovedì 18 maggio alle ore 11.30 presso la Sala Terrazzo di Palazzo Affari ai Giureconsulti, si svolgerà la Conferenza Stampa di TEATRO-Arlecchino d'Oro, Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano
Mantova città del teatro europeo: con questo obiettivo, all’interno del nuovo coordinamento dei festival cittadini (letteratura, musica, teatro e infanzia), prende vita il progetto TEATRO- festival europeo del teatro di scena e urbano, una rassegna che si terrà a Mantova dal 21 giugno al 4 luglio 2006, ampliando l’offerta del Festival Arlecchino d’Oro, che dal 2001 viene organizzato dalla Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo nel prestigioso cortile d’onore di Palazzo Te, per rendere omaggio alla maschera impersonata nel XVI secolo da Tristano Martinelli e alla commedia dell’arte in genere. TEATRO intende infatti unire in un unico cartellone le proposte del Teatro di scena con una nuova sezione di Teatro urbano, che si ricollega ad altri grandi appuntamenti europei, quali i festival di Avignone e di Edimburgo, dei quali si propone di diventare il polo italiano. L’idea è quella di portare il teatro anche fuori dall’idea tradizionale di “teatro” e renderlo in tal modo fruibile al pubblico, che nel periodo estivo può attraversare le bellezze artistiche ed architettoniche della città e scoprirle nuovamente grazie agli allestimenti e alle suggestioni sceniche proposte da importanti compagnie internazionali.Ma ancor più quella di far dialogare le due anime dell’antico teatro della Commedia dell’Arte, quella di strada e quella di corte, all’interno di un appuntamento che intende distinguersi per l’elevata qualità delle proposte e per la magia di un centro rinascimentale che rivive in forma di spettacolo aperto nelle notti estive del solstizio ed oltre. Il filo conduttore della rassegna 2006 è “Transiti e Metamorfosi”, chiave di lettura del contemporaneo, ma anche tema peculiare del teatro in sé. Alla Conferenza saranno presenti Fiorenza Brioni Sindaco di Mantova; Giovanni Pasetti Presidente della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo; Luigi Fusani consulente artistico per il Teatro Urbano e molti altri artisti italiani ed europei ospiti del Festival.
12.05.2006 - IL FORMICONE AL TEATRO BIBIENA
venerdì 12 maggio alle ore 21.00 presso il Teatro Bibiena di Mantova avrà luogo la rappresentazione di Formicone farsa cinquecentesca in atto unico
a cura di Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo Associazione Culturale Ca’ Gioiosa Ars - creazione e spettacolo
Regia: Federica Restani e Raffaele Latagliata
Coordinamento musicale: Francesco Antimiani
Scene e Costumi: Ars - creazione e spettacolo La scelta di mettere in scena nell’anno mantegnesco 2006 il Formicone nasce da una semplice considerazione: questa commedia venne allestita a Mantova ancora vivente Andrea Mantegna, e certamente offerta al pubblico dell’epoca il 12 novembre 1503, come si desume dalla lettera che abbiamo appena riportato (seguenti rappresentazioni a Mantova nel 1507 e a Ferrara nel 1531; prima edizione a stampa a Roma tra il 1524 e il 1525). Il suo autore, che si cela sotto lo pseudonimo di Publio Filippo Mantovano, era probabilmente un umanista della corte gonzaghesca. Gli attori dell’epoca furono alcuni giovani scolari appartenenti allo Studio di Francesco Vigilio. A loro, a metà tra la sapienza e la goliardia, ben si adattava il brillante svolgersi del componimento. Tanto più interessante è quindi la ripresa odierna, attualizzata e presentata dalla scuola attoriale dell’Ars - creazione e spettacolo, a coronamento del Convegno dal titolo Umanesimo a Mantova da Vittorino da Feltre ad Andrea Mantegna organizzato dall’Associazione Culturale Ca’ Gioiosa in onore del grande pittore. Una rappresentazione impreziosita da musica e canto, nel gusto e nello spirito dell’epoca, che la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo offre alla città, in assonanza ideale con l’Orfeo di Angelo Poliziano, recentemente proposto grazie all’acume critico di Claudio Gallico e di Gianfranco de Bosio.
20.04.2006 - LA SCIMIA AL TEATRO ARISTON CHIUDE TEATRINSIEME
Giovedì 20 aprile 2006 CRT- Centro Ricerca Teatro LA SCIMIA regia di Emma Dante liberamente ispirato a Le due zittelle di Tommaso Landolfi con Marco Fubini e Manuela Lo Sicco Lo spettacolo, intenso e fantastico, è una dichiarazione d’amore della regista per Tommaso Landolfi, “autore visionario, complesso nella scrittura e nella struttura, ma nello stesso tempo semplice nelle intuizioni”. Tutto vive nel contrasto tra l’animalità della scimmia Tombo e le tre presenze femminili che abitano lo spazio di una casa borghese, nell’intensità di una rappresentazione inedita.
26.03.2006 - potlach al teatreno-audizioni per il festival estivo
Domenica 25 marzo dalle ore 10 alle ore 20 presso il Teatreno di piazza di Piazza Don Leoni, il responsabile della compagnia Potlach Pino Di Buduo, incontra gli artisti mantovani che intendono prendere parte alla performance "Città Invisibili" che si terrà nel centro storico dal 24 al 26 giugno 2006 all'interno del festival teatrale estivo.
Il progetto "Città Invisibili" intende promuovere le energie creative del territorio inventando, di concerto con i protagonisti, attori, musicisti, mimi, danzatori..., una serie di performances inserite nel prestigioso contesto artistico mantovano, che movimenteranno le tre serate di giugno, in un percorso formato da una rete di teli bianchi.
Tutte le associazioni e i singoli che si esprimono lungo i sentieri della creatività e che ritengono di poter costruire una delle performance del percorso sono dunque invitate a questo appuntamento.
Pino Di Buduo si tratterrà poi a Mantova nella giornata di lunedì per visitare le sedi delle scuole di teatro che lo contatteranno.
07.03.2006 - MACBETH
Martedì 7 marzo alle ore 21.00 , nuovo spettacolo della stagione teatrale di prosa a Mantova, per la rassegna Teatrinsieme
Compagnia Teatri Possibili MacBetH da William Shakespeare - regia di Paolo Valerio con Elena Giusti, Roberto Petruzzelli e Paolo Valerio coreografie di Sisina Augusta
Una messa in scena moderna e accattivante della tragedia dell’ambizione e del destino. Paolo Valerio ha immaginato uno spettacolo danzato e musicato, in cui melodie e suggestioni d’Oriente fanno da contrappunto alle immortali azioni di Macbeth e di lady Macbeth. Ipnotizzati dalla loro stessa brama distruttrice, condannati a ripetere meccanicamente la trama di un incubo.
Causa il protrarsi dei lavori di ristrutturazione del Teatro Ariston, lo spettacolo avrà luogo presso il Teatro Sociale. Rimangono validi i prezzi di abbonamenti e biglietti.
Prevendita presso BoxOffice, Mantova, via Po 1 angolo Viale Risorgimento, telefono 0376 224599.
Martedì 7 marzo, vendita biglietti presso il Teatro Sociale, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 in poi.
03.03.2006 - BUFFI SI NASCE
Venerdì 3 marzo alle ore 21.00 , nuovo spettacolo della stagione teatrale di prosa a Mantova, per la rassegna Teatrinsieme.
BUFFI SI NASCE di Ugo Chiti - regia di Ugo Chiti con Lucia Poli e Marco Natalucci Il termine buffo significa “che suscita il riso, provoca ilarità, ridicolo, curioso”. Buffi si nasce unisce personaggi di diversa provenienza letteraria e teatrale, con vertiginosi salti temporali dal 1300 alla contemporaneità, ma tutti accomunati dalla stessa lingua, città e regione: Firenze, la Toscana. Ed è anche la maniera più allusiva per indicare una specie umana sempre in bilico, che attraversa la vita mischiando il tragico e il comico con ambigua consapevolezza.
Una grande interpretazione di Lucia Poli, mimetica interprete della giocosità e del sarcasmo.
Causa il protrarsi dei lavori di ristrutturazione del Teatro Ariston, lo spettacolo avrà luogo presso il Teatro Sociale. Rimangono validi i prezzi di abbonamenti e biglietti.
Prevendita presso BoxOffice, Mantova, via Po 1 angolo Viale Risorgimento, telefono 0376 224599.
Venerdì 3 marzo, vendita biglietti presso il Teatro Sociale, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 in poi.
27.02.2006 - SEI PERSONAGGI IN CERCA DI AUTORE
Lunedì 27 febbraio alle ore 21.00 nuovo spettacolo della stagione teatrale di prosa a Mantova, per la rassegna Teatrinsieme.
SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE di Luigi Pirandello - regia di Carlo Cecchi con Carlo Cecchi, Paolo Graziosi, Antonia Truppo Il capolavoro di Pirandello per la regia e l’interpretazione di Carlo Cecchi. Una resa scenica davvero sorprendente che sfronda il testo dei suoi echi più abusati e riscopre il cuore dei fantasmi pirandelliani. Godibile e profondo, nella prova magistrale di uno dei più grandi interpreti del teatro italiano.
Causa il protrarsi dei lavori di ristrutturazione del Teatro Ariston, lo spettacolo avrà luogo presso il Teatro Sociale. Rimangono validi i prezzi di abbonamenti e biglietti.
Prevendita presso BoxOffice, Mantova, via Po 1 angolo Viale Risorgimento, telefono 0376 224599.
Lunedì 27 febbraio, vendita biglietti presso il Teatro Sociale, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 in poi.
22.02.2006 - LA VEDOVA SCALTRA
Mercoledì 22 febbraio 2006 il Teatro Stabile di Bolzano presenta LA VEDOVA SCALTRA di Carlo Goldoni regia di Marco Bernardi con Patrizia Milani e Carlo Simoni La sera di Santo Stefano del 1748 Venezia segnò il primo grande trionfo di Carlo Goldoni. La vedova scaltra, ovvero Rosaura la saggia che si destreggia fra i suoi quattro pretendenti, risulta il personaggio fondamentale nella rivoluzione teatrale compiuta dal grande commediografo. Il soggetto è brillante e malizioso, l’ambiente è carnevalesco, la macchina teatrale è perfetta e scintillante.
Causa il protrarsi dei lavori di ristrutturazione del Teatro Ariston, lo spettacolo avrà luogo presso il Teatro Sociale. Rimangono validi i prezzi di abbonamenti e biglietti.
Mercoledì 22 febbraio, vendita biglietti presso il Teatro Sociale, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 in poi.
20.02.2006 - PRESENTAZIONE ALLA BIT DI MILANO DEI FESTIVAL DI MANTOVA
Alla Borsa del Turismo di Milano, presentazione di Mantova Città dei Festival, il marchio del Comune di Mantova che promuove quattro prestigiosi eventi a cadenza annuale, che vivacizzeranno la vita culturale della città tra maggio e novembre, richiamando artisti di fama internazionale e un pubblico proveniente da tutta Italia.
Il Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni, Maurizio Fontanili, Presidente della Provincia di Mantova, Ercole Montanari, Presidente della Camera di Commercio di Mantova, hanno illustrato il senso e la portata di un'inizativa che intende promuovere l'immagine di Mantova ovunque.
Hanno poi parlato esponenti dei comitati organizzativi dei vari festival:
Nando Dalla Chiesa per Mantova Musica Festival
Giovanni Pasetti, per Teatro - Arlecchino d'Oro, Festival del Teatro di Scena e Urbano
Carla Bernini e Laura Baccaglioni per Festivaletteratura Dario Moretti per Segni d'Infanzia.
Vi presentiamo in anteprima il logo del Festival del Teatro di Scena e di Strada, che si svolgerà a a Mantova dal 21 giugno al 3 luglio 2006.
20 spettacoli disseminati in due settimane tra il centro della città e il palcoscenico allestito nel Cortile d'Onore di Palazzo Te, dove verrà consegnato per l'ottava volta il premio Arlecchino d'Oro.
19.01.2006 - il 20 gennaio si inaugura la biblioteca della fondazione
Dopo l'inaugurazione di venerdì 20 gennaio, mercoledì 25 gennaio 2006 apre la Biblioteca della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo.
Dalle ore 9.30 alle ore 17.30 di ogni mercoledì, saranno disponibili per la consultazione nella nostra sede di Largo XXIV maggio 13, Mantova, oltre 700 volumi provenienti dal prezioso fondo teatrale del disciolto Circolo Cittadino.
Si tratta di testi generosamente offerti in comodato dalla Fondazione BAM. Opere composte tra il 1700 e il primo 900, talvolta rare o introvabili. Sono tutte schedate nell'OPAC della regione lombardia, sotto la voce Biblioteca Comunale di Mantova.
Venerdì 20 gennaio 2006 si riunisce il Comitato Scientifico della Fondazione.
E' l'occasione per accogliere due nuovi e prestigiosi membri - la Professoressa Testaverde dell'Università di Bergamo e la Dottoressa Di Francesco, Sovrintendente regionale della Lombardia ai Beni Architettonici e Paesaggio. Si discuterà inoltre del Festival Estivo 2006 e del prossimo premio Arlecchino d'Oro.