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NEWS
 04.03.2019 - FESTA DELLA MUSICA 2019
Sabato 22 giugno dalle 18.30 Mantova si fa musica!
 
L’estate a Mantova si apre anche quest’anno con la quarta edizione della Festa della Musica, importante manifestazione popolare ed europea che coinvolge professionisti e dilettanti, giovani e meno giovani prevenienti da scuole, bande, organizzazioni oppure liberi cittadini con grande spirito artistico e voglia di partecipazione.
 
La Festa della Musica invade le piazze della città, i luoghi magici del nostro patrimonio storico e gli spazi più importanti per la nostra identità. Vengono confermate location suggestive come Piazza Mantegna, Rotonda di San Lorenzo, Loggia del Grano, Piazza Canossa, Pescherie di Giulio Romano, Conservatorio e Palazzo Te. Si aggiungono, in una logica di inclusione e coinvolgimento dei cittadini, le sedi di Te Brunetti e Lunetta, quartiere che sabato 22 giugno sarà animato anche dalla festa di quartiere.
 
Nelle scorse edizioni la partecipazione dei gruppi è stata molto importante: più di 150 musicisti con un totale di circa 50 gruppi che si sono alternati nei palchi cittadini fino a sera inoltrata.
 
Protagonisti essenziali sono ancora una volta le scuole di musica del territorio, come Conservatorio, Schola Cantorum Pomponazzo, Nuova Scuola di Musica, Associazione culturale l’Orfeo, Consonanze, Diabulus in Musica e la Banda della città di Mantova. Un team eccezionale, pronto a coordinarsi con la Fondazione Artioli per la piena riuscita di una festa le cui parole chiave sono coinvolgimento, inclusione e naturalmente divertimento.
 
L’iniziativa ha l’appoggio degli esercenti del centro che come ogni anno supportano e condividono il programma.
 
Per coloro che non riuscissero a partecipare come musicisti rimane la possibilità di dar sfogo al proprio talento con i pianoforti di Suonami che tornano ad animare le vie del centro, per regalare una colonna sonora sempre nuova alla città.
 
APRIAMO LA STAGIONE ESTIVA CON IL RITMO GIUSTO!
 
Chi vuole esibirsi e prendere parte attiva alla festa del 22 giugno si può candidare compilando la scheda di ammissione scaricabile dalla pagina Facebook della Festa della Musica, o dal sito www.capitalespettacolo.it entro il 30 aprile 2019
 
Per info e invio schede scrivere a:
fondazione@capitalespettacolo.it
 
facebook : festa della musica mantova
istagram: fondazioneartioli
www.capitalespettacolo.it
www.festadellamusica.beniculturali.it
 
 
 26.02.2019 - LA BISBETICA DOMATA
Martedì 26 febbraio 2019 ore 21
LuganoinScena Centro d’arte Contemporanea teatro Carcano
LA BISBETICA DOMATA di William Shakespeare
con Tindaro  Granata e Angelo di  Genio
Regia di Andrea Chiodi
 
La sera del 26 febbraio al Teatro Sociale di Mantova verrà rappresentata una rilettura en travesti del celebre capolavoro shakesperiano “La bisbetica domata”, un’ode alla capacità manipolatoria della parola, al fascino del linguaggio e al suo potere di cambiare la realtà.
La bisbetica domata, o “addomesticata” come si tradurrebbe alla lettera, è una delle prime commedie del vate inglese, forse la più contorta, senza dubbio la più discussa. Una commedia che, suo malgrado, ci fa ridere perché ricca di atrocità e di strani rapporti, dove l’amore non è amore, ma puro interesse, dove la finzione è uno degli ingredienti salienti; insomma una sfida complessa che ha indotto la regia a riportare in scena il gioco elisabettiano del travestimento, perché in fondo i rapporti sono così falsati, così costruiti, che solo una bizzarra novità poteva rendere bene l’idea dei cuori selvatici, appunto da addomesticare. La trama è nota: una donna, Caterina, detta la bisbetica, per avere un posto nella società si fa uomo e parla come un uomo di potere, poi si sottomette con riluttanza a Petruccio per diventare la regina della casa. È un’astuzia terribile e amara, piena di una finta rivalsa, la cui eco arriva fino ai nostri giorni, tanto che il suo monologo finale, in cui si elencano i doveri di una buona moglie, rimane ancora oggi uno dei testi più ambigui e commentati di tutti i tempi.
 
 
 10.01.2019 - VINCENT VAN GOGH - L'ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO
Alessandro Preziosi diventa Vincent Van Gogh in un thriller psicologico che mozza il fiato
La sera del 6 febbraio approda al Teatro Sociale Vincent Van Gogh – l’odore assordante del bianco, spettacolo scritto dal prolifico Stefano Massini, autore della fortunata Lehman Trilogy, tradotta in ben 14 lingue, e noto volto televisivo grazie alle sue incursioni a Piazzapulita su La7. La sceneggiatura scarna, ma estremamente poetica, trasporta lo spettatore indietro nel tempo, fino al 1889: lì vive un Van Gogh ormai stanco e malato, animato solo dalla speranza che il fratello Theo lo possa aiutare a fuggire dal manicomio in cui è stato rinchiuso. Il pittore olandese prende vita grazie all’interpretazione di Alessandro Preziosi, che ne rende alla perfezione le nevrosi e le paure, la sensazione di marcire dentro a quattro mura talmente bianche da accecarlo e renderlo facile vittima di allucinazioni e deliri sempre più frenetici.  La solitudine è la sua unica compagnia e la sua mente si riempie di echi di voci che si rincorrono e si sovrappongono sempre più simili ad ossessioni, in cui il confine tra sogno e realtà diventa a mano a mano più labile. Come può̀ un grande pittore sopravvivere in una gabbia dove il colore non esiste e non potrà mai esistere? Questa domanda diventa lo spunto per una riflessione sul tema della creatività e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea. Così la metafora del temporaneo isolamento in manicomio di Van Gogh dà voce ai miraggi e alle inquietudini che animano i nostri giorni, grazie alla profondità ipnotica di un testo che si è aggiudicato il Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005.
 
 08.01.2019 - UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO
“UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO” tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami con Massimo Dapporto
musiche originali di  Nicola Piovani
adattamento e regia di Fabrizio Coniglio
 
Martedì 8 gennaio al Teatro Sociale sarà di scena “Un borghese piccolo piccolo”, tratto dal romanzo di Vincenzo Cerami che lo stesso Pier Paolo Pasolini presentò agli editori. La storia, diventata famosa grazie al capolavoro cinematografico di Mario Monicelli con Alberto Sordi, è un ritratto di agghiacciante attualità.
La tinta grottesca con cui Cerami descrive le umili aspirazioni del protagonista Giovanni, il “piccolo” borghese vengono trasposte sul palcoscenico grazie alla bravura di Massimo Dapporto, attore capace di rendere il ridicolo e il tragico nello stesso tempo, con sfumature di grande umanità. Le musiche del premio Oscar Nicola Piovani scandiscono le vicende dei protagonisti, sottolineandone la solitudine e la meschinità. Si tratta di una tragicommedia che, se nella prima parte riesce a regalare momenti di esilarante comicità̀, ha poi un’evoluzione che culmina in un epilogo estremamente drammatico.  Il borghese è Giovanni Vivaldi, un uomo di provincia, il cui maggior desiderio è quello di sistemare suo figlio Mario proprio in quel ministero in cui lavora da oltre trent’anni. Ma come ottenere una raccomandazione per il figlio? Da questa domanda ha inizio la sua ricerca disperata di una scorciatoia, in questo caso rappresentata dalla Massoneria, per garantire un futuro al ragazzo. Ma proprio il giorno del concorso, mentre Giovanni e il figlio si stanno recando al ministero, dei rapinatori in fuga sparano e accidentalmente colpiscono Mario che muore. La reazione di Giovanni sarà imprevedibile.
 
 
 12.12.2018 - A testa in gił
La stagione di prosa del 2018 si chiude con una commedia sarcastica e dissacrante: “A testa in giù” di Florian Zeller
Approda finalmente in Italia la commedia L'envers du décor di Florian Zeller, diventata famosa sul grande schermo nel 2018 grazie all’interpretazione di Gérard Depardieu e Daniel Auteuil nel film Sogno di una notte di mezza età. La trama riprende la formula vincente della cena tra amici, in voga nella commedia francese, e trasporta lo spettatore in un turbinio di equivoci e colpi di scena che lasciano col fiato in sospeso. Una particolarità: il testo è costruito sull’idea che i personaggi, oltre a parlare normalmente fra loro, esprimono ad alta voce di fronte al pubblico anche i propri pensieri più nascosti. L’effetto è dirompente e trasforma una comune vicenda in un formidabile e spassoso labirinto di gesti e parole, sempre in bilico fra realtà e finzione. Il risultato è uno spettacolo originale e sorprendente per chi ama le commedie intelligenti che prende vita grazie agli istrionici talenti comici di Emilio Solfrizi e Paola Minaccioni e alla regia di Gioele Dix. Un grande gioco di attori che svelano, con la tecnica del doppio linguaggio, una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.
 29.11.2018 - Arlecchino servitore di due padroni
La sera del 19 novembre alle ore 21 il Teatro Sociale ospiterà il secondo appuntamento della stagione di Prosa al teatro Sociale, curata dalla Fondazione Artioli con il Patrocino e il Sostegno del Comune di Mantova. Sarà in scena il classico Arlecchino servitore di due padroni un perfetto meccanismo comico, girandola di maschere e personaggi della Commedia dell’Arte, specchio di una borghesia dinamica e virtuosa, celebrazione dell’intraprendenza femminile e dell’amore romantico, ma soprattutto commedia che dal 1745 non smette di affascinare il pubblico. Natalino Balasso, sotto la guida del regista Valerio Binasco trasporterà lo spettatore in una dimensione giocosa e leggera, a tratti malinconica e ricca di suspense e lo inviterà a prendere parte ad una festa che celebra la potenza stessa del teatro, la poesia di Carlo Goldoni e il talento chi ogni sera calca le tavole del palcoscenico.
L’attore veneto sarà doppiamente Arlecchino perché al termine della serata riceverà il premio Arlecchino d’oro, consegnato a partire dal 1999 dalla Fondazione Artioli come riconoscimento alla carriera di artisti di rilievo internazionale che nel loro percorso abbiano saputo valorizzare la mescolanza tra le varie arti.
 
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